Vergognoso – La Francia si fa finanziare il debito dai paesi Africani! Ecco lo scandalo CFA (Franco Centrafricano) – Mandi qualche Euro per una scuola o un ospedale in Senegal? Stai sostenendo le finanze francesi…

Francia

 

Francia

 

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

Vergognoso – La Francia si fa finanziare il debito dai paesi Africani! Ecco lo scandalo CFA (Franco Centrafricano) – Mandi qualche Euro per una scuola o un ospedale in Senegal? Stai sostenendo le finanze francesi…

 

LA FRANCIA SI FA FINANZIARE IL DEBITO DAI PAESI AFRICANI! Svelato lo scandalo del CFA

Un video, in Italiano (ma speriamo presto di tradurlo in francese) rivela lo scandalo del CFA, il Franco Centrafricano, in una profondità che non era mai stata spiegata sinora. In questo caso funzionari bancari africani e  professori universitari ci rivelano lo scandaloso traffico che finanzia il debito francese.

Quando mandate un euro in Africa, per un aiuto umanitario , voi pensate di aiutare i poveri nei paesi francofoni, ma , in realtà, state finanziando le finanze di Parigi. Spieghiamo i passaggi:

  • Mandate l’euro per la scuola in Senegal;
  • l’Euro va a Parigi;
  • Parigi  trattiene l’euro, lo cambia in franco CFA, ma SOLO LA META’ viene mandata in Africa.
  • Questi  euro depositati in Francia sono investiti in Titoli di Stato francesi.

Attualmente il professore afferma che siano solo 10 miliardi, ma siamo sicuri? Non è che la cifra è molto più alta se poi l’Italia a avesse una decina o ventina di miliardi di riserve libere da giostrarsi sul mercato vedreste come lo spread sarebbe più controllato….

Comunque vi lasciamo all’ascolto di TABLOID:

 

Fonti:

https://scenarieconomici.it/la-franci…

https://www.facebook.com/NightTabloid…

Vergognoso – La Francia si fa finanziare il debito dai paesi Africani! Ecco lo scandalo CFA (Franco Centrafricano) – Mandi qualche Euro per una scuola o un ospedale in Senegal? Stai sostenendo le finanze francesi…ultima modifica: 2018-11-18T20:58:50+01:00da eles-1966
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento