Il Paese più corrotto dell’Unione Europea? È l’onesta, corretta, laboriosa GERMANIA… Sì, proprio i crucchi, quelli che continuano a pretendere correttezza dagli altri…

 

GERMANIA

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

 

Il Paese più corrotto dell’Unione Europea? È l’onesta, corretta, laboriosa GERMANIA… Sì, proprio i crucchi, quelli che continuano a pretendere correttezza dagli altri…

 

Secondo un rapporto di Visa Europa, l’economia sommersa tedesca è la più consistente d’Europa: 351 miliardi di euro, 20 in più rispetto all’Italia

I tedischi, si sa, sono sempre pronti a fare la ramanzina all’Italia. Chiunque a Berlino si sente titolato a puntare il dito.

Se non è la cancelliera Angela Merkel, è il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz. Eppure i numeri dicono tutt’altro. Secondo un attento studio di Visa Europa, riportato oggi da ItaliaOggi, in termini assoluti l’economia sommersa tedesca è la più consistente di tutta l’Unione europea. Supera addirittura i 350 miliardi di euro ed è pari al nero di Gran Bretagna, Belgio, Svezia, Irlanda e Austria messe insieme. Eppure nessuno ci fa caso.

I dati non mentono. Ma smentiscono. E basta dare una rapida occhiata al report realizzato dalla At Kearney con il professore dell’Università di Linz, Friedrich Schneider, autorità nello smascherare la cosiddetta shadow economy per capire che i tedeschi sono dei gran furbetti. Certo gli italiani ci mettono del loro per toccare certo livelli, ma mai come i tedeschi. Ebbene, secondo il rapporto commissionato da Visa Europa, l’economia sommersa tedesca si aggira intorno ai 351 miliardi di euro, quasi 20 miliardi in più rispetto a quella italiana che è appunto stimata intorno ai 333 miliardi. Di questo malloppo, spiega Schneider, solo nel 2012 le mazzette teutoniche hanno pesato per 250 miliardi di euro. In questo gli italiani sono imbattibili: le tangenti sono stimate intorno aI 280 miliardi di euro.

A fronte di questi numeri quello che più colpisce è il capitolo dedicato alle statistiche giudiziarie. Secondo il rapporto di Visa Europa, infatti, nel 2009 sono state sporte 6.354 denunce, nel 2012 ben 8.175. “Mentre le denunce di crimini aumentano, le indagini diminuiscono – spiega Marco Cobianchi su ItaliaOggi – dalle 1.813 del 2010 si è passati alle 1.528 del 2011 fino alle 1.373 del 2012″. E in Italia? Nel 2012 le denunce per corruzione e concussione e abuso d’ufficio sono state 1.820, mentre i condannati sono stati 800. Tutt’altra proporzione. Come fa notare Cobianchi, infatti, “in Italia si denuncia meno ma si condanna molto di più”. Secondo il rapporto della Commissione europea sulla corruzione, la colpa è della magistrura tedesca che è soggetta al potere politico. A Berlino, infatti, il ministero della Giustizia può “istruire il magistrato di una inchiesta su come condurre le indagini” e dove andare a concentrare le proprie attenzioni.

via Il Giornale

“È finita la pacchia” …è finita la pacchia anche per Soumaila Sacko, 29enne maliano sindacalista, che si “divertiva” a difendere i diritti migranti sfruttati …è finita la pacchia, a fucilate!

 

pacchia

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

 

Salvini sui migranti: “è finita la pacchia”

 

“È finita la pacchia” …è finita la pacchia anche per Soumaila Sacko, 29enne maliano sindacalista, che si “divertiva” a difendere i diritti migranti sfruttati …è finita la pacchia, a fucilate!

Schiavi mai: i migranti sfruttati in piazza dopo l’assassinio di Soumaila Sacko

I carabinieri proseguono negli interrogatori e nelle perquisizioni: si cerca unʼauto

Tensione a San Ferdinando, in Calabria, nel giorno della mobilitazione decisa dopo l’omicidio di Soumaila Sacko, il 29enne maliano sindacalista dell’Unione sindacale di base. Un gruppo di migranti, provenienti dalla tendopoli nella quale abitava il giovane, è giunto davanti al Municipio della cittadina chiedendo di incontrare un rappresentante della Prefettura di Reggio Calabria. I manifestanti stanno scandendo slogan come “Giustizia”, “Schiavi mai” e “Soumaila, uno di noi”.

La Cgil accusa: un crimine d’odio

Per le Cgil regionale e provinciale “vanno messe definitivamente in atto tutte le azioni necessarie per favorire la fuoriuscita dall’ancora attuale condizione di degrado e precarietà che caratterizza l’intero territorio della Piana di Gioia Tauro, per ridare dignità al lavoro agricolo garantendo il rispetto dei contratti e individuando fin da subito idonee strutture alternative alle baracche, ai capannoni e ai casolari, serviti in questi anni, e mai come adesso, a coprire il fabbisogno di posti letto e quanto necessario”. In conclusione, Angelo Sposato e Celeste Logiacco rilevano che “un’accoglienza dignitosa è il primo passo per arginare gravi abusi quali lo sfruttamento lavorativo: negare un’accoglienza degna di un paese civile a questi lavoratori vuol dire necessariamente consegnarli a caporali e sfruttatori”.
“Un’aggressione vile e piena di odio”. Per Bruno Costa, segretario generale della Flai Cgil Calabria, l’assassinio di Sacko Soumayla è “un fatto che nella sua ferocia colpisce, nel mentre in questo Paese un vento gelido di revanscismo e sciovinismo nervoso, che qualcuno pericolosamente alimenta, sta eccitando le coscienze poco critiche di quanti ignorano le pene, le difficoltà, lo sfruttamento, le condizioni di vita e di lavoro che i migranti devono sopportare, per assicurarsi un’esistenza dignitosa lontano da guerre, fame e malattie”. La Flai Cgil calabrese, dunque, chiama “a responsabilità la società civile, la politica e le istituzioni tutte a riflettere e agire immediatamente, e senza tentennamenti, per l’aumento di questo genere di violenze razziali”.

Le indagini dei carabinieri

La persona che ha sparato i quattro colpi di fucile da una settantina di metri, letali per Soumaila Sacko, il ragazzo 30enne del Mali ucciso ieri a San Calogero, nel Vibonese, era gia’ sul posto quando la vittima e’ arrivata nella fabbrica dismessa di san Calogero (Vv) insieme con due connazionali. Questo e’ quanto emerso dai rilievi effettuati dai Carabinieri della compagnia di Tropea che conduce le indagini. Gli inquirenti non formulano al momento un’ipotesi precisa, ma le indiscrezioni portano alla criminalita’ organizzata per cui Soumalia potrebbe aver pagato una “invasione di campo” commessa quando, insieme con due connazionali, ha tentato di portar via delle lamiere dalla fabbrica dismessa in cui e’ avvenuta la tragedia.

Dopo essere stati feriti lievemente, i due sopravvissuti hanno dato l’allarme, ma non avendo telefoni cellulari sono tornati a piedi a Rosarno (Reggio Calabria), distante una decina di chilometri da San Calogero, dove si sono recati dai carabinieri. I militari si sono recati quindi sul posto facendo intervenire il 118 che ha soccorso Sacko portandolo nell’ospedale di Reggio Calabria dove però è morto per una ferita alla testa.

I tre migranti, tutti con regolare permesso di soggiorno, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, stavano raccogliendo materiale nell’area dell’ex fornace “La Tranquilla” del centro del Vibonese, quando un uomo e’ sceso da una Fiat Panda premendo quattro volte il grilletto di un fucile. La fabbrica e’ sotto sequestro da dieci anni per cui non esiste nessun proprietario che possa lamentare il furto del materiale abbandonato. Soumalia era iscritto al sindacato Usb e viveva in una baraccopoli che ospita centinaia di persone nella vicina San Ferdinando (Rc). Il suo impegno era dedicato alla difesa dei diritti dei braccianti agricoli sfruttati nella Piana di Gioia Tauro e costretti a vivere in condizioni fatiscenti in baraccopoli o nella tendopoli di San Ferdinando allestita dalla Protezione Civile. Per oggi l’Unione Sindacale di Base ha indetto una giornata di sciopero dei braccianti agricoli. Per prevenire possibili disordini, la zona e’ presidiata dalle forze dell’ordine. Nel 2010, il ferimento di un immigrato innesco’ una rivolta sedata a fatica dalle forze di polizia, mentre nel gennaio scorso una giovane donna mori’ in un rogo nella tendopoli. L’area, meta stamane di molti giornalisti, e’ interdetta a chiunque tenti di avvicinarsi.

Il consiglio comunale di Milano ricorda Sacko Soumalia: visto che Salvini tace

La richiesta del minuto di silenzio di Paolo Limonta di Milano Progressista: ministro degli Interni, è troppo occupato a straparlare di espulsioni di massa e pacchie finite

Una iniziativa che denota sensibilità in tempi di odio, razzismo e xenofobia: il Consiglio comunale di Milano, in apertura di seduta, ha voluto ricordare Sacko Soumalia, il migrante sindacalista ucciso a San Calogero in Calabria.
La richiesta del minuto di silenzio è arrivata dal consigliere Paolo Limonta, della lista Milano Progressista che in aula ha preso la parola per “ricordare l’assordante silenzio dell’attuale ministro degli Interni, Matteo Salvini, troppo occupato a straparlare di espulsioni di massa e pacchie finite”.
“Ieri in Italia un sindacalista è stato ucciso con un colpo di fucile da un killer mafioso – ha concluso -. E questo, da un paese che si definisce civile, non può essere accettato”.

 

Fonti:

http://www.globalist.it/news/articolo/2018/06/04/schiavi-mai-i-migranti-sfruttati-in-piazza-dopo-l-assassinio-di-soumaila-sacko-2025522.html

http://www.globalist.it/news/articolo/2018/06/04/il-consiglio-comunale-di-milano-ricorda-sacko-soumalia-visto-che-salvini-tace-2025549.html

Una riflessione di Marco Travaglio sul Governo Conte: “Non c’è neppure un Ministro inquisito o condannato, non succedeva dal 1994″…!

 

Travaglio

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

 

Una riflessione di Marco Travaglio sul Governo Conte: “Non c’è neppure un Ministro inquisito o condannato, non succedeva dal 1994″…!

 

Travaglio sul governo Conte: ‘Non c’è neppure un ministro inquisito o condannato, ed è la prima volta dal 1994’

“Non c’è neppure un ministro inquisito o condannato, ed è la prima volta dal 1994”.

Così Marco Travaglio sul governo Conte nel suo editoriale di oggi 1 giugno.

Il giornalista scrive che il governo giallo-verde non è “entusiasmante”, ma “nemmeno terrificante come l’hanno dipinto i giornaloni prim’ancora che nascesse”.

Inoltre, aggiunge, “tutto se ne può dire, fuorché che sia peggiore di quelli degli ultimi 15 anni”.

Uno dei motivi è che non ci sono ministri indagati e/o condannati. Per di più, prosegue, “nessun ministro puzza di berlusconismo, ed è la prima volta dal 1983, quando con Craxi iniziò la lunga e ininterrotta stagione nera delle leggi ad personam e ad aziendam”.

Tuttavia, osserva Travaglio, un problema potrebbe essere rappresentato dal leader della Lega, in caso “tornasse indietro dal pragmatismo delle ultime settimane per reindossare i panni del Cazzaro Verde xenofobo e sparafucile da campagna elettorale permanente”.

Il direttore del Fatto Quotidiano passa in rassegna la squadra di governo: il ministro degli Esteri Enzo Moavero è da lui considerato “non proprio un nome di cambiamento”.

Quanto a Paolo Savona, il cui nome aveva bloccato la nascita dell’esecutivo M5S-Lega il weekend scorso, Travaglio commenta: “dipinto dal Colle come un kamikaze del Jihad Anti-Euro, va incredibilmente agli Affari europei: a Bruxelles stanno già preparando il comitato di accoglienza”.

Al dicastero dell’Economia, continua Travaglio,”c’è un altro prof: Giovanni Tria, docente ed ex preside a Tor Vergata, con un buon curriculum, a parte i trascorsi con Brunetta”.

Su Giulia Bongiorno, che va alla Pubblica Amministrazione, il giornalista scrive: “L’ex finiana e neoleghista Bongiorno si occuperà di PA, sperando che riesca a farla funzionare un po’ meglio dei centralini della sua associazione Doppia Difesa”.

Per quanto riguarda il nome di Elisabetta Trenta al ministero della Difesa, Travaglio spiega che lei, “esperta di intelligence, sicurezza e cooperazione, la Trenta dovrà chiarire un’ombra di conflitto d’interessi familiare (il marito colonnello al vertice di Segredifesa, che si occupa dei contratti delle Forze Armate)”.

 

tratto da: https://www.silenziefalsita.it/2018/06/01/travaglio-sul-governo-conte-non-ce-neppure-un-ministro-inquisito-o-condannato-ed-e-la-prima-volta-dal-1994/

…E la Fornero piange ancora: “noi tecnici vigliaccamente usati” …Capito vigliacchi senza cuore (e senza pensione)? La fate piangere a ‘sta poverina!

 

Fornero

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

 

…E la Fornero piange ancora: “noi tecnici vigliaccamente usati” …Capito vigliacchi senza cuore (e senza pensione)? La fate piangere a ‘sta poverina!

Brutti vigliacchi senza cuore (oltre che senza pensione) che siete… Gli state spezzando il cuore a questa poverina. Dovreste vergognarvi. Dopo tutte le lacrime che ha versato mentre vi inculava…

Leggiamo da Il Globalist:

“Il tecnico viene usato cinicamente e vigliaccamente e poi buttato via e accusato”. Il ‘memento’ arriva da Elsa Fornero che, dai microfoni di Ecg su Radio Cusano Campus, che commenta possibile ritorno dei ‘tecnici’ al governo: “Questa è la resa. Io che ho fatto parte di un governo tecnico – rivendica – dico che la politica deve essere fatta dai politici. I tecnici vengono usati, lasciati soli e non hanno la possibilità di arrivare a parlare con le persone”.

Vorremmo mestamente ricordare alla docente ed ex ministra di Monti che milioni di italiani pagano e pagheranno la sua riforma delle pensioni “lacrime e sangue”. Altro che accuse, Allora “non so se avremo un premier tecnico, ma in ogni caso non lo invidio affatto”. A poposito, invece, di Paolo Savona come possibile ministro dell’Economia, Fornero dice che “e’ stato indubbiamente un economista di valore, anche abbastanza eclettico, non conformista. Ha un curriculum ricco e variegato, passa dall’accademia all’assunzione di responsabilita’. Niente da dire su questo profilo. Puo’ essere stato anti-Euro, ma oggi l’Euro c’è , non si torna indietro nella storia. Ha delle buone idee, ma queste idee bisogna discuterle, non brandirle come delle armi. Anche io vedrei con preoccupazione una persona con queste caratteristiche ad occupare il ministero del Tesoro”.

 

I paraculo tedeschi bravi a indignarsi ma non a pagare per i crimini – da Marzabotto alle Ardeatine e da Cefalonia a Sant’Anna di Stazzema hanno “accettato la responsabilità morale” ma indennizzi …una beata minchia!

 

tedeschi

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

 

I paraculo tedeschi bravi a indignarsi ma non a pagare per i crimini – da Marzabotto alle Ardeatine e da Cefalonia a Sant’Anna di Stazzema hanno “accettato la responsabilità morale” ma indennizzi …una beata minchia!

I paraculo tedeschi bravi a indignarsi ma non a pagare per i crimini – da Marzabotto alle Ardeatine e da Cefalonia a Sant’Anna di Stazzema hanno “accettato la responsabilità morale” ma indennizzi …una beata minchia!

Stragi naziste – I tedeschi ammettono di essere criminali, perchè non costa niente. Ma col cavolo che rimborsano le vittime!

 

I tedeschi bravi a indignarsi ma non a pagare per i crimini

Nel nostro Paese i processi sono iniziati solo negli anni Novanta. La Germania ha accettato la responsabilità morale ma non gli indennizzi

I tedeschi non hanno mai pagato. I tedeschi devono pagare. Sono passati quasi settant’anni dalla fine della guerra, ma il tema dei risarcimenti alle vittime dei massacri compiuti in Italia e contro i militari italiani è più attuale che mai.

E diventa ancora più incandescente nei giorni in cui Berlusconi va all’attacco e afferma che «per i tedeschi i lager non sono mai esistiti». A Berlino è tutto un coro sdegnato di reazioni furibonde e così le polemiche elettorali, alla vigilia delle Europee, rischiano di far dimenticare quel contenzioso ancora aperto che riguarda migliaia di persone. Può apparire paradossale che a distanza di tanto tempo le stragi – da Marzabotto alle Ardeatine e da Cefalonia a Sant’Anna di Stazzema – siano ancora materia di cronaca giudiziaria, ma va detto che purtroppo per molti anni la giustizia italiana è rimasta inerte. Solo dopo la scoperta nel 1994 a Palazzo Cesi del cosiddetto Armadio della vergogna, le procure militari si sono messe al lavoro e negli ultimi dieci-quindici anni sono arrivati i verdetti, i più ormai definitivi. Sentenze che però restano lettera morta perché le autorità di Berlino NON HANNO FINORA MOSSO UN DITO PER FARLE ESEGUIRE.

Certo, diventa difficile, quasi impossibile e probabilmente anche insensato, arrestare pensionati di novanta e passa anni, strapparli alla loro tarda vecchiaia e spedirli in cella per il resto dei loro giorni. Ma sul tappeto ci sono anche le provvisionali ed i risarcimenti stabiliti in sede civile. «In teoria – spiega l’avvocato Claudio Defilippi, uno dei massimi esperti in Italia – a pagare dovrebbero essere i singoli imputati, ma è ovvio che così i familiari delle vittime non prenderanno mai un centesimo. È LA GERMANIA CHE DEVE ASSUMERSI LA RESPONSABILITÀ DI QUEL CHE È ACCADUTO». Altrimenti le sentenze restano un elenco vuoto, un po’ come le grida manzoniane.

Se si prende ad esempio il verdetto emesso dal tribunale militare di La Spezia nel 2007 per il massacro di Marzabotto, si scoprirà che nove imputati sono stati condannati all’ergastolo e, soprattutto, a risarcire le parti civili. La lista è chilometrica e comincia con la Regione Emilia-Romagna, che dovrebbe ricevere 30mila euro, la Provincia di Bologna, 40mila euro, il comune di Marzabotto, 35mila euro. Segue poi una lunga lista con nomi e cognomi per i quali i giudici hanno stabilito indennizzi che oscillano da poche migliaia di euro fino a 260mila euro.

Ma, naturalmente, i figli dei martiri di Marzabotto non hanno ricevuto un centesimo. Come quelli di Sant’Anna di Stazzema. «La Germania non risponde – rincara la dose Defilippi – non risponde per i processi chiusi in sede civile, non risponde per quelli conclusi con il riconoscimento delle provvisionali in sede penale, non risponderà, se va avanti così, nemmeno per quelli ancora in corso». In particolare per i due in svolgimento, relativi agli eccidi del Modenese e a quelli nel Padule di Fucecchio». Si tratta di milioni e milioni di euro, anche se i calcoli sono incerti e complicati. «La Germania – aggiunge l’avvocato Gemma Sammicheli che ha seguito numerosi procedimenti – si fa scudo dietro una sentenza della corte dell’Aja che la esonera da ogni responsabilità. In sostanza noi dobbiamo continuare a perseguire i singoli colpevoli, ammesso che siano ancora vivi, sapendo che però i nostri sforzi sono un esercizio accademico, proprio perché la Germania non risponde a nessuna delle nostre richieste».

La soluzione dovrebbe arrivare dalla politica. Ma per ora non si registrano passi in avanti. «La Germania ha riconosciuto una sua responsabilità morale per gli eccidi compiuti in tempo di guerra – afferma Giovanni Fantozzi, autore di numerosi libri sulla Resistenza nel Modenese – ma non vuole assolutamente pagare per le colpe dei singoli perché è passato tanto tempo e si ritiene che indennizzando le vittime di una strage si alzi il coperchio su una realtà incontrollabile. Chissà quante vittime salterebbero fuori. I tedeschi finanziano studi e monumenti, come quello per le 131 vittime di Monchio in Emilia. Ma non vanno oltre». Il problema è che le indagini e i processi qua in Italia sono cominciati di fatto alla metà degli anni Novanta e in molti casi si è appena arrivati alla resa dei conti. Insomma, si procede fra ritardi e imbarazzi. In bilico fra diritto e politica. E Defilippi prepara una sorta di attacco finale: «Stiamo preparando una class action a Strasburgo, alla Corte dei diritti dell’uomo. La Germania deve pagare».

 

tratto da: http://www.ilgiornale.it/news/interni/i-tedeschi-bravi-indignarsi-non-pagare-i-crimini-leccidio-1015217.html

Le parole dell’economista francese, Jacques Mazier: “L’Euro arricchisce Berlino. Se l’Italia forza la mano sarà punita a colpi di spread”

Euro

 

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

 

Le parole dell’economista francese, Jacques Mazier: “L’Euro arricchisce Berlino. Se l’Italia forza la mano sarà punita a colpi di spread”

“L’euro arricchisce Berlino. Se l’Italia forza la mano sarà punita a colpi di spread”

Le parole dell’economista francese, Jacques Mazier, sull’euro: “L’Italia non è la Grecia. Berlino dovrebbe essere sensibile alle richieste italiane”

L’economista francese Jacques Mazier, docente del il centro di studi economici dell’ università Paris-Nord (CEPN), ne è convinto.

La crisi italiana – ha detto in una intervista al Giorno -sta mettendo dolorosamente in luce le contraddizioni della costruzione Europa: dimostra che con queste regole la moneta unica è vantaggiosa per i Paesi che fanno capo alla Germania, ma non per gli altri“.

Per Mazier “il sistema”, quello che sembra aver messo sotto attacco l’Italia mentre da 80 giorni è senza governo, è “aberrante”. “Si è creato l’euro senza affiancarlo a un potere politico europeo – è la sua tesi – È chiaro che i più forti ne approfittano: la Germania farà di tutto per tenere in vita un meccanismo che l’arricchisce ogni giorno di più. Ha vinto un terno al lotto e non ha la minima intenzione di cambiare“.

Berlino ancora al centro del dibattito. E non potrebbe essere altrimenti, visti gliattacchi rivolti dalla Germania all’Italia in questi giorni e alle posizioni del possibile ministro dell’Economia, Paolo Savona, sul “piano della Germania che è quello nazista” e sull’euro, definito una “gabbia tedesca”. Oggi Savona, ancora nella lista dei ministri, ha emesso un comunicato in cui afferma che la sua idea è quella di avere un’Europa più forte ma più solidale. Un modo per ammorbidire la posizione, ma le distanze dal “modello tedesco” restano.

Il suo nome, è la speranza di Salvini e Di Maio, dovrebbe dar peso a Lega M5S nel loro tentativo di ridiscutere i Trattati europei. “Ci sarà una prova di forza – dice Mazier – Ognuno cercherà di fiaccare le capacità di resistenza dell’altro. Fin dove potrà (o vorrà) realmente spingersi il nuovo governo italiano? In che modo i poteri forti dell’ Europa potranno neutralizzare le richieste? Quali misure saranno prese?“. La risposta è chiara: “La cosa più verosimile – ipotizza l’economista – se l’Italia forzerà la mano, è che l’Europa risponda con un ‘no’ secco e punisca il nuovo governo italiano a colpi di spread e rialzo dei tassi d’interesse. Potrebbe sferrare nei vostri confronti attacchi economici talmente duri da obbligare il governo Lega-M5S a scelte più ragionevoli. E nel caso non bastasse, se non si arriverà a un compromesso, adotterebbe misure capaci di mettere in ginocchio il governo e farlo cadere per ritornare allo status quo. Si creerebbe una situazione pericolosa, un derapage che porterebbe a una crisi senza controllo. E questo non è nell’interesse di nessuno“.

Per l’economista una eventuale uscita dell’Italia dall’Euro, non inserita da Lega e M5S nel contratto, ma teorizzata da Savona in una “guida pratica” diffusa su internet, non avrebbe effetti traumatici sull’economia italiana o del Vecchio Continente. “Potrebbe anzi essere interessante per Paesi come l’ Italia e la Francia – continua – ma la transizione sarebbe molto dolorosa. Comunque è chiaro che la Germania non vuole che l’ Italia esca dall’ euro. L’Italia non è la Grecia, è la terza potenza economica europea. Dunque Berlino dovrebbe essere sensibile alle richieste italiane e cercare a ogni costo un compromesso che permetta alla Germania di non perdere i suoi vantaggi“. La mossa migliore, secondo l’economista, sarebbe però “cambiare strategia, uscire dall’ impasse creato a beneficio della Germania: immaginando ad esempio che l’ euro sia conservato solo nella zona dei Paesi legati alla Germania, svincolando gli altri“. Perché il vero problema è che l’euro in allo stesso tempo sopravvalutato per i paesi del Sud e sottovalutato per quelli del Nord. “Un cambio di regime monetario – conclude Mazier – con la reintroduzione di monete nazionali articolate attorno a un euro globale, potrebbe essere un’ alternativa possibile“.

Der Spiegel: “Ciao Amore” – Uno spaghetto come un cappio e l’attacco all’Italia “distrugge l’Europa” … MA STATE ZITTI…!

crucchi

 

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

 

Der Spiegel: “Ciao Amore” – Uno spaghetto come un cappio e l’attacco all’Italia “distrugge l’Europa” … MA STATE ZITTI…!

 

Der Spiegel, l’ultima vergognosa copertina contro gli italiani: come ci vogliono vedere ammazzati

Uno spaghetto come un cappio e sotto il titolo “Ciao Amore”: questa la prima pagina del settimanale progressista tedesco Der Spiegel in edicola domani. “L’Italia si distrugge da sola e si trascina dietro l’Europa”, commenta la rivista. Ieri l’Economist aveva invece usato l’immagine di un gelato-bomba tricolore con le micce già accese e il titolo “Maneggiare con cura” per la sua prima pagina della versione europea…

Ma un popolo che ha una storia come quella tedesca, non farebbe bene A STARSENE ZITTO?

 

Der Spiegel: “Ciao Amore!” – Ancora una spregevole copertina provocatoria contro l’Italia… perchè i Tedeschi sanno sempre come rendersi simpatici e soprattutto come ricordare al mondo intero che un popolo che ha provocato 2 guerre mondiali, ha dato i natali ad Hitler e si è inventato campi di concentramento e camere a gas, forse è meglio che pensi ad estinguersi in silenzio…!

Der Spiegel

 

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

 

Der Spiegel: “Ciao Amore!” – Ancora una spregevole copertina provocatoria contro l’Italia… perchè i Tedeschi sanno sempre come rendersi simpatici e soprattutto come ricordare al mondo intero che un popolo che ha provocato 2 guerre mondiali, ha dato i natali ad Hitler e si è inventato campi di concentramento e camere a gas, forse è meglio che pensi ad estinguersi in silenzio…!

Ancora i tedeschi, ancora Der Spiegel… perchè questi tedeschi sanno proprio come rendersi simpatici…

…Mah, gente che fino a ieri strappava i denti d’oro ai cadaveri nei campi di concentramento, chiama noi “Italiani scrocconi”…  

 

Leggiamo da Il Fatto quotidiano:
Der Spiegel ancora all’attacco dell’Italia: copertina con spaghetti a forma di cappio e la frase “Ciao amore”

Nel sottotitolo si legge: “Come l’Italia si autodistrugge e trascina l’Europa con sé”. Solo pochi giorni fa un altro attacco era partito contro l’Italia accusata di essere “scroccona” (schnorrer) ai danni degli altri membri dell’Unione europea.

L’hanno rifatto. A Der Spiegel piace mettere l’Italia in copertina con tanto di stereotipi. Dopo la famigerata prima pagina degli spaghetti su cui era appoggiata una pistola ecco che sul magazine, in edicola domani, appare una forchetta, degli spaghetti a forma di cappio e il titolo “Ciao amore!”. Nel sottotitolo si legge: “Come l’Italia si autodistrugge e trascina l’Europa con sé“. Solo pochi giorni fa un altro attacco era partito contro l’Italia accusata di essere “scroccona” (schnorrer) ai danni degli altri membri dell’Unione europea. Parole durissime in un articolo online anche contro il numero uno della Bce, Mario Draghi dopo giorni di trattative tra Lega e Cinque Stelle per la formazione del primo governo dichiaratamente euroscettico.

Tra le dimenticabili copertine anche quella con Fracesco Schettino, il comandante della Concordia condannato per il naufragio del Giglio, “italiano tipico” in un articolo del 2006. “Mano sul cuore: qualcuno si è forse meravigliato del fatto che il capitano della Costa Concordia fosse italiano? Ci si può immaginare che a compiere una simile manovra, inclusa la fuga successiva, potesse essere un tedesco oppure, diciamo anche, un capitano di marina britannico?” aveva scritto Jan Fleischhauer. Che la settimana scorsa nel suo intervento sugli scrocconi aveva sentenziato: “Io non ho nulla contro persone che vivono al di sopra delle loro possibilità. Per me l’Italia può continuare a praticare l’evasione fiscale come sport nazionale. Trovo però incomprensibile che si vogliano addossare i costi delle proprie decisioni politiche ad altri che hanno un’altra concezione della politica”.

da: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/01/der-spiegel-ancora-allattacco-dellitalia-copertina-con-spaghetti-forma-di-cappio-e-la-frase-ciao-amore/4398635/

Che altro dire?

solo che con tutto il cuore SCHIFO IL POPOLO TEDESCO…!

by Eles

ECCOLO: nel primo discorso di Salvini ministro, parole vergognose contro migranti e gay, senza dimenticare qualche frecciatina ai meridionali e qualche (troppi) ammiccamenti al nord ed alla “secessione”…!

 

Salvini

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

 

ECCOLO: nel primo discorso di Salvini ministro, parole vergognose contro migranti e gay, senza dimenticare qualche frecciatina ai meridionali e qualche (troppi) ammiccamenti al nord ed alla “secessione”…!

 

Nel primo discorso di Salvini ministro parole contro migranti e gay

Il neo ministro era a Sondrio per il comizio elettorale del candidato sindaco

 

Taglio alle politiche di accoglienza, stretta sugli immigrati e nessun impegno per i diritti dei figli di genitori omosessuali: nei venti minuti del suo primo discorso da ministro dell’Interno Matteo Salvini è riuscito a mostrare il vero volto della Lega. Quello razzista e omofobo, appunto, deciso a cancellare le piccole conquiste dell’Italia negli ultimi anni in tema di diritti civili.

Il primo punto, come era prevedibile, è quello sui migranti.

“Il mio impegno riguarderà la sicurezza degli italiani – ha detto Salvini tra gli applausi dei suoi sostenitori nel discorso pronunciato ieri sera a Sondrio, dove ha raggiunto il candidato sindaco della Lega Marco Scaramellini per un comizio elettorale – e far sentire la vicinanza alle forze dell’ordine che rischiano la vita per 1200 euro al mese e non meritano di essere preso in giro dai balordi che entrano ed escono di galera. ‘A casa loro’ sarà una delle nostre priorità. Porte aperte per la gente per bene, biglietto di sola andata a chi viene qui per far casino”.

Per chiarire ogni dubbio sulla sua posizione in merito all’accoglienza dei migranti arriva pure il riferimento a Giovanni Tria, che avrà il ministero dell’economia: “Ho già parlato con il ministro, gli ho detto che bisogna prestare attenzione ai 5 miliardi di euro che spendiamo per mantenere gli immigrati. Mi sembrano un po’ troppi, ci vuole una bella sforbiciata. Avremo un approccio culturale leggermente diverso – ha detto con ironia, e sempre tra applausi e grida – da quello della signora Boldrini”

Dopo aver parlato poi di riforma delle pensioni Salvini ha affrontato un altro tema che lo ha sempre visto ostile, quello delle famiglie omosessuali: “Garantirò il diritto alla vita e il diritto a mantenere i concetti legati alla vita con parole chiare e idee chiare: la mamma si chiama mamma e il papà si chiama papà, non ci sono genitori unici, o due o tre o quattro fritti misti. Ci sono mamma e papà e bambini che hanno il diritto all’educazione, alla libertà di scegliere”. E a proposito di famiglie Salvini ha parlato anche di salute, con un chiaro riferimento all’obbligo dei vaccini, assicurando che garantirà “La libertà di cura visto che più che la mamma e il papà nessuno può volere più bene ai loro bimbi. quindi vediamo di riportare un po’ di buon senso in un paese che rischiava di smarrire il buon senso”.

di Francesca Mulas

fonte: http://www.globalist.it/politics/articolo/2018/06/01/nel-primo-discorso-di-salvini-ministro-parole-contro-migranti-e-gay-2025353.html

137 anni fa, il 2 giugno del 1882 moriva Giuseppe Garibaldi. Sui libri di storia ci propinano la favoletta dell’Eroe dei Due Mondi… In realtà era solo uno squallido mercenario, massone, affamato di sangue e denaro… Una vergogna tutta Italiana…!

 

Garibaldi

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

 

137 anni fa, il 2 giugno del 1882 moriva Giuseppe Garibaldi. Sui libri di storia ci propinano la favoletta  dell’Eroe dei Due Mondi… In realtà era solo uno squallido mercenario, massone, affamato di sangue e denaro… Una vergogna tutta Italiana…!

Garibaldi, terrorista mercenario. Tutt’altro che eroe!

GIUSEPPE GARIBALDI

Padre della patria
Giuseppe Garibaldi ci è stato presentato come l’eroe dagli occhi azzurri, biondo, alto, coraggioso, romantico, idealista; colui il quale metteva a repentaglio la propria vita per la libertà altrui. Non esiste città d’Italia che non gli abbia dedicato una piazza o una strada.

Garibaldi non era alto, era biondiccio e pieno di reumatismi, camminava quasi curvo e dovevano alzarlo in due sul suo cavallo.

Portava i capelli lunghi, si dice nel sud, perché violentando una ragazza questa gli staccò un orecchio.

Questo signore non era un eroe; oggi lo si chiamerebbe delinquente, terrorista, mercenario.

Era alto 1,65, aveva le gambe arcuate e curava molto la sua persona.

Fra il 1825 ed il 1832 fu quasi sempre imbarcato intraprendendo viaggi nel Mediterraneo. Nel 1833, durante un viaggio a Taganrog ebbe modo di conoscere dei rivoluzionari che lo affascinarono all’idea della fratellanza umana ed universale e all’abolizione delle classi, idee che si rifacevano al Saint Simon. Cominciò, pertanto, a pensare all’idea dell’unificazione italiana da realizzare con l’abbattimento di tutte le monarchie allora dominanti e la fondazione di una repubblica. Accrebbe codesta convinzione quando incontrò Mazzini nei sobborghi di Marsiglia e, affascinato dalle idee del genovese, si iscrisse alla setta segreta “Giovine Italia”. Nel dicembre del 1833 si arruolò nella marina piemontese per sobillare e per praticare la propaganda della setta tra i marinai savoiardi.

Nel 1834 tentò un’insurrezione a Genova contro il Piemonte; scoperto riuscì a fuggire in Francia. Processato in contumacia a Genova, fu condannato a morte per alto tradimento dal governo piemontese.

Nel 1835 fuggì in Brasile, considerato una specie d’Eldorado dagli emigranti piemontesi che in patria non trovavano lavoro, ed erano tantissimi; da lì e dalle altre province del nord, ogni anno un milione di emigranti raggiungevano le terre Sudamericane.

Fra i 28 e 40 anni Garibaldi visse come un corsaro ed imitò i grandi pirati del passato assaltando navi, saccheggiando e, come dice Denis Mack Smith, si abituò a vedere nei grandi proprietari delle pampas un tipo ideale di persona delle pampas”. Al diavolo la lotta di classe! il danaro era più importante – diciamo noi.

A Rio de Janeiro si iscrisse alla sezione locale della Giovine Italia. Nel 1836 chiese a Mazzini se poteva cominciare la lotta di liberazione affondando navi piemontesi ed austriache che stazionavano a Rio. Il rappresentante piemontese nella capitale brasiliana rapportò al governo sabaudo che nelle case di quei rivoluzionari sventolava la bandiera tricolore, simbolo di rivoluzione e sovversivismo.

Nel maggio del 1837, con i soldi della carboneria, Garibaldi mise in mare una barca di 20 tonnellate per predare navi brasiliane; non a caso fu battezzata Mazzini. Quest’uomo, condannato a morte per alto tradimento e poi pirata e corsaro nel fiume Rio Grande, è il nostro eroe nazionale; anzi, non lo è più! Ora è eroe della nazione Nord.

In Uruguay si batteva per assicurare il monopolio commerciale all’Impero Britannico contrastando l’egemonia cattolico-ispanica.

Nel 1844, a Montevideo iniziò la sua vera carriera di massone dopo l’iniziazione avuta con l’iscrizione alla Giovine Italia del Mazzini.

In Italia i pennivendoli di regime continuano ad osannare le imprese banditesche del pirata nizzardo offendendo la storia e la dignità delle nazioni Sudamericane. L’indignazione della gente è racchiusa in un articolo di un giornale, il Pais che vende 300.000 copie giornaliere e che così si è espresso il 27-7-1995 a pag. 6: “… Garibaldi. Il presidente d’Italia è stato nostro illustre visitante…… Disgraziatamente, in un momento della sua visita, il presidente italiano si è riferito alla presenza di Garibaldi nel Rio della Plata, in un momento molto speciale della storia delle nazioni di questa parte del mondo. E, senza animo di riaprire vecchie polemiche e aspre discussioni, diciamo al dott. Scalfaro che il suo compatriota (ndr, Giuseppe Garibaldi) non ha lottato per la libertà di queste nazioni come (Scalfaro) afferma. Piuttosto il contrario”.

La carriera massonica di Garibaldi culminò col 33°gr. ricevuto a Torino nel 1862, la suprema carica di Gran Hierofante del Rito Egiziano del Menphis-Misraim nel 1881.

Il Grande Oriente di Palermo gli conferì tutti i gradi dal 4° al 33° e a condurre il rito fu mandato Francesco Crispi accompagnato da altri cinque fra massoni.

Il mito di Garibaldi finisce quando si apprende che la spedizione dei Mille fu finanziata dalla massoneria inglese con una somma spaventosa di piastre turche equivalenti a milioni di dollari in moneta attuale.

Con tale montagna di denaro poté corrompere generali, alti funzionari e ministri borbonici, tra i quali non pochi erano massoni.

Come poteva vincere FrancescoII, se il suo primo ministro, Don Liborio Romano, era massone d’alto grado?

Appena arrivato a Palermo, Garibaldi saccheggiò il Banco di Sicilia di ben cinque milioni di ducati come fece saccheggiare tutte le chiese e tutto ciò che trovava sulla sua strada.

In una lettera Emanuele II ebbe a lamentarsi con Cavour circa le ruberie del pirata nizzardo “.. Come avrete visto, ho liquidato rapidamente la sgradevolissima faccenda Garibaldi, sebbene – siatene certo – questo personaggio non è affatto così docile né così onesto come lo si dipinge, e come voi stesso ritenete. Il suo talento militare è molto modesto, come prova l’affare di Capua, e il male immenso che è stato commesso qui, ad esempio l’infame furto di tutto il denaro dell’erario, è da attribuirsi interamente a lui, che s’è circondato di canaglie, ne ha seguito i cattivi consigli e ha piombato questo infelice paese in una situazione spaventosa”.

Ma erano mille i garibaldini? Certamente. Ma ogni giorno sbarcavano sulla costa siciliana migliaia di soldati piemontesi congedati dall’esercito sabaudo per l’occasione dall’altro massone Cavour ed arruolati in quello del generale nizzardo. Una spedizione ben congegnata, raffinata, scientifica, appoggiata dalla flotta inglese ed assistita da valenti esperti internazionali.

La massoneria siciliana, da anni, stava preparando la sollevazione e mise a disposizione di Garibaldi tutto l’apparato mafioso della Trinacria.

A Bronte fece fucilare per mano di Bixio i contadini che avevano osato “usurpare” le terre concesse agli inglesi dai Borbone. Ecco chi era il vero Garibaldi! Amico e servo dei figli d’Albione, assassino e criminale di guerra per aver fatto fucilare cittadini italiani a Bronte.

Il socialismo, l’uguaglianza, la libertà potevano anche andare a farsi benedire di fronte allo sporco danaro e al suo servilismo massonico. Suo fine non era dare libertà alle genti del Sud ma togliere loro anche la vita.

Scopo della sua missione fu quello di distruggere la chiesa cattolica e sostituirla con quella massonica guidata da Londra.

Garibaldi, questo avventuriero, definiva Pio IX “…un metro cubo di letame” in quanto lo riteneva – acerrimo nemico dell’Italia e dell’unità”. Considerava il papa “…la più nociva di tutte le creature, perché egli, più di nessun altro, è un ostacolo al progresso umano, alla fratellanza degli uomini e dei popoli”, inoltre affermò che: “…Se sorgesse una società del demonio, che combattesse dispotismo e preti, mi arruolerei nelle sue file”.

Era chiaro l’obiettivo della massoneria: colpire il potere della chiesa e con esso scardinare le monarchie cattoliche per asservirle ad uno stato laico per potere finalmente mettere le mani sui nuovi mercati, sulle loro immense ricchezze umane, sulle loro ricche industrie, sui loro demani pubblici, sui beni ecclesiastici, sulle riserve auree del Regno delle Due Sicilie, sulle banche. Con la breccia di Porta Pia finì il potere temporale dei papi con grande esultanza dei fra massoni. Roma divenne così capitale d’Italia e della massoneria, come aveva stabilito Albert Pike, designando come suo successore Adriano Lemmi, massimo esponente del Rito Palladico.

Tratto da web.infinito.it/utenti/s/s.martino.sannita/ Brigantaggio/Personaggi/Garibaldi01.htm