32 anni fa “ La notte di Sigonella ” – Su Bettino Craxi si può dire di tutto, ma nella nostra Storia è stato l’unico politico che ha avuto le palle di farsi rispettare dagli Stati Uniti! …E questa è stata anche la sua fine?

Craxi

 

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32 anni fa “ La notte di Sigonella ” – Su Bettino Craxi si può dire di tutto, ma nella nostra Storia è stato l’unico politico che ha avuto le palle di farsi rispettare dagli Stati Uniti! …E questa è stata anche la sua fine?

Craxi, a Sigonella iniziò la sua fine

La notte di Sigonella: Su Craxi si può dire di tutto,ma nella nostra Storia è stato l’unico politico che ha avuto “il fegato” di farsi rispettare dagli USA. Seguì subito la vendetta USA con tangentopoli e Mani Pulite. Sarà stata la notte di Sigonella a decretare l’inizio della sua fine?

Nella notte tra il 10 e l’11 ottobre del 1985, Bettino Craxi osò sfidare gli Stati Uniti d’America: a Sigonella iniziò la sua fine.

Oggi gli avvenimenti che precedettero e seguirono quella notte potrebbero essere un’ottima trama per una fiction a puntate, una fiction di quelle che solo gli americani sanno costruire con grande maestria quando fanno a riferimento a “fatti” veramente accaduti, ma quella notte d’autunno in quell’aeroporto di Sigonella (dove allora ancora contavano gli italiani) si rischiò tanto. Non ci sono immagini (almeno, fino ad ora, se ci sono, non sono disponibili se non in qualche spezzone Rai) che possano documentare con efficacia quanto si verificò in quelle ore drammatiche. Ore drammatiche che segnarono l’ultimo atto del sequestro della nave Achille Lauro da parte di un gruppo di terroristi palestinesi avvenuta il 7 ottobre alle ore 13.07, mentre si apprestava a lasciare le acque egiziane per approdare in Israele, al largo di Port Said, in Egitto, la nave da crociera viene dirottata dai terroristi palestinesi.

Arafat invia Abu Abbas e il 9 ottobre sembra delinearsi una soluzione senza spargimento di sangue: la nave viene liberata e i dirottatori e Abu Abbas vengono imbarcati su un Boeing dell’EgyptAir. Si scopre, nel frattempo, che un passeggero paralitico è stato ucciso e scaraventato in mare: la reazione USA è immediata.

La reazione degli USA

Il presidente statunitense Ronald Reagan, mentre era in volo da Chicago a Washington, decide di accogliere la proposta del Consiglio di sicurezza, disponendo unilateralmente di intercettare l’aereo egiziano.

Dalla portaerei USS Saratoga in navigazione nel Mediterraneo decollano quattro F-14 Tomcat che affiancano l’aereo poco sopra Malta. Alle 23.50 del 10 ottobre la Casa Bianca chiama il premier Bettino Craxi e annuncia: il Boeing dell’EgyptAir, con a bordo i dirottatori e Abu Abbas, è stato intercettato da quattro caccia F-14 e obbligato a dirigersi verso l’Italia. Di lì a pochi minuti tutti i velivoli saranno a Sigonella.

Le pretese degli USA e la reazione di Craxi

L’America vuole tutto e subito: la consegna degli assassini e dei mediatori palestinesi per trasferirli immediatamente negli Usa. Opposta la linea di Bettino Craxi: i sequestratori hanno colpito una nave italiana in acque internazionali, dunque devono essere processati a Roma e non negli Stati Uniti. Inoltre Abu Abbas è un mediatore e non un complice, anche se il commando appartiene alla sua fazione. Gli F-14 americani dirottano l’aereo egiziano sulla base di Sigonella, dove già dal 1959 esiste l’insediamento della Naval Air Facility della VI Flotta USA nel Mediterraneo. L’autorizzazione del Comando italiano all’atterraggio del volo egiziano arriva solo quando il velivolo aveva già dichiarato l’emergenza combustibile e appariva evidente che non sarebbe stato in grado materialmente di procedere oltre.

Tutti pronti a far fuoco

Il Boeing egiziano atterra a Sigonella e viene subito accerchiato da venti carabinieri e trenta avieri armati del VAM, che a loro volta vengono accerchiati dalle forze d’assalto della “Delta Force” del generale Carl Steiner in precedenza atterrati con due Lockheed C-141 Starlifter dei Navy SEAL. A loro volta i militari americani vengono circondati da altri carabinieri, che erano nel frattempo arrivati dalle caserme di Catania e Siracusa. Tutti pronti a far fuoco. Alla fine Ronald Reagan cede e sotto il controllo di quattro ufficiali USA (e cinque militari addetti al collegamento via radio), i quattro terroristi vengono consegnati agli italiani e trasferiti a Ciampino.

Una vicenda nota, questa ricordata sommariamente, che ora viene riproposta in un libro edito da Mondadori dal titolo “La notte di Sigonella”, con la firma come autore dello stesso Bettino Craxi, che raccoglie molti documenti inediti e la corrispondenza declassificata statunitense. Già nel 2001 un quaderno della Fondazione Craxi, a cura di Franco Gerardi, metteva in luce quella vicenda che, all’epoca, inorgoglì gli italiani per le decisioni prese dal loro premier. Poi, come sempre accade alle vicende umane, si è dimenticato e ogni cosa è tornata nella “normalità”. Probabilmente per Bettino Craxi “la notte di Sigonella” fu il punto di partenza del suo declino e della sua forse non meritata fine politica.

Fonte: Blog Di Eles

 

Signore e Signori, ecco a Voi gli Stati Uniti, quelli che si ergono a paladini della giustizia nel mondo: 88 armi ogni 100 abitanti. Negli ultimi 1.735 giorni 1.516 sparatorie!

 

Stati Uniti

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Signore e Signori, ecco a Voi gli Stati Uniti, quelli che si ergono a paladini della giustizia nel mondo: 88 armi ogni 100 abitanti. Negli ultimi 1.735 giorni 1.516 sparatorie!

 

Negli Stati Uniti 88 armi ogni 100 abitanti. Negli ultimi 1.735 giorni 1.516 sparatorie.
Negli Stati Uniti le probabilità di morire in un conflitto a fuoco sono 11 volte superiori rispetto a qualsiasi altro paese sviluppato: le sparatorie, spesso con vittime, sono state negli ultimi anni quasi una al giorno.

Ottantotto armi da fuoco ogni cento abitanti. E’ questo il dato che più di ogni altro spiega cosa è accaduto domenica sera a Las Vegas, quando Stephen Paddock, pensionato di 64 anni, si è affacciato dal 32esimo piano di un hotel ed ha aperto il fuoco sulle persone che stavano assistendo a un concerto country. L’uomo era riuscito a portare nella sua stanza di albergo 23 tra pistole e fucili e centinaia di munizioni, mentre una perquisizione nella sua casa ha rivelato che ne possedeva altre 19, tutte perfettamente funzionanti. E’ probabilmente proprio nella facilità di accesso alle armi da fuoco che vanne trovate le ragioni della tragedia di Las Vegas, la più grave sparatoria nella storia degli Stati Uniti, ma anche di altri episodi simili numericamente meno consistenti, ma ugualmente gravi e soprattutto praticamente quotidiani.

USA: negli ultimi 1.735 giorni 1.516 sparatorie
E’ il Guardian a fornire alcuni dati che spiegano il fenomeno della stragi negli Stati Uniti, paese in cima alle classifiche mondiali per la quantità di armi possedute dai suoi cittadini. Episodi come quello di Las Vegas capitano in un numero 11 volte superiore rispetto a qualsiasi altro paese sviluppato, secondo uno studio pubblicato nel 2014 nel Journal of International Criminal Justice. Negli ultimi 1.735 giorni le sparatorie sono state 1.516, molte delle quali con la presenza di vittime. Come detto, mediamente negli USA ci sono 88 pistole ogni 100 abitanti: un dato impressionante anche se rapportato al secondo paese di tale classifica, lo Yemen, dove le armi sono invece 54 ogni 100 abitanti.

Curare persone ferite dalle armi costa agli USA 2,8miliardi di dollari
Secondo il Guardian, sono 30mila le persone uccise dalle armi da fuoco ogni anno negli States. In due casi su tre si tratta di suicidi. Sono invece 100mila gli uomini, donne o bambini che vengono feriti, stando a uno studio pubblicato sulla rivista Health Affairs. In termini sanitari, il costo sostenuto per curare le persone coinvolte in conflitti a fuoco è di 2,8miliardi di dollari all’anno. Dati emblematici: per gli americani le probabilità di morire a causa di un conflitto a fuoco sono 25 volte più alte rispetto agli altri paesi sviluppati. Un sondaggio dell’Università di Harvard rivela che la metà delle armi da fuoco in circolazione nel paese è detenuta dal 3% appena della popolazione e che 7,7 milioni di cittadini posseggono tra gli otto e i 140 fucili o pistole.

Uomo, conservatore e residente fuori dalle città: il profilo dei proprietari di armi
Significativo il profilo dei possessori di armi: si tratta di bianchi, prevalentemente conservatori e residenti fuori dalle grandi città. Il reddito naturalmente incide sulla possibilità di acquistare legalmente un pezzo: chi guadagna almeno 25.000 dollari ogni anno entra più facilmente in un’armeria. Il 30% dei conservatori dichiara il possesso di un’arma, rispetto al 19% dei moderati e al 14% dei liberali. L’acquisto di pistole e fucili continua ad essere una prerogativa maschile, dal momento che le donne che si rivolgono alle armerie rappresentano una porzione ridotta (12%) del mercato.

fonte: https://www.fanpage.it/negli-stati-uniti-88-armi-ogni-100-abitanti-negli-ultimi-1-735-giorni-1-516-sparatorie/

 

 

Michail Gorbaciov: “Il mondo si sta preparando per la Terza Guerra Mondiale”

 

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Michail Gorbaciov: “Il mondo si sta preparando per la Terza Guerra Mondiale”

“Kim Jong-Un ‘orders IMMEDIATE EVACUATION of Pyongyang’ as tensions with US estate.” Questo è quanto riporta il quotidiano inglese Express nella pagina delle news del 14 aprile. Il leader nord-coreano Kim Jong-un ha dato ordine ai residenti della capitale di lasciare la città immediatamente, diffondendo così paure su una possibile preparazione alla guerra.

Articoli sulla russa Pravda affermano che più di 600mila persone – circa il 25 per cento della popolazione della città – è stata evacuata con urgenza, a seguito dell’escalation delle tensioni tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti. Secondo i media della Corea del Sud, i residenti della Corea el Nord si sono reciprocamente salutati, diffondendo preoccupazioni sul fatto che il leader tirannico sia prossimo ad agire dopo mesi di test nucleari.
Ai reporters stranieri è stato detto di prepararsi per un “grande importante evento” in occasione della festività nazionale più importante della Corea del Nord, dal nome “Day of the Sun – il Giorno del Sole”.

Come afferma la TV Nbc citando più fonti dell’intelligence americana, si crede che un test nucleare si possa verificare durante il fine settimana. Il sesto ordigno atomico nordcoreano è atteso, secondo molti analisti, entro quest’oggi, 15 aprile, giorno del 105esimo anniversario della nascita del nonno e fondatore della dinastia Kim al potere in Corea del Nord, Kim Il-sung.

Dalla Russia però si fa sentire anche un personaggio molto illustre, che dichiara come oggi nel mondo sono chiaramente visibili i segni di una guerra globale.

“La retorica dei leader politici in questi ultimi anni sta diventando sempre più militare e i media usano le loro parole, ‘aggiungere benzina sul fuoco’”, queste le ultime dichiarazioni dell”ex presidente dell’Unione Sovietica, Mijaíl Gorbachov. Lo stesso Gorbachov ha inoltre dichiarato: “Oggi nel mondo si distinguono chiaramente i segni visibili della guerra fredda, mentre la corsa agli armamenti in alcuni paesi è già in corso.”

Come indicato dall’ex leader sovietico in un’intervista al quotidiano Bild, sembra che il mondo sia attualmente sul piede di guerra, tenendo conto della scala di tensione tra alcuni stati. “Le relazioni tra grandi potenze continuano a deteriorarsi. Questo crea l’impressione che il mondo si stia preparando per la guerra. Tutti i segni della guerra fredda sono evidenti”, ha detto Gorbaciov.

Un altro segno della guerra imminente su larga scala, in base a quanto detto da Gorbaciov, è la corsa agli armamenti che si sta attivamente svolgendo in alcune regioni del mondo, mentre i paesi sono costantemente in movimento con le loro truppe . “Non molto tempo fa, la NATO  e le truppe russe erano nettamente distinte. Ora sono faccia a faccia”, ha detto l’ex premier.

 

 

fonte: http://www.complottisti.com/mijail-gorbaciov-il-mondo-si-sta-preparando-per-la-terza-guerra-mondiale/

F-35 al posto di scuola e sanità: così hanno deciso Giorgio Napolitano e il PD…!

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F-35 al posto di scuola e sanità: così hanno deciso Giorgio Napolitano e il PD…!

L’Italia – e soprattutto Napolitano e il PD – dovrebbero prendere lezioni dal Costarica, che ha deciso di mandare al diavolo le armi e di pensare ai propri cittadini investendo nella scuola e nella sanità. L’esatto contrario del Governo Gentiloni che sta buttando 11 miliardi di euro per l’acquisto degli F-35, continua a smantellare la sanità è ha eliminato un anno di liceo per ‘risparmiare’ un miliardo e 300 milioni di euro! 

In questi ultimi giorni, secondo un’analisi dei giudici della Corte dei Conti, il programma dei caccia F-35 “è oggi in ritardo di almeno 5 anni” per le “molteplici problematiche tecniche” che hanno fatto, anche sì che i costi del super-caccia siano “praticamente raddoppiati“. Ed anche le prospettive occupazionali per l’Italia “non si sono ancora concretizzate nella misura sperata”. Tuttavia, l’esposizione fin qui realizzata in termini di risorse finanziarie, strumentali ed umane è fondamentalmente legata alla continuazione del progetto” ed uscirne ora produrrebbe importanti perdite economiche.

E’ quanto si legge in un’analisi della Corte dei Conti. I giudici contabili, parlando del rendiconto dello Stato, sottolineano che “la stima dei ritorni occupazionali generati da parte dell’Industria, inizialmente pari a 6.400 posti di lavoro, è ritenuta realisticamente realizzabile in 3.586 unità, anche sulla base dell’aggiornamento di Leonardo–DV di febbraio 2017”.

A più riprese il progetto F-35 era stato messo “in discussione”, soprattutto in Parlamento. Ma in tutte le occasioni era stato l’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a ribadire che non si tornava indietro. Nel 2013, per esempio, riunì il Consiglio supremo di difesa al Quirinale che così si pronunzio:

”Il Parlamento non può porre veti al governo in tema di ammodernamento dell’apparato militare”.

Un anno dopo, non soddisfatto, il capo dello Stato replicò poiché ricorrevano voci sul possibile taglio all’acquisto. Giorgio Napolitano riconvocò il Consiglio di difesa per mettere all’ordine del giorno le “criticità“ della Legge 244 , che prevedeva che il Parlamento avesse potere di controllo sulle spese della difesa.

E proprio per questo, un capitolo a parte, in tema di commercio delle armi, in cui la “pacifica” Italia è stata sempre in prima linea, merita la controversa questione dei caccia F-35 alla luce del ruolo che viene assegnato all’aereonautica nella nuova visione della strategia militare internazionale. Il costo complessivo è stato stimato, a metà degli anni 2000, in circa 276 miliardi di dollari. Dovrebbe sostituire, nelle sue varie versioni, centinaia di vecchi veicoli tattici sia in funzione di combattimento aereo che di supporto alle forze di terra e di bombardamento.

Si prevede che il prototipo F-35, dietro cui c’è una precisa strategia industriale americana per il dominio mondiale nel settore dell’aereonautica, dovrebbe stare sulla scena per buona parte del secolo e che entro il 2030 l’85% dei caccia nel mondo saranno gli F-35.

Alla realizzazione del costosissimo progetto hanno collaborato, con la capofila americana Lockheed, altre numerose aziende americane e straniere. Un progetto di collaborazione e cooperazione industriale tecnologica e militare a vari livelli e tra cui in prima fila troviamo la Gran Bretagna con la Bae Systemche ha investito 2,5 miliardi di dollari seguita dall’Italia con la Alenia con 1,3 miliardi di investimenti e l’Olanda con 800 milioni. Seguono poi, con un ruolo marginale di coinvolgimento nel progetto, altri Paesi come la Turchia, l’Australia,la Danimarca, il Canada e la Norvegia.

L’Italia, dal canto suo, dovrebbe poi ospitare un impianto di assemblaggio per l’Europa. Ma quel che più fa riflettere ed induce ad un’amara riflessione è che il nostro Paese, nel contesto di una crisi irreversibile con perdite continue di posti di lavoro e di chiusure senza soluzione di continuità, ai vari livelli, di migliaia e migliaia di aziende, si è impegnato ad acquistare 131 F-35 per un costo complessivo di 11 miliardi di dollari.

A questa spesa faraonica di 11 miliardi per gli F-35 vanno poi aggiunti poi altri 7 miliardi di euro per l’acquisto di 121 caccia Typhoon del consorzio Eurofightera cui l’Italia partecipa con Gran Bretagna, Germania e Spagna. Questo dell’opportunità dell’acquisto degli F-35, da parte dell’Italia, in un momento tanto delicato per la nostra economia, è stato oggetto di un serrato dibattito nel Paese e in Parlamento, con proposte di rinvio e/o di riduzione drastica del numero di velivoli da acquistare. Dibattito nel quale come detto prima è entrato a gamba tesa l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Ciò ci induce a pensare che gli interessi in campo per l’acquisto di questi costosissimi aerei sono tanti e talvolta non troppo spesso chiari e trasparenti. Basti pensare che l’azienda americana Lockheed – l’attuale capofila del progetto per la costruzione degli F-35 – è quella stessa Lockheed dello scandalo (chi è di buona memoria dovrebbe ricordarlo ) passato alla storia del nostro Paese come appunto lo “scandalo Locheed”. Scandalo divenuto tristemente famoso nel lontano 1976 per le bustarelle pagate per svariati miliardi di lire ad Antilope Koppler (nome in codice di un politico di primissimo piano) per favorire l’acquisto degli aerei Hercules C-130 (gli antesignani degli attuali F-35).

E con tale “dejà-vu” e con siffatti precedenti sorge il ragionevole dubbio ( “a pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca”, diceva Giulio Andreotti) che la storia tra corsi e ricorsi, oggi come allora, potrebbe ripetersi alla luce della ostinazione sospetta da parte di molti interessati a volere acquistare a tutti i costi o, peggio ancora, a costi spropositati  decine e decine di F-35 che studi recenti, e per ammissione dello stesso Pentagono, che questi sofisticatissimi caccia potrebbero risultare pure difettosi.

Per tutte, la relazione tecnica di Michael Gilmore, direttore del dipartimento Difesa americano. Che, inviata di recente al Congresso degli Stati Uniti, ha rivelato che i caccia F.35 in fin dei conti si sono rivelati meno affidabili di quanto ci si potesse aspettare. Meno affidabili, più vulnerabili e più difficili da mantenere nonostante le spese considerevoli che hanno richiesto, con riferimento ai 288 miliardi di euro che sinora sono stati spesi.

Davanti a tutto questo non ci si fa scrupolo di insistere nell’acquisto di questi costosissimi caccia-bombardieri privilegiando in assoluto le spese militari a discapito delle spese sociali come, ad esempio, nel caso della prevista riduzione dei servizi sanitari e scolastici per le persone disabili: per l’acquisto di tali servizi è prevista, da parte del governo, una spesa complessiva pari all’acquisto di un caccia-bombardiere e mezzo!

Sarebbe più opportuno, e forse più sensato, che in un Paese civile che abbia a cuore gli interessi e la salute dei propri cittadini e, in particolare, come in questo caso, delle persone svantaggiate, i propri governanti pensassero ad acquistare dei cacciabombardieri in meno riducendo le spese militari e investendo le risorse risparmiate nel sociale e, precisamente, nel settore della sanità e dell’istruzione.

La riduzione di sprechi e delle spese militari, che molti Paesi, a differenza dell’Italia, hanno scelto di praticare, ha consentito ai loro cittadini di raggiungere elevati livelli di vita. Uno esempio per tutti: il piccolo Costarica che, da anni, ha scelto di non investire in armamenti, bensì in scuola e sanità. Oggi grazie a queste scelte il Costarica è uno dei Paesi al mondo con il più alto tasso di alfabetismo ( 94%) e con una durata media della vita tra i 76 e 78 anni ed è tra i Paesi più progrediti ed industrializzati.

Il Costarica, come del resto tanti altri Paesi che hanno ridotto le loro spese militari, spendendo ed investendo le loro risorse in attività sociali e di sviluppo, hanno dimostrato in tal modo, a differenza di quei Paesi vocati – quale è appunto l’Italia – a sprechi e ad eccessive spese militari, come si possono affrontare e risolvere i più elementari e fondamentali problemi dei propri cittadini.

fonte: http://www.inuovivespri.it/2017/08/11/gli-f-35-al-posto-di-scuola-e-sanita-cosi-hanno-deciso-giorgio-napolitano-e-il-pd/

Ricapitoliamo: Trump bombarda la Siria perchè ha ammazzato i bambini che lui non vuole accogliere in America perché sono terroristi. Giusto?

 

Trump

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Ricapitoliamo: Trump bombarda la Siria perchè ha ammazzato i bambini che lui non vuole accogliere in America perché sono terroristi. Giusto?

Ricapitoliamo:

Trump bombarda la Siria perchè ha ammazzato i bambini che lui non vuole accogliere in America perché sono terroristi. Giusto?

Assad ha ammazzato i bambini con il gas: è un assassino. Trump li ha ammazzati con i missili (perchè ne sono morti di civili e bambini, eccome, anche se questo i tg non lo dicono) ed è il paladino della giustizia. Quindi la differenza la fa il metodo con cui ammazzi?

Gli Stati Uniti si ergono a giudici del mondo. Proprio loro che sono stati gli UNICI ad aver usato armi nucleari contro la gente. Quelli che da SEMPRE hanno usato armi chimiche, napalm e uranio impoverito, quelli che sono in perenne guerra (224 anni di guerra su 241 che esiste come stato) quelli che hanno creato un paese dal più schifoso dei genocidi della storia del mondo, il massacro degli indiani. Ma proprio questi devono giudicare il mondo?

Non so, sono solo considerazioni.

Loro vogliono la guerra.

I nostri politici senza coglioni li seguono come cagnolini.

Tanto a rimetterci è sempre la Gente

by Eles

2 mesi fa tutti a deridere Donald Trump che si era inventato un attentato inesistente: “Guardate cosa è successo in Svezia venerdì…” …Poveri fessi, un Presidente Americano non parla mai a vanvera! Al massimo anticipa la notizia. E infatti venerdì… Diceva un fesso “a pensar male si fa peccato…”

Donald Trump

 

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2 mesi fa tutti a deridere Donald Trump che si era inventato un attentato inesistente: “Guardate cosa è successo in Svezia venerdì…” …Poveri fessi, un Presidente Americano non parla mai a vanvera! Al massimo anticipa la notizia. E infatti venerdì… Diceva un fesso “a pensar male si fa peccato…”

Un fesso diceva “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. Ma noi NO, noi non vogliamo pensare a male.

Certo che il Presidente degli Stati Uniti che dice e ribadisce “Guardate cosa è successo in Svezia venerdì…” (clicca qui per leggere la notizia dell’epoca) fa un po’ effetto.

Se poi ci mettete un attentato proprio in Svezia (da Wichipedia apprendiamo che gli Stati riconosciuti sono 193. Ci vuole davvero un bel culo a beccare proprio la Svezia) e, ma tu guarda un po’, proprio  di venerdì…

Ma noi non vogliamo pensare a male.

E basta anche pensare a quell’idiota di Assad

Quell’idiota che già una volta, nel 2013, aveva rischiato di essere bombardato dagli americani per un attacco chimico a Damasco (all’epoca poi la CIA scoprì che il componente chimico usato per l’attacco non faceva parte dell’arsenale di Assad).

Quell’idiota che nel 2015 aveva consegnato l’intero suo arsenale chimico agli americani.

Quell’idiota che (senza avere armi chimiche) va a fare un attacco chimico proprio ora che con l’aiuto dei russi sta vincendo la guerra.

Quell’idiota che sceglie per l’attacco chimico un obiettivo per nulla significante o strategico e comunque lontano da fronte.

Quell’idiota che sceglie per l’attacco chimico proprio il momento in cui sta riacquistando credibilità internazionale, anche nei confronti americani.

Quell’idiota che …o gli idioti siamo noi che ci beviamo queste cose?

La verità? Non la sapremo mai.

Una sola grande cosa mi ha insegnato la Rete: “Io so di non sapere”

Ormai so che se il Tg mi dà una notizia, questa può essere vera, falsa o una via di mezzo.

Insomma, non sappiamo. L’importante è non credere ciecamente a quello che ci dicono, ma rendersi conto di non sapere. Solo così potremo cercare la verità. Verità che forse (o molto probabilmente) neanche troveremo mai, ma almeno non ci faremo prendere per il culo.

By Eles

 

Eastwood: “Cara America, smettila di esportare democrazia, era meglio tenersi Saddam e Gheddafi”

America

 

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Eastwood: “Cara America, smettila di esportare democrazia, era meglio tenersi Saddam e Gheddafi”

 

Clint Eastwood non cessa mai di sorprendere. Questo repubblicano sui generis, idolo dei conservatori americani ma spesso eterodosso su molti aspetti dell’ideologia della destra statunitense, ha ultimamente espresso diverse critiche alla politica estera di Washington.

Parlando da Monaco, l’attore e regista americano ha dichiarato: “Noi vogliamo continuamenteformare altre culture alla democrazia nonostante il fatto che esse abbiano una mentalità del tutto differente dalla nostra. Forse certe culture hanno bisogno di un dittatore affinché il loro sistema funzioni”.

Per Eastwood, “i problemi si presentano quando a un certo punto i dittatori non pensano ad altro che ai loro interessi a detrimento di quelli del popolo. Gli Usa hanno deposto Saddam Hussein, ma in fin dei conti ne è arrivato un altro al potere, ugualmente terribile se non peggio”.

Secondo il regista di American Sniper, “la stessa cosa è successa in Libia. Noi pensavamo di essere i salvatori, ma ora quel paese va davvero meglio? Alla fine vi regnano il caos e la guerra e le milizie islamiste mantengono il terrore.Gheddafi era un tiranno, certamente. Ma almeno la gente viveva in pace sotto il suo regime. Ora la regione è ancora più instabile”.

 

Tratto da: Zepping2015