Vi piace essere presi per i fondelli? Ecco il Rosatellum: voti uno, ma eleggi un altro che manco conosci!

 

Rosatellum

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Vi piace essere presi per i fondelli? Ecco il Rosatellum: voti uno, ma eleggi un altro che manco conosci!

RIOCCUPERANNO LE ISTITUZIONI PER ALTRI CINQUE ANNI
TRUFFANDO GLI ITALIANI.
La nuova legge elettorale è la “TRUFFA” per eccellenza.
Ingannando gli elettori di SINISTRA regaleranno poltrone a gente di DESTRA.
Ingannando gli elettori di DESTRA regaleranno poltrone a gente di SINISTRA.
L’UNICA COERENZA sarà che chi vota un PREGIUDICATO ne metterà ALTRI nelle istituzioni.
INFATTI con questa legge apriranno le porte a INDAGATI, CONDANNATI, PREGIUDICATI e AMICI di assassini MAFIOSI che gravitano intorno ai partiti.
Con il SUPPORTO e la COMPLICITA’ di quasi tutti i GIORNALISTI.
Se gli italiani li voteranno saranno collusi con questa gentaglia e responsabili della fine del nostro paese.

tratto da: https://www.facebook.com/opinioninformazioniemozioni/photos/a.303918206295275.75393.303643579656071/1647246778629071/?type=3&theater

Quando lo Stato truffa i suoi stessi cittadini – Sms solidali, non un euro, un solo schifosissimo Euro, è arrivato ad Amatrice…E parliamo di 33 milioni di raccolta!

 

Sms

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Quando lo Stato truffa i suoi stessi cittadini – Sms solidali, non un euro, un solo schifosissimo Euro, è arrivato ad Amatrice…E parliamo di 33 milioni di raccolta!

Il sindaco di Amatrice Pirozzi: “Dove sono finiti i 33 milioni degli sms? Qui non è arrivato un Euro!”

Terremoto Centro Italia: i soldi degli SMS non sono mai arrivati ad Amatrice.

Lo ha rivelato il sindaco del Comune laziale durante il convegno Atreju, organizzato da Fratelli d’Italia.

Scrive Franco Bechis sul suo canale Youtube:

“Nemmeno un euro dei 33 milioni che gli italiani hanno donato attraverso sms da 2 euro l’uno o attraverso bonifici di solidarietà è finito a beneficio delle popolazioni terremotate di Amatrice, Accumoli, Arquata o Pescara del Tronto e degli altri comuni terremotati il 24 agosto 2016. Lo ha rivelato ad Atreju 2017 il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, in un accorato intervento in cui ha pure raccontato il calvario subito con i provvedimenti del governo sulla ricostruzione, fatti male e inutili “perché ispirati dai vari clientes di riferimento”. Quanto agli sms Pirozzi rivela che quei fondi sono utilizzati per tutt’altro scopo, e che inizialmente perfino destinati a fare una pista ciclabile nelle Marche in un paese non compreso nelle zone devastate dal sisma. “Io comunque ho avuto la fortuna”, ci spiega dopo Pirozzi, “di avere tanta solidarietà diretta da parte degli italiani. Però con la gestione di quelle donazioni degli sms si sta dando un messaggio profondamente sbagliato. Perché io penso che tante persone in quelle giornate e quelle settimane intendevano dare un aiuto diretto a quelle persone e a quei paesi che vedavano devastati. Il fatto di non indirizzarli là è devastante, perché poi la gente non crede più a nulla. La destinazione di quei fondi è stata decisa da una commissione di saggi che tanto saggi non sono. Io credo che dopo averli usati così bisogna chiedere scusa agli italiani…”

Intervistato dall’agenzia Vista, Pirozzi ha detto: “Ma soldi quali? Fino ad oggi sono arrivati i soldi della solidarietà degli italiani. Per il resto la gestione degli sms è stata una cosa scandalosa perché ad Amatrice, a Accumoli non è arrivato niente.

E questo genera nelle persone la convinzione che nulla è vero, genera sfiducia in tutto e la gente non crede più a niente. Per il resto io sono molto soddisfatto per quello che sta accadendo ad Amatrice, ma solo ed esclusivamente per la solidarietà degli italiani.”

Guarda il video:

 

Salvini: “I PM che ci bloccano fondi è attacco a democrazia” …Perchè per “loro” “democrazia” è ristrutturare casa a Bossi e dare la paghetta al figlio idiota con i soldi pubblici…! (comunque tecnicamente si chiama sequestro di beni a seguito di condanna per truffa).

 

Salvini

 

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Salvini: “I PM che ci bloccano fondi è attacco a democrazia” …Perchè per “loro” “democrazia” è ristrutturare casa a Bossi e dare la paghetta al figlio idiota con i soldi pubblici…! (comunque tecnicamente si chiama sequestro di beni a seguito di condanna per truffa).

C’era una volta la lega che non perdonava Roma Ladrona. Ma erano tutte chiacchiere. Ora bisognerebbe urlare: LEGA LADRONA LA LEGGE NON PERDONA!

L’Ansa ci ricorda:

Lega: processo a Genova su truffa allo Stato, confiscati 49 milioni

Sequestro conti correnti su ordine Tribunale Genova

Il sequestro dei conti correnti della Lega Nord è scattato su ordine del tribunale di Genova che ha accolto la richiesta del pm Paola Calleri di confiscare i soldi del partito. In particolare sono stati bloccati i conti di importanti federazioni tra cui Imperia, Bologna, Bergamo, Sanremo e Trento. La richiesta era partita dopo che il tribunale aveva disposto la confisca diretta di oltre 48 milioni al Carroccio a seguito della sentenza di condanna di Umberto Bossi, Francesco Belsito e altri cinque imputati, per la maxi truffa sui rimborsi elettorali tra il 2008 e il 2010. Bossi era stato condannato a due anni e sei mesi e Belsito a quattro anni e dieci mesi, oltre ai tre ex revisori contabili Diego Sanavio, Antonio Turci e Stefano Aldovisi (con pene dai due anni e otto mesi a un anno e nove mesi) e i due imprenditori Stefano Bonet e Paolo Scala (cinque anni). Secondo l’accusa, i vertici del partito avrebbero ottenuto i rimborsi elettorali con documentazioni artefatte, fondi che poi sarebbero stati utilizzati in gran parte per spese non istituzionali.

E ancora:

Giudici bloccano beni Lega, Salvini: attacco a democrazia

Duro scontro con Renzi

“Oggi, 14 settembre 2017, per la prima volta nella storia della Repubblica, i giudici stanno bloccando l’attività di un partito politico. Vogliono farci fuori. E’ un attacco alla democrazia”. Matteo Salvini, appena sbarcato da Strasburgo, convoca con urgenza una conferenza stampa a Montecitorio per denunciare con rabbia la decisione della Procura di Genova di bloccare tutti i beni e i conti correnti di tantissime importanti federazioni del Carroccio, tra cui, Imperia, Bologna, Bergamo, Sanremo e Trento. Una misura cautelare conseguente alla sentenza di poche settimane fa che condannò Umberto Bossi a 2 anni e tre mesi di reclusione e Francesco Belsito, il tesoriere, a 2 anni e sei mesi. “Tutto – denuncia Salvini – a fronte di 400mila euro presunti utilizzati da Bossi, i suoi figli e Belsito”.

Ed è subito scontro a distanza con Matteo Renzi. La decisione, secondo il segretario federale della Lega, “non ha precedenti nella storia della politica italiana” e ha un chiaro significato politico.”Pensavo di arrivare in un Paese libero, invece non è così. Si vuole colpire il terzo partito italiano per responsabilità di dirigenti del passato”. Il leader lumbard è un fiume in piena, arrivando a balenare il sospetto di una manovra orchestrata, una sorta di giustizia a orologeria, per colpire il suo partito in un momento che “è in crescita nei sondaggi” e a pochi giorni dal tradizionale maxi raduno sul pratone di Pontida. “C’è chi, usando un pezzettino di magistratura, anche un solo giudice, – attacca Salvini – vuole mettere il bavaglio al dissenso, ad alcuni milioni di italiani che credono nella Lega. Forse dava fastidio che tanti militanti da tutta Italia venissero a Pontida, per una grande giornata di libertà. Ma non non ci fermiamo, andremo tutti a Pontida anche a costo di pagarla di tasca nostra”.

In contemporanea alla conferenza stampa scoppia un duello a distanza tra i due Mattei della politica italiana. Dal palco della festa dell’Unità di Frascati, il segretario Dem attacca frontalmente il Carroccio proprio su questa vicenda. “Tutti i giorni la Lega fa la morale a Roma ladrona ma nessuno dice che ha rubato i soldi del contribuente. Che deve dare 48 milioni di euro del contribuente. Non ne parla nessuno”. In tempo reale, la replica stizzita di Salvini dalla sala stampa della Camera: “Secondo Renzi, la Lega e alcuni milioni di italiani, sono colpevoli di aver rubato. Si vergogni. Vedo che un partito che si definisce democratico – conclude – non si cura di quanto dice la Costituzione sulla presunzione di innocenza. Al Pd non succede nulla perchè evidentemente ha più amici dentro la magistratura”.

 

fonte:

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2017/09/14/lega-processo-a-genova-su-truffa-allo-stato-confiscati-49-milioni_b3746c52-3f3f-4d4b-95c4-2520b358129d.html

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2017/09/14/giudici-bloccano-beni-lega-salvini-attacco-a-democrazia-_323e826c-02f6-44e4-97bf-085c001760c5.html

Maria Elena Boschi: “Sulla salute dei bambini non si scherza” …Si lucra! – 12 vaccini obbligatori? Non esiste in nessuna parte del mondo. I più severi sono i Francesi, con 4 vaccini obbligatori. Allora, fatemi capire, a chi conviene? Ricordate, è business da 32 miliardi!

 

salute dei bambini

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Maria Elena Boschi: “Sulla salute dei bambini non si scherza” …Si lucra! – 12 vaccini obbligatori? Non esiste in nessuna parte del mondo. I più severi sono i Francesi, con 4 vaccini obbligatori. Allora, fatemi capire, a chi conviene? Ricordate, è business da 32 miliardi!

 

Maria Elena Boschi: “Sulla salute dei bambini non si scherza”

…Si, infatti, tuttalpiù si lucra!

Perchè, pensateci, per questa gente che se infischia del cittadino, che gli taglia lavoro, pensioni, sanità e istruzione, che lo vessa fino a portarlo al suicidio, cos’è questa improvvisa premura per la sua salute?

Ma non vi passa per la testa che i vaccini sono un business per loro e per le loro lobby?

Ne rendono obbligatori 12!

In Europa i più severi sono i Francesi con 4 vaccini obbligatori! 3 in Grecia e Portogallo, 1 in Belgio e in tutti gli altri Paesi ZERO…!!!

E poi tutta la misteriosa omertà sugli effetti collaterali dei vaccini? Silenzio assoluto e censura. Eppure ci sono. Non è che se ti vaccini ti becchi automaticamente l’autismo, ma il rischio, un remotissimo rischio c’è. Perchè non parlarne? Perchè non informare la gente? Perchè non forzare le case farmaceutiche a migliorare il prodotto?

Ma forse questo è il punto:

12 vaccini OBBLIGATORI è un regalo immane alle lobby. E senza neanche dargli il fastidio di dover rivedere le composizioni dei prodotti.

Il cittadino deve vaccinarsi senza se e senza ma. lo vogliono “loro”.

by Eles

Un ultima considerazione: i vaccini sono un business da 32 miliardi!!!!

Da Il Messaggero

Un business da 32 miliardi e ora Big Pharma teme i cinesi

Vaccini, un affare mondiale. Bastano pochi numeri per disegnare il ritratto del mercato: solo il fatturato supera di poco i 40 miliardi di dollari, circa 32 miliardi di euro.
A fare da traino proprio quello del vaccino stagionale contro l’influenza, con un gruppo di aziende che si spartiscono poco più di 10 miliardi di dollari, 8 miliardi di euro. Nella partita, in tempi recenti, sono entrate anche le concorrenti cinesi che offrono un prodotto con il 30% medio di sconto. Oltre che di un affare, per i vaccini, ora si parla anche di una “cupola”.

LO SCANDALO
L’ultimo scandalo made in Italy è arrivato nel tribunale di Roma a luglio scorso. Irregolarità nella somministrazione delle profilassi impiegate per due malattie veterinarie la lingua blu e l’aviaria. Un’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo: 41 gli imputati. Le accuse spaziano dalla ricettazione alla corruzione, dalla somministrazione di medicinali in modo pericoloso per l’igiene pubblica alla tentata epidemia, dalla concussione all’abuso di ufficio. Il segretario generale del ministero della Salute, Romano Marabelli, a seguito dell’inchiesta che ha coinvolto anche Vincenzo Caporale all’epoca dei fatti direttore dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise e la virologa Ilaria Capua deputata di Scelta Civica, si è autosospeso dalle funzioni e dallo stipendio.

I fatti risalgono agli anni 2003-2004. Viene contestato l’impiego di un vaccino prodotto nella Repubblica del Sud Africa senza una sperimentazione che ne valutasse gli effetti indesiderati sugli animali e, di conseguenza, sugli umani. L’attività illegale avrebbe causato la strage di pecore e capre con importanti danni all’erario.

Da qui le ipotesi di un business segreto, della vendita di virus che coinvolgerebbe aziende e trafficanti. A svelare parte di questo business un manager di un’azienda che ha patteggiato l’immunità in cambio delle rivelazioni sul contrabbando batteriologico. Nell’aprile del ’99 si fece spedire in Italia un ceppo dell’aviaria con un corriere. L’acquisto ha coinciso, nel 1999, con un’epidemia di aviaria, negli allevamenti, al Nord Italia e il altri paesi europei.
E’ sempre dell’estate passata un’inchiesta della procura di Siena nella quale si ipotizza un danno all’erario di 2,7 milioni di euro: le sedi della Novartis a Siena e ad Origgio (Varese) sono state perquisite nell’ambito di un’inchiesta del Nas che riguardava la fornitura al ministero della Salute del vaccino contro l’influenza nel 2009, ministro era Ferruccio Fazio. Su impulso dell’Oms lo Stato italiano stipulò un contratto con la multinazionale per la fornitura di 24 milioni di dosi di vaccino, per un costo di oltre 184 milioni di euro. Nel 2010, dopo il cessato allarme, il ministero chiese di interrompere la fornitura: per le dosi acquistate, più di 12 milioni, erano stati spesi 97,6 milioni. Per il risarcimento legato allo stop della produzione, l’azienda ha ricevuto 19,8 milioni di euro.

LE PROVE
Il vaccino influenzale, rispetto agli altri, ha una peculiarità: ogni anno è diverso perché ogni anno è diverso il virus o i virus che portano l’epidemia. Una volta individuato l’agente infettivo nei laboratori di tutto il mondo si mette a punto l’arma per combatterlo: viene testato su un campione e, secondo i risultati, viene modificato o messo in commercio. Gli effetti collaterali come le controindicazioni sono, più o meno sempre gli stessi. Al servizio di farmacosorveglianza dell’Aifa, l’Agenzia del farmaco, vengono segnalati gli eventi sospetti e, come in questo caso, si interviene.

fonte: http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/SANITA/business_32_miliardi_big_pharma_cinesi/notizie/1036695.shtml

 

 

Fantastico – Dal matrimonio PD e NCD per Palermo nasce il nuovo simbolo: la P scompare però ci mettono 4 stelline per ricordare i Cinquestelle… Non ricorda anche a Voi il falso marchio CE che i cinesi usano per abbindolare i più fessi…??

Palermo

 

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Fantastico – Dal matrimonio PD e NCD per Palermo nasce il nuovo simbolo: la P scompare però ci mettono 4 stelline per ricordare i Cinquestelle… Non ricorda anche a Voi il falso marchio CE che i cinesi usano per abbindolare i più fessi…??

Questo per farvi capire come e quanto sono alla frutta. Pur di lucrare qualche voto in più scimmiottano il logo Cinquestelle, come i cinesi fanno con il marchio CE per abbindolare i più fessi…!!

Da Il Fatto Quotidiano

Palermo, il Pd si fonde con Alfano: listone unico per sostenere Orlando. E il simbolo dei dem scompare dalle schede

Si chiama Democratici e Popolari ed è la lista civica presentata dai dem, dagli alfaniani e dagli ex Udc per appoggiare il sindaco del capoluogo siciliano alle prossime amministrative. Un’occhiata allo stemma vale più di qualsiasi manuale di trasformismo politico: c’è il rosso e il verde dei democrat ma anche il blu di Alternativa Popolare, persino quattro stelle pescate chissà dove, che però di questi tempi vanno tanto di moda

Erano tutti o quasi d’accordo: con Angelino non andremo mai più, dicevano. E invece non solo il Pd torna ad allearsi con Alfano, ma addirittura è costretto a occultare il suo simbolo per fondersi con Alternativa Popolare, il neonato partito del ministro degli Esteri. Succede in Sicilia, infaticabile laboratorio politico nazionale, dove lunedì gli esponenti dem hanno presentato la loro lista in vista delle amministrative di Palermo. Dopo cinque anni all’opposizione del sindaco Leoluca Orlando, infatti, il partito del sottosegretario Davide Faraone – sconfitto alle primarie nel 2012 – ha ben pensato di riporre in archivio centinaia di dichiarazioni al vetriolo contro il primo cittadino palermitano per sostenerne la ricandidatura, in mancanza di concorrenti più credibili.

Solo che Orlando – eletto sindaco per la prima volta nell’ormai lontanissimo 1985 – non è certo l’ultimo arrivato. “Piero Fassino a Torino ha perso non perché ha amministrato male, ma perché è diventato simbolo dei partiti“, ha ripetuto fino allo sfinimento il professore ai suoi fedelissimi. Ed è proprio per evitare di fare la fine di Fassino – cioè essere battuto clamorosamente dal Movimento 5 Stelle – che Orlando ha dato il suo ultimatum al Pd: sì all’alleanza ma senza alcun simbolo di partito.

I dem – come ha raccontato ilfattoquotidiano.it – ci hanno riflettuto non poco: poteva il partito che governa a Roma con Paolo Gentiloni e in Sicilia con Rosario Crocetta rinunciare alla sua lista proprio nella principale città chiamata alle urne per le amministrative della prossima primavera? Poteva quella che è – o punta ad essere – la prima forza politica del Paese nascondere il proprio simbolo sotto il tappeto, manco si trattasse di un marchio di cui vergognarsi, a pochi mesi dalle elezioni politiche? In teoria no, non poteva. In pratica, però, Lorenzo Guerini, numero due del Nazareno, non ha potuto fare altro che piegarsi al diktat di Orlando, ordinando ai suoi di contenere ogni orgoglio di sorta. Per raccogliere qualche consigliere, e magari qualche assessore, a Palermo i dem saranno costretti a fare finta di non essere dem: negare se stessi in nome di qualche voto.
Ma non solo. Perché sulla rielezione del quattro volte sindaco di Palermo non punta le sue fiches solo il Pd. Al contrario anche le cosiddette forze moderate – e cioè gli alfaniani e quel che resta dell’Udc – sono ben consapevoli di non avere scelta: o con Orlando o fuori dal consiglio comunale del capoluogo siciliano. È per questo motivo che alla fine è nata Democratici e Popolari, la lista civica del Pd, degli alfaniani che hanno appena chiuso il Nuovo Centrodestra per convertirlo in Alternativa Popolare, e degli ex Udc che hanno seguito Giampiero D’Alia nella scissione a colpi di “cocainomani” e “mafiosi” dalla corrente di Lorenzo Cesa.

Un’occhiata al simbolo vale più di qualsiasi manuale di trasformismo politico: il Partito Democratico sacrifica la sua P, a beneficio di Alternativa Popolare che invece fa a meno della A. I colori, invece, ci sono tutti: il rosso e il verde dei dem, il blu degli alfaniani, persino quattro stelle pescate chissà dove, che però di questi tempi vanno tanto di moda. In pratica un simbolo marmellata che raffigura in maniera efficace la fusione tra il partito di Matteo Renzi e quello di Angelino Alfano. “Questa è un’alleanza alla pari ci saranno 20 candidati indicati dal Pd e 20 dall’area popolare”, rivendica il deputato Dore Misuraca, leader degli alfaniani che sostengono Orlando, mentre Francesco Cascio, ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana, punta ad appoggiare l’altro candidato Fabrizio Ferrandelli. “Daremo un contributo decisivo alla vittoria del centro sinistra e di Leoluca Orlando alle prossime elezioni amministrative. Il simbolo che abbiamo presentato tiene dentro le istanze dei nostri alleati, del sindaco ma soprattutto dei tanti iscritti e militanti del Pd che ci hanno spronato a tenere insieme unità e identità”, annuncia anche Antonio Rubino, responsabile dell’organizzazione del Pd in Sicilia.

E dire che fino a pochi giorni fa, una nuova alleanza con Alfano era vista come fumo negli occhi ai piani alti del Nazareno. “Siamo al governo insieme perché nel 2013 non abbiamo vinto le elezioni e per andare avanti ci siamo alleati con forze a noi alternative. Ma è abbastanza evidente che un partito che si chiama Nuovo centrodestra difficilmente si può alleare con un partito di sinistra”, diceva appena il 7 febbraio il presidente del partito Matteo Orfini, rispondendo dal palco del Lingotto a Giuliano Pisapia. “Un listone unico con il Pd e Alfano? Per me, e non solo per me, sarebbe un incubo“, aveva detto l’ex sindaco di Milano, mettendo in mostra – suo malgrado –  sorprendenti doti divinatorie.  Sono bastate poche settimane, infatti, per stimolare il repentino cambio di passo di Orfini e soci: contrordine compagni, con Angelino non solo bisogna allearsi ma occorre addirittura fondersi. La scomparsa di quell’ingombrante locuzione – “Nuovo Centrodestra” – e i sondaggi che danno Alternativa Popolare addirittura al 3,4 percento hanno fatto il resto. “Andiamo avanti da soli, saranno gli altri a cercarci“, aveva detto il ministro degli Esteri presentando il suo nuovo-vecchio partitino. Una frase che sembrava quasi una battuta involontaria. E invece adesso Alfano rischia quasi di avere ragione. In attesa di capire se l’incubo di Pisapia sia destinato a diventare realtà soltanto a Palermo.

 

GRANDE J-AX: Salvini dice che i Rom rubano? Ma quanti campi Rom ci vogliono per rubare 40 milioni di Euro come ha fatto la Lega di Belsito e Bossi?

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Salvini

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GRANDE J-AX: Salvini dice che i Rom rubano? Ma quanti campi Rom ci vogliono per rubare 40 milioni di Euro come ha fatto la Lega di Belsito e Bossi?

 

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ATTENZIONE – Non donate cibo o vestiti, potrebbero finire nelle mani di quegli SCIACALLI dei Terremotati. Donate soldi al 45500 e farete del bene, veramente tanto bene alle BANCHE !!! – Leggi l’articolo, guarda questo video, diffondi e non farti prendere per i fondelli !!

 

Terremotati

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ATTENZIONE – Non donate cibo o vestiti, potrebbero finire nelle mani di quegli SCIACALLI dei Terremotati. Donate soldi al 45500 e farete del bene, veramente tanto bene alle BANCHE !!! – Leggi l’articolo, guarda questo video, diffondi e non farti prendere per i fondelli !!

Ve ne avevamo parlato di recente:

Ecco i veri SCIACALLI – I soldi degli sms solidali? I terremotati non li vedono proprio! Vanno alle Banche!! E queste, bontà loro, li prestano ai terremotati con interessi modici… è il “metodo Bertolaso” !

Ma vogliamo ricordarvelo ancora. Non facciamoci prendere per i fondelli.

Giusto per farVi capire. Ecco la puntata di “Brontolo” del 25 giugno 2012 dove si è parlato del terremoto dell’Aquila. Dove sono finiti i soldi degli sms? Ecco ancora una volta spiegato lo scandaloso “metodo Bertolaso”

 

S C I A C A L L I !!!

 

bt Eles

Per rinfrescarVi la memoria – Ecco i veri SCIACALLI – I soldi degli sms solidali? I terremotati non li vedono proprio! Vanno alle Banche!! E queste, bontà loro, li prestano ai terremotati con interessi modici… è il “metodo Bertolaso” !!!

 

terremotati

 

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Il sindaco Pirozzi denuncia che dei soldi degli sms solidari ad Amatrice non è arrivato niente. Ma dello scandalo legato agli sms per i terremotati ve ne avevamo già parlato in passato. l’aricolo di seguito, per esempio, pubblicato 1riprende alcune inchieste del 2012:

Per rinfrescarVi la memoria – Ecco i veri SCIACALLI – I soldi degli sms solidali? I terremotati non li vedono proprio! Vanno alle Banche!! E queste, bontà loro, li prestano ai terremotati con interessi modici… è il “metodo Bertolaso” !!!
E’ già successo per il terremoto in Abruzzo e sta succedendo anche ora.
Ci fanno credere che i nostri solli vanno ai terremotati ma non è così.
A noi ci prendono per i fondelli, ma per i terremotati è il più schifoso degli sciacallaggi!
La cosa venne fuori a seguito di un articolo de Il Fatto Quotidiano che a sua volta riprese voci che circolavano sul Web, rivelatesi poi vere. (V. di seguito l’articolo de Il Fatto Quotidiano).
In seguito anche la trasmissione televisiva “Brontolo” del 25 giugno 2012 ne ha parlato (V. video alla fine dell’articolo) poi più niente!!
Non più una parola dai media, il silenzio assoluto.
Ah, dimenticavamo, nel frattempo Silvio Berlusconi ha detto testuale “Io e Bertolaso a L’Aquila saremmo accolti come Gesù e la Madonna”…

Terremoto Abruzzo, i soldi degli Sms imboscati dalle banche

I circa cinque milioni di euro donati dagli italiani per “dare una mano” alla ricostruzione dei luoghi colpiti dal sisma del 2009, sono fermi nei forzieri degli istituti di credito. La Etimos, accusata nei giorni scorsi su alcuni blog di aver gestito direttamente il patrimonio, ci ha sì guadagnato e spiega come li ha spesi.
Gira e rigira sono finiti alle banche i 5 milioni di euro arrivati via sms dopo il terremoto dell’Aquila sotto forma di donazione. E la loro gestione è stata quella prevista da qualsiasi rapporto bancario: non è bastata la condizione di “terremotato” per ricevere un prestito con cui rimettere in piedi casa o riprendere un’attività commerciale distrutta dal sisma. Per ottenerlo occorreva – occorre ancora oggi – soddisfare anche criteri di “solvibilità”, come ogni prestito. Criteri che, se giudicati abbastanza solidi, hanno consentito l’accesso al credito, da restituire con annessi interessi. I presunti insolvibili sono rimasti solo terremotati. Anche se quei soldi erano stati donati a loro. Il metodoBertolaso comprendeva anche questo. È accaduto in Abruzzo, appunto, all’indomani del sisma del 2009. MentreSilvio Berlusconi prometteva casette e “new town”, l’ex numero uno della Protezione civile aveva già deciso che i soldi arrivati attraverso i messaggini dal cellulare non sarebbero stati destinati a chi aveva subito danni, ma a un consorzio finanziario di Padova, l’Etimos, che avrebbe poi usato i fondi per garantire le banche qualora i terremotati avessero chiesto piccoli prestiti. E così è stato. Le donazioni sono confluite in un fondo di garanzia bloccato per 9 anni. Un fondo che dalla Protezione civile, due mesi fa, è stato trasferito alla ragioneria dello Stato. La quale, a sua volta, lo girerà alla Regione Abruzzo. E di quei 5 milioni i terremotati non hanno visto neanche uno spicciolo. Qualcuno ha ottenuto prestiti grazie a quel fondo utilizzato come garanzia, ma ha pagato fior di interessi e continuerà a pagarne. Altri il credito se lo sono visto rifiutare.
L’emergenza
Bertolaso, allora, aveva pieni poteri. Come capo della Protezione civile, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma soprattutto nella veste di uomo di fiducia del premier Silvio Berlusconi. I primi soldi che Bertolaso si trovò a gestire furono proprio i quasi 5 milioni donati dagli italiani con un semplice messaggio del cellulare. Ma lui, “moderno” nella sua concezione di Protezione civile, decise che i milioni arrivati da tutta la penisola sarebbero stati destinati al post emergenza e alle banche, non all’emergenza. Questo aspetto non venne specificato al momento della raccolta, ma Bertolaso avevailpoteredidecidere a prescindere. Spedì poi un suo emissario alla Etimos di Padova, consorzio finanziario specializzato nel microcredito, che raccoglie al suo interno, attraverso una fondazione, molti soggetti di tutti i colori, da Caritas a Unipol.
I numeriQuello che è successo in questi 3 anni è molto trasparente, al contrario della richiesta di donazione via sms che non precisò a nessuno dove sarebbero finiti i soldi. Nemmeno a un ente, la Regione Abruzzo che, paradossalmente, domani potrebbe usare quei soldi per elicotteri o auto blu. La Etimos, accusata nei giorni scorsi su alcuni blog di aver gestito direttamente il patrimonio, ci ha sì guadagnato, ma non fatica ad ammettere come sono stati usati i soldi: dei 5 milioni di fondi pubblici messi a disposizione del progetto dal dipartimento della Protezione civile, 470 mila euro sono stati destinati alle spese di start-up e di gestione del progetto, per un periodo di almeno 9 anni; 4 milioni e 530 mila euro invece la cifra utilizzata come fondo patrimoniale e progressivamente impiegata a garanzia dell’erogazione dei finanziamenti da parte degli istituti di credito aderenti. Intanto sono state 606 le domande di credito ricevute (206 famiglie, 385 imprese, 15 cooperative). Di queste 246 sono state respinte (85 famiglie, 158 imprese, 3 cooperative) mentre 251 sono i crediti erogati da gennaio 2011 a oggi per un totale di 5.126.500 euro (famiglie 89/551mila euro, imprese 153/4 milioni 233mila e 500 euro, cooperative 9/342mila euro). Infine 99 domande sono in valutazione (68 famiglie, 28 imprese, 3 coop).
Gli aiuti e le bancheAl termine dell’operazione quello che è successo è semplice: i soldi che le persone hanno donato sono serviti a poco o a niente. Non sono stati un aiuto per l’emergenza, ma – per decisione diBertolaso – la fase cosiddetta della post emergenza. Che vuol dire aiuti sì, ma pagati a caro prezzo. Le persone si sono rivolte alle banche (consigliate da Etimos, ovviamente) e qui hanno contrattato il credito. Ma chi con il terremoto è rimasto senza un introito di quei soldi non ha visto un centesimo. Non è stato in grado neppure di prendere il prestito perché giudicato persona a rischio, non in grado di restituire il danaro.
Che fine han fatto gli sms?I terremotati sono stati praticamente esclusi. Se qualcosa hanno avuto lo hanno restituito con un tasso d’interesse inferiore rispetto agli altri, ma pur sempre pagando gli interessi. Chi ha guadagnato sono le banche, sicuramente, e la Regione Abruzzo che, al termine dei 9 anni stabiliti, si troverà nelle casse 5 milioni di euro in più. Vincolati? Questo non lo sappiamo. Ne disporrà come meglio crede, sono soldi che entreranno nel bilancio.
La posizione di EtimosFino a oggi, scoperto il metodo Bertolaso, il consorzio finanziario Etimos si è preso le accuse. Ma il presidente dell’azienda padovana al Fatto Quotidiano spiega che il loro è stato un lavoro pulito e trasparente. “Se qualcuno ha mancato nell’informazione”, dice il presidente Marco Santori, “è stata la Protezione civile che doveva precisare che i soldi erano destinati al post emergenza e non all’aiuto diretto. Noi abbiamo fatto con serietà e il risultato è quello che ci era stato chiesto”.

GUARDA QUI IL VIDEO DI BRONTOLO

da: il Fatto Quotidiano del 16 giugno 2012
da: http://zapping2015.altervista.org/1371-2/