6 dicembre 2007 – 10 anni dalla tragedia, ma le vittime della Thyssen non avranno giustizia. La Merkel protegge i suoi assassini!

 

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6 dicembre 2007 – 10 anni dalla tragedia, ma le vittime della Thyssen non avranno giustizia. La Merkel protegge i suoi assassini!

 

LE VITTIME DELLA THYSSEN SENZA GIUSTIZIA
IL MINISTRO della Giustizia Andrea Orlando ha sollecitato il governo tedesco ad eseguire la sentenza nei confronti dei vertici Thyssen responsabili del rogo di Torino del 6 dicembre 2007, della morte di sette dipendenti tra atroci sofferenze e della loro agonia durata settimane. Il fatto che anche Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz scontino la pena in carcere, come stanno facendo i loro colleghi italiani condannati in via definitiva diciassette mesi fa, è un principio di civiltà. Un atto di giustizia non solo nei confronti dei familiari delle vittime ma anche, e forse soprattutto, nei riguardi degli italiani e dell’idea stessa che esista un’Europa unica, uniforme nei diritti e nei doveri.
Senza colpevoli di serie A, che rimangono a casa anche dopo una condanna a nove anni di reclusione, come sta accadendo ad Espenhahn, e colpevoli di serie B che dal giorno successivo alla condanna definitiva trascorrono le notti nelle carceri della Penisola.
Per il momento il passo del ministro italiano è una semplice raccomandazione. Non ci sono ragioni, si faceva osservare ieri negli ambienti di via Arenula, per ritenere che il governo di Berlino non intenda eseguire la sentenza nei confronti dei cittadini tedeschi. Ma quello di Andrea Orlando è, al tempo stesso, un avvertimento. L’Italia non può accettare che di fronte a una tragedia dal forte impatto sull’opinione pubblica, come fu il rogo di Torino, possa prevalere e vincere l’ambiguità. Ancora ieri, a dieci anni dal dramma, la madre di una delle vittime, Giuseppe Demasi, quasi implorava che «tutti i condannati paghino per quel che è accaduto. Ce lo chiedono i nostri figli morti, la giustizia è per loro».
Demasi fu l’ultimo ad andarsene. Aveva 26 anni. Furono due mesi di calvario, uno stillicidio di drammi familiari con i funerali che percorrevano le vie del centro cittadino a cadenza settimanale. Chi ha vissuto quei giorni e chi ha partecipato anche da lontano a quel dramma collettivo non può accettare oggi che i principali colpevoli escogitino furbizie levantine, sperino nella lentezza della burocrazia, tentino di farla franca aggrappandosi alle lungaggini di una traduzione dall’italiano al tedesco. Gli stereotipi sono sempre da rifuggire ma è un fatto che nel caso della Thyssen la giustizia di Roma è stata più rapida e inflessibile di quella di Berlino. Per ridare forza all’idea di Europa, oggi non certo in salute, serve che queste ambiguità vengano spazzate via in fretta.

di: Paolo Griseri su La Repubblica del 13/10/2017.

Succede solo in Italia – L’ing. Paolo Pieri, quale responsabile della sicurezza, condannato per il crollo al liceo Darwin di Rivoli, dove morì un ragazzo. Ma dai domiciliari continua a occuparsi di sicurezza in almeno altre dieci scuole!

 

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Succede solo in Italia – L’ing. Paolo Pieri, quale responsabile della sicurezza, condannato per il crollo al liceo Darwin di Rivoli, dove morì un ragazzo. Ma dai domiciliari continua a occuparsi di sicurezza in almeno altre dieci scuole!

 

Crollo soffitto al liceo, condannato continua a gestire la sicurezza

“Trovo sconcertante che persone condannate in Cassazione per la morte di mio figlio lavorino tutt’ora in istituti scolastici come insegnanti e con la delega ‘rspp'”.

“È inopportuno che io continui a svolgere la stessa attività anche dopo la condanna? Ma io ho bisogno di lavorare.

Non mi sto certo arricchendo occupandomi della sicurezza. Anzi, sto cercando di fare del bene”. Sono le parole dell’ingenier Paolo Pieri, responsabile del servizio prevenzione e protezione nelle scuole, che ancora oggi continua a svolgere lo stesso impiego. Sarebbe tutto normale se non fosse che Pieri è stato condannato a due anni e sei mesi in via definitiva per il crollo del controsoffitto nel liceo Darwin di Rivoli, in provincia di Torino.

Pieri continua quindi a occuparsi di sicurezza in almeno dieci scuole del torinese, anche se deve fare i conti con la pena che sta scontando ai domiciliari. “Trovo sconcertante che persone condannate in Cassazione per la morte di mio figlio lavorino tutt’ora in istituti scolastici come insegnanti e con la delega ‘rspp'”. A dichiararlo è stata Cinzia Caggiano, madre di Vito Scafidi, lo studente 17enne morto a causa del crollo del controsoffitto al Darwin, nel novembre 2008.

“Ho la più alta considerazione della signora Scafidi e esprimo vicinanza per la sua perdita, ma quello che è successo era imprevedibile. Capisco il suo stato emotivo, ma io ho fatto bene il mio lavoro”, ha dichiarato Pieri“Sto finendo finendo di scontare la pena, ma non ho avuto alcuna condanna di distacco dal pubblico ufficio. Posso e devo lavorare. Non capisco questo accanimento gratuito”.

fonte: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/crollo-soffitto-liceo-condannato-continua-gestire-sicurezza-1466947.html

L’Italia dei vermi che speculano sulle tragedie, ancora una volta sputtanata – Dopo i fatti di Torino, durante la finale Champions, il Pd attacca il sindaco Appendino. Ma la responsabilità, eventualmente, è solo del Prefetto nominato da Renzi, che peraltro ha chiesto pubblicamente scusa!!!

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L’Italia dei vermi che speculano sulle tragedie, ancora una volta sputtanata – Dopo i fatti di Torino, durante la finale Champions, il Pd attacca il sindaco Appendino. Ma la responsabilità, eventualmente, è solo del Prefetto nominato da Renzi, che peraltro ha chiesto pubblicamente scusa!!!

Dopo i fatti di Torino, durante la finale Champions la macchina del fango di renzi & C. si è messa subito in moto per attaccare la Appendino.

Ed ha inanellato l’ennesima figura di merda.

Stiamo parlando di sciacallaggio, nient’altro che sciacallaggio. Speculare su quasi 2000 feriti (e ringraziamo Iddio che non c’è scappato il morto) pur di attaccare un avversario politico.

E stiamo parlando dell’l’ennesima figura di merda. Perchè, eventualmente, la responsabilità non è del Sindaco, ma del prefetto, nominato, indovinate un po’ da chi?

Il comune e la Sindaca hanno sbagliato qualcosa? Lo diranno le indagini.

Intanto il Prefetto nominato da Renzi ha sentito il dovere morale di chiedere pubblicamente scusa.

Ma a parte la madornale figura di merda (ma tanto loro ci sono abituati), voi vi rendete conto che è proprio da vermi schifosi, da beceri sciacalli speculare su una tragedia del genere?

Queste carogne fanno solo schifo. Ma peggio ancora è chi si tura il naso e li vota per chissà quale interesse personale (io, da persona dotata di intelligenza nella norma, mi rifiuto che qualcuno possa dare loro il voto per una consapevole scelta politica… coglioni ed idioti compresi).

By Eles