La storia di Cyntoia Brown: Nel 2004 sparò all’uomo che la stuprava e la costringeva a prostituirsi. Aveva 16 anni ma, invece di avere una medaglia, fu condannata come un’adulta. Solo ora, sull’onda dello scandalo Weinstein, le Star si mobilitano per la revisione del suo processo.

 

Cyntoia Brown

 

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La storia di Cyntoia Brown: Nel 2004 sparò all’uomo che la stuprava e la costringeva a prostituirsi. Aveva 16 anni ma, invece di avere una medaglia, fu condannata come un’adulta. Solo ora, sull’onda dello scandalo Weinstein, le Star si mobilitano per la revisione del suo processo.

 

Usa, star in campo per liberare Cyntoia Brown: sconta ergastolo per l’uccisione del suo aguzzino.

Nel 2004 sparò all’uomo che la stuprava e costringeva a prostituirsi. Aveva 16 anni ma fu condannata come un’adulta. Ora, sull’onda dello scandalo Weinstein, cantanti e attrici si mobilitano per la revisione del suo processo.

LIBERATE Cyntoia Brown, la ragazzina che uccise il suo aguzzino. Sull’onda lunga dello scandalo Weinstein decine di star – da Rihanna a Kim Karadashian – sono scese in campo per chiedere la revisione del processo che nel 2004 condannò all’ergastolo la ragazza minorenne che, costretta alla prostituzione da un uomo di 43 anni chiamato Johhny Mitchell Allen, detto significativamente “cut throat”, il tagliagole, durante l’ennesima violenza sessuale subita riuscì ad ucciderlo impossessandosi della sua pistola.

Nonostante il fatto che Cyntoia avesse alle spalle una storia di soprusi sessuali lunga tre generazioni e fosse caduta giovanissima nelle mani dei trafficanti di sesso, lo stato del Tennessee l’aveva ugualmente condannata al massimo della pena per l’assassinio del suo aguzzino, giudicandola come un’adulta e aggiungendo l’aggravante della prostituzione.

C’è voluta la serie di denunce legate al caso Weinstein per riportare la storia della giovane, che oggi ha 29 anni ed ha già trascorso in carcere quasi metà della sua vita, sulle prime pagine dei giornali. Grazie a una serie di post su Twitter e Instagram subito diventati virali con le immagini di un documentario girato nel 2011 dal filmaker Daniel Birman.

Un film durissimo che raccontava attraverso la testimonianza in prima persona della ragazza gli abusi fisici e sessuali subiti: “Non aveva scappatoie” ha spiegato Birman in una recente intervista alla rete locale Fox17 Nashville. “Nata e cresciuta in una famiglia dove le violenze sessuali si sono ripetute per tre generazioni”.

Durante il processo del 2004 Cyntoia aveva raccontato nei dettagli ai giudici come il suo aguzzino la picchiasse, soffocasse e stuprasse regolarmente anche con una pistola. E i suoi avvocati avevano cercato invano di spiegare che erano stati proprio quei traumi a farle impugnare la pistola. Non c’era stato nulla da fare: la sentenza era stata durissima, ergastolo con la possibilità di ottenere la libertà su parola solo dopo aver scontato 51 anni in carcere.

Quando nel 2011 Birman presentò il suo documentario la vicenda fece molto scalpore: al punto che i legislatori del Tennessee cambiarono la legge stabilendo che l’imputazione di prostituzione potesse essere formulata solo per ragazze maggiorenni. Le altre andavano considerate come vittime. Peccato, però, che non si volle dare validità retroattiva: Brown rimase in carcere. Qui la ragazza ha studiato: si è diplomata e ora sta scrivendo la sua tesi di laurea.

Ora, dopo che si è tornati a parlare del suo caso, una petizione è stata lanciata online affinché si faccia presto una revisione del processo. Le star del mondo del cinema e della musica si stanno mobilitando in suo aiuto: l’hashtag #freeCyntoiaBrown è già diventato virale. E chissà che qualcosa, per la ragazzina nera che voleva solo vivere una vita normale, non possa finalmente cambiare.

fonte: http://www.repubblica.it/esteri/2017/11/23/news/usa_star_in_campo_per_liberare_cyntoia_brown_la_ragazzina_condannata_all_ergastolo_per_l_uccisione_del_suo_aguzzino-181899794/

Frasi choc del senatore D’Anna sugli stupri: “Un istinto primordiale, le donne stiano più attente”… Ma a voi tutti, non viene l’istinto primordiale di mandarlo affanculo?

D’Anna

 

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Frasi choc del senatore D’Anna sugli stupri: “Un istinto primordiale, le donne stiano più attente”… Ma a voi tutti, non viene l’istinto primordiale di mandarlo affanculo?

All’indomani di alcuni tra i casi più odiosi di violenza alle donne, un senatore della Repubblica, Vincenzo D’ Anna, spiega in un’intervista radiofonica, come le donne dovrebbero essere «molto più accorte e caute»…!!!

«Sono abbastanza vecchio per ricordarmi donne più accorte. Una donna aggredita da un cingalese alle 3 di mattina un tempo non ci sarebbe mai stata. La donna porta con sé l’idea del corpo, l’idea della preda. Se si trova in periferia, sola in mezzo alla strada, può anche essere oggetto di un’aggressione. Non giustifico gli stupratori, gli darei 30 anni di carcere, ma serve attenzione e cautela da parte delle donne. Se cammina un uomo solo alle tre di notte non gli succede niente, se cammina una bella ragazza, magari vestita in modo provocante, e si trova in determinati ambienti, si espone». Lo afferma ai microfoni di radio Cusano Campus il senatore di Ala Vincenzo D’Anna parlando delle violenze alle donne. «Qui tutti vogliono fare tutto – aggiunge – io non sono un maschilista, ma il corpo della donna è oggetto e fonte di desiderio da parte dell’uomo. È un istinto, sarà primordiale, sarà ancestrale, quello che volete. Molte volte servirebbe un minimo di cautela. Le donne lo devono pensare che c’è gente in giro che può fargli del male. Le donne hanno un appeal che è diverso dagli uomini, potrei parlare degli ormoni, dell’ aggressività. Certe volte un tipo di abbigliamento, un tipo di contesto, fa pensare a dei soggetti che siano una manifestazione di disponibilità da parte della donna. Serve un poco di buonsenso, un poco di cautela, alle donne non farebbe male. Non è una manifestazione di inferiorità. Io alle tre di mattina sconsiglierei mia figlia di camminare in una periferia da sola, peggio ancora se è vestita in maniera disinvolta».

Le dichiarazioni del senatore sono state attaccate da diverse parti politiche, dai Verdi al M5s, dal Pd a Mdp.

«Come donne Verdi siamo scandalizzate dalle parole di Vincenzo D’Anna a proposito delle donne e degli stupri. Un senatore della Repubblica che parla di desiderio primordiale calpestando la dignità delle donne è scandaloso, sono parole irricevibili che mostrano ancora un’idea primitiva della donna-oggetto che non è libera di vestire a agire come meglio crede». Lo scrivono in una nota Fulvia Gravame e Elena Grandi dell’esecutivo nazionale dei Verdi.

«Il nostro desiderio, che non è primordiale, ma attuale e moderno, è vedere D’Anna fuori dal Parlamento perchè non merita di rappresentare degnamente il Popolo italiano e per questo chiediamo le sue immediate dimissioni. A questo fine, come Verdi, lanciamo l’hashtag #fuoridannadalsenato e chiediamo a tutte le alte cariche dello Stato, a cominciare dal Presidente del Senato Grasso, di censurare le parole pronunciate dal soggetto in questione», concludono.

Questo è un Senatore della Repubblica Italiana… Ricordatevelo semmai andremo ancora a votare.

QUI potete sentire l’audio delle farneticanti dichiarazioni di D’Anna

…e QUI il breve video che lo immortala quando, con grazia e bon ton, si rivolge ad una collega in aula.

By Eles

Un profondo pensiero del leghista Saverio Siorini, coordinatore di “Noi con Salvini”, sul duplice stupro di Rimini “Ma alla Boldrini e alle donne del PD, quando dovrà succedere?”…Qualcuno l’ha definito un “personaggio abietto”, ma forse è troppo poco!

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Un profondo pensiero del leghista Saverio Siorini,  coordinatore di “Noi con Salvini”, sul duplice stupro di Rimini “Ma alla Boldrini e alle donne del PD, quando dovrà succedere?”…Qualcuno l’ha definito un “personaggio abietto”, ma forse è troppo poco!

“Ma alla Boldrini e alle donne del PD, quando dovrà succedere?”. Così Saverio Siorini, da poco eletto coordinatore di “Noi con Salvini” di San Giovanni Rotondo commenta su Facebook la notizia del duplice stupro di Rimini. Dopo qualche protesta, Siorini tenta di correggere il tiro e al post aggiunge: “(ovvio che lo stupro non si augura a nessuno, ma questa è una provocazione che nessuno ha recepito)”. E ancora: “N.B. sono stato costretto a modificare il mio post, per farlo recepire ai tanti ciechi della situazione che stiamo attraversando”.
Gaypost.it ha raggiunto la senatrice Monica Cirinnà (Pd) nella sua azienda agricola di Capalbio dov’è impegnata con la preparazione della conserva di pomodoro. Come le altre donne dem, infatti, è stata direttamente chiamata in causa da quello che ha definito “un personaggio abietto e con un livello culturale basso”.

zzz

fonte: http://www.gaypost.it/leghista-stupro-rimini-accadra-boldrini-alle-donne-pd-cirinna