Politici corrotti in Cina: pena di morte! Ma se fanno i bravi e restituiscono tutto, se la cavano col carcere a vita! Con una legge così da noi in Parlamento resterebbero solo i grillini ed altri 3 o 4….

Politici corrotti

 

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

Politici corrotti in Cina: pena di morte! Ma se fanno i bravi e restituiscono tutto, se la cavano col carcere a vita! Con una legge così da noi in Parlamento resterebbero solo i grillini ed altri 3 o 4…

 

La Cina è uno dei paesi dove è ancora in vigore la pena di morte. Per alcuni tipi di reati ci sono sanzioni veramente dure e anche per i politici corrotti, se non confessano il reato e non si adoperano per restituire il denaro rubato possono subire questa condanna.

I reati puniti con la pena capitale sono diversi e sono l’espressione del duro controllo governativo. Si va dalla pirateria informatica fino a passare allo spaccio, dall’omicidio alla corruzione.

Proprio per la presenza di questo regime non è facile stimare quante esecuzioni vi siano ogni anno. Nella maggior parte dei casi viene utilizzato un plotone di esecuzione, molto più raramente l’iniezione letale, forse per l’eccessivo costo delle sostanze.

Dunque quando un politico si appropria indebitamente dei soldi pubblici riceve una condanna davvero terribile. Se viene restituito tutto il denaro la pena viene sospesa e commutata in ergastolo. Di recente l’ex ministro dei trasporti Liu Zhijun ha dovuto subire questa sorte. Grazie alla sua collaborazione per recuperare i fondi sottratti si è potuto salvare ma solamente in cambio del carcere a vita.

Sono molti i detrattori della pena capitale che sostengono sia inumana, secondo questi ultimi nei paesi in cui è ancora in vigore ci sono tassi di criminalità molto alti che non diminuiscono anche se si continua ad utilizzare questa pena. Nel resto del mondo c’è una campagna per eliminarla del tutto perché espressione di un Stato “barbaro” e “medioevale”.

Certamente non va meglio nei paesi in cui i reati vengono sanzionati in maniera blanda. L’italia è, ad esempio, uno dei paesi con un altissimo tasso di corruzione. Anche l’impunità e l’assenza della certezza della pena rende tutto questo più facile. Forse la cosa è più barbara della pena capitale. Purtroppo non esiste campagna altrettanto vigorosa che possa abolire la corruzione.

Certamente non va meglio in quei paesi dove i reati vengono sanzionati in maniera blanda, o addirittura del tutto ignorati. L’italia, ad esempio, è uno dei paesi dove c’è il maggior indice di corruzione, con moltissimi politici corrotti, e una cospicua presenza della criminalità organizzata. Anche l’impunità e l’assenza della certezza della pena, che inevitabilmente potrebbero provocare ulteriori vittime innocenti, sono inaccettabili. Forse la cosa è ancora più barbara e medioevale della pena capitale e si ripete ogni giorno. Purtroppo a nostro avviso non esiste una campagna altrettanto vigorosa e capillare come quella per l’abolizione della pena di morte.

 

fonte: http://risatevere.eu/2016/07/10/la-pena-politici-corrotti-cina/

Davigo: “Vorrei vivere in un Paese dove ci vuole coraggio a fare il delinquente, non a essere onesto”

 

Davigo

 

.

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

Davigo: “Vorrei vivere in un Paese dove ci vuole coraggio a fare il delinquente, non a essere onesto”

 

Davigo: “Politici perbene non siedano vicino ai corrotti”

Il presidente dell’Anm propone incentivi per chi denuncia la corruzione e invita la politica a fare valutazioni autonome rispetto ai procedimenti giudiziari: “Vorrei vivere in un Paese dove ci vuole coraggio a fare il delinquente, non a essere onesto”

“Inasprire le pene serve a poco contro la corruzione, se non si sa a chi darle: prima bisogna trovare i colpevoli e far emergere la corruzione sommersa, in un Paese come l’Italia dove non se ne denuncia praticamente mai”. Il monito arriva dal presidente dell’Anm, Piercamillo Davigo, al convegno dei Cattolici democratici. Per Davigo, “a questo scopo servono incentivi per chi parla, operazioni sotto copertura e ruolo proattivo delle forze di polizia”.

Nessuna vergogna. Ma il presidente dell’Associazione nazionale megistrati lancia anche un appello: “I politici perbene non dovrebbero stare seduti vicino ai corrotti”, ha detto. “Nel 1992 erano molti i politici che si vergognavano di essere stati sorpresi a rubare. Ho detto, ricevendo molte critiche, che oggi in molti continuano a rubare, ma non si vergognano più. Ribadisco che molti lo fanno, che non vuol dire tutti: per distinguere le pecore bianche da quelle nere, bisogna fare i processi”.

E continua: “A qualche politico ho chiesto se si rendeva conto che se continuava a sedersi vicino a un corrotto, i cittadini fossero autorizzati a pensare che siete uguali. Sarebbe meglio dire ‘finché c’è lui, io qui non mi siedo’. E forse allora – ha concluso Davigo – anche chi commette reati tornerebbe a vergognarsene”.

Corruzione come pizzo. Per Davigo, secondo cui “la corruzione della classe dirigente fa più danni della microcriminalità”, “siamo in presenza di un sistema criminale, del tutto simile a quello di Cosa Nostra per la riscossione del pizzo. Per la corruzione in Italia, non si tratta di devianze individuali, si tratta di un sistema seriale, perché tende a ripetere il reato, e diffusivo, in quanto cerca di tirare dentro più soggetti possibile”.

Il ruolo della politica. Il presidente ritiene che “il potere politico compie un errore gravissimo quando, di fronte a episodi di corruzione che riguardano esponenti politici, si limita a dire che occorre attendere che la giustizia faccia il suo corso”. Per Davigo questo tipo di atteggiamento “è una sorta di delega della politica alla magistratura a compiere una selezione della classe dirigente. Ma la politica dovrebbe invece – secondo il presidente dell’Anm – dimostrare una propria, autonoma capacità di valutazione rispetto ai procedimenti giudiziari. Se la politica si avvalesse su questo tema di una sua autonomia di giudizio questo basterebbe a far allentare la tensione, spesso al calor bianco, tra la politica stessa e la magistratura”, ha ribadito Davigo, che ha concluso dicendo che vorrebbe “vivere in un Paese dove ci vuole coraggio a fare il delinquente, non a essere onesto”.

fonte: http://www.repubblica.it/

Ancora una notizia che i Tg hanno dimenticato di darVi – le dichiarazioni choc di Buzzi: tangenti a tutto il Pd!

Buzzi

 

.

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

Ancora una notizia che i Tg hanno dimenticato di darVi – le dichiarazioni choc di Buzzi: tangenti a tutto il Pd!

 

Buzzi choc: tangenti a tutto il Pd

Quinto giorno di interrogatorio nel processo di Mafia Capitale per il ras delle coop: “Coratti, Ferrari, Giansanti, Tassone, D’Ausilio: mazzette per i debiti fuori bilancio”

Mazzette, assunzioni su «segnalazione» e accordi con esponenti del Pd romano. Al suo quinto giorno di esame davanti ai giudici della decima sezione penale del tribunale di Roma, Salvatore Buzzi è ancora un fiume in piena. Il «ras» delle cooperative, in collegamento video dal carcere di Tolmezzo, racconta dei suoi affari con il Campidoglio all’epoca dalla giunta Marino.

«Per l’approvazione del debito fuori bilancio legato al servizio di accoglienza per i minori non accompagnati ci siamo rivolti a Coratti», ha detto Buzzi, rispondendo alle domande dei suoi avvocati, Pier Gerardo Santoro e Alessandro Diddi. «Coratti – ha proseguito – ci ha chiesto 100mila euro in chiaro per far approvare la delibera del debito fuori bilancio creato nel semestre gennaio-giugno 2013. Io avevo il 26%, il restante apparteneva ad altre cooperative e tutti eravamo al corrente che dovevamo dare 50mila euro a Coratti e 50mila euro a D’Ausilio: praticamente l’1% della delibera da 11 milioni». «Un accordo corruttivo», il primo di una serie di tre stretti con Coratti, che per Buzzi sembra non prendere comunque la giusta piega. «L’accordo lo prendemmo io e Francesco Ferrara con Coratti – spiega Buzzi – ma quando arrivammo a maggio 2014 lo stesso Coratti mi disse che di queste cose non ne dovevo parlare più con lui ma con D’Ausilio». La voce del pagamento dei 100mila euro in chiaro, però, comincia evidentemente a circolare. «Mi chiama Luca Giansanti, capogruppo della lista Marino e mi dice: “e noi?” Quindi, l’8 agosto, mi chiede di passare in commissione Bilancio. In giunta non c’era problema perché il sindaco Marino è onestissimo e non ci ha mai chiesto nulla. Alfredo Ferrari del Pd, presidente commissione Bilancio, e Giansanti mi dicono se non ci dai 30mila euro non va in porto. Su questa vicenda, alla fine, non abbiamo pagato nessuno perché ci hanno arrestato».

Altri due episodi sui quali si dilunga Buzzi sono quelli relativi all’ex presidente del decimo municipio, Andrea Tassone. «Inizialmente Tassone mi chiamava e io evitavo di incontrarlo, perché ogni volta mi chiedeva di assumere qualcuno – ha raccontato Buzzi – Il 7 maggio 2014, comunque, mi presenta Paolo Solvi come un suo uomo. Mi disse che gli servivano un sacco di soldi per la campagna elettorale, e che mi avrebbe affidato un lavoro di potature in cambio di 30mila euro. Voleva i soldi in nero perché doveva pagare la campagna elettorale e concordai 26mila e 500 euro, il 10% di 264mila euro della gara». «Ho pagato una tangente a Tassone e a D’Ausilio anche per la gara per la pulizia delle spiagge di Ostia – ha poi aggiunto Buzzi – il 10% sui 122mila euro della gara».

E se Buzzi sembra ammettere senza scomporsi dazioni di denaro e tangenti, si infervora quando arriva il momento di parlare dell’ex vicesindaco Nieri (non indagato) e di altri politici Pd che, a suo dire, hanno preso le distanze da lui dopo il suo arresto. «Vergognati Nieri, vergognati – tuona Buzzi – Mi arrabbio per gli amici che ti conoscono da trent’anni e non ti difendono. Vengono qui a dire “speriamo che la giustizia trionfi”. Perché non sei andato da Pignatone a dire che hanno preso un abbaglio? Gli amici si vedono nel momento del bisogno». «Nieri – ha affermato Buzzi – ci chiese di fare il servizio di guardiania per una villa a Monte Mario che era stata destinata a Suor Paola. Era il corrispettivo per l’accordo sull’acquisto della sede della 29 Giugno a prezzo scontato, nel contesto della dismissione del patrimonio del Comune. A Nieri gli ho assunto più di venti persone». Un’ultima bordata, Buzzi la riserva a Matteo Orfini: «Ho fatto la Città dell’altra economia, Orfini ne beneficiava quando chiedeva la sala convegni. Nessuno pagava, solo Grillo. Nemmeno 200 euro per la sala».

In merito alla vicenda legata all’acquisto degli appartamenti della cooperativa San Lorenzo, Buzzi ha invece tirato in ballo la LegaCoop. «Ho comprato gli appartamenti perché me lo ha chiesto Legacoop – ha spiegato – Mi chiamò il presidente LegaCoop Lazio, Venditti, e mi disse che ne aveva parlato con Poletti. Andai a Bologna a parlare con il direttore generale di Unipol e mi mise a disposizione 4 milioni. Legacoop mi ha ordinato di comprare e io ho eseguito perché sono un soldato».

fonte: http://www.iltempo.it/roma-capitale/2017/03/17/news/buzzi-choc-tangenti-a-tutto-il-pd-1026503/

Anche oggi una valanga di arrestati e indagati… Ma leggendo i giornali una domanda mi sovviene: com’è che non c’è manco un grillino tra questi delinquenti?

.

arrestati

.

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

Anche oggi una valanga di arrestati e indagati… Ma leggendo i giornali una domanda mi sovviene: com’è che non c’è manco un grillino tra questi delinquenti?

Non Vi tedieremo con una valanga di parole…

Vogliamo solo sottoporVi tre articoli presi dalla stampa di oggi:

– Camorra e appalti truccati in Campania, 69 arresti tra cui diversi politici e imprenditori.

– Regione Lombardia, indagato il dg Maiocchi Truffa per ottenere fondi pubblici

– Roma, appalti truccati nella sanità: 9 arresti. Angelucci, deputato e “re delle cliniche”, indagato per traffico d’influenze

Solo tre articoli, ma ce ne erano anche altri…

Leggendo questi titoli una domanda ci è sorta spontanea:

com’è che non c’è manco un grillino tra questi delinquenti?

Diffondete questo articolo… Chissà, qualche elettore di Renzi o di Forza Italia forse riuscirà a darci una risposta…

 

By Eles

 

GRANDE J-AX: Salvini dice che i Rom rubano? Ma quanti campi Rom ci vogliono per rubare 40 milioni di Euro come ha fatto la Lega di Belsito e Bossi?

.

.

Salvini

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

GRANDE J-AX: Salvini dice che i Rom rubano? Ma quanti campi Rom ci vogliono per rubare 40 milioni di Euro come ha fatto la Lega di Belsito e Bossi?

 

GRANDE J-AX: Salvini dice che i Rom rubano? Ma quanti campi Rom ci vogliono per rubare 40 milioni di Euro come ha fatto la Lega di Belsito e Bossi?

 

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

Matteo Renzi si vanta di aver tagliato spesa pubblica di 25 miliardi. Ma un’economista del suo stesso staff lo sputtana: il taglio reale non supera 400 milioni. Ecco quello che i Tg non Vi dicono!

 

.

.

spesa pubblica

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

.

Matteo Renzi si vanta di aver tagliato spesa pubblica di 25 miliardi. Ma un’economista del suo stesso staff lo sputtana: il taglio reale non supera 400 milioni. Ecco quello che i Tg non Vi dicono!

 

Matteo Renzi sostiene di avere utilizzato al massimo possibile le forbici della spending review, e di non avere più spazi a disposizione, perché nel solo 2016 avrebbe già tagliato la spesa pubblica di ben 25 miliardi. Come sempre il premier legge a modo suo cifre che spesso la realtà gli ributta in faccia, e lo fa sia per ragioni propagandistiche (Renzi è perennemente in campagna elettorale) che per la necessità di utilizzare la presunta buona pratica di fronte a quei cagnacci della commissione europea che non vogliono concedergli la flessibilità di finanza pubblica che ha chiesto. Di solito pochi fanno il controcanto alle sparate del premier italiano. La sorpresa è arrivata ieri da il Foglio. Perché a fare un puntuto contraddittorio a Renzi è stata una economista che è anche un’amica di famiglia, comeVeronica De Romanis. Una economista di primissimo piano che è anche la consorte di Lorenzo Bini Smaghi, il banchiere che spesso viene annoverato in cima alla lista dei potenti renziani. La De Romanis ha smentito il premier, ricordando come il taglio di spesa non sia affatto di 25 miliardi di euro, ma addirittura inferiore ai 400 milioni. Per farlo ha utilizzato un documento dello stesso governo Renzi sulla legge di stabilità 2016, scritto dalla Ragioneria generale dello Stato. Ecco quanto scrive la De Romanis: «I risparmi per 25 miliardi di euro realizzati nel 2016 – grazie a iniziative intraprese tra il 2014 e il 2015 e alla legge di Stabilità 2016 – hanno consentito di finanziare alcune delle misure a sostegno della crescita e dell’ occupazione».

I dettagli di queste misure non sono illustrati nella Nota, tuttavia una cosa è chiara: i tagli effettivi non possono essere 25 miliardi di euro dal momento che sono stati utilizzati per coprire incrementi di “altra” spesa pubblica. Per sapere a quanto ammontano i tagli “netti” per il 2016, anche in questo caso, bisogna andare sul sito del Mef. Nella tabella a pagina 4 del documento redatto dalla Ragioneria generale dello stato («La Manovra di Finanza Pubblica per il 2016-2018»), si evince che, per l’anno 2016, la cifra totale della «variazione netta delle spese» è pari a 360 milioni di euro, di cui 41 di spesa corrente e 319 di spesa in conto capitale». Da cosa deriva quella incredibile differenza? Da un particolare che Renzi omette nei suoi comizi: la spesa non è stata tagliata, ma semplicemente spostata da un capitolo all’ altro. La De Romanis è perfino tenera nel sottolinearlo, parlando di «qualificazione della spesa», ossia di un migliore utilizzo delle risorse pubbliche.

Che però escono dalle casse dello Stato, finanziate dalle entrate, esattamente come avveniva prima. «Quello che emerge dai dati è che il governo», scrive la De Romanis, «più che tagliare la spesa pubblica, l’ha spostata da un capitolo a un altro: una linea destinata a proseguire con l’implementazione della riforma della pubblica amministrazione. Del resto, che questo sarebbe stato l’approccio seguito lo aveva precisato lo stesso ministro della Funzione pubblica al momento della presentazione del ddl delega: «Non so quanti risparmi porterà la riforma della Pubblica Amministrazione e sono contenta di non saperlo perché l’ impostazione non è di spending review: non siamo partiti dai risparmi».

Insomma, tagliare non sembra essere una priorità. Ma tagliare la spesa è l’unica via per crescere, spiega l’economista: l’opposto da quanto sostenuto dal premier italiano. Lei cita «i paesi che nell’ultimo quinquennio hanno tagliato la spesa pubblica come l’Inghilterra (dal 48,8 al 43 per cento), la Spagna (dal 46 al 43,3 per cento) o l’Irlanda (dal 47,2 al 35,9 per cento) crescono, rispettivamente, del 2,3 per cento, del 3,2 per cento e del 6,9 per cento. L’Italia, che nello stesso periodo ha incrementato la spesa pubblica dal 49,9 al 50,7 per cento, è ferma allo 0,8 per cento». Un de profundis per le politiche economiche dell’esecutivo. Che fa ancora più male perché nasce in casa. Ma che non è diverso dall’analisi di altri osservatori tecnici.

spesa pubblica

fonte: http://www.grandecocomero.com/questa-donna-smaschera-le-balle-di-matteo-renzi-ecco-cosa-ha-avuto-il-coraggio-di-raccontare/

 

Matteo Renzi si vanta di aver tagliato spesa pubblica di 25 miliardi. Ma un’economista del suo stesso staff lo sputtana: il taglio reale non supera 400 milioni. Ecco quello che i Tg non Vi dicono!

 

 

L’Italia Paese corrotto? Non si direbbe, visto che in carcere abbiamo solo 228 detenuti per reati finanziari. O forse questa è l’ennesima prova che le carogne che ci governano pensano solo ai cazzi loro ed a fare leggi per evitare la galera?

 

.

.

detenuti

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

.

 

L’Italia Paese corrotto? Non si direbbe, visto che in carcere abbiamo solo 228 detenuti per reati finanziari. O forse questa è l’ennesima prova che le carogne che ci governano pensano solo ai cazzi loro ed a fare leggi per evitare la galera?

Abbiamo la classe politica più corrotta d’Europa, ma solo 228 detenuti per reati finanziari. Visto come sono bravi a farsi le leggi a cazzi loro? 

L’Università di Losanna e lo stato delle carceri: in Italia lo 0,6 % in cella per crimini contro la Pubblica amministrazione.

Corrotti e corruttori, riciclatori, falsificatori di bilanci ed evasori fiscali anche seriali farebbero bene a trasferirsi in Italia: è difficilissimo finire in cella. Solo lo 0,6 % della popolazione carceraria italiana infatti sconta pene definitive per reati di questo tipo, un abisso rispetto agli altri Paesi dell’Europa occidentale. È uno dei dati conteggiati (al 1° settembre 2014) dall’Istituto di Criminologia e diritto penale dell’Università di Losanna, che ogni anno, per conto del Consiglio d’Europa, fotografa la situazione carceraria di 47 Paesi.

Il professor Marcello Aebi, dell’ateneo svizzero, con altri due docenti, analizzando il sistema penitenziario europeo ha registrato una diminuzione dal 2011 a oggi del sovraffollamento delle carceri: la densità delle carceri è scesa da 96 detenuti ogni 100 posti nel 2013, a 94 nel 2014. Il tasso della popolazione carceraria quindi è diminuito del 7% nel 2014 rispetto all’anno precedente, passando da 134 a 124detenuti ogni 100 mila abitanti.

L’Italia resta uno dei Paesi con le carceri più sovraffollate d’Europa, ma la situazione migliora: si posiziona all’11º posto, con 110 detenuti (nel 2013 erano 148) per 100 posti disponibili nel 2014.

Da 3 a 9 metri quadri per ogni arrestato

Rispetto ai 54.252 detenuti negli istituti penitenziari italiani registrati al 1° settembre 2014, i numeri sarebbero ancora diminuiti: al 28 febbraio 2016 – stando a fonti del ministero della Giustizia – si contano49.504 posti. Sono inoltre 8.796persone detenute in attesa di una sentenza di primo grado. Numeri che entusiasmo il ministro della Giustizia Andrea Orlando che ieri ha twittato: “L’Italia da maglia nera per sovraffollamento carceri diventa modello per altri Paesi. Oggi #Cedu chiude il caso e apprezza nostre riforme”. Il riferimento è alla decisione del comitato dei ministri della Corte europea dei Diritti dell’uomo che proprio ieri ha deciso di chiudere l’esame dei casi Torreggiani e Sulejmanovic, le due sentenze che hanno imposto all’Italia, nel 2009 e nel 2013, stringenti direttive sugli spazi nelle celle, meno di 3 metri quadri a persona.

Nella risoluzione il comitato dei ministri “accoglie con favore la risposta data dalle autorità italiane con l’introduzione di importanti riforme per risolvere il problema del sovraffollamento”. Anche l’indagine “Space I” riporta la superficie in metri quadri destinata a ciascun detenuto, fissandola per l’Italia a 9 metri quadri, contro gli 11della Francia, per fare un esempio.

“Le condanne arrivano
solo in primo grado”

Ma nella relazione dell’Università c’è un dato che spicca: In Italia si va poco in carcere per reati “finanziari ed economici”, voce che – spiegano dal Consiglio d’Europa – comprende anche i detenuti per corruzione e reati contro la Pubblica amministrazione.

Fino al settembre 2014 quindi si contano solo 228 detenuti, con sentenza definitiva, per reati “economici e finanziari”. È appena lo 0,6%. Un numero drasticamente inferiore a quello della Spagna che su 65.931detenuti conta per questi reati 1.789 persone, ossia il 3,1 % della popolazione carceraria. O anche alla Germania dove la percentuale ammonta all’11,8 %.

Il fenomeno, come dice il procuratore aggiunto di Torino Vittorio Nessi, è dovuto a due fattori: la prescrizione per i reati tributari e le pene alternative per tutti gli altri, come la bancarotta. “Sui reati tributari – afferma Nessi – pesa la prescrizione: 7 anni e mezzo sono troppo pochi rispetto ai tempi della giustizia. Nel nostro sistema inoltre con condanne fino a due anni di reclusione si può godere della sospensione della pena; fino a tre anni di reclusione ci sono invece sanzioni alternative come l’affidamento in prova ai servizi sociali. Prevista inoltre come esecuzione della pena anche la detenzione domiciliare”.

Non solo i reati finanziari. Come spiega al Fatto, l’autore dell’indagine “Space I” il professor Marcelo Aebi anche per i reati contro la Pubblica amministrazione, il problema è la prescrizione.

da Il Fatto Quotidiano del 09/03/2016.