E tre! Il Babbo dell’ex Ministro si becca la terza multa dalla Consob. Il conto finale per Pier Luigi Boschi sarà di 390mila Euro. Alla faccia della persona perbene!

 

Pier Luigi Boschi

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E tre! Il Babbo dell’ex Ministro si becca la terza multa dalla Consob. Il conto finale per Pier Luigi Boschi sarà di 390mila Euro. Alla faccia della persona perbene!

È arrivata la conferma del Triplete realizzato da Pier Luigi Boschi, il babbo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena.

Nei mesi scorsi aveva ricevuto due multe dalla Banca d’ Italia per le decisioni prese dalla Popolare dell’ Etruria quando era nel cda della stessa, prima come consigliere (agosto 2012- maggio 2014) e poi, tra il 4 maggio 2014 e il 31 dicembre 2014, in veste di vicepresidente. Ora gli sono state notificate le sanzioni, già ampiamente annunciate, della Consob in tre diversi procedimenti, per un totale di 120.000 euro.

La Commissione per la Borsa guidata da Giuseppe Vegas ha comminato a 33 ex dirigenti multe per 2,66 milioni di euro, confermando quasi alla virgola le richieste dell’ ufficio sanzioni amministrative. I multati hanno fatto le loro controdeduzioni, ma queste non hanno sortito effetto.

Ieri, dopo la prima pagina del quotidiano La Repubblica che annunciava sanzioni molto più ridotte (per fare un esempio a Boschi attribuiva una multa da 40.000 euro), qualcuno degli ex massimi dirigenti aveva tirato un sospiro di sollievo.

La realtà è che il quotidiano romano ha fatto riferimento solo a uno dei tre filoni avviati da Consob, quello riguardante le carenze informative sulla reale situazione della Banca nella documentazione d’ offerta delle emissioni obbligazionarie, pubblicata nel periodo 2012-2014.

Per la vendita al buio delle famigerate subordinate sono stati puniti 23 ex dirigenti: i più penalizzati sono stati l’ ex presidente Giuseppe Fornasari e l’ ex direttore generale Luca Bronchi (70.000 euro per entrambi), poi 15 multe da 40.000 euro, compresa quella a Boschi senior e altre sei sanzioni tra i 35.000 euro e i 20.000. In tutto un conto da 910.000 euro. Che ieri aveva fatto titolare a Repubblica: «Ammende ridotte». Purtroppo per i diretti interessati, nonostante la magnanimità dei giornalisti del quotidiano romano, le riduzioni non sono arrivate.

Le multe più pesanti sono state assegnate per il mancato aggiornamento del profilo di rischio dei prodotti emessi dalla Banca (le obbligazioni) nonostante il progressivo peggioramento dei conti di Bpel, un’ accusa che ha coinvolto 33 dirigenti e che ha portato a sanzioni per 1.120.000 euro. In questo caso Boschi ha preso la sberla più pesante (50.000 euro) tra i tre schiaffoni che gli sono toccati.

Per le omissioni nel prospetto di offerta di azioni collegata all’ aumento di capitale effettuato tra giugno e luglio 2013 sono stati puniti in 17, per un conto complessivo di 630.000 euro: Boschi dovrà versarne 30.000, contro, per esempio, gli 80.000 dei soliti Fornasari e Bronchi.

Boschi, insieme con altri 3 colleghi, compreso l’ ex presidente Lorenzo Rosi, ha provato a contenere l’ esborso: essendo coinvolti, a loro dire, in tre diversi procedimenti sanzionatori relativi alla «medesima condotta attiva o omissiva» hanno chiesto l’ applicazione del cosiddetto «cumulo giuridico» e quindi di essere puniti una volta anziché tre. La Consob ha risposto picche, ravvisando «distinte condotte materiali accertate, peraltro, a seguito di istruttorie anch’ esse distinte».

Nel procedimento per la mancata riprofilazione del rischio, la Consob ha scritto che Boschi e gli altri dirigenti sono stati puniti per «la gravità obiettiva della violazione accertata, in relazione () alla diffusione delle conseguenze dannose, anche potenziali»; per «la gravità soggettiva delle condotte poste in essere» e per «la dimensione e perduranza nel tempo delle condotte scorrette poste in essere».

Tra i 33 amministratori puniti (tra cui gli ultimi due presidenti, gli ultimi due direttori generali e i consiglieri degli ultimi due cda), il più colpito è stato Bronchi (200.000 euro), secondo Fornasari (195.000), terzo l’ ex vicepresidente Giovanni Inghirami (135.000), quindi Boschi, l’ ex presidente Rosi e un altro vice, Alfredo Berni, con 120.000.

Boschi e altri due colleghi hanno denunciato di non aver «avuto accesso a tutti gli atti confluiti nel fascicolo del procedimento» e che per questo sarebbe stato «gravemente pregiudicato il diritto di difesa e costitui[rebbe] una palese violazione del dovere di trattare paritariamente tutti i soggetti incolpati, alcuni dei quali hanno in effetti ricevuto […

] tutti gli atti del procedimento nessuno escluso». La Consob anche in questo caso non ha accolto le doglianze.

Va detto che le sanzioni arrivano con enorme ritardo e colpiscono gli ex dirigenti di una banca che non esiste più. Lo stesso vertice era stato punito dalla Banca d’ Italia a ottobre 2015 (2,54 milioni; 144.000 a babbo Boschi) e a marzo 2016 (2,2 milioni; 130.000 per Pierluigi, la multa più alta di quella tornata) per un totale di 4,74 milioni. Che sommati alle sanzioni di Consob portano il conto a 7,4 milioni di euro. Alla fine Boschi senior dovrà pagare 390.000 euro.

Ieri, a parziale consolazione per l’ onusto (di sanzioni) genitore, l’ Ansa ha diffuso un’ agenzia con una notizia già nota e diffusa da tempo: la possibile prossima archiviazione del babbo di Maria Elena nell’ inchiesta penale su Banca Etruria. Uno zuccherino che forse non basterà ad addolcire la pillola per papà Boschi.

fonte: http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/tripletta-babbo-boschi-padre-dell-rsquo-ex-ministro-becca-153935.htm

Maria Elena Boschi, una che di “Persone perbene” se ne intende, su Di Girolamo: “Si è messo al servizio della comunità in cui vive senza alcun tornaconto personale né economico”…Infatti l’hanno arrestato!

Maria Elena Boschi

 

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Maria Elena Boschi, una che di “Persone perbene” se ne intende, su Di Girolamo: “Si è messo al servizio della comunità in cui vive senza alcun tornaconto personale né economico”…Infatti l’hanno arrestato!

 

01.06.2014 – Maria Elena Boschi su Di Girolamo: “Si è messo al servizio della comunità in cui vive senza alcun tornaconto personale né economico”

02.05.2017 – Di Girolamo arrestato!

 

Leggiamo da Il Fatto Quotidiano:

Appalti irregolari, arrestati il sindaco Di Girolamo e un assessore di Terni: “Monopolio perfetto con cooperative”

Secondo la Procura gli appalti – dal verde pubblico ai servizi turistici per le Cascate delle Marmore – venivano riaffidati senza nuove gare. Ed è così che è stato possibile per il raggruppamento di cooperative ottenere proroghe fino a 63 proroghe consecutive. “Così continuando a garantire, a volte, anche per oltre 5 anni consecutivi la gestione del contratto al medesimo raggruppamento di cooperative sociali”. I bandi “cuciti addosso” alle società…

Articolo intero qui: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/02/appalti-irregolari-arrestati-il-sindaco-di-girolamo-e-un-assessore-di-terni-monopolio-perfetto-con-cooperative/3556945/

Ma basta tornare un po’ indietro nel tempo per leggere cose del genere:

Il Ministro Boschi a Terni / L’appoggio a Di Girolamo sindaco

La Boschi su Di Girolamo: “Si è messo al servizio della comunità in cui vive senza alcun tornaconto personale né economico”

Maria Elena Boschi, ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il parlamento del governo Renzi, è intervenuta a Terni a sostegno della candidatura di Leopoldo Di Girolamo. Maria Elena Boschi è giunta in città intorno alle 10 di domenica mattina ed è stata accolta nella sede del comitato elettorale in piazza della Repubblica, per poi raggiungere il Teatro Secci dove ha parlato davanti a una platea gremita.

Il saluto – Il suo intervento è stato introdotto da coordinatore della segreteria regionale del PD Emilio Giacchetti e dal segretario regionale Giacomo Leonelli: “Terni – ha detto quest’ultimo – è pienamente coinvolta nella grande operazione di rinnovamento a cui il PD sta dando vita. Leopoldo Di Girolamo in questi cinque anni ha saputo condurre la nave con saggezza ed equilibrio, nonostante il mare burrascoso della crisi. Ha difeso la città, ha saputo farla crescere e ci ha messo la faccia. Sempre. Ora dobbiamo sostenerlo con forza in questo rush finale”.

Leopoldo Di Girolamo ha ringraziato il ministro per la sua presenza: “Maria Elena è il segno tangibile della nuova classe dirigente che il PD sta dando al Paese – ha detto -. Una classe dirigente giovane, competente e coraggiosa che punta a un’Italia più moderna, dinamica e più giusta. E dentro questa nuova Italia ci vuole stare anche Terni”.

Con l’avvicinarsi del ballottaggio, la temperatura dello scontro politico è cresciuta e il candidato non si tira indietro: “In questi ultimi giorni – ha detto dal palco – il nostro avversario ha cercato di ‘avvelenare i pozzi’, facendo emergere quei di tratti di autoritarismo e intolleranza che fanno parte della sua storia politica di uomo di destra, da lui rappresentata nelle assemblee locali fra le file del MSI. Contro di lui ho già vinto nel 2001 nella competizione per il Senato della Repubblica. Nonostante la sconfitta e il sostegno di Berlusconi, che al tempo andava per la maggiore, il mio avversario fu adeguatamente ricompensato dai suoi amici con un posto ai vertici di strutture pubbliche come Inps e Inpdap, con tanto di ricchi stipendi. Io non solo mi sono dimesso da senatore dopo l’elezione a sindaco, ma due anni fa ho rinunciato a percepire qualsiasi emolumento per la carica che rivesto. Anche per questo non intendiamo accettare lezioni morali di alcun tipo”.

Poi, sempre sui temi locali: “Abbiamo attraversato cinque anni durissimi in cui Terni ha tenuto. Siamo riusciti a tenere in ordine i bilanci e abbiamo lavorato per far crescere la città che oggi può contare su servizi efficienti, nuove infrastrutture e un’importante base di partenza per intercettare lo slancio che il nuovo governo, che è al nostro fianco, sta dando al Paese. Anche per questo mi rivolgono a tutti i ternani perché domenica 8 giugno vadano a votare, sostenendo il nostro progetto per la città”.

Maria Elena Boschi ha ringraziato tutti per l’accoglienza: “Mi fa particolarmente piacere essere in Umbria, una regione a cui sono particolarmente legata visto che mia madre è di Spoleto. Sono qui a fare il tifo per Leopoldo e per festeggiare la vittoria netta alle elezioni europee. Credo che domenica oltre al PD abbia vinto soprattutto l’Italia”. Sull’esito del voto: “Avevamo di fronte una sfida fra chi tifa per il Paese e chi sa solo usare l’arma della protesta. I cittadini hanno scelto di continuare a credere nel futuro, chiedendo al PD di fare in Europa ciò che questo governo sta facendo in Italia. Il cambio di passo non è solo generazionale o nei volti, ma è soprattutto nelle politiche. Vogliamo essere più vicini ai sindaci italiani – e Matteo Renzi è sensibile a questo tema in ragione della sua esperienza personale – perché hanno attraversato momenti particolarmente difficili e vogliamo dare loro tutti gli strumenti per uscire finalmente da questa fase critica. È una sfida per Terni e per tutto il Paese”. Il ministro ha fatto riferimento ad alcune misure concrete che investono anche la dimensione locale: “I 3,5 miliardi stanziati per l’edilizia scolastica, il miliardo e mezzo per prevenire i dissesti idrogeologici. E poi gli interventi per famiglie e imprese, con la riduzione delle tasse, anche sul lavoro, e la restituzione degli 80 euro ai cittadini. Vogliamo continuare ad essere vicini alla gente, alle imprese e alle comunità locali”. Poi, su Leo Di Girolamo: “Si è messo al servizio della comunità in cui vive senza alcun tornaconto personale né economico. È importante che questo progetto non si interrompa ma possa andare avanti, perché il secondo mandato sarà fondamentale per completare il lavoro avviato nei primi cinque anni. Di fronte ai ballottaggi – ha detto il ministro – non si deve dare nulla per scontato. Si parte da ‘zero a zero’ e tutti dobbiamo rimboccarci le maniche perché la festa possa completarsi anche in Umbria, a Terni come a Perugia, e dare ulteriore slancio a quanto il governo sta facendo per il Paese”.

fonte: http://tuttoggi.info/il-ministro-boschi-a-terni-lappoggio-a-di-girolamo/216250/

 

…E certo che su questo De Girolamo le ombre non mancano.

Ecco cosa ci racconta Wikipedia su Di Girolamo

Caso “Swap”

Nel 2012 la Procura Regionale della Corte dei Conti dell’Umbria indaga Di Girolamo e sei assessori della sua giunta per aver autorizzato la rinegoziazione di alcuni contratti di finanza derivata (Swap). Tale decisione avrebbe creato un presunto danno erariale complessivo pari a 2 milioni e 700 mila euro, di cui circa 6.500 euro addebitati alla giunta Di Girolamo ed i restanti alla precedente giunta[18]. Il 31 marzo 2015 la Corte dei Conti dell’Umbria dichiara l’inammissibilità degli atti di citazione da parte della Procura Regionale[19].

Caso “Eventi valentiniani”

Nel 2013 riceve un avviso di garanzia, insieme ad altre 28 persone (tra cui alcuni assessori della sua giunta, dei consiglieri comunali di maggioranza e un dirigente comunale) dalla Procura della Repubblica di Terni. Secondo il pubblico ministero Di Girolamo e gli indagati avrebbero, attraverso una delibera che riconosceva alcuni debiti fuori bilancio tra cui alcuni legati agli eventi valentiniani svoltisi negli anni 2001 e 2002, commesso i reati di abuso d’ufficio e favoreggiamento personale nei confronti dell’ ex assessore comunale al ramo[20]. Nel novembre 2015 il GIP di Terni Simona Tordelli accoglie la richiesta di archiviazione dell’indagine formulata dal PM Elisabetta Massini[21].

Presunto danno erariale per lavori urgenti

Nel dicembre 2015 la Corte dei Conti dell’Umbria assolve Di Girolamo ed altre trentuno persone (tra cui ex assessori, consiglieri comunali ed un dirigente comunale) dall’accusa di aver causato un danno erariale alle casse comunali di 362 mila euro dovuto al fatto che alcuni fondi relativi ad un mutuo di 500 mila euro acceso presso la Cassa depositi e prestiti sarebbero stati utilizzati non solo per procedere ad interventi urgenti di riparazione di danni dovuti ad una alluvione che colpì la città di Terni nell’ottobre del 2010 ma anche per attività di manutenzione ordinaria, estranea all’evento[22].

Presunta violazione delle direttive comunitarie nella gestione del percolato della discarica di Villa Valle

Nel febbraio 2016 il sostituto procuratore della Repubblica di Terni Raffaele Iannella chiede il rinvio a giudizio di Di Girolamo, di 17 amministratori della sua giunta e di tre tecnici del Comune di Terni. Secondo il magistrato, gli indagati avrebbero svolto negli anni gare in economia per lo smaltimento del percolato nell’ex discarica di Villa Valle, violando le direttive comunitarie sulla gestione degli appalti pubblici per tutelare la libera concorrenza. L’udienza preliminare è stata fissata dal GUP di Terni Santoloci per il 12 ottobre dello stesso anno[23].

Presunta mancata bonifica o ripristino di stato dei luoghi

Il 14 gennaio 2017 comunica di aver ricevuto un avviso di proroga delle indagini relativa all’ ipotesi di reato di “mancata bonifica o ripristino di stato dei luoghi”. Di Girolamo risulta iscritto nel registro degli indagati dal 27 aprile 2016.[24]

Caso “Operazione Spada”

Il 2 maggio 2017 viene arrestato nella sede comunale di Terni, Palazzo Spada, su disposizione del GIP Federico Bona Galvagno e sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari[25]nell’ambito di una inchiesta della locale Procura della Repubblica sugli appalti comunali relativi alla manutenzione ordinaria delle aree verdi, alla gestione dei servizi cimiteriali, e alla gestione dei servizi turistici presso l’area della Cascata delle Marmore.[26][27] Di Girolamo risulta indagato per presunti reati di associazione a delinquere e turbata libertà degli incanti[27].

 

Ma si sa, la Boschi le “Persone perbene” le fiuta anche a 5 km di distanza…

by Eles