Boeri ancora all’attacco contro i vitalizi: “stanno prendendo in giro gli italiani, i Parlamentari dicano quanti contributi versano”…!!

Boeri

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

Boeri ancora all’attacco contro i vitalizi: “stanno prendendo in giro gli italiani, i Parlamentari dicano quanti contributi versano”…!!

“E’ un regalo all’anti-parlamentarismo che le Camere non rendano pubblici i dati sui contributi versati”. Lo dice il presidente Inps Tito Boeri al Senato. Per Boeri senza queste informazioni “non è possibile valutare l’impatto delle misure sulle rendite parlamentari”.

“Prendono in giro gli italiani: sul sito della Camera c’è il totale dei contributi versati, ma non è l’informazione necessaria”. Poi le considerazioni sulla proposta di riscatto gratis della laurea e le visite fiscali per i lavoratori in malattia.

L’attacco ai vitalizi

Boeri torna sul tema dei vitalizi: “L’ufficio di presidenza di Camera e Senato non rendono pubblici i dati sui contributi versati per i parlamentari”, quando invece “noi abbiamo questi dati su tutti gli italiani”.

“Il rifiuto di dare i dati”, impedisce “valutazioni serie e approfondite”, necessarie “all’Inps, alla Ragioneria” per mettere a punto “le relazioni tecniche” sui provvedimenti in materia.

Secondo il presidente dell’Inps la replica di Montecitorio, all’appello sulla trasparenza lanciato dallo stesso Istituto, non va, perché l’informazione necessaria, sostiene Boeri, non è rappresentata dal dato aggregato, dal totale dei contributi versati: manca “il dato di dettaglio, l’estratto conto contributivo individuale”.

Contro il riscatto gratis della laurea

Il riscatto gratuito della laurea rappresenta una proposta “condivisibile dal punto di vista dello spirito”, perché “si guarda alle nuove generazioni” ma “sarebbe più efficace utilizzare tutte le risorse disponibili per misure di decontribuzione”.

Così il presidente dell’Inps Tito Boeri, a margine di un’audizione al Senato. Inoltre, spiega, se il beneficio va solo ai Millennials “si rischia di creare disparità di trattamento” con, per esempio, “i nati negli anni Settanta”.

“Io penso che invece la cosa più semplice – propone – è fare una forte decontribuzione, defiscalizzare i contributi per chi inizia a lavorare al di sotto dei 35 anni per un certo numero di anni”.

“Ci sono varie proposte allo studio: è un’operazione che sarebbe di grande aiuto per facilitare l’ingresso al lavoro e dare base previdenziale e redistribuzione tra chi ha avuto di più e chi rischia di avere un futuro difficile. La cosa fondamentale è che sia una misura strutturale”, ha sottolineato.

La spesa per la quattordicesima all’estero

“Complessivamente, nel 2017 sono state erogate all’estero un totale di 35,6 milioni per la quattordicesima, incrementando ulteriormente di circa 20 milioni i pagamenti non contributivi erogati all’estero dall’Istituto, un aumento del 131% rispetto all’anno precedente (nel 2016 gli importi erogati sono stati pari a 15,4 milioni per circa 46.000 beneficiari)”.

Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in audizione al Senato sul regime pensionistico degli italiani all’estero. “Il maggior numero di beneficiari del bonus – ha aggiunto – è presente in Europa (39,6%), in America meridionale (36,1%) e in America settentrionale (12,6%)”.

“Italia non ha ancora adeguato sistema assistenza sociale”

L’Italia non ha ancora un adeguato livello di assistenza sociale. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in audizione al Senato sul regime pensionistico degli italiani all’estero, spiegando che alcuni oneri assunti dall’Italia potrebbero essere meglio erogati nei Paesi di residenza dei nostri connazionali.

“L’erogazione di tali prestazioni assistenziali – spiega Boeri – va a beneficio anche di soggetti che risiedono in Paesi in cui esistono sistemi di protezione sociale adeguati e talvolta più capillari di quello italiano. In alcuni casi, le istituzioni estere che gestiscono gli interventi assistenziali a favore dei residenti nei Paesi in cui operano riducono le prestazioni di importi corrispondenti all’ammontare dei benefici erogati da Inps, sicché per al pensionato non deriva alcun vantaggio mentre lo Stato italiano assume oneri che potrebbero essere assolti dallo Stato di residenza del pensionato. Quindi paradossalmente l’Italia, che non ha ancora un adeguato sistema di assistenza sociale per ragioni che vengono spesso attribuite a vincoli di bilancio, finisce per ridurre gli oneri di assistenza sociali di altri Paesi, peraltro non pochi dei quali a reddito pro capite più alto del nostro”.

“L’importo totale erogato all’estero per quote di integrazione al minimo e maggiorazioni sociali era, nel 2016 – conclude -, pari a circa 80 milioni”.

La malattia dei lavoratori e le visite fiscali

“Il polo unico della medicina fiscale partirà da settembre, ci stiamo preparando, pensiamo che sia un fatto molto importante e crediamo che sia necessario armonizzare tutto tra pubblico e privato, puntando ad estendere le fasce di reperibilità in linea con quello che abbiamo già nella Pa”.

E’ quanto ha detto il presidente dell’Inps, a margine di un’audizione al Senato, parlando delle visite sulle assenze per malattia, su cui l’Istituto avrà dal primo giorno di settembre una competenza esclusiva (finora per gli statali sono state invece attive le Asl).

Alla domanda se quindi le ore di reperibilità debbano essere portate a sette per tutti, anche per i dipendenti privati che oggi ne contano quattro, Boeri ha risposto: “Questo è quello che riteniamo essere la cosa più giusta e anche più affine a quanto avviene in altri Paesi”.

Il presidente dell’Inps comunque ricorda che sull’omogeneizzazione delle regole, ed eventualmente delle fasce orarie, “ci dovrà essere un decreto del ministero del Lavoro, con quello della Funzione pubblica”.

 

tratto da: http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/vitalizi-boeri-camere-rendano-pubblici-dati-sui-contributi-versati_3087281-201702a.shtml

 

Anche Papa Francesco si scaglia contro le “pensioni d’oro” della casta: “sono un’offesa al lavoro”…!

 

Papa Francesco

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

Anche Papa Francesco si scaglia contro le “pensioni d’oro” della casta: “sono un’offesa al lavoro”…!

 

PENSIONI D’ORO, ANCHE IL PAPA SFERZA LA POLITICA

«Non sempre e non a tutti è riconosciuto il diritto a una giusta pensione, giusta perché né troppo povera né troppo ricca: le ”pensioni d’oro” sono un’offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere, perché fanno sì che le diseguaglianze del tempo del lavoro diventino perenni».

Queste sono le stesse parole che usiamo da anni e che hanno ispirato le nostre proposte in materia di pensioni d’oro!

È inaccettabile avere persone che prendono fino a 90mila euro mensili quando contemporaneamente assistiamo a milioni di disoccupati o pensionati a 400€ che fanno la fame.
Vitalizi, pensioni gonfiate e ingiustizie sono uno scandalo a cui mettere mano immediatamente: questi miliardi di euro recuperati potrebbero aiutarci a portare le pensioni minime sopra la soglia di povertà calcolata dall’Istat in 780€ mensili.

Per fare paragoni con situazione pratiche concrete e reali, attualmente circa 100mila pensionati d’oro che costano 13miliardi di euro l’anno, quasi il doppio di quanto servirebbe per impedire ad esempio l’aumento dell’IVA al 25.4%.

Dicono siano diritti acquisiti, ma stranamente sono gli unici diritti ad essere acquisiti in un Paese dove i diritti vengono svenduti.

Attuare misure di giustizia sociale non solo è sacrosanto dal punto di vista etico, ma anche sostanziale per i cittadini in difficoltà. Per attuare queste scelte politiche serve un governo che abbia le mani libere..

Vi ricordate quando nella stabilità di qualche anno fa scoprimmo i lobbisti in commissione bilancio spingere per l’approvazione di emendamenti che salvassero le pensioni d’oro?
O come il PD e il governo si siano opposti alla nostra mozione di taglio delle pensioni d’oro che abbiamo presentato appena entrati alla camera?

Con il Movimento 5 stelle al governo questo non solo non accadrà mai, ma si porrà fine a palesi ineguaglianze e ingiustizie.

Condividi se vuoi che questa vergogna venga abolita al più presto.

Sorial Girgis Giorgio

Signore e Signori, ecco il Pd di Matteo Renzi: loro si tengono i vitalizi, ma a voi che siete solo delle merdacce vi innalzano l’età pensionabile…!

Matteo Renzi

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

Signore e Signori, ecco il Pd di Matteo Renzi: loro si tengono i vitalizi, ma a voi che siete solo delle merdacce vi innalzano l’età pensionabile…!

 

Il Pd si tiene i vitalizi (e vogliono innalzare l’età pensionabile)

Il Pd vuole mantenere il privilegio dei vitalizi. Renzi, che aveva detto di volerli tagliare, si è dimostrato per l’ennesima volta un mentitore seriale. Oggi, infatti, il Governo, in commissione Bilancio alla Camera, non ha presentato la relazione tecnica del Mef sul disegno di legge Richetti, atto senza il quale il testo dell’esponente dem rimarrà insabbiato in qualche cassetto della prima commissione. Questo documento, chiesto dal Pd per perdere tempo, non è arrivato in Parlamento e, di fatto, nessuno sa se mai arriverà, in quanto la Ragioneria generale dello Stato non ne sa nulla. Così l’iter della proposta sul taglio dei vitalizi viene affossato.

 

E pensare che il Movimento 5 Stelle aveva fatto di tutto per farlo approvare, rinunciando alla quota riservata all’opposizione, pur di farlo calendarizzare per il voto dell’Aula. E pensare che Padoan, sulla vicenda Consip, invece, è stato molto veloce nell’inviare una letterina al presidente del Senato, con allegata la relazione tecnica del Mef sui vertici Consip, nel tentativo di evitare la votazione a Palazzo Madama per salvare il ministro Lotti. E perché, allora, la relazione del Mef sui vitalizi si è stranamente persa per strada?

La verità è che Governo e Pd usano due pesi e due misure: quando si tratta di salvare gli amici degli amici, i potenti, o i componenti del giglio magico coinvolti in vicende giudiziarie inquietanti, si danno subito da fare e si inchinano alle richieste dei renziani. Quando, invece, si tratta di tagliare gli odiosi privilegi dei parlamentari, fanno orecchie da mercante e si esercitano in una vergognosa melina, pur di accaparrarsi il privilegio. Appena ci faranno tornare a votare, i cittadini spazzeranno via questa classe politica indegna che, sapendo di essere su una nave che sta affondando, cerca di afferrare tutto il denaro possibile.

Da beppegrillo.it

Il diktat del Fondo Monetario Internazionale: l’Italia deve tassare gli immobili e tagliare le pensioni …Ma quelli del Fmi invece di sparare queste cazzate, perché non dicono qualcosa a proposito di vitalizi e spese militari?

 

Fondo Monetario Internazionale

.

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

Il diktat del Fondo Monetario Internazionale: l’Italia deve tassare gli immobili e tagliare le pensioni …Ma quelli del Fmi invece di sparare queste cazzate, perché non dicono qualcosa a proposito di vitalizi e spese militari?

 

Fmi: l’Italia deve tassare gli immobili e tagliare le pensioni

Il Fondo monetario internazionale raccomanda all’Italia di accelerare la riforma del Catasto e di “introdurre una forma di tassazione moderna sugli immobili”. Nel rapporto stilato al termine della missione annuale nella Penisola, l’istituzione torna sull’annoso tema dell tassazione sui beni immobiliari che ha attraversato vicende alterne, fino all’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Di fatto quando chiede una tassazione “moderna” sugli immobili il Fmi chiede di reintrodurre questa tassa. E questo allo scopo di trovare quei margini di correzioni dei conti pubblici che servono mentre si deve cercare di ridurre la tassazione sul lavoro e sui fattori di produzione.

L’altro grande capitolo di intervento individuato dagli ispettori del Fmi sui conti pubblici riguarda le pensioni. Posto che l’Italia fatto “più di molti altri” Paesi per garantire la sostenibilità del sistema, secondo Washington “dovrebbe considerare di ridurre l’elevata spesa pensionistica” su cui si potrebbero “rivedere i parametri”. (fonte askanews)

…Invece, sui vitalizi d’oro dei nostri politici e sui 25 miliardi l’anno che spendiamo per le armi, niente da dire, eh???

By Eles

In Parlamento si discute sulla regolamentazione dei Vitalizi – Ed ecco l’emendamento (subito approvato) sulla reversibilità proposto da Gasparini (Pd, ovviamente): “Ingiusto che i congiunti dei parlamentari finiscano a fare la sguattera o il giardiniere” …che tradotto in Italiano significa: noi possiamo, ma loro NO, sono la casta!

Vitalizi

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

In Parlamento si discute sulla regolamentazione dei Vitalizi – Ed ecco l’emendamento (subito approvato) sulla reversibilità proposto da Gasparini (Pd, ovviamente): “Ingiusto che i congiunti dei parlamentari finiscano a fare la sguattera o il giardiniere” …che tradotto in Italiano significa: noi possiamo, ma loro NO, sono la casta!

 

Vitalizi, dicono addio al privilegio ma si aumentano la reversibilità: “I congiunti di deputati non possono fare le sguattere”

Primo sì al ricalcolo delle pensioni parlamentari in essere col sistema contributivo. All’ultimo però passa il cavillo da Casta: la reversibilità è aumenta di un quinto se i beneficiari non hanno altri redditi. Inps: “Privilegio che non ha pari”. La firmataria Gasparini (PD): “Ingiusto che i congiunti dei parlamentari finiscano a fare la sguattera o il giardiniere”

Dall’Inps assicurano che in Italia non c’è categoria che goda di una norma tanto favorevole da aumentare di colpo la pensione di reversibilità del 20%. Non i 21 milioni di dipendenti pubblici e privati  cui ogni anno eroga le pensioni, che al massimo possono contare sulle rivalutazioni Istat dello zero virgola o di vedersi alzare l’importo, se inferiore, ai 501 euro di pensione sociale. Il problema comune a tutti gli italiani non riguarderà invece mogli e figli di 2.470 ex onorevoli e 1.650 ex consigli regionali che al momento di incassare la reversibilità potranno contare su un assegno aumentato automaticamente di un quinto. A prescindere dall’importo. Ed ecco rispuntare il privilegio, per di più nella legge nata per abolire il più avversato di tutti: il ricco vitalizio che a ancora oggi consente agli ex parlamentari di incassare anche 5-6mila euro al mese a fronte di qualche legislatura in Parlamento.

Parliamo della loro rottamazione, visto che eri il Parlamento ha assestato al vitalizio il primo colpo mortale della storia.  La Commissione Affari Costituzionali della Camera ha approvato il testo base, a firma di Matteo Richetti, che dispone il ricalcolo dei trattamenti in essere col sistema contributivo. Si tratta di una rivoluzione copernicana che il 31 maggio dovrà ricevere il voto d’aula, passare al Senato e (salvo resistenze e rimpalli) diventare legge entro la fine della XVII legislatura. Che sia un tonico per la reputazione delle istituzioni, una cura dimagrante per i privilegiati e un risparmio straordinario (760 milioni in 10 anni, dice Boeri) per le casse pubbliche non c’è dubbio. Però però.

La pillola, contro la quale già si annunciano ricorsi (per i famosi “diritti acquisiti”), è un po’ meno amara del previsto: all’ultimo passa un emendamento che accorda un beneficio ben poco perequativo nella corsa a omologare il trattamento degli ex onorevoli e consiglieri a quello dei lavoratori dipendenti. Riguarda la “Rideterminazione degli assegni vitalizi” (art.13), lo firma la deputata Pd Daniela Gasparini e recita così: “In assenza di altri redditi di cui all’articolo 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per i soli trattamenti in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, la misura della pensione di cui all’articolo 11 è aumentata del 20 per cento”.

In soldoni significa che in caso il congiunto beneficiario della reversibilità non abbia “redditi da lavoro dipendente/autonomo e d’impresa, rendite fondiarie e redditi da capitale” percepirà il 60% dell’importo come gli altri italiani, ma aumentato di un quinto. Automaticamente, senza soglia massima ne criteri patrimoniali. E pace se in quelle stesse famiglie, a differenza di altre, per anni si è materializzato uno stipendio parlamentare da 10mila euro al mese.

L’autrice dell’emendamento, manco a dirlo, difende l’eccezione come una misura di “equità”. “Ho pensato che era sacrosanto –  dice la Gasparini al fattoquotidiano.it – mettere fine a trattamenti insostenibili attraverso il ricalcolo contributivo dell’importo pensionistico ma anche che non fosse giusto che i congiunti di un parlamentare, che magari non hanno altro reddito, finissero a fare la sguattera o il giardiniere. Ecco perché ho pensato a un riconteggio aumentato del 20%. E’ una misura pensata su situazioni personali a volte gravose: c’è la vedova, l’anziano, il figlio disabile etc”.

Scusi tanto, ma purtroppo queste cose capitano a tutti gli altri italiani. “Guardi che nessuno in Italia oggi ha un regime pensionistico totalmente contributivo, ma al massimo misto, e non c’è altra categoria sulla quale è in corso una rimodulazione così forte degli assegni previdenziali. Prima del 2012 per cinque anni di legislatura gli onorevoli prendevano 2.200 euro di vitalizio, ora diventeranno 700/800 al momento della maturazione. Non si conoscono ancora gli effetti del ricalcolo di quelle già in corso, ma si stima un taglio del 50% cui, in caso di reversibilità, se ne aggiunge un altro del 40%. Insomma, rimane ben poco per le famiglie dei parlamentari che hanno dedicato magari anni a lavorare per questo Paese. Un Paese che ha tollerato troppo a lungo le baby pensioni e i privilegi. E l’ingiustizia non è una prerogativa dei parlamentari, ci sono altre categorie che hanno trattamenti di favore, a partire dai giornalisti. Le dirò di più: questa misura è un atto coraggioso che anticipa quello che auspico un domani per tutti”. Giusto, ma perché cominciare proprio dai parlamentari?

@thomasmackinson

Panico tra i politici. Il siluro dell’Inps fa tremare la casta: “I vitalizi dei parlamentari ormai sono insostenibili”

politici

 

.

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

 

Panico tra i politici. Il siluro dell’Inps fa tremare la casta: “I vitalizi dei parlamentari ormai sono insostenibili”

...ma state sereni, i nostri politici hanno affossato anche questo!

“I vitalizi dei parlamentari ormai sono insostenibili”. Panico tra i politici. Il siluro dell’Inps fa tremare la casta

Per gli ex parlamentari sono in pagamento 2.600 vitalizi per una spesa di 193 milioninel 2016, circa 150 milioni superiore rispetto ai contributi versati.

Lo dice il presidente dell’Inps, Tito Boeri in una audizione alla Camera sui vitalizi. “Applicando – dice – le regole del sistema contributivo oggi in vigore per tutti gli altri lavoratori all’intera carriera contributiva dei parlamentari, la spesa per vitalizi si ridurrebbe del 40%, scendendo a 118 milioni, con un risparmio, dunque, di circa 76 milioni di euro l’anno (760 milioni nei prossimi 10 anni)”. Boeri nell’audizione sottolinea come la spesa negli ultimi 40 anni sia stata “sempre più alta dei contributi. Normalmente un sistema a ripartizione (in cui i contributi pagano le pensioni in essere) – precisa – alimenta inizialmente forti surplus perchè ci sono molti più contribuenti che percettori di rendite vitalizie. Nel caso di deputati e senatori, invece, il disavanzo è stato cospicuo fin dal 1978, quando ancora i percettori di vitalizi erano poco più di 500, prova evidente di un sistema insostenibile”.

“Essendo il numero dei contribuenti fisso – dice – questi andamenti erano più che prevedibili. Eppure si è ritenuto per molte legislature di non intervenire. Addirittura si sono resi questi trattamenti ancora più generosi, come testimoniato da una crescita, per lunghi periodi, più accentuata della spesa che del numero di percettori.

I correttivi apportati più di recente alla normativa, pur avendo arrestato quella che sembrava una inarrestabile crescita della spesa – continua – non sono in grado di evitare forti disavanzi anche nei prossimi 10 anni”. “Con le regole attuali – sottolinea Boeri – la spesa per vitalizi è destinata ad eccedere anche nel prossimo decennio di circa 150 milioni l’anno i contributi versati da deputati e senatori. Applicando le regole del sistema contributivo oggi in vigore per tutti gli altri lavoratori italiani all’intera carriera contributiva dei parlamentari, la spesa per vitalizi si ridurrebbe del 40%, scendendo a 118 milioni. Vi sono 117 ex-deputati e senatori con lunghe carriere contributive per i quali il ricalcolo potrebbe comportare un incremento del vitalizio.

I risparmi derivanti dal ricalcolo contributivo salirebbero a circa 79 milioni se la correzione alla luce del ricalcolo contributivo avvenisse solo al ribasso, tenendo conto del fatto che per la stragrande maggioranza degli ex- parlamentari ha ricevuto un trattamento di favore rispetto agli altri contribuenti”.

“Supponendo poi che il rapporto fra vitalizi in essere e vitalizi ricalcolati sia lo stesso per i consiglieri regionali, il risparmio complessivo in caso di ricalcolo per l’insieme delle cariche elettive – avverte il presidente Inps – salirebbe a 148 milioni di euro circa per il solo 2016 (e circa un miliardo e 457 milioni sui primi 10 anni presi in considerazione dalle nostre simulazioni). Si tratta, dunque, di misure non solo simboliche, ma in grado di contribuire in modo significativo alla riduzione della spesa pubblica o al finanziamento di programmi sociali”
fonte: http://notizieinmovimentonews.blogspot.de/2017/01/i-vitalizi-dei-parlamentari-ormai-sono.html?m=1

L’accusa di Tito Boeri: I vitalizi dei parlamentari sono ingiustificati. Se si applicasse il sistema contributivo si avrebbe un risparmio quasi un miliardo e mezzo!!!

Tito Boeri

 

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

L’accusa di Tito Boeri: I vitalizi dei parlamentari sono ingiustificati. Se si applicasse il sistema contributivo si avrebbe un risparmio quasi un miliardo e mezzo!!!

 

Tito Boeri ha lanciato l’allarme: “I vitalizi dei parlamentari sono quasi il doppio di quanto sarebbe giustificato alla luce dei contributi versati”. Si risparmierebbero circa 76 milioni l’anno se si portassero le pensioni dei parlamentari a valori normali, applicando il sistema contributivo si avrebbe un risparmio di circa un miliardo e 457 milioni sui primi 10 anni (oltre 100 milioni all’ anno). Il meccanismo dovrebbe essere applicato non solo ai parlamentari ma anche ai consiglieri regionali.

Da IlTempo.it:

I vitalizi dei parlamentari, ovvero la rendita concessa a deputati e senatori al termine del mandato parlamentare, è circa il doppio di quanto hanno versato. Una vera cuccagna che passa di generazione in generazione, a mogli, mariti, figli e fratelli che per decenni vivono con l’assegno dello scomparso. Una rendita che nasce da una contribuzione minima, da una sola legislatura o addirittura da un solo giorno in Parlamento. Un caso emblematico è quello del deputato Luca Boneschi dei Radicali che per aver trascorso ventiquattr’ore alla Camera nel febbraio del 1982 ha avuto la pensione a vita.

L’Inps ha calcolato che un vitalizio parlamentare se fosse calcolato con il metodo contributivo, oggi in vigore per tutti gli altri lavoratori, si ridurrebbe del 40%. L’assegno minimo passerebbe da 26.379 euro a 2.487 euro, mentre quello medio scenderebbe da 56.830 euro a 33.568 euro. I tagli interesserebbero il 96% dei casi.

In altre parole «i vitalizi dei parlamentari sono quasi il doppio di quanto sarebbe giustificato alla luce dei contributi versati» ha affermato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in audizione nella commissione Affari costituzionali della Camera.

Oggi ci sono circa 2.600 vitalizi in pagamento, per cariche elettive alla Camera o al Senato, per un costo stimato in circa 190 milioni di euro. E si tratta di «una sottostima» ha precisato Boeri perchè sono stati esclusi eventuali anni di servizio presso il Parlamento europeo o presso Consigli Regionali. Insomma è solo la punta di un iceberg.

Portando le prestazioni parlamentari ai valori normali la spesa scenderebbe a 118 milioni, con un risparmio, dunque, di circa 76 milioni di euro all’anno (760 milioni nei prossimi 10 anni). Applicando il sistema contributivo per il ricalcolo dell’insieme delle cariche elettive, si avrebbe un risparmio di circa un miliardo e 457 milioni sui primi 10 anni (oltre 100 milioni all’anno). Il meccanismo dovrebbe essere applicato non solo ai parlamentari ma anche ai consiglieri regionali. Il risparmio, osserva Boeri, sarebbe di «misure non solo simboliche, ma in grado di contribuire in modo significativo alla riduzione della spesa pubblica o al finanziamento di programmi sociali». L’andamento della spesa per vitalizi in relazione ai contributi versati dal 1965 ad oggi, a prezzi 2016, evidenzia che «la spesa sia stata negli ultimi 40 anni sempre più alta dei contributi».

Il presidente ricorda che normalmente un sistema a ripartizione, in cui i contributi pagano le pensioni in essere, alimenta inizialmente forti surplus perché ci sono molti più contribuenti che percettori di rendite vitalizie. «Nel caso di deputati e senatori, invece, il disavanzo è stato cospicuo fin dal 1978, quando ancora i percettori di vitalizi erano poco più di 500».

L’andamento del sistema era «più che prevedibili. Eppure si è ritenuto per molte legislature di non intervenire», dice Boeri. «Addirittura si sono resi questi trattamenti ancora più generosi». Facendo un confronto con le diverse gestioni speciali «in nessun caso, dice Boeri, «il divario è così accentuato come nel caso dei vitalizi dei parlamentari».

L’Inps ha formulato, nel giugno 2015, proposte di riforma del sistema pensionistico che comportavano una revisione dell’istituto dei vitalizi in parallelo a interventi su circa 350.000 trattamenti in essere di pensionati che non provengono da carriere elettive. Ma contro queste proposte si è subito schierata l’Associazione degli ex parlamentari che ha sollevato il problema dell’anti costituzionalità di qualsiasi ricalcolo.

Ma vediamoli questi assegni d’oro. Luciano Violante percepisce un vitalizio di 9.363 euro al mese,Giuliano Amato arriva a 31.411 euro al mese, Nichi Vendola pensionato d’oro all’età di 57 anni riceve dalla regione Puglia un assegno di 5.618 euro. Walter Veltroni ogni mese incassa 5.373, Massimo D’Alema appena 90 euro in meno del suo storico rivale. Marco Pannella porta a casa una pensione invidiabile da 5.691 euro al mese. Con 35 anni di contributi versati e per la prima volta fuori dal Parlamento, dopo il declino della sua parabola nel centrodestra, percepisce il vitalizio anche l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini (5.614 euro). Poi Prodi (2.864), Rodotà (4.684) e Franco Marini(5.800). Anche Irene Pivetti ha maturato un cospicuo vitalizio a seguito dei suoi 9 anni di mandato parlamentare, durante il quale ha occupato anche la carica di Presidente della Camera. Dal 2013, ovvero da quando aveva solo 50 anni, percepisce 6.203 euro al mese. Alfonso Pecoraro Scanio , deputato dal 1992 al 2008, riceve 8.836 euro al mese da quando aveva 49 anni. A Vittorio Sgarbi per essere rimasto in carica per 4 legislature riceve 8.455 euro. Ma c’è poco da indignarsi: è scritto nel Regolamento. Giancarlo Abete è dal 1992 che non occupa i seggi parlamentari, ma da quando aveva 42 anni riceve 6.590 euro mensili. Rosa Russo Iervolino , parlamentare per oltre 20 anni e più volte Ministro, riceve mensilmente il suo assegno da circa 5400 euro netti. Alla cifra contribuisce anche il cumulo acquisito come sindaco di Napoli, dal 2001 al 2011. Pensionata a 41 anni e con un assegno di 8.455 euro, si può. È il caso di Claudia Lombardo , definita Miss Vitalizio d’oro. Eletta per la prima volta nel Consiglio Regionale della Sardegna quando aveva 21 anni e divenuta presidente nel 2009 con una carriera fulminea. Domenico Gramazio , passato alla storia parlamentare per aver festeggiato la caduta di Prodi nel 2008, mangiando in Senato una fetta di mortadella, percepisce 10.877 euro. Gianni De Michelis , percepisce 5.800 euro netti al mese.

Grandissimo BEPPE GRILLO: “con che faccia, ma come fanno ad andare in pensione dopo 35 mesi e dire ad un ragazzo che deve andare in pensione a 70 anni con 40 anni di contributi? Ma con che faccia”?

BEPPE GRILLO

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

GRANDISSIMO BEPPE GRILLO: “con che faccia, ma come fanno ad andare in pensione dopo 35 mesi e dire ad un ragazzo che deve andare in pensione a 70 anni con 40 anni di contributi? Ma con che faccia”?

 

…”con che faccia, ma come fanno ad andare in pensione dopo 35 mesi e dire ad un ragazzo che deve andare in pensione a 70 anni con 40 anni di contributi? Ma con che faccia”?

 

 

Video Player

 

Montecitorio ha deciso: la legge Fornero si applica solo a noi merdacce. Ai vitalizi ed alle pensioni dei Parlamentari non si applica!

 

legge Fornero

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

Montecitorio ha deciso: la legge Fornero si applica solo a noi merdacce. Ai vitalizi ed alle pensioni dei Parlamentari non si applica!

 

Sì, avete letto bene: la legge Fornero che i parlamentari hanno approvato e che si applica ai cittadini italiani non si applica invece agli stessi parlamentari! Così ha deciso l’ufficio di presidenza della Camera dei deputati su proposta del PD. Insomma, in Italia ci sono cittadini fessi e cittadini furbi: questi ultimi sono i parlamentari. Due pesi e due misure. Bagarre con i grillini scatenati.

La Camera dei deputati, infatti, ha stabilito oggi un principio in verità un po’ strano: ai parlamentari nazionali, per ciò che riguarda i vitalizi, non si applica la legge Fornero che invece si applica a tutti gli altri cittadini italiani. Ovviamente, a Montecitorio, è scoppiata la baraonda. Con i parlamentari grillini che, in verità, sono andati un po’ sopra il rigo. Mentre i parlamentari degli altri partiti – di maggioranza e di opposizione (in questo caso il riferimento è al centrodestra) non hanno risparmiato pesanti critiche ai seguaci di Beppe Grillo, definiti anche “fascisti”.

Ma si sa, basta leggere la Treccani, è “fascista” chiunque si mette contro i diritti della CASTA!

I fatti. L’ufficio di presidenza della Camera dei deputati, dopo un tira e molla che va avanti da mesi, ha approvato – su proposta del Partito Democratico – una delibera che riattiva, per i prossimi tre anni, il contributo di solidarietà sui vitalizi e sulle pensioni corrisposte ai parlamentari.

Si tratta, in pratica, dei prelievi a carico dei vitalizi e delle pensioni dei parlamentari che erano stati interrotti in seguito a una sentenza della Corte Costituzionale. La Consulta, infatti, ha stabilito che i prelievi a carico dei vitalizi e delle pensioni non possono essere introdotti a regime, ma solo per un periodo temporaneo (tre anni). Anche se possono essere rinnovati.

Che è quello che ha fatto oggi l’ufficio di presidenza di Montecitorio. Il problema è che la reintroduzione approvata, che porta la forma del PD, crea un’oggettiva disparità tra i parlamentari e i comuni cittadini: come già accennato, mentre questi ultimi vengono penalizzati dalla legge Fornero (che ha allungato i tempi per mandare in pensione i comuni cittadini), per i parlamentari la legge Fornero non si applica!

I parlamentari del Movimento 5 Stelle avevano presentato una delibera che puntava all’equiparazione delle pensioni parlamentari a quelle dei normali cittadini, pur non intervenendo sugli stessi vitalizi: per intervenire sui vitalizi, infatti, ci sarebbe voluto un voto del Parlamento e non una semplice modifica del regolamento.

Ma al PD l’idea che i parlamentari debbano essere trattati come i normali cittadini non va proprio giù. Insomma: la legge Fornero, approvata dal Parlamento, non si applica ai parlamentari, ma solo ai normali cittadini.

Tra l’altro – volendo entrare nel merito – la delibera approvata dall’ufficio di presidenza della Camara dei deputati è una mezza furbata perché, di fatto, colpisce un po’ (non tanto: solo un po’) i vitalizi e le pensioni più alte, mentre non toglie quasi nulla alle pensioni e ai vitalizi medi e bassi (dove per ‘basso’ s’intende un vitalizio o una pensione di 70 mila Euro all’anno).

Questi i parametri che i parlamentari (tranne, ovviamente, i grillini) si sono auto-assegnati: non pagherà nulla chi percepisce fino a 70 mila Euro, pagherà il 10% oltre i 70 mila Euro; il 20% oltre gli 80 mila Euro; il 30% oltre i 90 mila Euro; e il 40% oltre i 100 mila Euro.

La reazione dei grillini è stata furibonda. La seduta di Montecitorio è stata sospesa mentre era in corso un question time (in Aula il ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, stava rispondendo ad alcune interrogazioni). I parlamentari del Movimento 5 Stelle – forse per augurio… – si sono seduti nei banchi del Governo. Altri deputati grillini hanno fato irruzione nella sala dove era in corso l’ufficio di presidenza.

Sono volate parole grosse. Ma, forse, la cosa più saggia l’ha detta in un’intervista alla Rai l’ex segretario nazionale del PD, Bersani:

“Se la sinistra non fa la sinistra non ci dobbiamo meravigliare, poi, se il Movimento 5 Stelle cresce…”.

I partiti bocciano la proposta del M5s di equiparare le pensioni dei Parlamentari a quelle dei normali cittadini. Ma mica finisce qui, ci pigliano pure per i fondelli: proposto il taglio di 1000 Euro l’anno per 3 anni per chi prende oltre 70.000 euro di vitalizio… Vergogna!!!

 

pensioni

.

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

I partiti bocciano la proposta del M5s di equiparare le pensioni dei Parlamentari a quelle dei normali cittadini. Ma mica finisce qui, ci pigliano pure per i fondelli: proposto il taglio di 1000 Euro l’anno per 3 anni per chi prende oltre 70.000 euro di vitalizio… Vergogna!!!

Massima attenzione abbiamo bisogno del vostro aiuto. Diffondete queste notizie

Siamo alla Camera fuori dalla stanza dell’Ufficio di Presidenza dove si sarebbe dovuta discutere la nostra proposta per l’abolizione del pre-pensionamento dei parlamentari. In pratica la nostra proposta intende applicare la legge Fornero anche a deputati e senatori (così forse si renderanno conto della porcata che hanno fatto.

Ebbene il PD ha fatto un blitz proponendo un ridicolo taglio di 1000 euro all’anno per i deputati che prenderanno oltre 70.000 euro all’anno di pensione. Questo per dire “abbiamo tagliato etc etc” e poi vendersi questa buffonata su giornali e TV. Insomma, come sempre, #SiTengonoilPrivilegio e matureranno la pensione (o vitalizio mascherato) il prossimo 15 settembre.

 

di Movimento Cinque Stelle