Oggi 15 settembre il Pd ha scritto un’altra vergognosa pagina della storia italiana – Non è bastata nè la crisi, nè la caduta di due governi, nè il vaffanculo generale al referendum del 4 dicembre per impedire che mettessero le mani sulle loro pensione d’oro!

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Oggi 15 settembre il Pd ha scritto un’altra vergognosa pagina della storia italiana – Non è bastata nè la crisi, nè la caduta di due governi, nè il vaffanculo generale al referendum del 4 dicembre per impedire che mettessero le mani sulle loro pensione d’oro!

Alla fine ci sono riusciti.

Non è bastata nè la crisi, nè la caduta di due governi, nè il vaffanculo generale del popolo al referendum del 4 dicembre per impedire che si intascassero la pensione.

Il 15 settembre è arrivato e ora i parlamentari potranno mettersi l’anima in pace, alla faccia di 9 milioni di italiani che vivono in povertà.

Riportiamo di seguito il post di denuncia del M5S:

Beh, non è affatto male prendere una pensione da quasi mille euro già a 65 anni e dopo appena cinque di lavoro in Parlamento. Oppure circa 1500 euro puliti puliti, addirittura a partire dai 60 anni, per chi ha fatto soltanto due legislature.

Complimenti a voi che potrete andarvi a godere il gruzzoletto in qualche buen retiro. Magari in una baita di montagna con camino e pantofole o in una casetta con amaca davanti al mare. Non parliamo poi dei vostri (ex) colleghi più anziani che hanno già maturato il vitalizio “old style” e che si beccano 2, 3, 5 o 7mila euro al mese, avendo fatto magari un solo giorno in Parlamento.
Loro sono dei dinosauri, anzi dei tirannosauri del privilegio parlamentare. Voi, invece, siete solo dei più modesti velociraptor che da domani si prenderanno il malloppo e scapperanno via.

Certo, il MoVimento 5 Stelle si avvicina al governo e voi siete una razza in via di estinzione. Ci stiamo per abbattere su di voi come un asteroide e siete destinati a fare proprio la fine dei dinosauri. Intanto, per adesso, ce l’avete fatta. Complimenti. Avete maturato il diritto a occupare la vostra nuvoletta nel paradiso della casta. Mentre molti italiani sono stati scaraventati all’inferno dalla riforma Fornero e altri si arrabattano in purgatorio.

Avete davanti a voi anni d’argento in agio e serenità. E noi, che in fondo vi vogliamo (quasi) bene, ci teniamo a contribuire al vostro relax e divertimento con un gentile cadeau. Ecco, dunque, la “pensione enigmistica” (SCARICALA SUBITO: Formato A4 o Formato A3) da risolvere su una bella sedia a dondolo con il gatto che fa le fusa sulle gambe. O su un bel patio vista oceano alle Canarie.

Andate pure. E lasciateci rimettere in sesto questo Paese.”

tratto da: https://www.silenziefalsita.it/2017/09/15/oggi-15-settembre-il-pd-ha-scritto-unaltra-vergognosa-pagina-della-storia-italiana/

Per Renzi, Lorenzin & C. i vaccini sono assolutamente sicuri. Chi afferma il contrario è un complottista! Dimenticano però di quando era il Pd a voler istituire una “Giornata per le vittime dei vaccini” …curioso, vero?

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Per Renzi, Lorenzin & C. i vaccini sono assolutamente sicuri. Chi afferma il contrario è un complottista! Dimenticano però di quando era il Pd a voler istituire una “Giornata per le vittime dei vaccini” …curioso, vero?

Quando era il Pd a voler istituire una ‘Giornata per le vittime dei vaccini’

Siamo di fronte all’ennesima montatura mediatica per denigrare i 5 Stelle.

Questa volta l’attacco arriva dall’estero: il New York Times ha pubblicato un articolo in cui accusa il M5S di aver “portato avanti una campagna attiva su una piattaforma anti vaccini ripetendo i falsi legami tra vaccinazioni e autismo”

Media e politici italiani hanno colto la palla al balzo per attaccare il movimento di Beppe Grillo, i cui esponenti, e il leader stesso, in passato avevano criticato certi aspetti delle vaccinazioni.

Ma i 5 Stelle non hanno mai espresso una posizione ufficiale contro i vaccini, hanno ribadito i deputati M5S in commissione Affari Sociali: “Per noi i vaccini sono essenziali e riteniamo che sia dovere e responsabilità di medici, pediatri e istituzioni fare in modo che ci sia il più alto numero possibile di vaccinazioni”.

Il medico Roberto Burioni, star nascente del web renziano, ha pubblicato sui social la foto del documento riguardante una vecchia proposta di legge dei 5 Stelle che prevedeva “l’eventuale diniego dell’uso dei vaccini per il personale della pubblica amministrazione”.

Molto bene. Burioni, però, ha dimenticato di allegare un’altra proposta, quella del deputato dem Giovanni Burtone, il quale presentò una proposta di legge alla Camera per istituire una ‘Giornata per le vittime dei vaccini’.

Ne parla l’Huff Post:

“spulciando tra le proposte di legge depositate alla Camera dei deputati spunta quella del deputato Pd, Giovanni Mario Salvino Burtone, che chiede l’istituzione di una Giornata in ricordo ‘delle persone decedute o rese disabili a causa di vaccinazioni al fine di onorare la memoria di quanti hanno contribuito, con il loro sacrificio, a tutelare il diritto alla salute dell’intera collettività’.

Burtone, laureato in Medicina, cardiologo, medico legale, come si legge dalla scheda di presentazione sul sito della Camera, ha depositato la proposta di legge il 21 maggio 2013. Nella proposta è indicata la data della Giornata, cioè il 29 ottobre, e soprattutto le motivazioni che hanno spinto il deputato dem a proporre l’istituzione della stessa Giornata.

In realtà si tratta di un remake perché, come spiega lo stesso Burtone, la proposta era stata già presentata nella precedente legislatura da lui stesso e dai colleghi Codurelli e Duilio.

Scrive Burtone nella proposta di legge a proposito di quelle che lui definisce nel testo come “vittime delle vaccinazioni obbligatorie:

‘Non dimentichiamo che queste vittime sono state o sono nella maggior parte dei casi bambini, «usati legittimamente» per preservare la salute della collettività. Sono vittime le cui famiglie sono state tenute all’oscuro del rischio reale in cui i loro cari sarebbero incorsi. Sono cittadini ai quali il diritto ad avere una vita normale è stato negato per tutelare il bene supremo della salute’.”

Perché i giornali, Huff Post a parte, non hanno riportato questa notizia?

Vitalizi, grazie al doppio gioco del Pd l’abolizione salta! Come? C’era qualcuno che veramente credeva che questi parassiti avrebbero mollato l’osso?

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Vitalizi, grazie al doppio gioco del Pd l’abolizione salta! Come? C’era qualcuno che veramente credeva che questi parassiti avrebbero mollato l’osso?

 

Vitalizi, doppio gioco del Pd. L’abolizione salta

Vitalizi. I mal di pancia dei senatori Pd erano stati ampiamente espressi nei giorni scorsi. Ma ora, a dare conferma di un disegno creato con cura per non approvarne l’abolizione, ci sono le parole di Zanda, capogruppo a Palazzo Madama del partito di governo, che tira fuori, per la seconda volta nel giro di poco tempo, l’ipotesi incostituzionalità.

E dire che il suo collega della Camera, Rosato, aveva garantito l’esatto contrario: “Il vitalizio non è una pensione, è un’altra cosa. Ce l’hanno detto nelle audizioni i costituzionalisti. Ci hanno detto: potete farlo”.

Verissimo: il vitalizio non è una pensione, bensì un inaudito privilegio che i cittadini non mandano giù in alcuna maniera. Dunque, in vista della prossima campagna elettorale, quella dell’abolizione di tale privilegio, è una carta che andava giocata ad arte. Un po’ come ha fatto Renzi, inizialmente: “Bisogna evitare che scattino i vitalizi perché sarebbe assurdo e molto ingiusto verso i cittadini”.

Non perfetto, ma discreto, come slogan in vista delle elezioni. Peccato che poi il genio delle frottole sia scivolato sulla sua stessa diplomazia. La battaglia sui vitalizi non andava “regalata” ai grillini. Ma i grillini, egregio “onorevole” Renzi, non hanno ricevuto alcun regalo da voi. Hanno semplicemente mantenuto la parola su questa storia infinita dei vitalizi. Il M5S si è mostrato favorevole all’abolizione, dall’inizio alla fine, dalla Camera fino al Senato. Cosa che il suo partito, egregio “onorevole” segretario del Pd, non ha fatto. Semplicemente perché non manda giù l’abolizione della sicurezza economica a vita. Ha fatto un tentativo, fallimentare quanto insensato, d’illudere i cittadini.

Ma gli italiani, molti almeno, una testa ce l’hanno ed a questi giochetti sono ormai abituati. Rassegnatevi, signori del Pd: sui vitalizi, battaglia persa. Ve li terrete stretti, ma gli elettori se ne ricorderanno alle prossime politiche.

tratto da: https://www.danilasantagata.it/vitalizi-gioco-pd-labolizione-salta-2/

Pd obbliga i suoi manager a finanziare il partito – A Trento si versa il 30% dello stipendio – Che sarebbe successo se Raggi avesse obbligato i manager di ATAC o Acea a versare il 30% dello stipendio al M5S?

 

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Pd obbliga i suoi manager a finanziare il partito – A Trento si versa il 30% dello stipendio – Che sarebbe successo se Raggi avesse obbligato i manager di ATAC o Acea a versare il 30% dello stipendio al M5S?

Leggi anche: Il Pd tassa i Manager Pubblici che nomina – Dirigenti pubblici (che paghiamo con i soldi NOSTRI), essendo stati nominati dal Pd, devono “ricambiare” versando al partito parte del proprio stipendio. Vi sembra legale o almeno morale?

Pd obbliga i suoi manager a finanziare il partito – A Trento si versa il 30% dello stipendio. La trasparenza? Un optional

Nel capoluogo regionale i vertici democratici impongono ai loro nominati di girare nelle casse dem poco meno di un terzo degli emolumenti mensili. Ma sul sito del partito non c’è traccia dei benefattori. Interrogazione M5s al presidente del consiglio provinciale

Regola del 10 per cento? Macché: a Trento – come anche in altre province d’Italia – manager e i dirigenti indicati dal Pd che siedono sulle poltrone di enti pubblici e partecipate sono tenuti a versare al partito fino al 30 per cento degli emolumenti che ricevono. Nella provincia a statuto speciale, seppur con una tabella parametrata sull’entità dei guadagni, l’obbligo è molto più impegnativo rispetto ad altre regioni italiane. Tutto scritto nero su bianco. Una tassa vera e propria. Il bello è che tutto dovrebbe essere dichiarato e pubblico. Cliccando sul sito del partito si dovrebbero trovare nomi, incarichi e cifre versate. Invece le sorprese non mancano, perché quella pagina, che dovrebbe essere un inno alla trasparenza, in realtà è vuota.

Ma facciamo un passo indietro. Il 27 luglio 2010 l’assemblea provinciale del Partito Democratico approvò a Trento il Regolamento Finanziario Provinciale e lo fece ispirandosi a un principio di assoluta pubblicizzazione degli introiti. All’articolo 9 è scritto che tutti gli eletti (parlamentari, sindaci, assessori, consiglieri comunali, provinciali e regionali) sono tenuti a contribuire. E questa non è una novità. Ma che devono farlo anche “gli iscritti che svolgono, per nomina politica, incarichi pubblici in enti, istituzioni e società”, ovvero i manager indicati in quei posti dal partito.

Con quali modalità? “I soggetti di cui al precedente art. 9 sono tenuti a versare un contributo minimo annuale secondo le seguenti fasce di indennità netta percepita: da 1.200 a 6.000 euro il 10%; da 6.001 a 18.000 euro il 15%; da 18.001 a 36.000 euro il 20%; da 36.001 a 72.000 euro il 25%; oltre i 72.001 euro il 30% per cento”. Se qualcuno avesse dubbi, “con la dicitura di ‘indennità netta percepita’ si intendono le indennità, diaria, gettoni di presenza e liquidazioni al netto di ogni onere fiscale e contributivo, ad esclusione dei soli rimborsi spese”. Inoltre, “il versamento avverrà con cadenza mensile, esclusi i sostenitori della prima fascia”. Per verificare che nessuno bari, “ciascun versante è tenuto ad inviare al Tesoriere copia delle certificazioni attestanti le indennità percepite”. E quasi ad evocare un controllo da parte della base, si prescrive: “I versamenti saranno pubblicati sul sito del Partito”. In realtà qui si entra in un’area opaca. Perché ci si aspetterebbe decine di nominativi, con i rispettivi importi versati. Invece, aprendo la voce “Partecipazione e trasparenza” del portale Pd di Trento ci si trova di fronte a due sotto-voci che promettono di fornire informazioni sui soldi versati al partito. La prima riguarda i versamenti degli amministratori e contiene effettivamente le somme versate da chi è stato eletto in Comune, Provincia, Comunità di Valle e Parlamento.

Ma è nella seconda sotto-voce – le “erogazioni liberali” che superano i 500 euro – che si dovrebbero trovare i versamenti dei manager. Gli introiti del partito previsti dall’articolo 5 del Regolamento sono, infatti, le risorse previste dalla legge, le quote di tesseramento e le elargizioni liberali, per l’appunto, che sono fiscalmente detraibili. Ma questa pagina è vuota, non contiene nessuna elargizione ricevuta. Ma allora, dove sono i soldi che i manager sono tenuti a versare al Pd? Vuoi vedere che in realtà non tengono fede all’impegno? Per capirci qualcosa bisogna leggere il bilancio consuntivo. Nel 2016 le entrate da persone fisiche assommano a 158mila euro: 47mila da amministratori comunali, 86mila da amministratori provinciali, 24mila da altre persone. Ma neanche la terza voce contiene i soldi provenienti da manager, perché è assorbita dai contributi o rimborsi spese elettorali da parte di parlamentari e di rappresentanti delle Comunità di Valle, o da contributi volontari per le primarie. Eppure la lettera del Regolamento finanziario è precisa, impone obblighi tassativi

Ed è contro di essa che si è scagliato il consigliere provincialeFilippo Degasperi, del Movimento Cinquestelle. “Anche in terra nostrana i nominati – dirigenti, presidenti, consiglieri, sindaci di società ed enti partecipati dalla Provincia – non sono esenti dal ‘tributare onori‘ al padrone che ha messo per loro ‘la buona parola’, necessaria al conferimento di incarico pubblico. Può ritenersi davvero rispettato il requisito dell’indipendenza e assenza di conflitti di interesse in questi soggetti, se il loro operato è vincolato da interferenze politiche?”. Una legge provinciale del 2010 prevede, infatti che le persone da designare devono essere scelte, oltre che per competenza, anche per “indipendenza e assenza di conflitti d’interesse”. Per questo Degasperi ha indirizzato un’interrogazione a Bruno Dorigatti, presidente del consiglio provinciale di Trento. Vuole sapere se l’amministrazione è al corrente delle norme del Pd in materia di autofinanziamento e di effettive “contribuzioni da parte di soggetti nominati dalla Provincia in ragione delle indennità corrisposte in seguito alla nomina”.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/05/pd-obbliga-i-suoi-manager-a-finanziare-il-partito-a-trento-si-versa-il-30-dello-stipendio-la-trasparenza-un-optional/3834190/

Ecco come Renzi ha ridotto il Pd – Nuovo flop alla Festa dell’Unità: ad ascoltare il deputato Boccia 13 persone …ma non tutte hanno resistito fino alla fine!

 

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Ecco come Renzi ha ridotto il Pd – Nuovo flop alla Festa dell’Unità: ad ascoltare il deputato Boccia 13 persone …ma non tutte hanno resistito fino alla fine!

Festa Pd, nuovo flop: ad ascoltare il deputato Boccia 13 persone

Dopo le sedie desolatamente vuote collezionate da Poletti è toccato al parlamentare Dem incassare il deserto in sala

Dopo il ministro Poletti il Pd incassa un altro flop. Alla Sala Europa alla festa Pd di Ponte Alto all’incontro con il deputato Francesco Boccia e il consigliere regionale Luca Sabattini le presenze sono pochissime. Le abbiamo contate: 13, scese a 11 dopo i primi 15 minuti. A pochi metri di distanza il deputato Matteo Richetti è intervistato dal direttore della Tv edita da Coop Alleanza 3.0 e le presenze sono maggiori, ma anche in questo caso vi sono alcune sedie vuote.

‘Siamo in una economia in cui i dati valgono più del cemento – afferma Boccia -. Non esiste più la commercializzazione del prodotto fisico. Esiste il talento e il prodotto finale: basti pensare a cosa fa Amazon rispetto ai nostri negozi. Non esiste un sistema di tassazione si o tassazione no: ogni impresa anche al tempo del digitale deve avvenire dove avviene la vendita del prodotto. Se l’Europa vuole è possibile’.

Ma la macroeconomia non interessa ai nuovi elettori Pd che – orfani dei bersaniani – lasciano gli oratori della loro festa in compagnia di loro stessi.

il video QUI

fonte: https://www.lapressa.it/articoli/politica/festa-pd-nuovo-flop-ad-ascoltare-il-deputato-boccia-13-persone

Più bombardieri e meno pensioni… Questa è l’italia voluta dal Pd di Renzi…?!?

 

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Più bombardieri e meno pensioni… Questa è l’italia voluta dal Pd di Renzi…?!?

Più bombardieri meno pensioni? “Non ci prendono in giro, è davvero così che ragiona il sistema che ci comanda”

di Giorgio Cremaschi

In pochi giorni abbiamo avuto una chiara manifestazione di cosa sia il sistema che ci comanda e di quali siano le sue priorità e i suoi vincoli.

La Corte dei Conti ha analizzato i costi dei bombardieri F35, il governo si è impegnato ad acquistarne 90, e ha calcolato che costeranno il doppio del previsto, cioè tra i 150 e i 200 milioni ciascuno. La Corte ha aggiunto che le promesse di ricadute occupazionali di quell’acquisto, allora la propaganda di regime parlò di 10000 posti di lavoro, non si sono minimamente realizzate. Tutto questo in realtà si sapeva sin dall’inizio, i governi che han deciso e confermato l’acquisto mentivano sapendo di mentire e la Corte dei Conti non ha fatto fatica a scoprire la verità. Verità che però non serve assolutamente a nulla, in quanto la stessa Corte ha concluso che comunque gli F35 vadano acquistati lo stesso. I bombardieri costano troppo? Non importa compriamoli lo stesso.

La Ragioneria generale dello Stato invece ha spiegato, con grande allarme, che se non si andrà in pensione subito a 67 anni e tra un po’ a 70, i conti pubblici salteranno e il sistema non reggerà. Le ha fatto eco il capo dell’INPS, mister magic Tito Boeri, il quale ha pure squadernato le centinaia di miliardi che nel prossimo millennio dovrebbero pesare sulla spesa pubblica se si tornasse ad età della pensione più umane. Anche non voler morire di lavoro sta diventando estremismo umanitario e Boeri, che è uomo di sinistra, ha aggiunto che la pensione a 70 anni serve ai giovani e che tornare indietro da essa creerebbe ingiustizie. Del resto per lui un metalmeccanico, andato in pensione dopo 40 anni di fabbrica e a 60 anni di età, è un privilegiato.

Così le autorità del sistema, quei tecnici che piacciono tanto a politici e giornali che hanno rinunciato a pensare e a farci pensare, ci spiegano con brutale chiarezza che ci vogliono più bombardieri e meno pensioni, questo è l’equilibrio virtuoso. Bene se questo è l’equilibrio del sistema dobbiamo proprio augurarci che il sistema salti, che i bombardieri spariscano e l’età della pensione torni ad essere sensata e civile. Dobbiamo augurarcelo e soprattutto darci da fare perché succeda.

fonte: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-pi_bombardieri_meno_pensioni_non_ci_prendono_in_giro__davvero_cos_che_ragiona_il_sistema_che_ci_comanda/6121_21162/

 

Per rinfrescarVi la memoria – Pensioni, Landini contro Renzi: “Cioè io sono un lavoratore che per 40 anni lavoro e verso i contributi …e poi se devo andare in pensione devo chiedere un prestito alla banca? …A me l’istinto che mi viene è corrergli dietro fin quando non l’ho preso …poi cosa posso fare non lo so” !!

Landini

 

 

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Per rinfrescarVi la memoria – Pensioni, Landini contro Renzi: “Cioè io sono un lavoratore che per 40 anni lavoro e verso i contributi …e poi se devo andare in pensione devo chiedere un prestito alla banca? …A me l’istinto che mi viene è corrergli dietro fin quando non l’ho preso …poi cosa posso fare non lo so” !!

Maurizio Landini attacca su tutti i fronti Matteo Renzi, che più volte chiama “il genio di Firenze”. Referendum, legge elettorale, riforma delle pensioni. “Il premier ha promesso che dopo il referendum farà un sacco di cose: dice che cambierà la legge elettorale, su cui aveva addirittura messo la fiducia tanto ci teneva; dice che cambierà l’Europa. Ma tutto dopo il referendum. Scusate, ma io di uno che ha detto Enrico stai sereno e il giorno dopo lo ha pugnalato alle spalle, non è che di natura mi fidi”, ha detto il segretario della Fiom, ospite di un’iniziativa a favore del No al referendum, a Bologna. Poi parla dell’Italicum: “Nel 1953 chiamavano Legge Truffa una legge elettorale che dava un premio di maggioranza a chi superava il 50%. Con l’Italicum basterebbe il 40%, al ballottaggio anche il 15-20%. Se quella era una Legge Truffa, questa che cazzo di legge è, come dobbiamo chiamarla”. Poi Landini, oltre ad attaccare una riforma costituzionale che ha cambiato 47 articoli, ma non ha toccato il pareggio di bilancio in Costituzione, attacca direttamente Renzi, sulla riforma delle pensioni e sul cosiddetto Ape, l’anticipo pensionistico: “Verso per 40 anni i contributi e poi se devo andare in pensione devo chiedere un prestito a una banca. A me l’istinto che mi viene è di corrergli dietro fino a quando non l’ho preso. Poi cosa posso fare non lo so”

(Il Fatto Quotidiano)

QUESTE COSE NON DOVETE DIMENTICARLE: Ecco a Voi una PERSONA SERIA – Ernesto Carbone: “Se al Referendum vince il NO lascio la politica. Si tratta di ESSERE SERI. Se non cambio la Costituzione me ne vado a casa perchè ho fallito! SONO UNA PERSONA SERIA…” …e infatti HA ANCORA IL CULO SERIAMENTE INCOLLATO ALLA POLTRONA!!

Ernesto Carbone

 

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QUESTE COSE NON DOVETE DIMENTICARLE: Ecco a Voi una PERSONA SERIA – Ernesto Carbone: “Se al Referendum vince il NO lascio la politica. Si tratta di ESSERE SERI. Se non cambio la Costituzione me ne vado a casa perchè ho fallito! SONO UNA PERSONA SERIA…” …e infatti HA ANCORA IL CULO SERIAMENTE INCOLLATO ALLA POLTRONA!!

Il deputato PD Ernesto Carbone segue la linea del governo e dopo l’analogo annuncio di Matteo Renzi e di Maria Elena Boschi afferma: ‘Se fallisco la promessa elettorale vado a casa, ho un lavoro fuori dalla politica’

Ma ovviamente, la “persona seria” pur avendo fallito, resta con IL CULO SERIAMENTE INCOLLATO ALLA POLTRONA D’ORO!!

…e dire che l’avevano avvertito “Qualcuno se le segna queste cose”…

Ma loro confidano sempre nel fatto che gli Italioti sono un popolo di coglioni!!

Vi prego, segnatevi questo nome e ricordatevelo quando andrete a votare (se mai ci andrete)…!!!

By Eles

QUI il video della dichiarazione

Invece QUI potete meglio capire chi è questo tizio che SE FOSSE una persona SERIA ora starebbe fuori dalle palle…

Il Pd tassa i Manager Pubblici che nomina – Dirigenti pubblici (che paghiamo con i soldi NOSTRI), essendo stati nominati dal Pd, devono “ricambiare” versando al partito parte del proprio stipendio. Vi sembra legale o almeno morale?

 

Manager Pubblici

 

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Il Pd tassa i Manager Pubblici che nomina – Dirigenti pubblici (che paghiamo con i soldi NOSTRI),  essendo stati nominati dal Pd, devono “ricambiare” versando al partito parte del proprio stipendio. Vi sembra legale o almeno morale?

 

Di Maio (M5S): PD tassa manager pubblici? Sembra proprio un pizzo!

Luigi Di Maio del MoVimento 5 Stelle commenta l’inchiesta di Libero, sui versamenti al PD che farebbero i manager pubblici dopo essere stati nominati.

“Esistono dirigenti pubblici, presidenti di partecipate, di aziende controllate da amministrazioni pubbliche, che, essendo stati nominati dal PD, devono rendere grazie. In che modo? Addirittura versando al partito una parte del proprio stipendio. Con una percentuale che varia di città in città, e attinge dall’unicobancomat che non rimane mai senza soldi: le tasse versate dai cittadini” denuncia su Facebook Luigi Di Maio, deputato delMoVimento 5 Stelle.
“Un vero e proprio sistema, smascherato da un’inchiesta di Libero, pubblicata ieri e che guarda caso non ha trovato spazio da nessuna parte. – sottolinea il pentastellato – Neanche una delle testate che hanno vivisezionato l’accordo firmato dagli amministratori del MoVimento 5 Stelle nel segno del buongoverno hanno questa volta gridato allo scandalo”.

“Eppure a ben guardare parliamo di finanziamento a un partito. Allora ve lo raccontiamo noi. – spiega il vice presidente dellaCamera – Il sistema funziona così: il PD nomina l’amministratore che sottoscrive un contratto con le federazioni locali del PD.Insomma, versa una quota dello stipendio (ricevuto dai soldi pubblici) al PD. Un segno di ringraziamento che rafforza il legame tra dirigente e partito”.

Di Maio quindi aggiunge: “A noi sembra un atteggiamento da clan. E questa ‘donazione’ che non è volontaria ma regolamentata con tanto di ‘pezzo di carta’ sembra proprio un pizzo. E se il nominato non volesse versare? Si scorda altre nomine. Capito che fidelizzazione?”.
“Il MoVimento 5 Stelle non può assolutamente considerare accettabile questo scambio di favori sulle spalle di noi cittadini. Vogliamo vederci chiaro. Faremo accesso agli atti in tutte le amministrazioni in cui siamo presenti per capire chi sono e quali sono questi manager pubblici sotto ricatto. E ne parleremo in aula con interrogazioni parlamentari che presenteremo alla Camerae al Senato” assicura.

Ecco il fantastico reddito di inclusione REI di Renzi: 1,7 miliardi per i poveri! Ma quello che i Tg non dicono è che il REI assorbe il sostegno SIA e l’assegno di disoccupazione ASDI, il cui costo era di 1,7 miliardi! Insomma solo un altro “cambio di nome” per prenderci per il culo!

 

reddito di Inclusione

 

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Ecco il fantastico reddito di inclusione REI di Renzi: 1,7 miliardi per i poveri! Ma quello che i Tg non dicono è che il REI assorbe il sostegno SIA e l’assegno di disoccupazione ASDI, il cui costo era di 1,7 miliardi! Insomma solo un altro “cambio di nome” per prenderci per il culo!

Da gennaio 2018 il via al fantastico reddito di Inclusione REI.

Tutti i media (leccaculo) osannano lo straordinario sforzo del governo Gentiloni-Renzi.

Grandi! hanno trovato i soldi per aiutare i poveri!

NO, imbecilli! Hanno trovato un altro modo per prenderVi per il culo con la complicità dei media!

Com’è che nessuno Vi ha detto che contemporaneamente spariscono il sostegno all’inclusione attiva (SIA) e l’assegno di disoccupazione (ASDI) per i disoccupati?

Come non lo sapevate?

Sono assorbiti dal REI…!

…E quindi non sapete neanche che il costo di SIA e ASDI era di 1,7 miliardi di Euro, mentre il REI costerà 1,7 miliardi di Euro! …Come? Forse ci state arrivando?

Hanno fatto un altro repentino cambio di nome e ancora una volta ci prendono per il culo!

Votate Renzi, che i soldi ve li dà!

By Eles