“Buoni a nulla, ma capaci di tutto” – Marco Travaglio massacra il Pd di Renzi!

 

Marco Travaglio

 

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“Buoni a nulla, ma capaci di tutto” – Marco Travaglio massacra il Pd di Renzi!

Paolo Gentiloni domenica sera ha detto da Fazio che “nessuno ha una squadra minimamente comparabile a quella del Pd”.

Una frase che a Marco Travaglio non è andata giù.

Il direttore del Fatto Quotidiano nel suo editoriale di oggi scaglia una tremenda invettiva ai governi Pd che si sono succeduti nell’ultima legislatura, mettendo in evidenza tutte le loro porcate.

Scrive Travaglio:

“Meglio la Ruota della Fortuna, cioè Matteo & his friends. Gente in gamba che il mondo ci invidia perché ha dimostrato di saperci fare, come possono testimoniare i lavoratori Alitalia, Ilva e Almaviva, gli abbonati Rai e i clienti delle banche. Non a caso, per dire, abbiamo mandato in giro per il mondo uno statista come Alfano travestito prima da ministro dell’Interno e poi degli Esteri. E abbiamo alla Pubblica Istruzione una falsa laureata, tal Fedeli, che scrive “traccie” al posto di tracce, ‘battere’ al posto di ‘batterio’ e dice ‘sempre più migliori’ e ‘sarebbe opportuno che lo studio della Storia non si fermasse nelle aule scolastiche ma prosegua…’. E alla PA una tal Madia che ha copiato la tesi di dottorato, ma purtroppo non le leggi che ha scritto, infatti gliele han fatte a pezzi un po’ la Consulta un po’ il Consiglio di Stato un po’ i Tar. E alla Salute una diplomata al Classico, tale Lorenzin, che si crede esperta di vaccini, infatti vuole rifilarli a tutti. Meglio dunque restare in buone mani: quelle che negli ultimi sette anni, ma anche più indietro, ci han regalato solo miracoli. I 2.267 miliardi di debito pubblico (nel 2011 era a quota 1.897, poi è cresciuto di 53 l’anno), i 15 miliardi di debiti di Roma, i 3 di Torino, la crescita più bassa d’Europa, la disoccupazione (soprattutto giovanile) più alta, il record negativo di investimenti esteri e quello positivo di corruzione ed evasione. Le due leggi elettorali incostituzional

i (Italicum e Rosatellum). La nuova Costituzione scritta a quattro piedi da un’avvocaticchia etrusca, tale Boschi, e da un plurimputato, tal Verdini, bocciata da 2 elettori su 3. La Buona Scuola fallita e smantellata pezzo per pezzo persino dal governo Gentiloni. Il Jobs Act che sforna precari e, senza incentivi, fa tremare un milione di assunti per finta”.

Ma non è ancora finita. Il giornalista aggiunge:

“Gli 80 euro retrattili per un milione di lavoratori. Il bail-in a scoppio ritardato con i tre decreti sui non-rimborsi ai risparmiatori fregati dalle banche, mentre Renzi dormiva per non disturbare il referendum e la Boschi faceva il giro delle sette chiese per salvare l’Etruria del suo babbo. Il Fiscal compact e i trattati di Dublino votati in Europa dagli stessi partiti che in Italia s’indignano se l’Ue ci chiede di rispettarli. La legge-burla sulla legittima difesa con licenza di uccidere, ma solo di notte. Il Codice degli appalti pieno di svarioni e boiate che bloccano gli appalti. Le casette promesse ai terremotati ‘per Natale’ (senza mai specificare l’anno) e mai viste dalla metà dei destinatari. I figuroni in Europa con le multe da procedura d’infrazione, le 85 cause perse su 94 in dieci anni alla Corte da Strasburgo e il ritiro della candidatura di Padoan all’Eurogruppo per eccesso di ribasso. Il Rosatellum che, appena approvato, fa già schifo a chi l’ha scritto, tant’è che il pregiudicato ineleggibile B. può scrivere “Presidente” sul logo di FI e bisogna riesumare Tabacci per salvare la Bonino dalla fatica erculea di raccogliere 400 firme per circoscrizione. Il canone Rai infilato in bolletta dallo stesso clown che ora promette di abolirlo. Massì, teniamoci stretti questi campioni di capacità. Nel senso longanesiano del termine: ‘Buoni a nulla, ma capaci di tutto’.”

 

Si parla tanto della tassa sui sacchetti bio, ma c’è anche di meglio, e qui si sono superati: ecco la tassa per andare in bicicletta in vigore al 1° gennaio!

bicicletta

 

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Si parla tanto della tassa sui sacchetti bio, ma c’è anche di meglio, e qui si sono superati: ecco la tassa per andare in bicicletta in vigore al 1° gennaio!

 

L’hanno già ribattezzata la “tassa sul sudore” e dal 1 gennaio 2018 colpisce i ciclisti italiani amatori, quelli che, prevalentemente nel fine settimana, partecipano a gare di paese o passeggiate organizzate in bicicletta. Ora dovranno pagare un canone di 25 euro l’anno alla Federazione Ciclistica Italiana (Fci) per ottenere una Bike Card e poter pedalare serenamente in gruppo. Lo scopo sembra quello di ripianare il deficit della Fci, ma le associazioni di ciclisti amatori già protestano. “Così si allontanano le persone dallo sport”, dichiara amaramente al Corriere della Sera l’organizzatore di Deejay Teen, detto Linus. “Se oltre all’iscrizione devo pagare un balzello aggiuntivo – in cambio di niente – non partecipo nemmeno”.

Bike Card senza “nessun servizio assicurativo”

Attualmente gli eventi amatoriali della bicicletta passa attraverso 19 Enti di promozione sportiva (Eps) riconosciuti e autorizzati dal Coni. Gli Eps rilasciano centinaia di migliaia di tessere dietro presentazione di un certificato medico. Un metodo che ora dovrebbe essere sostituito dalla Bike Card senza “nessun servizio assicurativo”.

Cosa dice Federciclismo

Così Renato Di Rocco, presidente della Federciclismo, difende la scelta: “Ma quale tassa la nostra è un’iniziativa politica per combattere chi ci fa concorrenza sleale con i contributi pubblici. I soldi serviranno a gestire servizi comuni come la giustizia sportiva. Non raccoglieremo più di 70-80 mila euro. Chi non vuole acquistare la Bike Card abbandoni gli enti e si tesseri direttamente con noi: siamo i più seri. La Bike Card offrirà comunque anche dei servizi. Quali? Ci penseremo. L’ha fatto l’atletica, possiamo farlo anche noi”.

Un vecchio “sogno” del Pd

Fatto sta che la “tassa sul sudore” o sulla “pedalata” è stata approvata alla chetichella il 22 dicembre. E vale poco consolarsi al pensiero che poteva arrivare anche di peggio. Un paio di anni fa un senatore del Pd, Marco Flavi, aveva infatti proposto in Commissione Lavori pubblici un emendamento a dir poco surreale, nel quale si parlava di una “definizione, nella classificazione dei veicoli, senza oneri a carico dello Stato e attraverso un’idonea tariffa per i proprietari delle biciclette e dei veicoli a pedali adibiti al trasporto, pubblico e privato, di merci e di persone, individuando criteri e modalità d’identificazione delle biciclette stesse nel sistema informativo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale”. Tra le associazioni di ciclisti era subito scattato l’allarme rosso. Per “idonea tariffa” s’intendeva di fatto una sorta di tassa simile a quella automobilistica mentre “modalità d’ identificazione” voleva dire targa. Capito? Il Pd ha tentato anche di targare le biciclette, roba da far impallidire persino i burocrati raccontati da Kafka. Fortunatamente non se n’è fatto nulla, ma la pulsione alla tassazione rimane una delle eredità più pesanti lasciate dal Pd al governo.

tratto da: http://www.stopeuro.news/stavolta-si-sono-superati-e-arrivata-anche-la-tassa-per-andare-in-bicicletta/

Ma solo a me questa gente fa così tanto schifo? Possibile che in Italia ci sia ancora un 20% che non ha conati di vomito solo a vederli o sentirli parlare? Signori, questo è quello che è rimasto della sinistra Italiana!

 

sinistra Italiana

 

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Ma solo a me questa gente fa così tanto schifo? Possibile che in Italia ci sia ancora un 20% che non ha conati di vomito solo a vederli o sentirli parlare? Signori, questo è quello che è rimasto della sinistra Italiana!

Scusate lo sfogo…

Vi parla un povero cristo che veramente a creduto nella sinistra…

Uno che, parafrasando Paolo Villaggio, si riteneva “a sinistra del Partito Comunista Cinese”…

Uno che ha creduto (prima di vedere Renzi) che uno come Berlusconi era il peggio del peggio del peggio che una società potesse partorire…

Eccola la sinistra che ci ritroviamo oggi. Gente Tronfia, arrogante, ipocrita, attaccata alla poltrona, falsa… Gente che pensa solo ai cazzi suoi… Gente per la quale gli altri (terremotati compresi) sono solo merda…

Loro sono loro e noi non siamo un cazzo…

A me fanno schifo…

Se Voi avete più stomaco di me votateli pure…

Io mi turo il naso e voto 5stelle…!

Scusate lo sfogo.

 

By Eles

Tanto per farvi capire: Schettino ha fatto campagna per il Pd. De Falco si candida coi 5stelle… Ora scegliete voi da che parte stare…

 

Schettino

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Tanto per farvi capire: Schettino ha fatto campagna per il Pd. De Falco si candida coi 5stelle… Ora scegliete voi da che parte stare…

  • Da Il Fatto Quotidiano del 04.01.2018:

Parlamentarie M5s, Di Maio: “Anche il comandante De Falco si candida con noi”

Celebre per il “salga a bordo cazzo” urlato a Francesco Schettino la notte del naufragio della Costa Concordia, adesso il militare si candida a rappresentare i pentastellati in Parlamento.

  • Da Il Secolo D’Italiadel 21.05.2014:

Schettino fa la campagna elettorale per il Pd: «Sono garante della moralità…»

  • Da Il Giornale del 21.05.2014:

Ecco il testimonial di Renzi: Francesco Schettino

Chi l’avrebbe mai detto che Schettino si sarebbe occupato anche di politica? Eppure l’ha fatto. A favore del Pd…

  • Da Il Corriere del Mezzogiorno del 21.05.2014:

Schettino sale a bordo del Pd per la campagna elettorale

Il comandante della Costa Concordia, oggi a processo, fa appelli elettorali per il candidato sindaco «democrat»

Detto questo, il prossimo 4 marzo siete liberi di votare chi volete e chi vi dà più fiducia…

By Eles

Renzi su Twitter: “Troppa neve, non si può sciare”… La fantastica replica da Amatrice: “Anche qui”…

Amatrice

 

 

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Renzi su Twitter: “Troppa neve, non si può sciare”… La fantastica replica da Amatrice: “Anche qui”…

 

Renzi su Twitter: “Troppa neve, non si può sciare”. La replica da Amatrice: “Anche qui”

 

Capodanno all’Alpe di Siusi, in Alto Adige, per il segretario del Pd, Matteo Renzi, la moglie Agnese e i figli. Stamattina, però il risveglio che non ci voleva per l’ex premier. Alle 10,43, su Twitter, Renzi ha postato la foto di una pista completamente innevata accompagnata dal commento: “Stamattina alzati presto per andare a sciare. Ma nevica alla grande, tutti a letto di nuovo. Primo giorno dell’anno imbiancato, bellissimo. Auguri, viva il #2018”. Le risposte non si sono fatte attendere. Soprattutto da chi abita nelle zone colpite dal sisma dell’Italia centrale. “Anche qui ad Amatrice non possiamo sciare”, ha commentato sarcastico un terremotato, corredando alla risposta una foto di una tenda completamente sommersa dalla neve.

La furia dei terremotati contro il tweet di Matteo Renzi

Sul social network si è innescata una polemica tra chi ha difeso il diritto di Renzi di commentare da località amene le vacanze di Capodanno e chi ha rimproverato la mancanza di buon gusto dell’ex presidente del Consiglio. In questa disputa ha impressionato la foga di alcuni pasdaran renziani, che hanno difeso il loro leader attaccando i terremotati. «Andate negli alberghi – ha twittato una biondissima supporter renziana – chi ve lo impedisce? Paghiamo noi contribuenti, volentieri. a chi preferisce stare in roulotte invece facciamo tanti auguri». C’è poi chi augura al premier: “Ti si rompa la caldaia, così almeno sai che cosa si prova a stare al gelo come i terremotati”. Mentre un altro navigatore nota amaramente: “Quattro milioni di italiani si sono alzati presto non per andare a sciare,ma perché preoccupati di come sbarcare il lunario alla tua politica scellerata”. E in altro terremotato chiosa in maniera ancora più feroce: “Tu puoi alzarti presto e sciare noi non dormiamo ormai da tanto per la mortificazione che la vita ci riserva… ci rivediamo a marzo…”

 

 

fonte: http://gf.reattivonews.com/2018/01/01/renzi-su-twitter-troppa-neve-non-si-puo-sciare-la-replica-da-amatrice-anche-qui/

Renzi promette che se il Pd vincerà le elezioni abbasserà ancora le tasse… Bello. Bello veramente. Peccato che come ultimo colpo di coda questo governo del Pd di Renzi ci ha lasciato 27 tasse occulte e una stangata da 60 miliardi!

 

tasse

 

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Renzi promette che se il Pd vincerà le elezioni abbasserà ancora le tasse… Bello. Bello veramente. Peccato che come ultimo colpo di coda questo governo del Pd di Renzi ci ha lasciato 27 tasse occulte e una stangata da 60 miliardi!

 

Ecco le trappole fiscali del Governo uscente: 27 tasse occulte e stangata da 60 miliardi!

Unimpresa: “Ancora una volta i cittadini e le imprese si preparano ad aprire il portafogli per sostenere i conti pubblici: i contribuenti sono spremuti all’osso”

Altre tasse in arrivo: nei prossimi tre anni è prevista una stangata fiscale superiore ai 60 miliardi di euro. Oltre 30 miliardi in più di tasse corrispondono all’aggravio Iva che farà salire il balzello sui consumi fino al 25% nel 2019-2020. E altri 30 miliardi saranno prelevati dalle tasche dei contribuenti grazie a una lunga lista di misure contenute nella legge di bilancio. Si tratta di trappole fiscali che faranno lievitare il gettito dello Stato: nella manovra sono contenute ben 27 voci, in qualche modo nascoste o comunque poco note, che portano complessivamente a far lievitare le entrate nelle casse dello Stato per complessivi 29,6 miliardi nel triennio 2018-2020. In totale, dunque, i contribuenti italiani, imprese e famiglie, dovranno pagare all’erario 60 miliardi in più.

E’ questo, secondo l’analisi del Centro studi di Unimpresa, il conto finale della legge di bilancio approvata dal Parlamento. Il provvedimento sui conti pubblici stabilisce il rinvio dell’aumento dell’imposta sul valore aggiunto al 2019 ed evita, così, un incremento del carico fiscale a carico di famiglie e imprese, per il 2018, pari a 15,7 miliardi.

Ma si tratta di mancati aumenti tributari e non di tagli. E comunque la stretta fiscale è solo rinviata: secondo i calcoli dell’associazione, nel 2019-2020 l’aumento delle aliquote Iva (quella ordinaria dal 22 al 25% e quella agevolata dal 10 all’11,5%) comporterà complessivamente un aumento del gettito tributario superiore a 30 miliardi di euro. Nel 2019, l’incremento sarà di 11,4 miliardi e nel 2020 di 19,1 miliardi per un totale di 30,5 miliardi.

E poi, prosegue Unimpresa, ci sono le 27 trappole fiscali, grazie alle quali lo Stato incasserà 29,6 miliardi aggiuntivi, cifra che porta il totale della stangata a 60,1 miliardi. Nel dettaglio, per quanto riguarda le trappole, nel 2018 il gettito tributario complessivo salirà di 11,7 miliardi, nel 2019 crescerà di 9,5 miliardi e nel 2020 aumenterà di 8,3 miliardi.

Dalle misure sulla fatturazione elettronica derivano aumenti delle entrate per 202,2 milioni, 1,6 miliardi e 2,3 miliardi per un totale di 4,2 miliardi nel triennio. La stretta sulle frodi nel commercio degli oli minerali “vale” 272,3 milioni, 434,3 milioni e 387 milioni per complessivi 1,09 miliardi. La riduzione della soglia dei pagamenti della pubblica amministrazione a 5.000 euro frutta all’erario 145 milioni, 175 milioni e 175 milioni per complessivi 495 milioni.

Dai nuovi limiti alla compensazione automatica dei versamenti fiscali derivano 239 milioni l’anno per tutto il triennio, con un totale di 717 milioni. L’aumento dal 40 al 55% (per il 2018 e per il 2019) e al 70% (dal 2020) degli anticipi delle imposte sulle assicurazioni porteranno più entrate pari a 480 milioni nel 2018 e nel 2020 per 960 milioni complessivi. Il ridimensionamento del fondo per la riduzione della pressione fiscale vale 377,9 milioni per il 2018, 377,9 milioni per il 2019 e 507,9 milioni per il 2020 per un totale di 1,2 miliardi. Le nuove disposizioni in materi di giochi valgono in totale 421,2 milioni (rispettivamente 120 milioni 150,6 milioni e 150,6 milioni).

Sono sei, in tutto, le voci che riguardano le detrazioni per spese relative alla ristrutturazione edilizia o alla riqualificazione energetica: un “pacchetto” che porta a un incremento di gettito, rispettivamente, per 145,3 milioni, 703,7 milioni e 4,3 milioni per un totale di 853,3 milioni. I cosiddetti “effetti riflessi” derivanti dai rinnovi contrattuali e dalle nuove assunzioni portano a maggiori entrate per 1,02 miliardi, 1,08 miliardi e 1,1 miliardi per complessivi 3,2 miliardi.

Il differimento al 2018 dell’entrate in vigore della nuova Iri (imposta sui redditi) “vale” 5,3 miliardi nel 2018, 1,4 miliardi nel 2019 e 23,2 miliardi nel 2020 per un totale di 6,8 miliardi in più di tasse. Altri 4,04 miliardi complessivi, nel triennio in esame, sono legati all’imposta sostitutiva sui redditi da partecipazione delle persone fisiche: 1,2 miliardi nel 2018, 1,4 miliardi nel 2019 e 1,4 miliardi nel 2020. Vi sono, poi, altre 11 voci, piccole misure e interventi vari, che comportano 5,4 miliardi aggiuntivi di entrate nel triennio: 2,1 miliardi nel 2018, 1,8 miliardi nel 2019 e 1,4 miliardi nel 2020.

“Ancora una volta i cittadini e le imprese si preparano ad aprire il portafogli per sostenere i conti pubblici: i contribuenti sono spremuti all’osso, ma la manovra va bocciata per sei motivi”, commenta il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci.

La manovra, dice il vicepresidente di Unimpresa, “non contiene misure importanti per tagliare le tasse alle imprese, anzi allontana la nuova Iri che potrebbe progressivamente portare a una aliquota unica per le imprese; rimanda il problema della clausole di salvaguardia dell’Iva al 2019, creando ancora una volta incertezza sul prelievo tributario relativo ai consumi, con un aggravio di quasi 20 miliardi di euro che incombe; non interviene sul costo del lavoro, lasciando intatto il cuneo fiscale e il peso dei contributi a carico delle aziende, che ormai non assumono più a tempo indeterminato, ma sono di fatto costrette a creare solo posti a tempo determinato e quindi un esercito di nuovi precari”.

E, ancora, prosegue Pucci, la manovra “ignora le esigenze delle famiglie, alle prese con enormi difficoltà soprattutto a causa dell’occupazione in calo e dei redditi in discesa; dimentica la questione del debito pubblico, che continua a rappresentare la principale zavorra per la ripresa economica; non rilancia gli investimenti dello Stato, indispensabili per favorire la crescita del prodotto interno lordo dopo una lunga fase di recessione”.

 

fonte: http://www.ilpopulista.it/news/30-Dicembre-2017/21941/ecco-le-trappole-fiscali-del-governo-uscente-27-tasse-occulte-e-stangata-da-60-miliardi.html

Sacchetti ortofrutta – Ancora Fake News del Pd a firma di Alessia Morani: “Se costa oltre 2 cent è illegale” e…

 

Fake News

 

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Sacchetti ortofrutta – Ancora Fake News del Pd a firma di Alessia Morani: “Se costa oltre 2 cent è illegale” e…

Sui sacchetti biodegradabili dell’ortofrutta a pagamento dal 1 gennaio stanno girando parecchie bufale e goffi tentativi di aggiramento della legge. Sembrerebbe impensabile, ma quella più incredibile arriva proprio dal partito di maggioranza, cioè gli stessi che hanno approvato la legge: il Pd.

L’infografica

Sulla pagina Facebook ufficiale dei democratici, infatti, è comparsa un’infografica, curata dalla deputata Alessia Morani, elaborata a titolo di chiarimento. Tra le informazioni fornite, l’ultima, è palesemente falsa. Il testo, infatti, recita: “In caso vi sia chiesto un contributo superiore ai 2 centesimi per sacchetto, sappiate che è ILLEGALE.Dovete denunciarlo alle istituzioni o alle associazioni dei consumatori”.

Ma la norma non ne parla

Ma la normativa, la legge di conversione n. 123 del 3 agosto 2017 pubblicata in Gazzetta ufficiale lo scorso 12 agosto, non fa menzione da nessuna parte a una soglia massima di prezzo. Una bufala appunto. Strano che la vice-capogruppo del Pd alla Camera, la forza politica che tira le fila del Governo, si sia dedicata a un approfondimento di chiarimento, senza conoscere adeguatamente la legge.

L’altra gaffe in un commento

Come dimostra anche la risposta della stessa deputata Morani a un commento di critica sulla sua bacheca: “Basta portarsi dietro i sacchetti comprati anche il giorno dopo”, per evitare di pagarli di nuovo. Ma anche questo è falso. La legge vieta di utilizzare sacchetti portati da casa per motivi igienici. Com’è prevedibile, altre polemiche si abbatteranno sui dem, come quella legata alle voci che vorrebbero la legge approvata per favorire Katia Bastioli, ad di Novamont (produttrice di biosacchetti) e vicina a Renzi. Ma al di là dei sospetti, la legge andava approvata, come richiesto da una direttiva europea.

 

tratto da Il Salvagente

https://ilsalvagente.it/2018/01/03/sacchetti-la-bufala-del-pd-se-costa-oltre-2-cent-e-illegale/29936/

Renzi: “Non lasceremo il Paese a chi vive di rancore e rabbia”. Chissà se si riferiva ai risparmiatori truffati da Banca Etruria, o ai nuovi precari del Jobs Act oppure ai terremotati presi in giro.

 

Renzi

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Renzi: “Non lasceremo il Paese a chi vive di rancore e rabbia”. Chissà se si riferiva ai risparmiatori truffati da Banca Etruria, o ai nuovi precari del Jobs Act oppure ai terremotati presi in giro.

 

A chi si riferiva il nostro Matteo Renzi?

Chi nel Paese vive di rancore e rabbia?

Forse i risparmiatori truffati da Banca Etruria?

Forse la marea di nuovi precari del Jobs Act?

Forse i terremotati che hanno continuato a prendere in giro nella più vergognosa delle maniere?

O forse quelli che sono preoccupati per la salute, ma devono attendere 13 mesi per una mammografia,  o un anno per una colonscopia, una visita oncologica o neurologica? Il tutto mentre la Lorenzin fa regali alle lobby dei vaccini e taglia la sanità pubblica?

O forse ancora i lavoratori che dovranno attendere i 67 anni per andare in pensione? Peraltro presi in giro dall’Ape social, dall’Ape volontaria e fetenzie del genere?

O forse gli italioti che un giorno no ed uno si festeggiano il Record di Debito Pubblico?

Ma forse vivono di rancore e rabbia quei poveri fessi che fanno salti mortali per mettere il piatto a tavola, ma sono costretti a vedere in Tv i faccioni sorridenti di Renzi e Gentiloni che dicono che tutto va bene e c’è la ripresa?

O forse solamente chi non ama le “fritture di pesce”?

O magari solamente l’italiano medio che sentendo dire da un politico “se perdo mi ritiro dalla politica”, poi, ingenuamente, si aspetta – dopo la sconfitta – di non averlo più tra i coglioni…!

Matteo Renzi, per favore, dacci chiarimenti…

 

By Eles

 

 

 

De Luca contro 5 stelle – Tutti gli argomenti politici che può esporre si riducono ad un albero di Natale e il dito medio alla consigliera M5s …Mi raccomando, se sei come loro votali tranquillamente…

 

De Luca

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De Luca contro 5 stelle – Tutti gli argomenti politici che può esporre si riducono ad un albero di Natale e il dito medio alla consigliera M5s …Mi raccomando, se sei come loro votali tranquillamente…

 

De Luca ai 5 stelle: “Incapaci di innaffiare un albero di Natale”. E mostra il dito medio alla consigliera Ciarambino

Tutta la classe politica del Pd in un gesto…

Tutta la loro politica in una frase: “Incapaci di innaffiare un albero di Natale”…

Credo sia chiaro che se il Pd può essere attaccato su conflitti di interessi, arresti, indagati, delinquenti, bugiardi, incapacità di portare a termine riforme, distribuzione di fritture di pesce eccetera, mentre il massimo che riescono ad imputare ai 5stelle è la morte di un albero di Natale…

Guardate la foto di De Luca… Se sei come loro, votali tranquillamente…!

 

by Eles

Ecco la ripresa di Padoan, Renzi & C. – Call center: paga di 33 centesimi l’ora. Fanno circa 92 Euro al mese. Ma se vai al bagno ci sono tagli.

 

Call center

 

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Ecco la ripresa di Padoan, Renzi & C. – Call center: paga di 33 centesimi l’ora. Fanno circa 92 Euro al mese. Ma se vai al bagno ci sono tagli.

 

Call center: Slc, 33 centesimi l’ora, tagli a chi va al bagno

Denuncia alla Procura di Taranto dopo stipendio mensile di 92 euro

Un bonifico di 92 euro per un mese di lavoro e tagli alla retribuzione in caso di assenza anche di soli tre minuti dalla postazione per andare alla toilette. Con la conseguenze che i compensi scendevano anche a 33 centesimi l’ora. E’ quanto denuncia la Slc Cgil di Taranto, che ha scoperto e denunciato un call center che avrebbe sfruttato le lavoratrici. Sette di queste si sono rivolte al sindacato, al quale hanno raccontato la propria storia. Un esposto è stato presentato alla Procura della Repubblica di Taranto.

fonte: http://www.ansa.it/puglia/notizie/2017/12/19/call-center-slcpaga-da-033-euro-lora_6feabec1-9720-4166-8202-7e613bfda26d.html