La lettera di un disoccupato Qualunque – dedicato a tutti quelli che credono alla balle di Renzi & C. con la complicità dei media di regime!

 

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La lettera di un disoccupato Qualunque – dedicato a tutti quelli che credono alla balle di Renzi & C. con la complicità dei media di regime!

 

La lettera di un disoccupato Qualunque

La storia di Daniele, 38 anni, disoccupato da 7. Stanco di mandare CV e non ricevere mai una risposta. Tempo sprecato. Il lavoro è sempre più un miraggio. Una lettera di rara sensibilità e capacità comunicativa. Il nostro Paese non ci merita. Il lavoro è un seme che deve essere piantato in una terra fertile. Questo paese non ha né semi né terra fertile. Il lavoro è anche dignità, non solo una necessità per vivere e sopravvivere. Chi ci guadagna sulla testa di milioni di disoccupati?

Riflessioni di un disoccupato italiano

“Caro Uomo Qualunque,

chi ti scrive è un quasi 38enne disoccupato, a-poilitico, a-religioso, a-quellochetipare che ti ha incontrato per caso su internet qualche tempo fa e che ora ti segue assiduamente.

Ho sentito la necessità di scriverti perché sono arrivato al limite estremo di sopportazione dopo aver letto: “I 16 sintomi di schiavitù“.

Le statistiche affidabilissime dell’ISTAT, che escono ormai ogni mese, e che non fanno che ricordarci di come la ripresa sia in atto, infine la notizia che il calciatore del PSG Neymar guadagna la bellezza di 4000 € l’ora (!) per tirare calci a una palla. Notizie più o meno connesse tra loro che mi hanno condotto a riflettere sulla società in cui ci troviamo costretti a vivere e anche sulla mia vita in relazione a questa società.

Mi scuso in anticipo se la mia digressione potrà essere troppo lunga, ma sento il bisogno di sfogarmi scrivendo quello che mi passa per la testa. Abbi un po’ di pazienza, e arriveremo insieme alla fine di questa matassa di pensieri.

Partiamo da me: tra poco meno di un mese arriverò a compiere 38 anni, disoccupato da 7 tenendo in considerazione lavori con contratto e stipendio (quando c’era) e tralasciando i cosiddetti lavoretti che ho fatto fino a circa due anni fa. Da quando fui costretto a lasciare il lavoro con contratto causa mancati pagamenti (poi fortunatamente arrivati senza la necessità di intentare causa), ho continuato assiduamente la ricerca di uno nuovo fino a circa due anni fa. E poi? poi ho semplicemente smesso. In linguaggio tecnico sono un inattivo, uno di quelli che ha smesso di cercare, che sopravvive grazie ai suoi genitori.

Perché ho smesso? Perché ho fatto le cose che elencherò e non mi è tornato indietro niente, anzi ci ho solo rimesso soldi tra una quantità spropositata di curriculum stampati, benzina e riviste:

1) Mi sono rivolto ad apl dove mi sono trovato a parlare con ragazzine appena uscite da scuola, il cui unico scopo sembra essere quello di appuntare alcune note al curriculum e di chiamarti una volta l’anno se sei fortunato. E detto tra noi lavorano talmente tanto che il loro motto è diventato: “Se non ti chiamiamo continua a guardare gli annunci sul sito, magari trovi qualcosa che ti interessa”. Quindi la loro funzione sarebbe…? Per non parlare della qualità e della tipologia del lavoro offerto, ma questo è un altro tipo di discorso che tralascio volutamente (Negli Uffici di collocamento il lavoro non lo trovi);

2) Iscrizioni ai vari infojobs, monster, randstaad, etc. che, unito all’aquisto delle numerose riviste che circolano sul lavoro (e che ho anche acquistato spendendo altri soldi, oltre a quelli già spesi per inchiostro e carta per i curriculum) mi hanno portato alla conclusione che il numero di annunci è sicuramente inferiore al numero dei canali di comunicazione, telematici e non, che offrono lavoro;

3) Ho portato curriculum a mano ad agenzie di sorveglianza, supermercati, negozi, per giungere alla conclusione che molto probabilmente saranno stati cestinati nell’arco di neanche 24 ore;

4) Ho trascorso mattinate a inviare cv e le cosiddette lettere di presentazione ricevendo in cambio cosa? Nulla, neanche una risposta negativa.

Il tempo intanto è trascorso inesorabile, il lavoro sicuro è diventato sempre più un miraggio: giorni, mesi, anni. Alla fine per farla breve mi sono rassegnato. La prima riflessione che ho fatto è stata: “Sto solo perdendo tempo. E visto che il tempo è il mio, preferisco sprecarlo facendo cose che almeno mi piacciono, tentando di gravare il meno possibile sul portafoglio dei miei genitori”.

E così ho cominciato ad uscire di casa. Sono sempre stato appassionato di ambiente e natura, e negli ultimi anni questa mia passione si è rafforzata, soprattutto di fronte ai disastri che stiamo causando.

Ho cominciato a visitare riserve naturali intorno al luogo in cui vivo (in provincia di Roma), parchi naturali e piccoli paesi che mi hanno fatto vedere un paese diverso, un’Italia diversa da quella che viene continuamente descritta dai notiziari.

Si parla tanto di mancanza di case, eppure dove sono stato ho visto moltissimi appartamenti in vendita o in affitto, e casolari in stato di completo abbandono, quindi le case ci sarebbero.

Si parla di mancanza di lavoro ma io ho intravisto nuove opportunità che non vengono sfruttate: dalla pulizia di parchi, riserve, strade o anche semplicemente mezzi pubblici, al recupero di cani abbandonati, e aggiungo campi coltivabili lasciati incolti, occuparsi di persone anziane rimaste sole, e non proseguo per non rendere questa lista infinita: quindi anche il lavoro ci sarebbe.

Ho cominciato a chiedermi: ma se lavoro e case per chi non ne ha ci sarebbero, cosa manca? Come diceva Marzullo (pensa un po’ chi mi tocca citare), si faccia una domanda e si dia una risposta. E quella che ho trovato è la risposta a 99 domande su 100 che riguardano la nostra società: i soldi.

Se non ci sono i soldi per pagare nuovi lavoratori, alle aziende ogni dipendente costa il doppio, come si fa a riavviare un mercato del lavoro stagnante nonostante le statistiche di istituti nazionali dicano il contrario?

In Italia è cresciuto solo il lavoro sottopagato (piccola parentesi, uno degli ultimi titoli ANSA in merito: Boom del lavoro a chiamata, ma ti rendi conto? Già solo per la tipologia, sembra una grossa presa in giro, ma chiamiamola per quello che è: solo e solamente un’enorme presa per il culo).

Narra la leggenda che i soldi facciano la felicità perché servono a mangiare, a pagarsi la casa, a pagare i professionisti, a comprare medicine, a comprare sempre tante, tantissime cose, tutte utilissime (se, vabbe’). Più sei ricco, più sei felice. Lo sei ancor di più se sei famoso. I media non fanno che propinarci questo messaggio giorno e notte attraverso le passerelle, i sorrisi davanti a centinaia di fotograi, l’esposizione estrema di un individuo (che sia uomo o donna è indifferente) attraverso il taglio di capelli alla moda (vabbe’ io so’ pelato, questa, te lo concedo, è solo invidia), il vestiario più in voga al momento, il gioiello più costoso, il profilo social con più iscritti, etc. etc. (sui social meglio che non mi pronuncio o partirebbe un’altra filippica).

Ma se davvero i soldi sono così importanti perché chi ne ha tanti qualche volta si suicida? Facciamo un esempio recente e concreto di cui più o meno dovrebbero aver sentito tutti o quasi: il cantante Chris Cornell. Quanti soldi può possedere un’artista così famoso che ha lavorato più di vent’anni? Quanto può aver guadagnato uno come lui? Eppure, sorpresa delle sorprese, si è suicidato perché era depresso, almeno così si dice. Siamo davvero sicuri che i soldi siano la sola strada verso una sicura felicità?

Forse è un’estremizzazione del mio pensiero: proviamo a fare un altro esempio un po’ meno concreto. Come si fanno i soldi? Bisogna massimizzare il profitto. In che modo? Diminuendo il più possibile le spese. Semplice, lineare, cristallino. Dove conduce una così semplice linea di pensiero? Al guadagno senza badare più a nessuna conseguenza, perché quello che conta è il MIO profitto, il MIO orticello, perché io bado a quello, mica al mondo che mi circonda.

Poi però ci stupiamo e ci scandalizziamo ogni volta che esce la notizia di un alimento contaminato, della presenza delle microplastiche negli oceani, dell’ennesima petroliera che affonda lasciando il suo “genuino” contenuto in mare per l’estrema contentezza delle specie marine che ci vivono, e di qualunque disastro che ci colpisce (“perché il clima non è cambiato, è sempre stato così” questo è quello che mi sono sentito dire da una persona laureata, no perché si dice quanto sia importante il “pezzo di carta”… sì, forse se è sostenuto anche da un pensiero critico, altrimenti quella carta ha degli usi molto più pratici, soprattutto quando si è in bagno).

Ci indigniamo, ce la prendiamo con l’industriale col falso sorriso di turno stile Carcarlo Pravettoni, eppure questi individui non fanno che applicare quella semplice regola del “come si fanno i soldi”. Il guadagno personale è importante? Certo che lo è, altrimenti non si agirebbe sempre nello stesso modo. Ma le nostre vite sono davvero così misere da considerare il guadagno finanziario così importante a discapito dell’ambiente in cui viviamo, della nostra salute, delle altre specie viventi, del nostro futuro?

Siamo disposti a sacrificare qualunque cosa in nome del dio denaro. L’unico dio che da ateo ho visto in carne ed ossa, si fa per dire; un dio avido e pretenzioso con i suoi fedeli, a cui prima o poi tutti si inchinano, perché è attorno a lui che il mondo gira.

La fortuna di un disoccupato, almeno per quanto mi riguarda, è proprio la possibilità di sputare in faccia a questo dio. L’ultima volta che ho comprato un capo di vestiario o un paio di scarpe risale a qualche anno fa, eppure ancora non vado in giro a mostrare i gioielli di famiglia. Se non fosse stato per un regalo di un amico di famiglia avrei ancora il mitico cellulare Nokia che se lo lanci contro il muro ti ritorna indietro lasciando solo macerie al posto di quel muro. (Tranquillo il Nokia non l’ho comunque né buttato né regalato perché sicuramente durerà di più di quello che mi hanno regalato, e che naturalmente non uso quasi mai perché i miei bisogni nei confronti di un cellulare sono ridotti all’osso).

Un’altra fortuna è quella di poter osservare la nostra società dal di fuori e realizzare quanto sia diventata assurda e innaturale. Una società in cui bisogna produrre(ancora non ho ben capito cosa) per guadagnare pezzi di carta a cui viene assegnato un valore che non ha alcun senso per comprare cose che in molti casi sono superflue: anch’io ho fatto parte di questo meccanismo, pertanto mi rendo benissimo conto di quanto possa essere difficile rendersi conto che sono finte necessità quelle ci governano. Essere indebitato sta diventando oggi la condizione generale della nostra vita.

Per me le vere necessità sono un tetto sulla propria testa, poter mangiare un pasto caldo su un tavolo, avere un letto in cui dormire e un bagno per espletare i miei bisogni fisiologici, avere dei vestiti per ripararmi dal freddo.

Intorno a me non vedo nulla di tutto ciò, o quantomeno, ritengo che siano diventate talmente scontate da risultare superflue, tanto da trasferire le nostre necessità in ben altro: il cellulare ultimo modello che fa anche il decaffeinato, la scarpa che costa mille mila euro perché indossata dallo sportivo sonotroppofigocontuttiquestitatuaggi, la borsa “straultramega” alla moda di Docce&Gabbinetti, cose, cose, cose e ancora cose.

Mi chiedo: di chi sono queste necessità? Sono nostre necessità o ci vengono semplicemente imposte dallo stile di vita moderno che abbiamo costruito? Ma soprattutto dove ci hanno condotto queste linee guida che ci vengono propinate sin dalla primissima infanzia? A questa “splendida” società contemporanea occidentale (parlo solo per questa, perché le altre naturalmente non le conosco dalla nascita) che in virtù della propria “sopravvivenza” distrugge l’ambiente che la sostiene, le altre specie viventi che ci vivono, e complica, e non poco, la vita a molti degli individui che la compongono. Come diceva Platone? Ah sì, “bella società di m…”.

Nel passato quando mi inoltravo in discorsi simili, il senso della risposta che mi arrivava era: “sì non va tutto bene, ma questo è il meglio che si può fare”. Davvero? Ben misero essere vivente è quello umano che con le sue “grandi potenzialità” non riesce nemmeno a curarsi dei suoi simili.

Da ignorante quale sono, mi baso su quello che osservo. E quando osservo la natura vedo ben poco di quello che l’uomo ha raggiunto e creato, diciamo così.

In natura non esistono dei (né tantomeno politici), esiste solo la legge naturale (sono cosciente che ho semplificato molto il concetto), che di certo non riconosce nel denaro un modo per sopravvivere. Se nella nostra società abbiamo creato il mito dell’abbondanza, la natura ci dice ben altro: se davvero vogliamo vivere in equilibrio con ciò che ci circonda, è nella scarsità che troviamo la risposta ad ogni domanda.

Anche i più grandi predatori sono costretti a vivere in condizioni di scarsità e la motivazione è molto semplice, la fornisce proprio l’essere umano e il suo modo di agire a discapito di tutto e tutti. Il consumo eccessivo di risorse conduce ad una sola strada: la fine di quelle risorse e di conseguenza la fine per noi e per gli altri esseri viventi.

Siamo davvero così presuntuosi da voler proseguire imperterriti su una strada che altro non è se non il fallimento dell’essere umano nei confronti del pianeta in cui vive?

E alla fine di tutti questi confusi pensieri che ho scritto cosa resta? Perché ho deciso di inviarli proprio a te? Ho scelto di avere fiducia in qualcuno/a con cui credo di avere qualcosa in comune e perché credo che, se vogliamo realmente fare qualcosa, la semplice informazione, anche se importante, non basta. Forse possiamo fare qualcosa in più, agendo anche nella vita reale.

Se anche tu, “Uomo Qualunque”, la pensi come me, spero che di avere un giorno la possibilità di incontrare persone in carne ed ossa per discutere di tutto questo faccia a faccia. Ritengo che intraprendere una linea d’azione sia ormai l’unica strada per chi stenta a vivere nel presente e non ha più un futuro”.

Un Daniele Qualunque

 

fonte: http://uomoqualunque.net/2017/10/lettera-disoccupato/

Affittopoli in Toscana? Ci sarebbe quella poverina dell’Assessore Pd Saccardi: solo 14 immobili di proprietà, uno stipendio da favola ed un vitalizio d’oro che l’attende. Insomma, ‘sta disgraziata è costretta a vivere quasi gratis in una casa dell’Istituto di Sostentamento del Clero di Firenze!

 

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Affittopoli in Toscana? Ci sarebbe quella poverina dell’Assessore Pd Saccardi: solo 14 immobili di proprietà, uno stipendio da favola ed un vitalizio d’oro che l’attende. Insomma, ‘sta disgraziata è costretta a vivere quasi gratis in una casa dell’Istituto di Sostentamento del Clero di Firenze!

TOSCANA, “ASSESSORE PD SACCARDI HA 14 IMMOBILI MA VIVE IN UNA CASA DELLA CHIESA”

Un caso affittopoli in Regione Toscana? E’ la domanda del capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Toscana, Giovanni Donzelli, che in consiglio regionale, nell’ambito di una interrogazione sugli investimenti dell’Housing sociale, ha chiesto direttamente spiegazioni all’assessore alla Sanità e alle Politiche Sociali, Stefania Saccardi. Lo scrive www.ilsitodifirenze.it

“L’abitazione in cui risiede l’assessore” ha spiegato Donzelli “è di proprietà dell’Istituto di Sostentamento del Clero della Diocesi di Firenze”, ma come ha spiegato Donzelli “sul sito della Regione l’assessore Saccardi risulta proprietaria di un solo immobile a Gavorrano”.

Falso, secondo le visure catastali in possesso del capogruppo di Fratelli d’Italia, che accertano le varie proprietà dell’assessore, con oltre dieci immobili tra Firenze e Campi Bisenzio. Inoltre, l’Istituto di Sostentamento del Clero della Diocesi di Firenze riceverebbe alcuni finanziamenti proprio dalla Regione Toscana.

“A questo punto – ha concluso Donzelli – sentiamo l’esigenza di capire fino in fondo se il rapporto fra l’istituto diocesano e l’assessore che si occupa del sociale e della casa sia un rapporto trasparente”.

Immediata la replica dell’assessore Saccardi che, nonostante non avesse risposto all’interrogazione, è tornata in aula cercando di dare una spiegazione. “Ho preso, una decina di anni fa, in locazione un immobile dall’istituto diocesano, per il quale facevo il legale” ha spiegato, nascondendo a fatica l’imbarazzo.

“La formula contrattuale prevedeva che io avrei sostenuto in proprio le spese di ristrutturazione, perchè l’istituto non aveva i fondi sufficienti. Ho anticipato 200 mila euro. L’entità del canone – chiarisce – va di pari passo col fatto che avevo sostenuto queste spese. Su un immobile che era praticamente una stalla”.

Il contratto, spiega in aula l’assessore, “scadrà fra 4 o 5 anni”. “Poi- assicura- verrà pagato un canone di mercato, se decideranno di confermarmi l’affitto”.

C’e’, poi, la questione degli appartamenti e dei garage di proprietà per un totale di 1.264 metri quadrati.

“Li ho ricevuti in eredità da mio padre- ribatte l’assessore alla Salute -. Sono in comproprietà coi miei fratelli, e non ci percepisco un euro. Questo è il motivo, per il quale non li ho dichiarati”. L’usufrutto, in effetti, “ce lo ha mia mamma e su questo paga regolarmente le tasse. Mentre, ne’ io ne’ i miei fratelli incameriamo alcun reddito”. Ma dalle visure catastali invece emerge la rendita degli appartamenti di cui l’assessore è in parte proprietario.

Una vicenda ancora oscura, e tutta da chiarire, sicuramente una questione d’opportunità mancata per un politico di primo piano come l’assessore Saccardi. Che non finisce qui.

via ImolaOggi

La svolta ecologista di Matteo Renzi – Ecco il treno che va a fischi, insulti, uova e arance…

Matteo Renzi

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La svolta ecologista di Matteo Renzi – Ecco il treno che va a fischi, insulti, uova e arance…

Quelle dell’ex premier Matteo Renzi sono giornate brutte e convulse come quelle del PD che crolla nei sondaggi.

All’arrivo in molte stazioni Renzi viene accolto infatti con insulti, minacce, fischi e in alcuni casi da uova e arance. Qui nel video l’arrivo alla stazione di San Benedetto del Tronto accolto da fischi e contestazioni in una delle tappe di ieri di Destinazione Italia, una delle tappe di Lazio, Umbria e Marche, regioni da cui l treno Pd “Destinazione Italia” ha iniziato il suo viaggio attraverso l’Italia.

“Un viaggio molto umile di ascolto e impegno” ha spiegato il segretario Matteo Renzi “per smettere di parlarci addosso” e ascoltare le tante storie che l’Italia e gli italiani hanno da raccontare. Lazio, Umbria e Marche: queste le regioni dove il treno ha fatto tappa nelle prime giornate della settimana. Ma la partenza non è stata delle più fortunate e le aspettative sono andate molto deluse. Anzi, in alcune stazioni Renzi e i suoi hanno trovato il deserto assoluto. 

“Buffone, buffone”. L’accoglienza per Matteo Renzi non è delle migliori. Come è accaduto ad Ascoli Piceno (dove è stato fischiato), anche la tappa abruzzese di Vasto non è stata da meno. Nel video pubblicato sulla pagina Facebook di PrimadaNoi.it si vede un gruppo di contestatori in azione. Renzi però, in occasione della tappa di Vasto, non era a bordo del treno Destinazione Italia. Striscioni e urla di dissenso anche nella tappa pescarese. Insomma sta assumendo i contorni di una via crucis il tour del segretario democratico.

Non parliamo poi della tappa delle zone colpite dal terremoto, dove il treno del Pd Mercoledì 17 ottobre si è fermato. Sul convoglio diretto ad Arquata del Tronto Matteo Renzi ha incontrato un gruppo di sindaci del cratere marchigiano, con i quali si è fermato a parlare per una mezz’ora per fare il punto sulla ricostruzione. Terremotati che stanno attendendo le case da oltre un anno.

Promesse fatte dallo stesso Renzi che il 24 settembre 2016 al Teatro Metastasio di Prato. aveva detto: “Amatrice la ricostruiremo più bella, la ricostruiremo lì, non ci saranno new town” ribadendo che entro la settimana prossima saranno rimosse le tendopoli. Ebbene, a distanza di oltre un anno i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Solo una famiglia su 4 vive in una casetta di legno e il 95% sono ancora al loro posto.

Ma tornando al viaggio di Renzi. Anche la tappa notturna alla stazione di Termoli, in provincia di Campobasso, per il treno del PD itinerante è andata quasi deserta: magari per l’ora tarda, ma ad aspettare Matteo Renzi non c’era una gran folla (anche perché, forse per evitare un’altra contestazione, l’ex premier è arrivato in auto…)

Ma allora a che serve questo benedetto treno da 400mila euro? Il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi pare infatti non sempre scenda nelle stazioni in cui si ferma il suo convoglio griffato Pd. È successo oltre che a Termoli anche a Vasto-San Salvo. Sul binario della cittadina in provincia di Chieti si erano già radunati sostenitori e (soprattutto) contestatori dell’ex presidente del Consiglio che, però, sono rimasti delusi.

Le notizie che i Tg dimenticano di dare: il vergognoso caso degli studenti in “alternanza scuola-lavoro” usati come camerieri (GRATIS) alla festa Pd, in cambio di una manciata di “crediti formativi”…E l’ospite era il Ministro Fedeli…!!!

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Le notizie che i Tg dimenticano di dare: il vergognoso caso degli studenti in “alternanza scuola-lavoro” usati come camerieri (GRATIS) alla festa Pd, in cambio di una manciata di “crediti formativi”…E l’ospite era il Ministro Fedeli…!!!

 

‘Studenti in alternanza scuola-lavoro usati a festa Pd’. Scoppia il caso

Se non fosse un dramma diremmo che è una barzelletta.

Un gruppo di studenti è stato reclutato per un evento a cui avrebbe partecipato la ministra dell’Istruzione e che conferiva crediti formativi validi per il percorso dell’Alternanza Scuola-Lavoro ed un eventuale rimborso spese, ma poi è arrivata la sorpresa.

I giovani si sono ritrovati alla festa dell’Unità di Viterbo, dove uno dei temi discussi era “formazione e lavoro: la sfida dell’occupazione”.

L’episodio è stato denunciato dai Partigiani della scuola pubblica e raccontato da Valentina Santarpia sul Corriere della Sera:

“Scoppia un nuovo caso intorno all’alternanza scuola lavoro, obbligatoria per gli studenti dal terzo al quinto anno di scuole superiori. Gli stage, che dovrebbero servire a formare il curriculum dei ragazzi in vista della maturità, diventano spesso occasione di lavoro gratuito. A denunciarlo stavolta sono i Partigiani della scuola pubblica, che raccontano una vicenda che è avvenuta qualche giorno fa a Viterbo, quando un gruppo di studenti è stato cooptato per prestare servizio alla festa del Pd.

Tutto parte da un annuncio sul gruppo Facebook dell’Ipseoa di Caprarola, provincia di Viterbo: «Urgentissimo: mi servono 10 ragazzi disponibili e con la divisa completa di sala per una manifestazione importante a Viterbo con la presenza della ministra dell’Istruzione – scrive il prof. Riccardo Minciotti il 5 settembre scorso sul gruppo Facebook -. Ci sarò anch’io, la sera del 9 settembre, ricordatevi che passano come crediti formativi e potrebbe esserci anche un rimborso spese».

Dopo essere arrivati dal loro paese, i ragazzi scoprono che dovranno prestare servizio alla festa del Pd: nessuno lo sapeva, neanche le loro famiglie, ma non battono ciglio, incoraggiati anche dalla dirigente scolastica, che partecipa alla serata. Così servono, preparano, accolgono, si comportano a tutti gli effetti da «camerieri», dalle 17 alle 23.30 circa, a costo zero (il rimborso non si è mai visto), «in cambio di una mancetta di crediti formativi», rilevano i Partigiani della scuola pubblica, sotto gli occhi della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e della dirigente scolastica.

«Se pensiamo che la festa aveva tra i suoi temi anche “Formazione e lavoro: la sfida dell’occupazione”, perché allora il Partito “del lavoro” non si è rivolto ad un regolare catering, con regolari lavoratori, con regolari retribuzioni?», si chiedono i Partigiani. In realtà un caso simile era scoppiato alla fine di agosto, quando a Genova sempre studenti in alternanza erano stati chiamati a partecipare alla festa dell’Unità: «Studenti ai fornelli della festa», aveva denunciato Sinistra italiana. «Un progetto dal valore formativo», avevano replicato gli organizzatori. Ora la scena si ripete.”

 

fonte: https://www.silenziefalsita.it/2017/09/29/studenti-in-alternanza-scuola-lavoro-usati-a-festa-pd-scoppia-il-caso/

Era il Settembre del 1977 – 40 anni fa – e per Berlinguer che chiudeva Festa dell’Unità 500.000 persone (per capirci, il doppio rispetto al mega-concerto di Vasco) …Ma come cazzo siamo caduti tanto in basso fino a Matteo Renzi?

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Era il Settembre del 1977 – 40 anni fa – e per Berlinguer che chiudeva Festa dell’Unità 500.000 persone (per capirci, il doppio rispetto al mega-concerto di Vasco) …Ma come cazzo siamo caduti tanto in basso fino a Matteo Renzi?

18 settembre 1977: al parco Ferrari in mezzo milione per Berlinguer, il doppio rispetto a Vasco

Era il 18 settembre del 1977, Enrico Berlinguer, il capo del Partito comunista italiano, chiudeva a Modena – sul palco dell’ex Autodromo (oggi parco Ferrari) la Festa nazionale dell’Unità. ‘Duecentomila metri quadrati del prato non sono bastati ad accogliere i compagni, i simpatizzanti, gli elettori del Pci che da ogni dove sono venuti ad ascoltare il segretario generale del Pci che chiude il Festival. Quanti sono? Ogni calcolo perde qualsiasi senso di fronte all’impressionante spettacolo di questa folla gigantesca che ha invaso e colmato tutti gli enormi spazi dell’autodromo in cui dal nulla era sorta la città-festival‘. Così L’Unità di allora descriveva l’evento. Si stimarono oltre mezzo milione di persone. Il doppio rispetto al mega-concerto di Vasco Rossi.

Nel recuperare quei giornali, nel leggere gli articoli di un’epoca che non c’è più, resta un’amarezza profonda. La consapevolezza di quanto oggi sia stato tradito del Credo di allora. Resta l’invidia per un tempo in cui si poteva dire – citando Gaber – senza timore di essere smentiti che ‘Berlinguer era una brava persona e Andreotti non lo era, una brava persona’.

Come siamo caduti così in basso?

Secondo Voi, come hanno votato sulla legge Fornero quelli che oggi vogliono passare per buoni?

 

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Secondo Voi, come hanno votato sulla legge Fornero quelli che oggi vogliono passare per buoni?

No, perchè queste carogne giocano sul fatto che, notoriamente, gli Italioti hanno poca memoria.

Oggi sono tutti amici del popolo, oggi tutti sono santi, oggi il male è il PD (e lo è) ma gli altri sono alla pari, perché caro italiano si giocano tutto e per tutto, anche la faccia pur di restare i quel palazzo di privilegiati. Mentono spudoratamente, ed è per questo che ho deciso di spegnere quella Tv che mira a fare il loro gioco, fa parte del sistema.

Basta tornare a quella votazione numero 50 del 16 dicembre 2011, (legge Fornero voluta dal Governo Monti) per scoprire da che parte della barricata stavano quelli che oggi sono dalla parte dei pensionati.

Non ricordate? Andate a cercare i dati sul Web… Il Pd assolutamente compatto a favore. Qualche astenuto negli altri schieramenti con qualche contrario (che si contano sulle dita di una mano) e solo la lega contro, Il M5s non c’era ancora.

Oggi questi clown cavalcano la causa dei pensionati, è la classica politica italiana, passano la palla da una parte all’altra giusto per attirare l’attenzione dell’elettore medio ma nessuno di loro ha intenzione di fare goal, il loro compito è essere i vassalli della finanza e della politica Europea che detta le sue regole a ogni Stato membro. Anche “Silvio” che oggi porta avanti la causa dei pensionati (che messi alle strette, cercando un aiuto lo voteranno e lui lo sa) diede l’ok alla legge di Monti. Questo paese è una continua barzelletta, prima ti avvelenano e poi ti attirano nella trappola con l’antidoto, ma nessuno di loro in realtà lo vuole davvero. Brunetta, Gasparri, e così via, hanno dato tutti l’ok alla legge Monti come ha fatto il PD, e sinceramente siamo stanchi delle vostre bugie.

 

Tanto preoccupati per la sorte dei 13 milioni di poveri in Italia, da non avere neanche il tempo di votare per l’abolizione dei vitalizi… Poverini…

 

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Tanto preoccupati per la sorte dei 13 milioni di poveri in Italia, da non avere neanche il tempo di votare per l’abolizione dei vitalizi… Poverini…

L’abolizione vitalizi non è ancora calendarizzata.

Il M5s accusa: “Pur di mantenere il privilegio, Pd affossa la sua stessa legge”

L’iter per l’approvazione del ddl Richetti (Pd) resta impantanato in commissione Affari Costituzionali del Senato. Quando su richiesta dei grillini si è trattato di indicare una data per l’arrivo in aula, infatti, i partiti hanno evitato di esprimersi, così come accaduto per lo ius soli.

Se ne riparlerà forse a ottobre?

O forse questi benedetti vitalizi non li vogliono abolire affatto?

Il Pd ha preso ancora una volta in giro i cittadini?

Si direbbe proprio di si!

…E fa ancora più rabbia pensando ai 13 milioni di Italiani POVERI.

Ma questo è il Pd di Renzi… Ricordatevelo.

by Eles

Lei si innamora di un africano di colore. La mamma la insulta: “Sei malata” …Ah, la mamma in questione è Margherita Scarpellini, sindaca Pd di Monte San Savino (Arezzo)…!

 

africano

 

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Lei si innamora di un africano di colore. La mamma la insulta: “Sei malata” …Ah, la mamma in questione è Margherita Scarpellini, sindaca Pd di Monte San Savino (Arezzo)…!

 

La figlia della sindaca Pd s’innamora di un profugo. La madre: “Sei malata”

La storia l’ha raccontata lei stessa. E somiglia di brutto a quella di Indovina chi viene a cena, il film con Sidney Poitier che a fine anni ’60 fu uno spartiacque nei rapporti tra l’america bianca e quella nera. Francesca Testi, 32 anni, ha scritto a La Repubblica per rivelare a tutti il suo amore per Jeff. Lei, laureata con lode all’università di Siena, lavora come insegnante d’italiano alla Croce Rossa di Arezzo ed è lì che ha conosciuto il ragazzo: un africano nero, richiedente asilo. Insomma, un profugo. E lì, come scrive lei stessa, è scoppiato il “bubbone”.

Perchè sua madre non l’ha presa bene: “Mi ha detto che ero una persona malata, che quella gente va solo compatita, che avrebbero dovuto arrestarmi i carabinieri, che tanto quelle persone cercano solo un mezzo per fare una vita migliore” scrive Francesca. Quel che Francesca non dice e che aggiunge quel pizzico in più di pepe sulla storia è che sua madre, Margherita Scarpellini, è la sindaca Pd di Monte San Savino, un paese di 9mila anime in provincia di Arezzo, nel cuore della rossa Toscana. E così la storia, come riporta l’edizione aretina del quotidiano La Nazione, si trasforma nel più classico dei “predichi bene e razzoli male”. Insomma, in un caso politico.

Piccata, la sindaca ha replicato subito. Non per smentire, ma per riportare il tutto a una vicenda personale, “che appartiene alla mia dimensione familiare”. Insomma, fatti nostri risponde la Scarpellini. L’ affetto verso una figlia, spiega, “genera preoccupazioni” a fronte di un uomo “che vive una situazione di estrema precarietà”. Ma questo, direbbe qualcun altro, significa essere di sinistra col c… degli altri. Quanto poi, invece, il c… è il tuo…

 

fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13237382/figlia-sindaca-pd-si-innamora-profugo-africano-sei-malata.html

Rai, caso Gabanelli. Il Pd fa melina per impedire l’audizione della giornalista in Vigilanza Rai!

 

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Rai, caso Gabanelli. Il Pd fa melina per impedire l’audizione della giornalista in Vigilanza Rai!

Milena Gabanelli, il Pd (isolato) vuol fare melina sull’audizione della giornalista in Vigilanza Rai
Il caso – Sulla proposta dei 5Stelle di convocare la giornalista contrari solo i dem: “Non si può fare, chiamiamo i vertici”. Ma non è vero!

Convocare di nuovo Mario Orfeo e Monica Maggioni in commissione di Vigilanza. Così da schivare l’audizione di Milena Gabanelli. Questo è l’escamotage pensato dal Pd per evitare di ascoltare la giornalista in Parlamento, un’audizione che potrebbe mettere in imbarazzo il dg della Rai e il Cda di Viale Mazzini. E infatti sarebbero proprio i vertici della tv di Stato ad aver fatto arrivare in Parlamento il suggerimento a soprassedere: meglio evitare di portare in una sede istituzionale un caso che sta imbarazzando non poco mamma Rai ed è diventato il primo vero problema per il nuovo direttore generale.

La proposta di ascoltare Gabanelli è stata lanciata mercoledì scorso dalla deputata grillina Dalila Nesci, ma è stata respinta al mittente dai dem Vinicio Peluffo e Michele Anzaldi. Il problema, però, è che su questo tema il Pd è isolato: tutte le altre forze politiche presenti in Vigilanza, infatti, chi più e chi meno, sono favorevoli all’audizione. Quindi, se si dovesse arrivare a un voto, il partito di Matteo Renzi potrebbe trovarsi in minoranza. Anche se poi, sulle convocazioni in commissione, al voto non si arriva quasi mai e si trova un accordo prima.

A lanciare la proposta, dicevamo, è stato l’M5S. “Dopo tutte le polemiche e la decisione di Gabanelli di autosospendersi dalla Rai, oltretutto con un duro atto d’accusa verso i vertici, pensiamo sia doveroso affrontare la questione in Vigilanza, ascoltando la parte in causa”, fanno sapere dal movimento grillino. Alla richiesta, però, il Pd oppone un secco rifiuto. “In commissione non si affrontano casi singoli, altrimenti in passato avremmo dovuto ascoltare i vari Giannini, Giletti, Perego… Si creerebbe un pericoloso precedente. Inoltre l’audizione rischierebbe di metterebbe in imbarazzo la stessa Gabanelli perché la esporrebbe a ogni genere di attacco o critica”, osserva Anzaldi. Secondo cui “l’unico modo che la Vigilanza ha per affrontare il caso alla luce delle ultime novità (l’auto sospensione della giornalista, ndr) è quello di riconvocare i vertici: il dg Orfeo e la presidente Maggioni”.

Il problema è che però, così, si ascolterebbe solo la metà della storia. “In Vigilanza in questi anni si è convocato di tutto e di più. Inoltre Gabanelli non è giornalista o conduttrice semplice, ma è vice direttore di testata (Rainews, ndr). Quindi i motivi di opposizione del Pd non stanno in piedi”, osserva Maurizio Lupi di Ap. Su questa linea ci sono un po’ tutti. “Io non stravedo per la giornalista, ma sono favorevole alla convocazione: è sempre meglio ascoltare le questioni direttamente dagli interessati”, afferma il leghista Jonny Crosio. “Gabanelli è l’ultima vittima del controllo renziano sulla Rai. Penso che sia dovere della Vigilanza ascoltare perché una professionista seria e capace come lei abbia deciso di mettersi in aspettativa”, sostiene Fabio Rampelli di Fdi. Anche Pino Pisicchio, in rappresentanza del gruppo misto (terzo “partito” per numeri a Montecitorio), è d’accordo. “Il caso ha suscitato un tale clamore che mi sembra utile sentire tutte le parti in causa”, dice il deputato pugliese.

E Forza Italia? Renato Brunetta è un po’ recalcitrante, ma favorevole. “A patto però che, oltre a lei, vengano convocati tutti gli altri giornalisti e conduttori messi da parte, a partire da Nicola Porro”, osserva il capogruppo forzista alla Camera. Che aggiunge: “Io nutro forti dubbi sulla serietà deontologica della signora Gabanelli. Ma non c’è dubbio che sul caso del progetto web abbia subìto una scorrettezza. La si convochi, ma senza farne una Giovanna d’Arco”, aggiunge Brunetta.

La questione verrà riproposta in Vigilanza mercoledì prossimo. Sara interessante vedere se il Pd continuerà a fare muro oppure se cederà alle pressioni della altre forze politiche. Con buona pace di Viale Mazzini.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/vigilanza-rai-il-pd-isolato-vuol-fare-melina-su-gabanelli/

Oggi 15 settembre il Pd ha scritto un’altra vergognosa pagina della storia italiana – Non è bastata nè la crisi, nè la caduta di due governi, nè il vaffanculo generale al referendum del 4 dicembre per impedire che mettessero le mani sulle loro pensione d’oro!

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Oggi 15 settembre il Pd ha scritto un’altra vergognosa pagina della storia italiana – Non è bastata nè la crisi, nè la caduta di due governi, nè il vaffanculo generale al referendum del 4 dicembre per impedire che mettessero le mani sulle loro pensione d’oro!

Alla fine ci sono riusciti.

Non è bastata nè la crisi, nè la caduta di due governi, nè il vaffanculo generale del popolo al referendum del 4 dicembre per impedire che si intascassero la pensione.

Il 15 settembre è arrivato e ora i parlamentari potranno mettersi l’anima in pace, alla faccia di 9 milioni di italiani che vivono in povertà.

Riportiamo di seguito il post di denuncia del M5S:

Beh, non è affatto male prendere una pensione da quasi mille euro già a 65 anni e dopo appena cinque di lavoro in Parlamento. Oppure circa 1500 euro puliti puliti, addirittura a partire dai 60 anni, per chi ha fatto soltanto due legislature.

Complimenti a voi che potrete andarvi a godere il gruzzoletto in qualche buen retiro. Magari in una baita di montagna con camino e pantofole o in una casetta con amaca davanti al mare. Non parliamo poi dei vostri (ex) colleghi più anziani che hanno già maturato il vitalizio “old style” e che si beccano 2, 3, 5 o 7mila euro al mese, avendo fatto magari un solo giorno in Parlamento.
Loro sono dei dinosauri, anzi dei tirannosauri del privilegio parlamentare. Voi, invece, siete solo dei più modesti velociraptor che da domani si prenderanno il malloppo e scapperanno via.

Certo, il MoVimento 5 Stelle si avvicina al governo e voi siete una razza in via di estinzione. Ci stiamo per abbattere su di voi come un asteroide e siete destinati a fare proprio la fine dei dinosauri. Intanto, per adesso, ce l’avete fatta. Complimenti. Avete maturato il diritto a occupare la vostra nuvoletta nel paradiso della casta. Mentre molti italiani sono stati scaraventati all’inferno dalla riforma Fornero e altri si arrabattano in purgatorio.

Avete davanti a voi anni d’argento in agio e serenità. E noi, che in fondo vi vogliamo (quasi) bene, ci teniamo a contribuire al vostro relax e divertimento con un gentile cadeau. Ecco, dunque, la “pensione enigmistica” (SCARICALA SUBITO: Formato A4 o Formato A3) da risolvere su una bella sedia a dondolo con il gatto che fa le fusa sulle gambe. O su un bel patio vista oceano alle Canarie.

Andate pure. E lasciateci rimettere in sesto questo Paese.”

tratto da: https://www.silenziefalsita.it/2017/09/15/oggi-15-settembre-il-pd-ha-scritto-unaltra-vergognosa-pagina-della-storia-italiana/