Manifestazione di Macerata, Gino Strada: “Le Istituzioni non fanno un cazzo”

 

Gino Strada

 

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Manifestazione di  Macerata, Gino Strada: “Le Istituzioni non fanno un cazzo”

“Rifiuto del terrorismo, della violenza, della guerra, del fascismo e delle cultura della paura che sta dilagando in Italia” “Rifiuto del terrorismo, rifiuto della violenza, rifiuto della guerra, riçuto del fascismo e il rifiuto di questa specie di cultura della violenza e della paura che sta dilagando in Italia”, con queste parole il fondatore di Emergency, Gino Strada, spiega all’agenzia “Dire” i motivi della sua partecipazione al corteo antifascista e pacifico che si è svolto ieri a Macerata. E sul fatto che le istituzioni stiano sottovalutando o meno il ritorno dell’estrema destra, Strada aggiunge: “Assolutamente sì”. Quindi perentorio conclude: “Non è sottovalutazione, non fanno un cazzo!”.

MACERATA, CHIUSE LA MAGGIOR PARTE DELLE ATTIVITÀ DEL CENTRO

Città Blindata e deserta. Le scuole e l’Università sono chiuse. E all’ora di pranzo anche la maggior parte dei negozi e delle attività ha abbassato le serrande. Non le riaprirà nel pomeriggio. Percorrendo la strada che da Corso Garibaldi porta a piazza della Libertà, in pieno centro storico, si incontrano pochissime persone. Perlopiù poliziotti e carabinieri che presidiano un territorio spaventato. Diversi commercianti ed esercenti hanno coperto le vetrate con dei pannelli per paura che il corto antifascista, che passerà all’esterno delle mura del centro, possa generare atti vandalici. “Stiamo chiudendo per paura della manifestazione- spiega alla Dire, Paolo, titolare della ‘Tazza Ladra’ in piazza Annessione-. Ho paura che ci possano essere dei tafferugli”. Come lui hanno fatto tanti altri. “Eravamo tutti d’accordissimo con il sindaco: la manifestazione non andava fatta- continua Paolo-. Non avremmo assolutamente voluto perché già una settimana fa abbiamo subito uno choc enorme. Oggi tornare ad avere paura non era il proprio caso. Non perché Macerata non è una città antifascista. Abbiamo sempre dimostrato di essere antifascisti. Ma è troppo presto, troppo a ridosso di quello che è accaduto. E in più non credo ci sia bisogno di dimostrare nulla perché lo abbiamo sempre dimostrato”.

 

CIVATI: SÌ A CORTEI ANTIFASCISTI SE SPARA UN FASCISTA

“Finora è andato tutto come doveva andare e l’auspicio è che si possano fare le manifestazioni antifasciste quando c’è un fascista che spara per strada”, così Pippo Civati (Leu) commenta all’agenzia Dire il corteo al quale ha preso parte ieri a Macerata. Quindi spiega il senso della sua convinta partecipazione: “Mi sto battendo perché si capisca che questa è una manifestazione che inevitabilmente è diventata di parte ma che poteva essere interpretata da tutte le forze politiche. Negli altri Paesi quando succede quel che è successo a Macerata, sono tutti impegnati con una testimonianza diretta: Presidenza della Repubblica, Governo e Camere. Da noi invece è diventata una questione di dibattito e secondo me questo è il primo errore. Il mio non è un appello polemico- precisa Civati- ma è un appello alla responsabilità”. Quindi sul fatto che a fine febbraio a Roma ci sarà la manifestazione nazionale, Civati scandisce la consecutio temporum del suo pensiero: “Lì ci saranno tutti, ma è chiaro che la manifestazione era questa. Senza essere provocatorio, ma è oggi, in questi giorni, in questa settimana che la politica doveva dare una risposta. Tutta la politica”. Chi non ha partecipato vuol dire che sottovaluta il problema? -gli viene chiesto-. “Il fascismo non torna con le stesse sembianze di 100 anni fa, torna con alcuni riflessi che vanno interpretati e contrastati”

Lo sfogo di Gino Strada: “Siamo governati da un parlamento di delinquenti che delinquono contro la Costituzione!

 

Gino Strada

 

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Lo sfogo di Gino Strada: “Siamo governati da un parlamento di delinquenti che delinquono contro la Costituzione!

Gino strada attacca duramente quelli che definisce “delinquenti politici”

Il fondatore e direttore esecutivo di Emergency Gino Strada non intende andare a votare. “Vedrò quel giorno cosa avrò da fare”, risponde all’ex magistrato Gherardo Colombo che gli consiglia almeno la scheda bianca. Tra i relatori di un incontro sulla Costituzione organizzato a Milano da Libertà e Giustizia e dal gruppo consiliare Milano in Comune, Strada ha parlato dell’articolo 11 della Costituzione, “L’Italia ripudia la guerra”, disatteso da governi di ogni colore. “E il prossimo non sarà diverso. Il ripudio alla guerra non c’è nei programmi di questa campagna elettorale: non posso votare chi non mi garantisce questo impegno”. E alla platea di Palazzo Marino spiega: “Siamo in guerra ininterrottamente dal 1999, dal governo D’Alema con l’ex Jugoslavia. E non cambierà nulla nemmeno col prossimo governo”

Siamo governati da un parlamento di delinquenti che delinquono contro la Costituzione, impuniti, urla Gino Strada…

Guarda il video QUI

Un commento:

Leggere la dichiarazione di Gino Strada a proposito dei “delinquenti” che ci governano contro la nostra Costituzione è stato come respirare aria pulita dopo essere stati chiusi per una notte intera a respirare scarichi d’auto tedesche nei loro capannoni creati a proposito. In realtà è stato anche qualcosa di più. Dopo mesi e mesi di imbonitori televisivi e giornalistici “interessati” che predicano urbi et orbi senza vergogna alcuna le ragioni “nobili” dettate dalla necessità dei loro editori “impuri” di preservare i loro interessi, ascoltare la voce di uno spirito che è anche un modello etico importante è equivalso a dirci: ma allora c’è qualcun altro che la vede come noi? Allora non siamo soli?!

Non è una questione da poco in un periodo storico in cui ci hanno tolto con forza ogni punto di riferimento, anche e soprattutto intellettuale, davvero valido. In un periodo in cui i “filosofi” sono quattro piazzisti del peggior sentire pseudo-politico che svendono i loro credo al committente che li affascina di più, che fanno bandiera di una ignoranza del tempo in cui vivono che fa paura; in un tempo in cui gli “scrittori” sono figli ignobili di Barbara Cartland, perché meglio raccontare qualche sega in salsa pseudo-sentimentale che metterci la faccia, impegnarsi politicamente e civilmente, arrischiare la propria cattedra o poltrona: vuoi mettere un’ospitata trendy da Formigli?… In un tempo così moralmente e politicamente, civilmente degradato fa insomma davvero piacere sentire le ragioni di una voce libera, seria, pulita, indipendente.

Gino Strada è sicuramente un personaggio che rientra con ogni merito tra le sparute schiere degli uomini liberi, seri, puliti, indipendenti, ed è pure un altro di quei tanti personaggi di sinistra, di una sinistra vera (ricordo a questo proposito lo stesso Dario Fo), che io ho mal giudicato in passato. Non so perché ma ha dispetto del suo impegno sul campo, di tutto il suo lavoro, non riuscivo a fare mio il profondo messaggio che lanciava il suo spirito. Sbagliavo, naturalmente, e non è stata la prima volta. Ma sempre meglio accorgersi dei propri errori e tentare di correggerli in un qualsiasi tempo che proseguire sulla via dannata senza mai fermarsi a pensare.

In realtà c’è solo una cosa su cui dissento da Strada: bisogna andare a votare! Il 4 marzo chi può deve andare a votare perché quei “delinquenti” citati dal fondatore di Emergency confidano proprio sull’indifferenza popolare per continuare a fare i loro sporchi interessi che non hanno mai coinciso e non coincideranno mai con gli interessi del Paese. Il 4 marzo bisogna insomma scendere come torme nei luoghi in cui si vota, schierarsi a gran voce contro questi personaggi e soprattutto dobbiamo fare in modo di riprenderci la sovranità che non appartiene né alla UE, né  a Merkel, né al Financial Times, né a Berlusconi o De Benedetti, o ai loro scagnozzi pagati per svilirci e insultarci anche come comunità, ma solamente al popolo italiano. A nessun altro! Proprio come la Costituzione!

 

Gino Strada senza peli sulla lingua: “Parlamento pieno di papponi, pedofili e condannati” !!

 

Gino Strada

 

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Gino Strada senza peli sulla lingua: “Parlamento pieno di papponi, pedofili e condannati” !!

 

Ricordiamo la storica intervista a Il Fatto Quotidiano del 2013, quando Gino Strada con il garbo e la cortesia che lo contraddistingue, disse tutto quello che pensava sul nostro Parlamento.

All’epoca grossa parte degli Italiani fu con lui.

Ad oggi nulla è cambiato. Anzi, sembra impossibile, ma le cose sono ancora peggiorate… E soprattutto non è cambiato il fatto che gli Italiani stanno dalla parte di Gino Strada!

Gino Strada all’attacco: “Parlamento pieno di papponi, pedofili e condannati”

Il fondatore di Emergency in un’intervista al Fatto attacca le istituzioni e scarica Grillo: “Il mio nome per il Quirinale era una provocazione, non penso che il M5S cambi le cose”. E ammette: “Non ho votato per loro semplicemente perché non voto da 35 anni, non voterò mai chi non mi garantisce che non mi porti in guerra”.

Per lui il parlamento è “un luogo inutile pieno di condannati, papponi e pedofili“. E’ la bordata che il fondatore di Emergency Gino Strada lancia alle istituzioni. In un’intervista al Fatto Quotidiano il chirurgo-pacifista è un fiume in piena e ne ha per tutti.

E Gino Strada non risparmia neanche Beppe Grillo: “Lui mi ha candidato al Colle. Ma era una proposta-provocazione. Il presidente lo eleggono i grandi elettori e dentro il parlamento ci sono condannati, papponi e pedofili”. Insomma Strada non ha mai preso sul serio la sua candidatura al Colle si dice deluso dal Movimento Cinque Stelle: “Il M5S è stato un segnale forte per i signori della politica. Non sono però ottimista sul fatto che le cose cambieranno. Bisogna parlare di valori, più delle coglionate dei politici”.

Intanto il fondatore di Emergency da un lato critica il palazzo ma dall’altra invece “sogna” la poltrona da ministro. Vorrebbe il dicastero della sanità: “Se me lo chiedessero seriamente lo farei. Il mio programma è questo: fuori il profitto dalla sanità, nessun soldo pubblico deve più finire nelle tasche del privato”.

Il Movimento Cinque Stelle lo ha già scaricato da tempo e non ha nemmeno votato per il partito di Grillo: “Non voto da 35 anni. Non voterò mai chi non mi garantisce che non mi porti in guerra. A me basta la mia coscienza civile. Stiamo costruendo un Paese privato non una Repubblica. Abbiamo la Costituzione più grottesca del mondo. Siamo in una giungla“. Insomma per Strada Grillo ha fallito e la rivoluzione lui l’attende ancora dalla sinistra: “La parola sinistra è stata stuprata. Bisogna cambiare parola”.

 

tratto da: https://myrebellion.blog/2017/05/02/gino-strada-senza-peli-sulla-lingua-parlamento-pieno-di-papponi-pedofili-e-condannati/

ATTENZIONE – ATTIMI DI TERRORE IN PARLAMENTO: un folle (tale Di Maio Luigi) semina il panico minacciando i presenti con parole agghiaccianti: “Banche, risarcite i risparmiatori tagliandovi lo stipendio parlamentare”

Di Maio

 

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ATTENZIONE – ATTIMI DI TERRORE IN PARLAMENTO: un folle (tale Di Maio Luigi) semina il panico minacciando i presenti con parole agghiaccianti: “Banche, risarcite i risparmiatori tagliandovi lo stipendio parlamentare”

Banche, Di Maio attacca: “Risarcite i risparmiatori tagliandovi lo stipendio parlamentare”

“Nessun parlamentare del Pd, di Forza Italia e della Lega può sentirsi innocente di fronte a questo disastro sociale ed economico”, scrive il candidato premier del MoVimento 5 Stelle sul blog di Grillo.

Non accenna a placarsi il polverone sollevato dall’audizione in Commissione Banche del presidente Consob Giuseppe Vegas, che ha confermato di aver più volte incontrato l’allora ministro per i Rapporti col Parlamento Maria Elena Boschi per parlare anche delle crisi degli istituti di credito, fra cui Banca Etruria. Il MoVimento 5 Stelle, infatti, continua a chiedere le dimissioni dell’attuale sottosegretario del Governo Gentiloni e attacca ancora a tutto campo il Partito Democratico e la maggioranza per la gestione delle crisi bancarie degli ultimi anni.

È Luigi Di Maio ad alzare il tiro, con due lunghi post pubblicati sul blog di Beppe Grillo nei quali affronta la questione e spara a zero sul PD e non solo. “Il Pd ufficialmente sta difendendo la Boschi a spada tratta, a costo di disintegrarsi completamente”, spiega Di Maio, coinvolgendo anche il Presidente del Consiglio in carica e il segretario del PD: “Addirittura Gentiloni, anziché chiedere un passo indietro, è accorso in sua difesa. Pur di coprire lo scandalo, Renzi si è schierato contro il taglio delle pensioni d’oro, che lui stesso proponeva qualche anno fa. Questo è incomprensibile, non solo a me, ma anche a molti insospettabili del Pd che come leggiamo sui giornali si lasciano andare a sfoghi e perplessità”.

La lettura del candidato premier del M5s è chiara: ci sono responsabilità chiare e condivise delle varie forze politiche, ma non c’è ancora nessuno che si prenda la responsabilità di “raccontare la verità agli italiani”:

C’è un filo rosso che lega Etruria, la Boschi, le banche venete, Verdini, Berlusconi e il patto del nazareno che va avanti manifesto o occulto da quasi 4 anni e che si protrarrà nella prossima legislatura? Migliaia di risparmiatori truffati, conflitti d’interesse, opacità a non finire. Pd e Forza Italia in questa legislatura hanno fatto i loro comodi sulla pelle dei risparmiatori ed è quello che vogliono continuare a fare anche dopo il 4 marzo. Non siete stufi? Perchè non ci raccontano la verità e chi ha sbagliato paga?

Oggi voglio rivolgere un appello a tutti gli esponenti attuali e passati del Pd: se qualcuno di voi sa, allora parli! Chi dovrebbe curarsi della cosa pubblica passa il tempo a difendere indifendibili da evidenti conflitti d’interesse, questo non è più tollerabile. Parlate per favore! Tutti siamo pronti ad ascoltarvi. Parlate per favore! I cittadini hanno il diritto di sapere. Parlate per favore! Chi starà zitto pur sapendo, sarà ritenuto parte di questo scandalo.

tratto da: https://www.fanpage.it/banche-di-maio-attacca-risarcite-i-risparmiatori-tagliandovi-lo-stipendio-parlamentare/

Battiato: “Dissi ‘troie in Parlamento’ e mi cacciarono, ma il tempo è galantuomo” – grande intervista a FRANCO BATTIATO

Battiato

 

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Battiato: “Dissi ‘troie in Parlamento’ e mi cacciarono, ma il tempo è galantuomo” – grande intervista a FRANCO BATTIATO

Franco Battiato torna a farsi sentire, e lo fa a suo modo. Gli scandali che in questi giorni stanno scoppiando in Sicilia, sembrano confermare le sue parole. A proposito dell’inchiesta su viaggi ed escort pagati con fondi Ue destinati ai disoccupati siciliani, ecco il pensiero di Battiato intervistato dal Fatto:

Mi hanno accusato di misoginìa, ma l’hanno fatto in evidente malafede. Io non ce l’ho con le prostitute. Non riconosco proprio il genere come categoria. Per me maschile, femminile e animale nuotano nello stesso insieme. Qui il fatto grave e inaccettabile è che la escort vanno in Parlamento, diventano politici e usano i soldi con cui paghiamo le tasse. Ma ripeto, le ragazze non hanno colpe.

I frustrati che le vendono al mercato, invece sì. Sono dappertutto, è incredibile, come il cacio sui maccheroni. A Bruxelles parlai anche di Lusi. Non c’è uno che l’abbia scritto. Tutti a sparare sul dito, mentre indicavo la luna. Domina l’ipocrisia. Non sarebbe più facile dichiarare che la tassa occulta per le escort è una specie di Imu aggiuntiva? In fondo nell’interpretazione di questi signori, la donna è solo una merce di scambio.

Il 26 marzo scorso durante un’audizione al Parlamento europeo l’allora assessore al Turismo della Regione Sicilia parlò di “prostitute disposte a tutto nella politica italiana”. Il governatore Crocetta chiese e ottenne le dimissioni sostituendolo con la sua segretaria particolare. Ora, dopo lo scandalo a base di escort e regalie – il cosiddetto “sistema Giacchetto – il cantautore si prende una rivincita: “Bastava saper aspettare”

Arresti, furti di denaro pubblico e donne barattate, sostiene Battiato: “Come cammelli in un suk”. Dalla stretta grondaia dell’“illustre e onorata società”, l’ex assessore al Turismo della giunta Crocetta in Sicilia è evaso con un paio d’ali. Il foglio di via, una frase pronunciata a Bruxelles a marzo e ritagliata a margine di un lungo ragionamento sui percorsi culturali: “Queste troie che si trovano in Parlamento farebbero qualsiasi cosa, dovrebbero aprire un casino”. La puntuale riprovazione ipocrita dell’intero arco costituzionale, governatore in testa, la controfirma all’espulsione. Ora che in meno di 90 giorni il decreto Battiato è diventato legge e nell’isola i finanzieri scardinano la trasversale impalcatura di escort e regalìe, l’asceta di Milo non si aspetta scuse terrene: “Questo Paese è una barzelletta, Il tempo è stato galantuomo, ma sei onesto e dici la verità non c’è smentita possibile. A poco a poco cadono le maschere. Dopo i 30 anni ognuno ha la faccia che si merita e la farina, come si dice, va in crusca”.

È andata in crusca, in effetti.
Avevano deciso di farmi fuori ben prima di Bruxelles. Ma non importa. È una storia chiusa. Come dicono i francesi: “Je m’en fous, ça ne me dérange pas”. Al potere piace travestire i sudditi da idioti, ma gli italiani non sono scemi. Hanno già visto tutto, compreso ogni cosa. Non le nascondo che da allora non posso più andare in giro. Il musicista Battiato è passato in terz’ordine, mi fanno dei complimenti che non ho mai avuto in vita mia.

Nel cacciarla dalla Regione, destra, sinistra e centro dissero che ce l’aveva con le donne. Boldrini, Grasso, Fornero, mezzo parlamentino siciliano. Santanchè, anche: “Ignoranza becera senza confini”.
L’elegantissima cantrice del “lui ci vuole tutte in orizzontale, ma io non gliela do”? Donna di rara finezza, sì. Mi hanno accusato di misogìnia, ma l’hanno fatto in evidente malafede. Io non ce l’ho con le prostitute. Non riconosco proprio il genere come categoria. Per me maschile, femminile e animale nuotano nello stesso insieme. Qui il fatto grave e inaccettabile è che le escort vanno in Parlamento, diventano politici e usano i soldi con cui paghiamo le tasse. Ma ripeto, le ragazze non hanno colpe. I frustrati che le vendono al mercato, invece sì. Sono dappertutto, è incredibile, come il cacio sui maccheroni. A Bruxelles parlai anche di Lusi. Non c’è uno che l’abbia scritto. Tutti a sparare sul dito, mentre indicavo la luna. Domina l’ipocrisia. Non sarebbe più facile dichiarare che la tassa occulta per le escort è una specie di Imu aggiuntiva? In fondo, nell’interpretazione di questi signori, la donna è solo una merce di scambio.

L’idea del mercimonio è antichissima.
Ricorda Bandiera bianca? “Siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro”. Finché in Parlamento rimarranno 100 deputati funzionali al mantenimento dello status quo, non gireremo pagina. Prenda il governo Letta. Fa venire il dubbio che gli ultimi 20 anni di barricate siano stati una finzione. Che se certi uccellini non avessero avvisato al momento giusto Berlusconi, anche gli Scilipoti e i Razzi non avrebbero avuto un loro ruolo.

Se Berlusconi viene interdetto, il Pdl lascerà il Parlamento.
Oggi ho sentito distrattamente uno scemo che lo sosteneva. Robe da matti. Farse terribili. Forza, andate via. Magari lo facessero davvero.

Lei rifarebbe l’assessore?
Non lo volevo fare neanche prima. Dissi “vengo a patto che non debba dialogare con i politici e possa confrontarmi con le intelligenze”. Crocetta insistette. È finita come è finita. Diciamo che lui non era il rivoluzionario che mi aspettavo e io ero quello che sono sempre stato.

Si dice si sia pentito e abbia provato a organizzare una carrambata pacificatoria a uso e consumo delle telecamere.
E questo come l’ha saputo? Lui continua a dire con un certo coraggio a chiunque, alle Iene l’ultima volta, 10 giorni fa, che i nostri rapporti sono splendidi e ci sentiamo spessissimo. Non ci parliamo da mesi.

Antidoti all’orrore?
Seguire la propria coscienza. Sono un fan di Jack Sarfatti, uno studioso che la mette al centro della sua ricerca. Che ce ne facciamo di una fisica quantistica che ignora l’amore e il cervello? Se non sei in grado di individuare i pensieri di un uomo, è meglio che tu faccia il geometra.

Dell’uomo nuovo del suo ultimo disco però non c’è ancora traccia.
Ma è pieno di gente in gamba, consapevole. Giorni fa ero a Roma, avrò preso il taxi 20 volte. Non c’è stato conducente che non mi abbia rivelato il desiderio di buttare Alemanno nel Tevere. Ovviamente è una metafora, non vorrei che l’ex sindaco si risentisse. (Sorride)

E il caos dei grillini?
Li ho incontrati. Entusiasti, volevano devolverci i loro stipendi, mi sono piaciuti. Ma, purtroppo, mi pare stia franando tutto perché i lupi romani, felici, approfittano dell’ingenuità naïf per sbranarne le ragioni.

fonte: http://siamolagente2016.blogspot.it/2017/03/battiato-dissi-troie-in-parlamento-e-mi.html

Scusate, ma non dovevano abolire i vitalizi? Hanno così “tanto da fare” che sono riusciti perfino a rispolverare la questione dell’Inno di Mameli, vecchia di 70 anni. Ma dei vitalizi non se ne parla più!

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Scusate, ma non dovevano abolire i vitalizi? Hanno così “tanto da fare” che sono riusciti perfino a rispolverare la questione dell’Inno di Mameli, vecchia di 70 anni. Ma dei vitalizi non se ne parla più!

Il Pd pensa all’Inno di Mameli, ma dei vitalizi non se ne parla più

La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali del 2018 ha lasciato tutti amareggiati, non di meno i politici del Pd, i quali hanno ben pensato di riconoscere il “Canto degli italiani” di Mameli come l’inno ufficiale della Repubblica.

È stato provvisorio per 71 anni, ma pur di rallentare e sotterrare il decreto che abolisce i vitalizi dei parlamentari all’ordine del giorno, si è trovato subito il tempo necessario all’approvazione dell’inno di Mameli.

Era lo scorso 25 Luglio, quando Renzi sbatteva in faccia ai 5 Stelle il voto alla Camera che aboliva i vitalizi dei parlamentari, ma da quel momento in realtà niente di fatto è stato portato a conclusione.

La norma è bloccata in Commissione Affari Costituzionali, in attesa di passare al vaglio 224 emendamenti presentati dagli accaniti oppositori, diversi di matrice Pd, 49 del solo Ugo Sposetti, ex tesoriere Ds. Inutile la presentazione da parte dei pentastellati di una richiesta di procedura d’urgenza per accelerare l’iter legislativo, la cui proposta è stata miseramente rifiutata.

Vito Crimi, senatore 5 Stelle e membro della Commissione Affari Costituzionali, rivela: “Per votare i 224 emendamenti presentati basterebbero due giornate di lavoro. Ricordo che la Boccadutri venne votata in Commissione in tre ore. Ma lì si trattava di salvare i soldi dei partiti, qui invece si tratta di togliere soldi ai politici”. Una prova che il bicameralismo perfetto funziona in maniera efficiente quando c’è la volontà dei politici: il decreto, portato al Senato il 10 settembre, diventa legge il 14 ottobre, sbloccando i 45,5 milioni di fondi ai partiti. Un batter d’occhio, se paragonato al tempo richiesto per la norma sui vitalizi.

Che non sia più una priorità lo si deduce anche dai temi affrontati nell’ultima direzione di partito del Pd, in cui si parla di Ius soli e biotestamento, ma dei vitalizi manco l’ombra, sebbene fosse all’ordine del giorno.

E se i parlamentari in questione si difendono imbarazzati a queste accuse, il leader della Lega, Matteo Salvini, attacca nel web: “Per il Pd è più urgente approvare lo Ius Soli rispetto al taglio degli spropositati vitalizi parlamentari. Ma certa gente non conosce la vergogna?”.

 

tratto da: https://www.silenziefalsita.it/2017/11/19/vitalizi/

La denuncia della scienziata Elena Cattaneo: “Troppi ignoranti siedono in Parlamento”…!

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La denuncia della scienziata Elena Cattaneo: “Troppi ignoranti siedono in Parlamento”…!

Elena Cattaneo: “Per molti politici non c’è differenza tra ciarlatani e medicina”

Vaccini, Ogm, Stamina. Non è l’Italia ad essere oscurantista, ma la politica a dar retta alle spinte meno serie della gente. E i media non aiutano

La rivista “Nature” l’ha salutata con un “Brava Elena”, attribuendole, giustamente, la vittoria nell’affaire Stamina.
Ma Elena Cattaneo è molto di più. Scienziata dell’Università di Milano, seduta su una pila di riconoscimenti internazionali, è stata nominata da Giorgio Napolitano senatore a vita. Ed è convinta che educare la politica alla scienza sia la mossa vincente. Ma non solo.Caso Stamina, sperimentazione animale. Ma non solo. Spesso gli orientamenti degli italiani vanno contro i risultati della scienza. Perché secondo lei?
Benchè gli italiani, come tutti, siano immersi ed indissolubilmente legati a quanto conseguito dalla scienza, succede che venga vissuta, paradossalmente, come poco accessibile e poco vicina al sentire dei cittadini. Per un verso gli scienziati dovrebbero fare di più per spiegare non tanto i risultati ma la fatica, il coraggio, i fallimenti e raccontare come le conquiste scientifiche sono di tutti e per tutti.Anche i media hanno la responsabilità di fare da cinghia di trasmissione dei fatti. Spesso, invece, tra semplificazione del messaggio e ricerca del clamore si tradisce il significato ed il portato della “nuova conoscenza”. Spesso scienziati e media comunicano il “risultato”, il “prodotto” trascurando il processo, il percorso che ha condotto a quel risultato.

Così i cittadini sono privati della consapevolezza necessaria per comprendere che una cura, ad esempio, non è “un coniglio che esce dal cilindro”. Nello stesso tempo li si priva anche della grande opportunità formativa e costruttiva che il metodo scientifico porta con sé per chiunque vi si accosti. Così gli italiani non percepiscono “veramente” cosa significhi fare scienza e quale straordinario strumento sia per appurare la realtà, ogni giorno, al meglio della nostra possibilità.

Se ne parla poco sui media. Pochissimo in TV. Si predilige una comunicazione fatta di “narrazioni umorali” anche quando si trattano temi che obbligherebbero ad ancorarsi ai fatti, a ciò che è stato verificato. Quindi, se è ovvio che la scienza non possa che dire come stanno le cose, anche quando è doloroso, i ciarlatani, al contrario, promettono miracoli (che ogni volta si dissolvono nel nulla).

Questo rende la scienza debole, a prima vista, agli occhi di un pubblico che ha una dieta mediatica composta essenzialmente di grandi miracoli o grandi catastrofi. Invece, i Paesi in cui i cittadini sanno cosa sia la scienza hanno grandi vantaggi, prima di tutto il prezioso strumento di comprendere che il metodo scientifico, nelle condizione date, è l’unico strumento che consente di appurare al meglio i fatti dell’oggi, coltivando fiducia nel domani.

fonte: http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/03/30/news/troppi-ignoranti-in-parlamento-parla-la-scienziata-elena-cattaneo-1.206205?ref=fbpr
tramite: https://myrebellion.blog/2017/04/19/la-denuncia-della-scienziata-elena-cattaneo-troppi-ignoranti-siedono-in-parlamento/

Ferie dei politici: 80 giorni all’anno! Oltre tutta una serie privilegi e trucchetti. La domanda sorge spontanea: ma quando cazzo lavorano?

 

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Ferie dei politici: 80 giorni all’anno! Oltre tutta una serie privilegi e trucchetti. La domanda sorge spontanea: ma quando cazzo lavorano?

Politici italiani tutti al mare, iniziano le ferie estive: quasi 40 giorni di Onorevole vacanza. Tutto fermo fino al 12 settembre. Bella la vita del parlamentare.

Ferie dei politici: Agosto parlamento mio non ti conosco

Ultimi giorni di “lavoro” alla Camera dei deputati che chiuderà serranda venerdì prossimo, 4 agosto, per riaprirli il 12 settembre: 39 giorni di stop. Il Senato, invece, chiude ancora prima, domani sera o al massimo giovedì mattina 3 agosto, per riprendere anch’esso martedì 12. La stessa cosa fanno gli europarlamentari: l’aula di Strasburgo chiude oggi, primo agosto, e riaprirà in seduta plenaria il 15 settembre.

Il politico in ferie tutto l’anno

Ma le ferie dei politici non si consumano solo in estate. Oltre alle vacanze estive, infatti, i nostri parlamentari onorano e santificano ogni festività. Nel 2017 il Palazzo della Casta è rimasto chiuso 18 giorni a Natale e 16 a Pasqua. Ovviamente aggiungiamoci pure qualche ponte comandato. Se poi contiamo anche gli altri giorni in cui l’Aula è rimasta inattiva, si può vedere come dall’inizio dell’anno l’assemblea di Montecitorio è rimasta ferma 82 giorni e quella di Palazzo Madama 77. Sembra un sogno e invece non lo è. Capito, italiani?

Parlamentari furbetti: Anche quando c’è da lavorare si danno malati

Dall’inizio dell’anno i deputati hanno lavorato una media di 4,4 ore al giorno, mentre i senatori 2,5. Questo naturalmente se diamo per scontato che deputati e senatori siano stati tutti presenti a ogni seduta, fatto che non accade mai. A Montecitorio, infatti, la media delle assenze durante i lavori d’aula è il 21,7%, in Senato invece è del 17,5. Le ferie dei politici sono come i rotoloni Regina, non finiscono mai.

Ma quando lavorano i nostri politici?

Non c’è crisi che tenga, il politico alle ferie non può rinunciare. Del resto, l’Italia ha piccoli problemi. Tutto può aspettare, fa troppo caldo per lavorare. Una vergogna italiana che si ripete ogni anno.

Buone vacanze Onorevoli. Per una volta andate in ferie e non tornate mai più.

Chi ha fatto una settimana in Parlamento, chi neanche una seduta d’aula: i vitalizi più folli che queste carogne fanno pagare a NOI…!!

 

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Chi ha fatto una settimana in Parlamento, chi neanche una seduta d’aula: i vitalizi più folli che queste carogne fanno pagare a NOI…!!

L’ultima volta che qualcuno gli ha chiesto conto degli oltre duemila euro di vitalizio che percepisce per aver fatto una settimana in Parlamento, l’ex radicale Angelo Pezzana è stato colto da un raptus d’ira e ha preso a spintoni il povero inviato delle Iene.

«Basta, che dovevo dire di no quando tutti dicevano di si?». L’ex collega Piero Craveri, il nipote di Benedetto Croce che in Senato non ha registrato nemmeno una presenza quando ci è entrato nel 1987, si è limitato a un «ma è la legge, vergognatevi voi», quando è stato punto da la Zanzara su quell’assegno che gli ha permesso di incassare finora oltre 500mila euro.

Comunque briciole, se si pensa che quando il radicale varcava, si fa per dire, Palazzo Madama, Claudia Colombo aveva appena 15 anni ma oggi, che ne ha 41, è già titolare di un vitalizio da 5.100 euro.

Guai a chiamarla però baby pensionata, semmai il copyright ufficialmente sdoganato è «miss vitalizio»: la sua carriera è iniziata da giovanissima, eletta 21enne per la prima volta in consiglio regionale della Sardegna e nel 2009 ne era già presidente, fino al 2014.

Sono solo alcuni dei privilegi e paradossi, viventi o ereditati, che spuntano nel calderone da 2.600 vitalizi che Camera e Senato elargiscono agli ex parlamentari insieme ai 3.538 assegni erogati dalle Regioni ai loro vecchi inquilini.

Per tutte, autonome e non che siano, di speciale c’è un trattamento previdenziale per ex consiglieri e famiglie che costa complessivamente 150 milioni all’anno e nonostante le abrogazioni approvate nelle attuali legislature sull’onda dell’indignazione, la tagliola della retroattività ha risparmiato 1.600 pensionati.

Il record di assegni è della Sardegna, che nel 2015 ne ha erogati 236 diretti, eppure la sua unica sforbiciata è stata rinunciare all’adeguamento dei vitalizi all’Istat. La Sicilia, che ha festeggiato a maggio i settant’anni dalla prima Assemblea regionale ogni mese fa i conti con 307 assegni da firmare a ex deputati e loro eredi, per un totale di 17 milioni di euro l’anno.

Qui, al settantenne Salvatore Caltagirone sono bastati soli tre mesi e cinque presenze nel parlamentino per percepire oggi tremila euro al mese, e ogni volta è costretto a precisare che «comunque sono 2mila netti».

Sono passati 40 anni invece dalla morte del padre Natale, messinese che nel 1947 si candidò col Partito Monarchico, ma da allora la figlia Anna Maria Cacciola percepisce per i 4 anni in Parlamento del babbo un vitalizio da oltre duemila euro al mese.

Non esattamente un caso limite, visto che con lei sono 117 gli onorevoli eredi per cui l’isola autonoma sborsa 557mila euro al mese per gli assegni di reversibilità. Tra cui spicca quello di Anna Manasseri, vedova di Vincenzo Leanza: 9.200 al mese da 14 anni, ha rivelato Repubblica.

Ma da Nord a Sud, nel grande buco nero per le casse dello Stato da ascrivere alla voce reversibilità dei politici, ci sono i parenti di 1.076 ex parlamentari, quelli di 61 ex consiglieri regionali lombardi, di 49 pugliesi, di 42 ex consiglieri toscani, di 30 del Molise, di 41 ex consiglieri dell’Abruzzo, di 25 ex consiglieri della Valle d’Aosta, di 57 ex consiglieri della Campania, di 21 ex consiglieri della Basilicata.

Proprio nella «povera Basilicata», dove un giovane lucano su due è disoccupato, lo stesso consiglio regionale che ha abolito i vitalizi, ora consentirà agli ex colleghi di compensare in 90 giorni i contributi necessari per intascare a 65 anni 1.750 euro al mese. Non si parli di blitz: la maggioranza Pd ha precisato che «tutto legittimo, anzi è una norma più stringente».

Quando un solo assegno non basta, accade anche che le reversibilità si sdoppino. Come per l’ottantenne Giampiero Svevo finito suo malgrado tra i Vampiri del libro di Mario Giordano, visto che da 7 anni incassa le due pensioni della moglie Maria Paola Colombo, che fu senatrice per tre legislature e consigliere regionale: «Una carriera brillante, dalla quale sono scaturiti i due vitalizi, che dopo la sua morte sono diventati, per l’appunto, due vitalizi con reversibilità a vantaggio del signor Giampiero».

Emolumenti e cariche elettive si sommano nel conto in banca anche di «rottamati» dall’era renziana come Vladimiro Crisafulli, a cui il Pd ha impedito la candidatura nelle liste nel 2013: si consola con l’assegno dell’Ars da 6mila, a cui aggiunge quello del Senato da 2.698 euro.

Fonte: Qui

Ancora sotto accusa per associazione a delinquere, è appena uscito dal carcere, ma per lui si spalancano le porte del Parlamento… W L’ITALIA…!!!

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Ancora sotto accusa per associazione a delinquere, è appena uscito dal carcere, ma per lui si spalancano le porte del Parlamento… W L’ITALIA…!!!

Laboccetta torna alla Camera 6 mesi dopo il carcere: “Sofferenza finita”. Per i pm è uomo di fiducia di Corallo, re delle slot

L’ex An di nuovo parlamentare dopo le dimissioni di Calabrò (Ap). E’ ancora sotto accusa per associazione a delinquere transnazionale. Di Battista lo affronta nel cortile di Montecitorio: “Se possibile la qualità di questo posto peggiora ulteriormente”. Anche Fratelli d’Italia vota contro il suo ritorno: “La politica ha bisogno di credibilità”

Il ritorno di Amedeo Laboccetta. A meno di un anno dalla fine della legislatura, dopo l’arresto per il caso Corallo, l’ex parlamentare di An torna in Parlamento. Alla Camera Laboccetta – protagonista anche nella storia della casa di Montecarlo di Gianfranco Fini – prenderà il posto di Raffaele Calabrò, fin qui deputato di Alternativa Popolare. L’assemblea ha votato a favore delle dimissioni di Calabrò (268 sì, 115 no) perché è stato nominato rettore dell’università Campus Biomedico di Roma. “Lascio la vita parlamentare con la consapevolezza che non che è vero che tutto è casta – ha detto Calabrò in Aula chiedendo ai colleghi di accettare le dimissioni – ma che sono tanti i colleghi seduti qui che hanno ancora l’idea che un parlamentare sia innanzitutto una persona delle istituzioni, un portatore delle istanze della società civile, del proprio mondo”.

Non è chiaro a quale gruppo si iscriverà Laboccetta, perché come tutti gli ex An è stato eletto nel Pdl. “Io ho sempre praticato la coerenza – dice a Radio Radicale – Sono stato eletto nella precedente legislatura nel gruppo del Popolo delle libertà. E mi sono ricandidato nello stesso gruppo nel 2013. Quindi resto dov’ero”. Laboccetta è stato arrestato il 13 dicembre per l’inchiesta della Procura di Roma su una associazione a delinquere transnazionale che, secondo l’accusa, riciclava i proventi sul mancato pagamento delle imposte sul gioco on line. Laboccetta resta comunque indagato: è ritenuto un uomo vicino a Francesco Corallo, il cosiddetto “re delle slot”. L’ordinanza a suo carico è stata poi annullata dal tribunale del Riesame dopo due settimane.

In un’altra inchiesta, nel 2011, Laboccetta era stato accusato di favoreggiamento e alla fine fu assolto. Nel frattempo però durante una perquisizione della Guardia di Finanza, approfittando del suo ruolo di parlamentare, portò via un pc e così per le fiamme gialle fu impossibile sequestrarlo. Servì la richiesta dei pm, un’istruttoria della giunta per le autorizzazioni e una prima relazione della giunta perché Laboccetta desse – di sua sponte – il pc alla Finanza.

Infine, nei mesi scorsi, è stato decisivo per il coinvolgimento dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini – di cui in passato era stato un fedele sostenitore – nell’inchiesta sulla casa di Montecarlo.

“Io sono una persona molto tranquilla – dice Laboccetta – Vivo la politica da quando avevo 16 anni. Quindi sono anche abituato a momenti di sofferenza. Spero che questi momenti siano terminati. La mia è stata un’esperienza dura“. In merito agli attacchi che potrebbe subire dagli altri gruppi parlamentari per il suo ritorno a Montecitorio, Laboccetta afferma: “Quando sono entrato in Aula, nessuno mi ha detto nulla. Se poi questo succederà nei prossimi giorni ne prenderemo atto”.

Un piccolo assaggio c’è già stato: un confronto con Alessandro Di Battista, deputato dei Cinquestelle. “Noi del Movimento 5 stelle non le mandiamo a dire – racconta Di Battista sempre a Radio Radicale – Quando ho visto Laboccetta (nel cortile di Montecitorio, ndr) gli ho detto che mi sentivo indignato della sua presenza in Parlamento dopo che era stato in carcere. Lui mi ha risposto che queste sono minacce mafiose. E io gli ho risposto che lui evidentemente le minacce mafiose le conosce bene”. Con l’ingresso di Amedeo Laboccetta alla Camera, scrive il gruppo M5s a Montecitorio in una nota, “si riesce a peggiorare ulteriormente la qualità della composizione di questo Parlamento”.

Tra chi ha votato contro le dimissioni di Calabrò per non far entrare in Parlamento Laboccetta è stato il gruppo dei Fratelli d’Italia: “Abbiamo ritenuto necessario – dice Fabio Rampelli, il capogruppo del partito della Meloni alla Camera – garantire a questo Parlamento la massima trasparenza e credibilità di fronte ai cittadini. Auguriamo all’onorevole Laboccetta di risolvere al meglio i suoi problemi giudiziari e riteniamo che solo dopo possa rientrare a Montecitorio senza macchia e, quindi, dalla porta principale”.

tratto da: https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/28/laboccetta-torna-alla-camera-6-mesi-dopo-il-carcere-sofferenza-finita-per-i-pm-e-uomo-di-fiducia-di-corallo-re-delle-slot/3694371/