Papa Francesco: “La mafia è segno di una politica deviata, attecchisce e si sviluppa dove c’è corruzione”

 

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Papa Francesco: “La mafia è segno di una politica deviata, attecchisce e si sviluppa dove c’è corruzione”

 

Mafia, Papa Francesco: “È segno di una politica deviata, attecchisce e si sviluppa dove c’è corruzione”

Nel suo discorso in udienza alla commissione parlamentare Antimafia il Pontefice ha parlato delle “responsabilità di chi riveste un ruolo pubblico”, di “giustizia sociale”, ma anche di beni confiscati e testimoni di giustizia. “Un vero programma di lotta alla mafia”, lo definisce Rosy Bindi

“È segno di una politica deviata, piegata a interessi di parte e ad accordi non limpidi”. Il discorso di Papa Francesco in udienza alla commissione parlamentare Antimafia è “un vero programma di lotta alla mafia“, parole della presidente Rosy Bindi. Il Pontefice, nel giorno dell’anniversario della morte del giudice Rosario Livatino, parla della “corruzione che, nel disprezzo dell’interesse generale, rappresenta il terreno fertile nel quale le mafie attecchiscono e si sviluppano”, ma anche di chi approfitta “del ruolo di responsabilità pubblica che riveste”.

“La politica autentica, quella che riconosciamo come una forma eminente di carità, opera invece per assicurare un futuro di speranza e promuovere la dignità di ognuno – afferma Bergoglio – proprio per questo sente la lotta alle mafie come una sua priorità, in quanto esse rubano il bene comune, togliendo speranza e dignità alle persone”. Per questo, aggiunge Papa Francesco, “diventa decisivo opporsi in ogni modo al grave problema della corruzione”.

Davanti alla commissione Antimafia il Pontefice sottolinea come “la corruzione trova sempre il modo di giustificare sé stessa, presentandosi come la condizione normale, la soluzione di chi è furbo, la via percorribile per conseguire i propri obiettivi”. “Ha una natura contagiosa e parassitaria – aggiunge – perché non si nutre di ciò che di buono produce, ma di quanto sottrae e rapina. È una radice velenosa che altera la sana concorrenza e allontana gli investimenti”. “La corruzione è un habitus costruito sull’idolatria del denaro e la mercificazione della dignità umana, per cui va combattuta con misure non meno incisive di quelle previste nella lotta alle mafie”, è il pensiero del Papa.

“Lottare contro le mafie significa non solo reprimere. Significa anche bonificare, trasformare, costruire“, afferma Bergoglio. Il Pontefice propone un impegno a due livelli. Il primo “è quello politico, attraverso una maggiore giustizia sociale, perché le mafie hanno gioco facile nel proporsi come sistema alternativo sul territorio proprio dove mancano i diritti e le opportunità: il lavoro, la casa, l’istruzione, l’assistenza sanitaria”. Il secondo “è quelloeconomico, attraverso la correzione o la cancellazione di quei meccanismi che generano dovunque disuguaglianza e povertà”. “Questo duplice livello, politico ed economico – continua Francesco – ne presuppone un altro non meno essenziale, che è la costruzione di una nuova coscienza civile“, dice il papa.

Secondo Bergoglio, “l’Italia deve essere orgogliosa di aver messo in campo contro la mafia una legislazione che coinvolge lo Stato e i cittadini, le amministrazioni e le associazioni, il mondo laico e quello cattolico e religioso in senso lato”. “I beni confiscati alle mafie e riconvertiti a uso sociale – dice alla commissione – rappresentano, in tal senso, delle autentiche palestre di vita”. Poi affronta anche il problema della tutela dei testimoni di giustizia, “persone che si espongono a gravi rischi scegliendo di denunciare le violenze”. “Va trovata – afferma – una via che permetta a una persona pulita, ma appartenente a famiglie o contesti di mafia, di uscirne senza subire vendette e ritorsioni”.

Concludendo il suo discorso, Francesco ricorda infine “tutte le persone che in Italia hanno pagato con la vita la loro lotta contro le mafie”. “In particolare, tre magistrati: il servo di Dio Rosario Livatino, ucciso il 21 settembre 1990, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi 25 anni fa insieme a quanti li scortavano”.

“Un momento molto emozionante, ci siamo sentiti anche fortemente responsabilizzati, perché le sue parole sono un vero programma di lotta alla mafia”, è il commento della presidente della commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, che ha portato in dono a Papa Francesco una copia in scala della Pala del Caravaggio Natività con i Santi Lorenzo e Francesco, trafugata dalla mafia a Palermo nel 1969. “E ancora una volta – prosegue – abbiamo ascoltato parole chiare contro la corruzione: ci ha invitato a combatterla con le stesse armi con le quali abbiamo combattuto la mafia, che ha riconosciuto essere efficaci nel nostro Paese, e questo per noi è molto importante”.

A proposito, poi, dell’accento posto dal Pontefice sui testimoni di giustizia e sui beni confiscati alle mafie, Rosy Bindi sottolinea che sono “due disegni di legge che sono uno all’approvazione definitiva al Senato, quello dei testimoni di giustizia, e l’altro all’approvazione definitiva alla Camera. Io non userò le parole del Papa, tutti le hanno sentite – osserva – e credo che queste due leggi che sono il frutto del lavoro di tutto il Parlamento, ma su impulso del lavoro della commissione parlamentare antimafia, potranno vedere la luce nelle prossime settimane e saranno un grande regalo al Paese”.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/21/mafia-papa-francesco-e-segno-di-una-politica-deviata-attecchisce-e-si-sviluppa-dove-ce-corruzione/3870048/

SONO SENZA VERGOGNA! – La Fornero attacca Papa Francesco perchè si è “permesso” di criticare le “pensioni d’oro” e si è schierato dalla parte dei lavoratori e dei disoccupati…!!!

Fornero

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SONO SENZA VERGOGNA! – La Fornero attacca Papa Francesco perchè si è “permesso” di criticare le “pensioni d’oro” e si è schierato dalla parte dei lavoratori e dei disoccupati…!!!

Non poteva mancare la reazione della casta. Papa Francesco si è schierato contro le pensioni d’oro e ha criticato il fatto di far lavorare gli anziani e lasciare i giovani senza lavoro: “Non sempre e non a tutti è riconosciuto il diritto a una giusta pensione, giusta perché né troppo povera né troppo ricca: le ‘pensioni d’oro’ sono un’offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere, perché fanno sì che le diseguaglianze del tempo del lavoro diventino perenni. Quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga una intera generazione di giovani a non lavorare quando dovrebbero farlo per loro e per tutti”, ha detto Francesco.

Apriti cielo: ai fake media e al regime le parole del Papa non sono piaciute. Ma non possono reagire, perché è troppo impopolare attaccare il Santo Padre su un tema così popolare.
Ma c’è chi ha il coraggio di farlo. Elsa Fornero, che con la sua riforma ha innalzato l’età pensionistica e prodotto migliaia di esodati. L’ex ministra dovrebbe perlomeno avere la dignità di tacere. E invece apre ancora bocca, e lo fa nel modo sbagliato:
“Tutto dipende da cosa intendiamo per anziano,” ha detto la Fornero in un’intervista a Radio Capital. E ha poi aggiunto: “Se guardassimo dall’ottica di chi difende il pensionamento in età giovane, il Papa dovrebbe forse essere in pensione già da molti anni”.

E ancora:
“Il pensionamento graduale per chi è a fine carriere è una bella idea, ma faticosa da attuare. Sarebbe bello se il Papa mettesse in piedi una commissione per valutare operativamente quest’ipotesi senza però aumentare i debiti che andrebbero a ricadere sulle spalle dei giovani”.
Cara Fornero, istituire commissioni non è compito del Papa. Francesco ha invitato una politica corrotta ad ascoltare i bisogni degli ultimi, colpiti dalle riforme lacrime e sangue dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni.

I signori al governo hanno creato una guerra tra poveri: anziani vs giovani. Ma questa opposizione non deve esistere: lo Stato deve garantire il benessere di entrambi. E poi, cara Fornero, ci spieghi due cosette: perché non l’ha creata lei questa commissione, invece di invitare il Papa a farlo?
E perché il suo governo non ha tagliato davvero tutte le pensioni d’oro, alleviando i giovani da questo debito enorme?

 

Fonte: SilenzieFalsità.it

Anche Papa Francesco si scaglia contro le “pensioni d’oro” della casta: “sono un’offesa al lavoro”…!

 

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Anche Papa Francesco si scaglia contro le “pensioni d’oro” della casta: “sono un’offesa al lavoro”…!

 

PENSIONI D’ORO, ANCHE IL PAPA SFERZA LA POLITICA

«Non sempre e non a tutti è riconosciuto il diritto a una giusta pensione, giusta perché né troppo povera né troppo ricca: le ”pensioni d’oro” sono un’offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere, perché fanno sì che le diseguaglianze del tempo del lavoro diventino perenni».

Queste sono le stesse parole che usiamo da anni e che hanno ispirato le nostre proposte in materia di pensioni d’oro!

È inaccettabile avere persone che prendono fino a 90mila euro mensili quando contemporaneamente assistiamo a milioni di disoccupati o pensionati a 400€ che fanno la fame.
Vitalizi, pensioni gonfiate e ingiustizie sono uno scandalo a cui mettere mano immediatamente: questi miliardi di euro recuperati potrebbero aiutarci a portare le pensioni minime sopra la soglia di povertà calcolata dall’Istat in 780€ mensili.

Per fare paragoni con situazione pratiche concrete e reali, attualmente circa 100mila pensionati d’oro che costano 13miliardi di euro l’anno, quasi il doppio di quanto servirebbe per impedire ad esempio l’aumento dell’IVA al 25.4%.

Dicono siano diritti acquisiti, ma stranamente sono gli unici diritti ad essere acquisiti in un Paese dove i diritti vengono svenduti.

Attuare misure di giustizia sociale non solo è sacrosanto dal punto di vista etico, ma anche sostanziale per i cittadini in difficoltà. Per attuare queste scelte politiche serve un governo che abbia le mani libere..

Vi ricordate quando nella stabilità di qualche anno fa scoprimmo i lobbisti in commissione bilancio spingere per l’approvazione di emendamenti che salvassero le pensioni d’oro?
O come il PD e il governo si siano opposti alla nostra mozione di taglio delle pensioni d’oro che abbiamo presentato appena entrati alla camera?

Con il Movimento 5 stelle al governo questo non solo non accadrà mai, ma si porrà fine a palesi ineguaglianze e ingiustizie.

Condividi se vuoi che questa vergogna venga abolita al più presto.

Sorial Girgis Giorgio

Tanto per ricordarvelo – l’unico che si è ribellato è stato Papa Francesco: “Hanno salvato le banche facendo pagare il prezzo ai deboli” !!

Papa Francesco

 

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Tanto per ricordarvelo – l’unico che si è ribellato è stato Papa Francesco: “Hanno salvato le banche facendo pagare il prezzo ai deboli” !!

 

Attualissimo Papa Francesco.

Attaccò il sistema in tempi non sospetti (o quasi) scagliandosi contro il salvataggio delle Banche sulla pelle della Gente.

Sono passati mesi è queste parole sono più che mai valide ed attuali.

Ricordatevi sepre che Renzi e la Boschi “Hanno salvato le banche facendo pagare il prezzo ai deboli”

RICORDIAMOCELO QUANDO ANDREMO A VOTARE (se mai ci andremo) !!

by Eles

 

No al “paradigma consumista”. E ancora: “L’esaurimento delle risorse non può essere un pretesto per le guerre”. Sono alcune delle parole dell’enciclica di Papa Francesco che contiene un doppio appello a “proteggere la casa comune”, controllando surriscaldamento climatico e altri danni ambientali, ma anche cambiare modello di sviluppo, per i “poveri”, e “per uno sviluppo sostenibile e integrale”. Mentre biasima il fatto che i popoli abbiamo “pagato il prezzo del salvataggio delle banche”.

Doppio appello a cura del creato e cambio modello di sviluppo – Il Papa nella enciclica “Laudato si’” appena pubblicata rivolge un doppio appello, a “proteggere la casa comune”, controllando surriscaldamento climatico e altri danni ambientali, ma anche cambiare modello di sviluppo, per i “poveri”, e “per uno sviluppo sostenibile e integrale”.

Popoli hanno pagato prezzo salvataggio banche – Il Papa nella enciclica “Laudato si’” appena pubblicata rivolge un doppio appello, a “proteggere la casa comune”, controllando surriscaldamento climatico e altri danni ambientali, ma anche cambiare modello di sviluppo, per i “poveri”, e “per uno sviluppo sostenibile e integrale”.

Come dire ‘Non uccidere’ se popoli non hanno cibo – “Cosa significa il comandamento ‘non uccidere’ quando un venti per cento della popolazione mondiale consuma risorse in misura tale da rubare alle nazioni povere e alle future generazioni ciò di cui hanno bisogno per ‘sopravvivere’?”. Lo scrive il Papa nella enciclica, citando un documento dei vescovi della Nuova Zelanda.

(ANSA)