ECCO CHI E’ IL NOSTRO PRESIDENTE – Sandro Pertini: “Se adeguarsi vuol dire rubare, io non mi adeguo” !!

Pertini

 

 

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ECCO CHI E’ IL NOSTRO PRESIDENTE – Sandro Pertini: “Se adeguarsi vuol dire rubare, io non mi adeguo” !!

 

Dall’intervista rilasciata da Sandro Pertini a Nantas Salvalaggio della  “La Domenica del Corriere”:
Non accetterò mai di diventare il complice di coloro che stanno affossando la democrazia e la giustizia in una valanga di corruzione. Non c’è ragione al mondo che giustifichi la copertura di un disonesto, anche se deputato. Lo scandalo più intollerabile sarebbe quello di soffocare lo scandalo. L’opinione pubblica non lo tollererebbe. Io, neppure. Ho già detto alla mia Carla: tieni pronte le valigie, potrei piantare tutto…
Io spero che i documenti dei famosi ‘pretori d’assalto’ siano vagliati con rigore. Spero che tutto sarà discusso in aula, e nessuna copertura sarà frettolosamente inventata dai padrini dell’assegno sottobanco… Mi fanno pena i magistrati e i politici che cercano di tagliare le gambe ai pretori dell’inchiesta sullo scandalo del petrolio. Dicono che sono troppo giovani: ma da quando la giovinezza è un reato? Se mai è un sintomo esaltante e meraviglioso: significa che il Paese ha una riserva di coraggio e di onestà nelle nuove generazioni. E poi, mi creda: questi giovani (beati loro!) sono stati esemplari, rapidissimi. In tredici giorni hanno vagliato quintali di documenti. Hanno perduto ciascuno tre o quattro chili, mi dicono.

Ma è quel sudore, quella fatica, che possono ora lavare le macchie dei piccoli e grandi corruttori. Nel mio partito mi accusano di non avere souplesse. Dicono che un partito moderno si deve ‘adeguare’. Ma adeguare a che cosa, santa Madonna? Se adeguarsi vuol dire rubare, io non mi adeguo. Meglio allora il partito non adeguato e poco moderno. Meglio il nostro vecchio partito clandestino, senza sedi al neon, senza segretarie dalle gambe lunghe e dalle unghie ultralaccate… Dobbiamo tagliarci il bubbone da soli e subito. Non basta il borotalco a guarire una piaga. Ci sono i ladri, gli imbroglioni? Bene, facciamo i nomi e affidiamoli al magistrato.

Ecco, io non so perché ancora qualcuno si stupisca che la classe politica attuale goda di così poca stima presso i cittadini… quel che è certo è che se ci fossero un po’ più Sandro Pertini, questo Paese sarebbe certamente migliore. E se non ci sono, non stiamo a lamentarci e a piangerci addosso: cominciamo noi nel nostro piccolo a fare i Sandro Pertini. Cominciamo a non adeguarci, a protestare ogni volta che le cose vengono fatte “secondo il sistema” e non “secondo coscienza”. Forse non cambierà nulla, ma se l’onestà di una persona sola come Pertini ai vertici dello Stato ha fatto tanto, figuriamoci se a quei vertici ce ne fossero almeno un centinaio.

Quella, nel paese che non ha mai risolto la Questione Morale, sarebbe la vera rivoluzione.

 

tratto da: http://siamolagente2.altervista.org/ecco-chi-e-il-nostro-presidente-sandro-pertini-se-adeguarsi-vuol-dire-rubare-io-non-mi-adeguo/

Milena Gabanelli: “Mi sono tolta lo stipendio. Non produrre e guadagnare lo troverei umiliante” – Ma com’è che non in Parlamento non riusciamo a mandare gente così…?

 

Milena Gabanelli

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Milena Gabanelli: “Mi sono tolta lo stipendio. Non produrre e guadagnare lo troverei umiliante” – Ma com’è che non in Parlamento non riusciamo a mandare gente così…?

E no. La Gabanelli è una che la politica non la potrà mai fare…!

Vi immaginate? Rinunciare allo stipendio solo perchè non si produce? Roba da Gente Onesta, e in Parlamento l’onestà è proprio una di quelle cose che scarseggiano.

Scrive Huffingtonpost

Milena Gabanelli: “Mi sono tolta lo stipendio. Non produrre e guadagnare lo troverei umiliante”

La giornalista spiega al Corriere il suo no alla condirezione di RaiNews 24: “Se sono io il problema mi faccio da parte”

“Mi sono tolta lo stipendio. Non produrre e guadagnare lo troverei umiliante”. La giornalista Milena Gabanelli spiega in un’intervista al Corriere della sera il suo no alla condirezione di RaiNews 24.

Il mio non è un capriccio, ma la certezza che non ci sono le condizioni per produrre risultati. E di cui poi devo rispondere. Il mio incarico è far funzionare l’informazione online, che la Rai non ha, malgrado i suoi 1.600 giornalisti. La proposta è quella di stare dentro un sito che non ha i presupposti per funzionare, in attesa degli eventi

All’intervistatrice che le chiede perché non le basta la promozione e uno staff di 40 giornalisti scelti da lei, Gabanelli risponde:

Non ne ho mai fatto una questione di carica. E lavorare con Di Bella, che stimo, è pure divertente. Ma buona parte dei giornalisti che io ho incontrato, in un assestment interno, sono disponibili a trasferirsi al portale unico Rai, ma non al sito di una testata. Così quelli di tg nazionali e regionali, corrispondenti: tutti felici di contribuire. Ma non a Rainews.it, perché è percepito come il sito di una testata concorrente.

Se il suo progetto originario non si realizzasse, la giornalista spiega:

Sarebbe un peccato per la Rai che non può permettersi un ulteriore ritardo sull’online. Se invece il problema sono io, non ho difficoltà a farmi da parte, il lavoro fin qui fatto non andrà sprecato. Non ho paura del futuro e non sono legata alle poltrone, ho delle idee e una reputazione che vorrei continuare a mettere a disposizione del servizio pubblico. Ma non inventandomi un nuovo programma, altrimenti sarei restata dov’ero.