Sapete tutti che la Tassa sui rifiuti Vi è raddoppiata per un errore (???). Ma nessuno V dice che la vicenda è venuta fuori per nn’interrogazione parlamentare di Giuseppe L’Abbate del M5S

Tassa sui rifiuti

 

 

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Sapete tutti che la Tassa sui rifiuti Vi è raddoppiata per un errore (???). Ma nessuno V dice che la vicenda è venuta fuori per nn’interrogazione parlamentare di Giuseppe L’Abbate del M5S

 

Tassa sui rifiuti raddoppiata per errore, come avere il rimborso della Tari

Emerge un errore compiuto da diversi comuni nel calcolo della tassa sui rifiuti, molti hanno pagato più del dovuto. Ecco come muoversi

Sarebbero milioni le famiglie che negli ultimi 5 anni hanno pagato più del dovuto. Un’interrogazione parlamentare di Giuseppe L’Abbate (M5S) rivolta al sottosegretario all’Economia Pier Carlo Baretta ha fatto emergere che diversi comuni hanno sbagliato nel calcolare la parte variabile della tassa sui rifiuti (Tari), facendo lievitare i prelievi anche fino al 100%.

Come funziona la tassa sui rifiuti
La Tari è stata introdotta nel 2014 (legge 147/2013) al posto della vecchia Tares, per portare quattrini nelle casse dei servizi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.

La paga chiunque produca immondizia e il computo e la riscossione è affidata ai singoli comuni. Viene calcolata tenendo conto di una quota fissa correlata alle dimensioni della casa e di una quota che varia in base ai membri di un nucleo famigliare. A causare l’errore è proprio la parte variabile che è stata calcolata tenendo conto anche delle componenti immobiliari (soffitte, box auto e cantine), come se fossero determinanti di una maggiore produzione di rifiuti.

L’esempio mostrato alla Camera è questo: una famiglia di 4 persone vive in un appartamento di 150 metri quadri, suddivisi in 100 metri quadrati di casa, 30 di garage e 20 metri quadri di cantina. La parte variabile della Tasi ribaltata su garage e cantina va computata una sola volta. La tassa deve quindi essere la somma delle quote fisse che gravano sulla casa, sul garage e sulla cantina. Al totale va aggiunta la quota variabile.

Al contrario per diversi anni (almeno 5) i cittadini oltre alla quota fissa hanno pagato una quota variabile moltiplicata per il numero delle componenti immobiliari. Nell’esempio esposto alla camera il nucleo famigliare ha pagato la quota variabile tre volte: una per la casa, una per il garage e una per la cantina.

Le città coinvolte
Sono molti i comuni che hanno commesso l’errore di calcolo, tra questi Milano, Ancona, Cagliari, Catanzaro, Genova e Napoli. Ulteriori verifiche dovranno essere condotte per stilare l’elenco completo e valutare l’eccesso ai danni dei contribuenti.

Come pretendere il rimborso
Il Movimento difesa del cittadino ha lanciato la campagna SOS Tari a cui aderire inviando una mail alla sede di pertinenza e partecipare alla richiesta di rimborso delle eccedenze.

Chi invece volesse agire a titolo personale deve opporre ricorso alla Commissione tributaria provinciale. Per sapere se la Tasi è stata applicata nel modo corretto occorre inviare al comune una richiesta di accesso agli atti.

 

fonte: https://www.wired.it/economia/business/2017/11/10/tassa-rifiuti-raddoppiata-tari/?utm_source=facebook.com&utm_medium=marketing&utm_campaign=wired

Elezioni Sicilia, Berlusconi: “Abbiamo impedito che la regione cadesse in mano a chi non ha mai lavorato” …Ora, se riuscissimo ad impedire che finisca nelle mani di noti puttanieri, pregiudicati, evasori fiscali che puzzano di mafia, saremmo nel pallone!

 

Berlusconi

 

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Elezioni Sicilia, Berlusconi: “Abbiamo impedito che la regione cadesse in mano a chi non ha mai lavorato”

Un Berlusconi che somiglia sempre più alle sue barzellette (dovrebbe fa ridere, ma è sempre più pietoso) dice la sua sulle elezioni in Sicilia.

QUI il video

La stoccata contro l’incubo cinquestelle non poteva mancare…

“Abbiamo impedito che la regione cadesse in mano a chi non ha mai lavorato”

…beh, ora se riuscissimo ad impedire che finisca nelle mani di noti puttanieri, oregiudicati, evasori fiscali che puzzano di mafia, saremmo nel pallone!

By Eles

 

Emergenza Democratica – Le porcherie che fanno i nostri politici ce le devono spiegare i media stranieri… perchè se aspettiamo i nostri, siamo freschi!

media

 

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Emergenza Democratica – Le porcherie che fanno i nostri politici ce le devono spiegare i media stranieri… perchè se aspettiamo i nostri, siamo freschi!

La riforma della legge elettorale italiana fa il giro del mondo. Per il governo è una figura di … internazionale. Ecco le traduzioni degli articoli di alcuni giornali e agenzie. C’è da ridere…se non ci fosse di mezzo la democrazia in Italia.

Reuters

“Questa settimana i partiti storici italiani si sono uniti per sostenere una nuova legge elettorale che penalizzerebbe il MoVimento 5 stelle in vista delle elezioni nazionali del prossimo anno. Martedì, la Camera dei Deputati inizierà a votare la legge elettorale sostenuta dai principali partiti di destra e di sinistra del Paese. A differenza dell’attuale sistema, permetterebbe la formazione di ampie coalizioni prima del voto, un fattore estremamente dannoso per il MoVimento a 5 stelle che rifiuta a priori l’idea delle coalizioni. “L’unico obiettivo (di questa legge) è quello di spingere gli altri partiti a unirsi contro di noi”, ha dichiarato il parlamentare stellato Danilo Toninelli, il giorno dopo che il comitato parlamentare ha firmato la nuova proposta. Per i partiti tradizionali, continua Toninelli “la cosa importante è fermare i 5 stelle”.

Politico

“Il governo italiano ha emesso un ultimatum per quanto riguarda uno dei problemi politici storici del paese, ovvero la legge elettorale con la quale, l’anno prossimo, gli elettori sceglieranno il nuovo governo. Il governo di coalizione del primo ministro Paolo Gentiloni ha fissato per martedì un voto di fiducia sulla legge – una tattica spesso utilizzata per spingere le leggi attraverso l’intricato sistema del parlamento italiano. I legislatori voteranno mercoledì e giovedì, così ci dicono i media italiani. Questa mossa sostituisce un processo, che avrebbe visto una serie di voti segreti, con un singolo voto da cui dipenderà la sopravvivenza del governo. Se il voto passa, il governo e la legge sopravvivono: se no, entrambi falliscono. I parlamentari del movimento anti-establishment 5 stelle – che ha già criticato il sistema elettorale proposto definendolo come un complotto portato avanti per diminuire drasticamente il loro numero in parlamento – ha reagito con furia, dichiarando che il voto di fiducia è “un attacco alla democrazia e un’emergenza democratica” e promettendo di protestare contro questa legge scendendo in piazza”.

Voice of America

“Il governo italiano ha posto il voto di fiducia nella camera bassa del Parlamento per cercare di forzare fino alla fine una legge elettorale che andrà probabilmente a penalizzare il movimento anti establishment M5S. La nuova legge elettorale, che verrebbe utilizzata nelle prossime elezioni che si terranno entro maggio, è sostenuta dal partito al governo Pd, quello dell’ex premier Silvio Berlusconi e dal partito anti-migranti Lega Nord. Diversamente dalle regole attuali, il nuovo sistema, conosciuto come Rosatellum, permetterebbe la formazione di ampie coalizione prima del voto, un fattore che danneggia il dissidente M5S, che rifiuta di unirsi in alleanze. Il partito, in testa in molti sondaggi, dice che il Rosatellum potrebbe costare più di 50 seggi in Pafrlamento. Il M5S ha chiamato a protestare i cittadini, quando alla Camera si terranno due voti di fiducia. Un terzo voto è previsto per giovedì”.

 

 

tratto da: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/10/lemergenza-democrati.html

Intercettazioni: “Pd come Berlusconi, si accanisce con chi indaga e non colpisce i corrotti”…!

Intercettazioni

 

 

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Intercettazioni: “Pd come Berlusconi, si accanisce con chi indaga e non colpisce i corrotti”…!

 

Intercettazioni, M5s: “Pd come Berlusconi, si accanisce con chi indaga e non colpisce i corrotti”. Il silenzio dei dem

Il Movimento 5 stelle sulle anticipazioni al decreto sulle intercettazioni che vieta ai pm i virgolettati e limita l’uso dei virus spia: “Renzi vuole portare a casa una norma che impedirebbe ai magistrati di perseguire i corrotti. Ci aveva provato, a suo tempo, Silvio Berlusconi”. Di Pietro contrario all’uso dei riassunti: “Controproducente e sbagliato”. Dal Pd nessuna reazione

Il Partito democratico in “affinità e continuità con i precedenti governi Berlusconi” sta preparando “un decreto-bavaglio” sulle intercettazioni. Per il Movimento 5 stelle “anziché andare a colpire corrotti e corruttori, il decreto messo a punto dal Pd e dal ministro Andrea Orlando rappresenta un vero e proprio accanimento nei confronti di coloro che ogni giorno cercano di combattere la corruzione e il malaffare”. Sono le parole di Enrico Cappelletti, capogruppo M5s al Senato, che commenta le anticipazioni sulla bozza del ddl intercettazioni. Sette pagine inviate dal ministro Orlando ai procuratori italiani, in cui viene vietata la pubblicazione integrale di telefonate e ambientali e viene limitato l’uso dei trojan, i captatori informatici che permettono di ‘entrare’ nei cellulari. Sette pagine che il Pd evita di commentare, almeno per il momento, e che non piacciono anche all’ex pm di Mani Pulite, Antonio Di Pietro, che ha definito quanto emerso “controproducente e sbagliato”.

Renzi vuole portare a casa una norma che impedirebbe di fatto ai magistrati di fare il proprio mestiere nel perseguire i corrotti e di avere un importante strumento per condannare coloro che si macchiano di gravi reati”, si legge in una nota del gruppo M5S alla Camera. “Ci aveva provato, a suo tempo, Silvio Berlusconi, per salvarsi dai processi, ed ora – rimarcano – ci prova l’avatar di Renzi, il governo Gentiloni“. Questa norma salverebbe gente come “Buzzi, Carminati, chi rideva del terremoto a L’Aquila e i cosiddetti ‘furbetti del quartierino’”, sottolineano i pentastellati, ma cancellerebbe anche con “un colpo di spugna” l’inchiesta Consip, “per salvare Tiziano RenziLuca Lotti e il cerchio magico”, conclude il gruppo M5s a Montecitorio.

“Le indiscrezioni riportate da Repubblica confermano i timori manifestati dal M5s sin dalla discussione della delega sul processo penale”, dichiara invece Cappelletti.  “Queste limitazioni – insiste il senatore – appaiono assurde e pericolose, se si considera che in un Paese come il nostro la corruzione rappresenta un fenomeno ormai incontrollabile“. “Il decreto mette definitivamente fine alla pubblicazione delle intercettazioni anche laddove queste ultime coinvolgono personaggi di rilevanza pubblica o politici che potranno apparire agli occhi dei cittadini immacolati – sottolinea ancora Cappelletti – anche quando sono coinvolti in inchieste giudiziarie di mazzette e appalti“. “Un comportamento decisamente vergognoso ed irresponsabile che rende di tutta evidenza affinità e continuità con i precedenti governi Berlusconi”, conclude il senatore M5s.

Contro il divieto di riproduzione integrale nelle richieste dei pm di comunicazioni e conversazioni intercettate, sostituite da un riassunto del contenuto, si schiera invece Di Pietro. Secondo l’ex pm di Mani Pulite, “una cosa è la pubblicazione extragiudiziaria, altra la motivazione contenuta nel provvedimento giudiziario che non può essere sintetica. Quindi, non sono d’accordo sulla sintesi giudiziaria, mentre lo sono sui limiti di pubblicazione di intercettazioni che con l’inchiesta non c’entrano”. “Innanzitutto – sottolinea l’ex magistrato – non va limitata per gli uffici inquirenti la possibilità di utilizzare le intercettazioni per accertare chi commette reati: questo strumento è necessario. Quanto ai contenuti, non v’è dubbio che mettendo sotto intercettazione un’utenza telefonica, da lì si ascolta di tutto: ciò che ha rilevanza penale e ciò che potrebbe fare notizia sotto il profilo del gossip“. Ma “i limiti non devono essere posti all’interno del processo: tutte le parti devono poter avere acceso all’integralità“.

L’altro commento politico arriva da Enrico Costa, ex viceministro della Giustizia nel governo Renzi, ex Ncd e neo-entrato nel gruppo misto “Fare! – Pri – Liberali”, dopo aver lasciato l’incarico da ministro agli Affari regionali. “C’è il metodo e il merito. Quanto al primo, sarebbe interessante capire quali siano i soggetti ‘legittimati’ a conoscere il testo e a formulare osservazioni ed in base a quale logica siano stati individuati”, afferma. “Quanto al merito – aggiunge Costa – mi pare una interessante base di discussione, sulla quale le Commissioni parlamentari potranno esprimersi. L’auspicio è che non intervengano repentini dietrofront“.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/08/intercettazioni-m5s-pd-come-berlusconi-si-accanisce-con-chi-indaga-e-non-colpisce-i-corrotti-il-silenzio-dei-dem/3845059/

I derivati del tesoro. Vietato sapere come i nostri politici ci hanno fatto già perdere 32 miliardi e ce ne faranno perdere altri 15 da qui al 2020! Padoan impone il Segreto di Stato! Ce ne parla Milena Gabanelli, come al solito dalla parte della Gente.

derivati del tesoro

 

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I derivati del tesoro. Vietato sapere come i nostri politici ci hanno fatto già perdere 32 miliardi e ce ne faranno perdere altri 15 da qui al 2020! Padoan impone il Segreto di Stato! Ce ne parla Milena Gabanelli, come al solito dalla parte della Gente.

 

Quanto pesano i derivati di Stato: ecco i conti sui cento contratti
Bocciata la mozione del M5S che chiedeva di vedere il contenuto degli impegni. Il ministero dell’Economia si è appellato al segreto di Stato

Di Milena Gabanelli

Notizia buona: qualche settimana fa la Camera ha approvato le mozioni della maggioranza per aumentare la trasparenza sui contratti derivati del Tesoro. D’ora in poi il ministero dell’Economia dovrà pubblicare sul sito del Dipartimento del Tesoro con maggiore frequenza, «preferibilmente trimestrale», i dati aggiornati sul valore di mercato dei contratti e sul valore su cui si calcolano i flussi finanziari (nozionale) . Notizia cattiva: bocciata la mozione del M5S che chiedeva di vedere cosa c’è scritto nei singoli contratti. Il ministero si è appellato al segreto di Stato.

La storia comincia a marzo 2012, quando Bloombergnews rende noto che il Tesoro Italiano, a fine 2011, ha chiuso in anticipo un contratto con Morgan Stanley liquidando senza batter ciglio 2,57 miliardi di euro. Si poteva negoziare e pagare meno, o abbiamo esaudito i desiderata della banca d’affari? Senza conoscere le clausole ti puoi solo fidare. Subito dopo però emergono indiscrezioni su altre operazioni in derivati con perdite miliardarie per il Tesoro, proprio mentre il ministro Fornero produceva «esodati» per mancanza di fondi. Parte una commissione di indagine parlamentare, una raffica di interrogazioni e question time. Le dichiarazioni dei ministri pro-tempore e del direttore del debito Maria Cannata sono sempre state rassicuranti qualificando il tema derivati di Stato come un problema estemporaneo e comunque sotto controllo.

Purtroppo i dati del Def ed Eurostat mostrano che il problema non è per niente sotto controllo e che le perdite effettive sono una costante nel bilancio dello Stato. In soldoni: 32 miliardi dal 2011 al 2016. Ma in essere ci sono ancora un centinaio di contratti per un controvalore di poco meno di 150 miliardi di euro e che possono produrre perdite negli anni a venire per 40 miliardi di euro. Lo stesso Tesoro le ha già stimate in 15 miliardi tra il 2017 e il 2020. Ma come fa il ministero a quantificare in modo così preciso le perdite, se ha sempre dichiarato di aver usato i derivati per proteggere il debito pubblico dal rischio di rialzo dei tassi di interesse? Che senso ha se la maggior parte del debito è già a tasso fisso? Chi ha analizzato le risposte fornite dal ministero di volta in volta, e sempre farcite di tecnicismi, non ha dubbi: si tratta di operazioni speculative che coprono in realtà i rischi delle banche dal calo dei tassi. Perché stipulare contratti che ti impegnano a pagare un tasso fisso prefissato per 30-40 anni, se non hai la sfera di cristallo? Inoltre molte di queste operazioni sono swaption, ovvero scommesse. Per semplificare si potrebbero paragonare alla vendita del diritto di prelazione su una casa, dopo 1 anno, alla metà del suo valore corrente. Queste «vendite» hanno consentito allo Stato di incassare subito e sistemare qualche bilancio difficile, ma lo hanno esposto al rischio di perdite ingenti negli anni a venire. Tre miliardi solo nel 2016, e almeno altrettanti sembra si spenderanno tra il 2017 e il 2018. Dove sta l’interesse dello Stato?

Intanto a luglio il procuratore della Corte dei Conti Massimiliano Minerva rinvia a giudizio per danno erariale per più di 4 miliardi di euro, Morgan Stanley, i ministri e direttori generali del Tesoro pro-tempore Domenico Siniscalco, Vittorio Grilli, Vincenzo La Via e l’inossidabile Maria Cannata, da più di 3 lustri direttore del debito pubblico. Per la Corte dei Conti il derivato con Morgan Stanley e ciò che ne è conseguito non sembrano riflettere l’interesse dei contribuenti. E tutti gli altri contratti contengono invece qualche vantaggio per noi? Bisognerebbe vederli, ma il ministro Padoan taglia la testa al toro: «Mettere in chiaro i contratti equivale a danneggiare il Paese, ad esporlo al rischio di speculazioni degli operatori di mercato».

Finora pare che siano state queste chiusure anticipate e le rinegoziazioni opache a rappresentare una speculazione ai danni del Paese. Conoscere i contratti, vedere le condizioni a cui sono stati stipulati, come sono stati gestiti nel tempo e analizzarli attraverso gli «scenari di probabilità» (cioè con gli stessi strumenti che usano le banche), ci farebbe capire se lo Stato ha fatto bene a farli, ha ricevuto i giusti compensi per i rischi che si è assunto, e magari anche a fare luce su come mai dirigenti del Mef, come Grilli e Siniscalco, sono finiti proprio a lavorare per quelle banche straniere che avevano stipulato questi contratti con lo Stato italiano. C’è da dire che quando Consob e Bankitalia proposero di utilizzare gli scenari di probabilità per i derivati degli enti locali, il Mef prima prese tempo, poi li fece rimuovere da qualsiasi ipotesi di lavoro con un provvedimento del governo Letta. E infatti sui derivati degli enti locali luce non verrà mai fatta, anzi non abbiamo neanche i dati aggregati che con tanta fatica sono stati ottenuti per quelli dello Stato italiano. In un Paese dove non si trova il denaro per mettere in sicurezza le scuole, mantenere efficiente la sanità pubblica e manutenere le infrastrutture per prevenire rischi sismici ed idrogeologici, è bello discutere dei vitalizi.

Asti – Il candidato M5s perde il ballottaggio a favore della candidata Pd per soli 13 voti. Ma non è così! Su richiesta del M5s i voti vengono ricontati e – ma tu guarda un po’ – “qualcuno” aveva “dimenticato” 63 voti per i Cinquestelle… W l’Italia. W la Democrazia…!!

 

Asti

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Asti – Il candidato M5s perde il ballottaggio a favore della candidata Pd per soli 13 voti. Ma non è così! Su richiesta del M5s i voti vengono ricontati e – ma tu guarda un po’ – “qualcuno” aveva “dimenticato” 63 voti per i Cinquestelle… W l’Italia. W la Democrazia…!!

Amministrative Asti 2017, errori di trascrizione nei verbali: “Al ballottaggio va il M5s e non il Pd”

In un primo momento il candidato pentastellato Massimo Cerruti era finito terzo in classifica, a soli 13 voti da Angela Motta, consigliere regionale Pd e candidata sindaco del centrosinistra. Le verifiche della commissione elettorale del tribunale, però, hanno fatto emergere le discrepanze tra i verbali delle sezioni e la comunicazione stilata dall’ufficio centrale elettorale del comune

Il Movimento 5 Stelle raggiunge il ballottaggio ad Asti. E lo fa soltanto dopo le verifiche della commissione elettorale del tribunale. In un primo momento, infatti, il candidato pentastellato Massimo Cerruti era finito terzo in classifica, a soli 13 voti da Angela Motta, consigliere regionale Pd e candidata sindaco del centrosinistra. Un divario minimo che aveva spinto i grillini a chiedere l’accesso ai verbali dei seggi. Stamattina quindi i grillini, accompagnati dall’avvocato Alberto Pasta, sono andati al comitato centrale elettorale per verificare i verbali dei seggi e da un semplice riconteggio fatto dai funzionari pubblici è emerso che nella comunicazione stilata dall’ufficio centrale elettorale del comune di Asti c’erano degli errori di trascrizione. Alcuni numeri in pratica non corrispondono ai verbali dei seggi. In questo modo i 5 Stelle hanno guadagnato 63 preferenze, superando di 50 voti l’esponente dal Pd. al ballottaggio del 25 giugno sfideranno il candidato del centrodestra, Maurizio Rasero, che ha preso circa undicimila voti in più. Ad annunciarlo è il candidato sindaco Cerruti. “Il comitato centrale elettorale – spiega – ha riscontrato un errore sulla sommatoria dei voti di ciascun verbale: rifacendo la somma abbiamo un vantaggio di 50 rispetto ad Angela Motta del Pd”. Nel primo conteggio Motta aveva 5.093 preferenze, Cerruti 5.080. Una situazione che si capovolge ben 36 ore dopo la chiusura dei seggi.

Asti è l’unico capoluogo di provincia in cui i pentastellati accedono al secondo turno: Luigi Di Maio, dunque, esulta su facebook.  “Arriva un’altra buona notizia: anche ad Asti – capoluogo di provincia – il Movimento 5 Stelle va al ballottaggio. Dal riconteggio, 50 voti in più. Sono 10 i comuni del Movimento 5 Stelle che vanno al ballottaggio. Forza!”,  scrive il vicepresidente della Camera. Entusiasta anche il candidato sindaco Cerruti, che si prepara già al ballottaggio.  “Giocheremo fino in fondo per ottenere i voti di chi non ci ha votato e degli astenuti – spiega  -. Alcune persone mi hanno già detto che, dopo non aver votato al primo turno, al ballottaggio voteranno per me”.  La candidata dem Angela Motta ovviamente è molto amareggiata: “Nel pomeriggio vedrò l’avvocato e capirò se ci sono i margini per fare qualcosa, altrimenti ci prepariamo a fare opposizione per i prossimi cinque anni”. Potrebbe esserci un ricorso che, dalle prime informazioni raccolte, potrà essere fatto dopo l’insediamento del nuovo sindaco. Ieri tra l’altro l’esponente del Pd si era detta comprensiva nei confronti degli avversari sconfitti per soli 13 voti. “A parti inverse – diceva – anche noi avremmo chiesto il riconteggio visto l’esiguo scarto di voti”. La situazione adesso si è ribaltata.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/13/amministrative-asti-2017-errori-di-trascrizione-nei-verbali-al-ballottaggio-va-il-m5s-e-non-il-pd/3656202/

In 18 Stati europei i politici non hanno vitalizi d’oro, ma una normale Pensione come tutti. Ce lo chiede l’Europa, solo quando conviene a loro!

 

vitalizi

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In 18 Stati europei i politici non hanno vitalizi d’oro, ma una normale Pensione come tutti. Ce lo chiede l’Europa, solo quando conviene a loro!

 

In 18 Stati europei i politici hanno #PensioneComeTutti

L’Europa dei cittadini non ha il privilegio. In 18 Paesi europei (Austria, Croazia, Danimarca, Estonia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria) i deputati dei Parlamenti nazionali versano i contributi come tutti gli altri cittadini e percepiscono una pensione in base ai contributi che hanno versato nella loro vita lavorativa. Questi Paesi sono un modello da seguire.

VIDEO. In Italia dopo 4 anni, sei mesi e un giorno i parlamentari hanno diritto a una pensione speciale. In 18 Stati europei i vitalizi non esistono! Questa è l’Europa che ci piace! Condividi questo video. Fai sapere a tutti come stanno le cose

il video QUI

PAESI SENZA PRIVILEGI
In Austria la pensione speciale per i parlamentari è stata abolita nel 1997, in Estonia nel 2003, in Portogallo nel 2005, in Grecia nel 2012 in piena crisi economica. È stato un segnale di rispetto verso chi subiva tagli a pensioni e salari. In Croazia la riforma è arrivata nel 2012 e oggi non esistono privilegi. In Repubblica ceca e in Ungheria i deputati sono liberi di versare una parte del loro salario in un fondo pensionistico privato e comunque vengono trattati come tutti gli altri dipendenti pubblici. Il sistema pensionistico danese è costruito in modo che si possa ottenere la pensione da diverse fonti perché in quel Paese c’è una alta mobilità professionale. In Lituania, Lettonia, Malta, Olanda, Slovacchia, Slovenia e Svezia non è previsto un sistema pensionistico separato per i deputati. In Polonia questo privilegio è riservato solo al Presidente della Repubblica, una volta raggiunta l’età pensionistica. In Spagna la riforma è stata fatta nel 2011 ma non tocca i privilegi già acquisiti dei vecchi parlamentari. In Irlanda i politici non hanno un assegno pensionistico più alto dei cittadini, ma raggiungono il massimo della pensione dopo 20 anni di mandato (tutti gli altri dipendenti statali devono aspettare invece 40 anni).

PAESI CON PRIVILEGI
In Italia i parlamentari dopo 4 anni, sei mesi e un giorno hanno diritto a una pensione speciale che viene erogata a prescindere da quanti contributi hanno versato nella loro vita lavorativa. Viene erogata a partire dai 65 anni e ammonta a 918,18 euro al mese. Uno scandalo che, tuttavia, esiste anche in altri Paesi europei: a Cipro dopo appena un mandato il deputato riceve 1.352 euro al mese, con due o più mandati l’assegno sale fino a 3.718 euro. L’età pensionabile scatta a 60 anni. In Finlandia il sistema è complesso: la pensione decresce se il deputato ha diritto a un altro pilastro pensionistico, per esempio per contributi versati durante un altro periodo professionale. L’assegno è calcolato sulla base della lunghezza della carriera politica e, in ogni caso, il tetto massimo è del 60% della media guadagnata negli ultimi 15 anni. Lo stipendio mensile di un deputato finlandese è di 6.407 euro. L’età pensionabile dei politici è la stessa di tutti gli altri cittadini, 65 anni. In Francia il vitalizio è di 2.700 euro netti al mese e scatta al 65 anni del parlamentare. È possibile accumulare vitalizio e pensione. In Germania il vitalizio scatta ai 67 anni di età, in Gran Bretagna a 55 anni. Politici e Ministri di Sua Maestà hanno un regime diverso rispetto a quello di tutti gli altri cittadini: versano i contributi in un fondo ma hanno rendimenti certi più favorevoli rispetto a quelli degli altri cittadini. In Lussemburgo il vitalizio è di 2.001,33 euro ma scatta solo dopo 15 anni di mandato. In Romania ammonta a 1.540 euro e viene erogato anche se la legislatura si interrompe prima. Non c’è differenza fra l’età pensionabile di politici e cittadini: 60 anni per le donne, 65 per gli uomini. In Belgio i parlamentari hanno diritto a una pensione sui generis che scatta a 62 anni di età e dipende dagli anni di mandato. Il calcolo è semplice: 1.114,81 euro l’anno moltiplicato per il numero di anni di legislatura completati. Un mandato di 5 anni, dunque, frutta 5.574 euro l’anno di vitalizio, 464,5 euro al mese.

Non è stato possibile analizzare il sistema della Bulgaria perché i dati relativi alle pensioni dei parlamentari bulgari non sono pubblici.

QUANDO SAREMO AL GOVERNO ELIMINEREMO I VITALIZI E TUTTI I PRIVILEGI. L’Italia farà parte di quell’Europa che non assegna privilegi ai politici e che mette i cittadini al primo posto. L’Europa è composta da tanti Stati diversi fra loro. Noi vogliamo portare i valori, le battaglie e il metodo 5 Stelle dentro le Istituzioni europee, denunciando le ingiustizie e imitando le buone pratiche. E’ una promessa!

fonte: tutti i dati presenti nel post sono stati raccolti con il supporto del servizio di ricerca del Parlamento europeo, in cooperazione con i Parlamenti nazionali dei 28 Stati membri. Dati aggiornati al 31 marzo 2017.

tratto da: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/06/in-18-stati-europei.html

Il ritorno di Berlusconi: “Il M5S preleverà la metà dei vostri patrimoni” …Ormai è rincoglionito e bisogna capirlo… ma rendetevi conto che c’è gente che lo vota!!

Berlusconi

 

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Il ritorno di Berlusconi: “Il M5S preleverà la metà dei vostri patrimoni” …Ormai è rincoglionito e bisogna capirlo… ma rendetevi conto che c’è gente che lo vota!!

 

Alla cena per il compleanno di Renata Polverini, ex governatrice del Lazio e deputata di Forza Italia, lo speudo-Cavaliere (non doveva decadere dalla carica? boh…) è tornato alla carica, facendo presagire una entrata in scena clamorosa per le prossime elezioni politiche.

In forma smagliante, secondo gli invitati alla festa (non ci fate caso, i soliti leccaculo), Berlusconi ha tenuto un vero e proprio monologo che ha catalizzato l’interessamento di tutti i partecipanti:

Dove sono quelli del Pd?“, ha esordito “Voglio raccontare un pò di storielle su Renzi. Non vedo l’ora di cominciare la campagna elettorale. Anche se sarà il mese di agosto: in vita mia non ne ho mai sbagliato una”

Ed e a questo punto che Berlusconi spiazza tutti:

La mia campagna elettorale sarà tutta contro i Cinquestelle. Voi volete mantenere i grillini al potere? Sappiate che vi porteranno via il 50 per cento del patrimonio. I vostri figli erediteranno la metà di quello che avete costruito con le vostre fatiche”.

I bene informati sotengono che, dopo la rottura del patto del Nazareno, Renzi e B. sono tornati a sentirsi, conferma delle parole trapelate riguardo il Nazareno bis. Parole che registrano non solo ottimismo ma addirittura entusiasmo.

Da decidere solo la data: Renzi vorrebbe incontrare Berlusconi prima della direzione del 30 maggio, subito all’inizio della settimana prossima.

Berlusconi, dunque, prepara la sfida alle prossime politiche.

Con un solo diktat, vincerle a tutti i costi.

Casualmente Obama in Italia incontra Renzi, subito dopo il New York Times (mai neanche un rigo su Mafia Capitale) attacca la Raggi: “Rifiuti quasi ovunque, promesse politiche fallite” …il M5S fa paura anche agli USA? Una volta al governo sapete dove se li possono mettere i loro F35 e le loro armi nucleari?

 

Obama

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Casualmente Obama in Italia incontra Renzi, subito dopo il New York Times (mai neanche un rigo su Mafia Capitale) attacca la Raggi: “Rifiuti quasi ovunque, promesse politiche fallite” …il M5S fa paura anche agli USA? Una volta al governo sapete dove se li possono mettere i loro F35 e le loro armi nucleari?

 

La macchina del fango allestita da Renzi & C. arranca per screditare il M5s.

Ora all’attacco dei rifiuti di Roma.

Peraltro un attacco già sputtanato, leggi per esempio:

Franco Bechis dimostra che non esiste nessuna emergenza rifiuti a Roma. Gira 4 ore per tutta la città. Solo 4-5 cassonetti sono strabordanti. UN’ALTRA MENZOGNA DI RENZI E DEI SUOI COMPLICI…!!

Le magliette gialle del Pd sono già in marcia per ripulire le strada di Roma (mentre, già da tempo, ne hanno ripulito le casse). Ed ecco un nuovo alleato, il New York Times che chissà come si accorge della monnezza di Roma.

Il New York Times, che non ha mai scritto un rigo su Mafia Capitale, ora è scandalizzato dalla gestione Raggi! E questo poco dopo che Obana ha parlato con Renzi…

Che Renzi gli abbia spiegato, con dovizia di dettagli, dove se li possono infilare gli Americani i loro F25 e le loro armi nucleari in caso di vittoria del M5s…??

 

Da Il Secolo XIX

Il New York Times torna a criticare Roma: «Rifiuti quasi ovunque, promesse politiche fallite»

Roma – «A Roma ci sono rifiuti quasi ovunque» e i politici «continuano a promettere – e falliscono – di tenere il problema sotto controllo». Lo afferma un editoriale del New York Times firmato da Frank Bruni.

«La situazione» dei rifiuti «è peggiore del solito e più deprimente che mai, perché i romani hanno eletto lo scorso anno un giovane sindaco di un nuovo e giovane partito politico che si era impegnato a cambiare le cose. Quasi 11 mesi dopo, non ha fatto quasi nulla del genere» si legge nell’editoriale.

Nell’editoriale dal titolo la «sporca metafora di Roma», Bruni mette in evidenza il contrasto della città, con i monumenti tirati a lustro e la spazzatura. I rifiuti «sono la prima cosa che i romani nominano a chi gli chiede della loro città in questi giorni. Ma anche la seconda e la terza» si legge nell’editoriale, dove viene citato Massimiliano Tonelli che descrive la situazione come «tragica. Nessun altro paese europeo ha la sua capitale in queste condizioni». Tonelli insieme ad altri romani fa la cronaca dei rifiuti sul «sito tristemente popolare ROma Fa Schifo», che ha contribuito a fondare.

Tonelli si lamenta del contrasto fra i monumenti splendenti per turisti mentre Roma puzza per i cittadini. Una contraddizione che ricorda costantemente agli italiani che «il settore pubblico è inefficiente e disorganizzato mentre quello privato funziona meglio».

Il New York Times si spinge anche oltre. «Non sono solo i rifiuti. È la profusione di venditori ambulanti senza licenza nelle strade. Gli irregolari trasporti pubblici. La corsa a ostacolo delle auto parcheggiate dove non dovrebbero essere parcheggiate».

Di Maio: “Sui Migranti non cerco voti, ma chiarezza su chi ci mangia”

 

Di Maio

 

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Di Maio: “Sui Migranti non cerco voti, ma chiarezza su chi ci mangia”

Luigi Di Maio – Il vicepresidente della Camera: “Bisogna fare luce sulle Ong. Saviano ci accusa, ma è disinformato sul tema”

Gli ipocriti sono loro, la verità è che del business dell’immigrazione non si deve parlare perché ci mangiano in tanti. Ma noi cerchiamo chiarimenti, non voti”. Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e candidato premier in pectore dei Cinque Stelle, accusa e rilancia. Da giorni, lui e il blog di Grillo tuonano contro “i taxi del Mediterraneo”, ovvero le imbarcazioni delle Ong che lucrerebbero sul traffico di migranti. E ieri proprio Di Maio e Roberto Saviano hanno ingaggiato un lungo corpo a corpo su Facebook, con lo scrittore che morde: “È da irresponsabili lanciare accuse vaghe e schizzi di fango su chi ogni giorno salva vite”.

Perché questo accanirsi sulle Ong?

Nessun accanimento. Abbiamo sollevato il tema per i tanti allarmi ricevuti sui morti in mare e sull’aumento degli sbarchi. Vogliamo fare chiarezza su certe disfunzioni, come la vogliono fare la procura di Catania, che ha aperto un’inchiesta, e come Frontex, l’agenzia europea che si occupa del tema.

Quali sono i problemi?

Due rapporti di Frontex, pubblicati dal Financial Times, raccontano che tra i finanziatori di queste organizzazioni ci sarebbe gente come il magnate americano George Soros. E oggi (ieri, ndr) su La Stampa il procuratore di Catania parla “di contatti tra le ong e gli scafisti” e di “gruppi finanziati da personaggi discutibili”.

Sono accuse, non certezze. E lo stesso procuratore parla di “Ong buone e cattive”.

Io non ho mai detto che tutte queste organizzazioni sono cattive, e non le voglio certo cancellare. Voglio fare luce.

L’espressione “taxi del Mediterraneo” è orrenda.

Ma non l’abbiamo mica inventata noi, sta nel rapporto del 2017 di Frontex. Basta conoscerlo, e leggerlo. Io non ho nulla contro Saviano, ma è chiaramente disinformato sul tema.

Potevate precisare meglio.

Ci si perde sulla forma, ma a contare è la sostanza.

Saviano vi accusa di cercare “i voti di chi i migranti li vuole in fondo al mare”.

Lui e altri non sanno di cosa parlano, e strumentalizzano. Questa è la levata di scudi degli ipocriti. Sono gli stessi che si indignavano quando si metteva in dubbio il lavoro di certe cooperative. E poi si è visto con Mafia Capitale cosa c’era in quel mondo.

Queste polemiche sono rischiose: se le Ong perdono i fondi privati che le alimentano lavoreranno molto di meno, e in mare morirà molta più gente.

Nessuno vuole generalizzare. Però proprio le buone Ong ci devono dare una mano. Noi non sappiamo quali siano sotto inchiesta a Catania, o sotto osservazione da parte di Frontex. Vengano allo scoperto, ci aiutino a capire.

Le navi ora si avvicinano molto di più alle coste libiche. Ma è anche un’esigenza operativa, talvolta.

Innanzitutto c’è un numero, quello fornito dalla Procura di Catania. E ci spiega che la percentuale di vittime in questi anni non è calata, nonostante l’intervento di queste organizzazioni. Qui il punto è un altro: è capire se davvero queste imbarcazioni talvolta vadano in acque libiche, e se si mettono d’accordo con gli scafisti, addirittura prestando loro le navi. E questo crea un indubbio incentivo ai flussi verso l’Europa.

Secondo organizzazioni come Medici senza Frontiere il vero incentivo sono i guai sui territori africani. E il richiamo dell’Europa.

Sono elementi che pesano. Ma il tema rimane sempre quello: capire se e chi fa business. Chiederemo chiarimenti anche al ministro dell’Interno Minniti, con un’interrogazione in Parlamento.

Se andaste al governo, cosa fareste?

Il problema non lo risolvi solo presidiando il Mediterraneo. Innanzitutto, bisogna stabilizzare la Libia. Minniti la deve smettere di andare a parlare solo con un premier fantasma come Al Sarraj, non ricosciuto dalle comunità locali. Sulla Libia serve una conferenza internazionale di pace.

Soluzione a medio termine.

Ma è un processo da avviare, fondamentale. E poi è prioritaria la creazione di agenzie dell’Unione europea nei Paesi più stabili del Nordafrica, che facciano da vero filtro ai flussi migratori.

Il M5S sente aria di Politiche, e vuole i voti della Lega e della destra.

Sciocchezze. La verità è che in Italia in questi ultimi 20 anni ci sono stati due generi di sfruttamento dell’immigrazione. Il primo è quella della Lega, che ha lucrato elettoralmente sul problema, senza mai risolverlo. L’altro invece è quello del centrosinistra, che ha anche preso soldi dalle cooperative che sfruttavano il business dei migranti. Non a caso Salvatore Buzzi finanziò una cena elettorale di Matteo Renzi. Destra e sinistra hanno già fallito.

 

di

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/sui-migranti-non-cerco-voti-ma-chiarezza-su-chi-ci-mangia/