Crisi Greca, ecco quanto ha guadagnato Berlino!

 

Crisi Greca

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Crisi Greca, ecco quanto ha guadagnato Berlino!

La grave crisi che ha colpito la Grecia ha fruttato, alla Germania, 1,34 miliardi di euro. In che modo? Grazie a crediti e acquisti di bond di Atene. Il dato è stato diffuso dal ministero delle Finanze tedesco, in risposta a un’interrogazione dei Verdi. Come scrive la Sueddeutsche Zeitung il guadagno per i prestiti della banca statale Kfw è stato di 393 milioni, mentre per l’acquisto di titoli di Stato dalla Bce i profitti dal 2015 ammontano a ben 952 milioni.

Sven-Christian Kindler (esponente dei Verdi) ha duramente criticato il comportamento tedesco nei confronti della Grecia: “Sarà anche legale che la Germania guadagni sulla crisi della Grecia, ma non è legittimo nel senso morale della solidarietà”. In altre parole, dopo aver bacchettato per anni un Paese, costringendolo a sacrifici durissimi per ottenere il tanto agognato “salvataggio”, si scopre che Berlino ha guadagnato dalle lacrime e sangue di Atene.

Intanto oggi si apprende che la Commissione Ue ha raccomandato al Consiglio di chiudere la procedura per deficit pubblico eccessivo. È la notizia a lungo attesa sia da Atene che nelle altre capitali, il segnale (questa l’interpretazione corrente) che i programmi di salvataggio all’insegna dell’austerità danno frutti. “Questa tappa è il risultato degli sforzi considerevoli fatti dal paese in questi anni per consolidare le finanze pubbliche e dei progressi compiuti per attuare il programma concordato”, indica la Commissione europea. Così resteranno solo tre paesi sotto procedura per deficit eccessivo: Francia, Spagna e Regno Unito.

La Grecia, però, ha chiesto altri soldi, stavolta al Fondo monetario internazionale. Il governo di Atene ha inviato all’Fmi una richiesta per un perstito da 1,6 miliardi di euro, proponendo in cambio la realizzazione di una serie di riforme, comprese la limitazione del diritto di sciopero e la liberalizzazione di varie professioni. A scriverlo è il quotidiano ellenico Kathimerini. Tra gli impegni dell’esecutivo, anche quello di adottare nuove misure di austerità nel caso non vengano raggiunti gli obiettivi finanziari del terzo pacchetto di salvataggio, oltre a quello di porre un tetto ai contratti a tempo determinato nel settore pubblico per gli anni 2017 e 2018.

 

fonte: http://www.ilgiornale.it/news/mondo/germania-ha-guadagnato-crisi-grecia-ecco-quanto-1419385.html

Il debito è illegittimo? Non si paga! Lo ha fatto prima l’Islanda, ora l’Equador. E sono rinati… Perchè non lo ha fatto la Grecia? …E soprattutto, perchè non lo facciamo noi?!?

 

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Il debito è illegittimo? Non si paga! Lo ha fatto prima l’Islanda, ora l’Equador. E sono rinati… Perchè non lo ha fatto la Grecia? …E soprattutto, perchè non lo facciamo noi?!?

Come accaduto in Islanda, anche in Ecuador il popolo, guidato dal presidente Rafael Correa, si è rifiutato di pagare il debito. Una commissione appositamente istituita l’ha dichiarato illegittimo in quanto si trattava di un prestito che faceva gli interessi esclusivi di banche e multinazionali e non del paese che avrebbe dovuto aiutare.
In un mondo dominato dalla finanza e dai poteri forti, l’arma più utilizzata dai potentati economici per la sottrazione di risorse ai paesi meno sviluppati è diventata quella dell’imposizione di pesanti debiti tramite organismi come la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale e figure come quella dei Sicari dell’Economia.
Molti paesi, si sono venuti a trovare di fronte alla tragica scelta tra il ripagamento dei debiti verso i creditori internazionali e l’investimento nella spesa pubblica mirata al benessere dei propri cittadini. Purtroppo, la stragrande maggioranza delle volte, i paesi scelgono di proseguire con il pagamento dei debiti accumulando risorse tramite l’imposizione di misure di austerità che colpiscono duramente la popolazione e creano situazioni di disuguaglianza sociale sempre più insostenibili. Proprio come è successo e sta succedendo in Grecia.

Guarda il video QUI

Sintetizzando quando divenne Presidente Rafael Correa, ereditò un paese in macerie per il debito estero e decise di non continuare ad uccidere la sua popolazione, considerando persone non grate i rappresentanti della Banca Mondiale e del FMI; imponendo poi un audit sul debito che ne certificò l’immoralità e le irregolarità manifeste da parte degli istituti finanziari nord-americani ed europei, risultati oggi nessuno parla di Ecuador, nessun media, nessun politico, ma l’Ecuador è libero, si non sarà l’induatrializzata Germania no, forse è meglio! Il paese ha subito in questi ultimi anni una notevole trasformazione, passando da un’economia prevalentemente agricola ad una industriale e sviluppata soprattutto nel settore terziario. Il paese è ricco di risorse minerarie, oltre a quelle petrolifere. Vi sono enormi giacimenti di rame. Anche molibdeno, oro e argento sono presenti in notevoli quantità nel sottosuolo ecuadoriano, così come presenti sono zinco, piombo e zolfo. L’Ecuador è il maggior esportatore di banano al mondo, fiori tropicali, il cacao, caffè, palmito e gamberi. Le attività industriali sono prevalentemente concentrate a Quito e Guayaquil, ed ha i punti di forza nel settore petrolchimico, tessile, farmaceutico e del cemento. La cosa più importante e che la sua gente non è schiacciata dalla finanza.

Se la Grecia nel 2012 avvese seguito l’esempio dell’Ecuador e dell’Islanda chissà come vivebbre oggi il suo popolo, questo non possiamo dirlo quello che possiamo dire è, che sia l’Islanda che l’Ecuador sono salve ed salvo il suo popolo dalla povertà, il popolo greco oggi…beh questo lo sapete perfettamente come se la passa.

 

tratto da: http://www.stopeuro.org/ecuador-se-il-debito-e-illegittimo-non-si-paga-infatti-non-paga-dal-2012-e-il-paese-cresce/

La Germania si oppone alla parziale cancellazione del debito Greco – Ora, per farvi capire bene cosa significa “essere carogne nell’anima” – Vi invitiamo a leggere questo: QUANDO LA GRECIA CANCELLÒ I DEBITI DELLA GERMANIA

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La Germania si oppone alla parziale cancellazione del debito Greco – Ora, per farvi capire bene cosa significa “essere carogne nell’anima” – Vi invitiamo a leggere questo: QUANDO LA GRECIA CANCELLÒ I DEBITI DELLA GERMANIA

Leggiamo da ZEROHEDGE.COM

L’insolvente Grecia, che settimana scorsa ha votato per ulteriore austerità, sperando così di poter ricevere fondi europei per ripagare la BCE, si è di nuovo impelagata in negoziazioni sul proprio debito. Proprio all’ultimo, però, il ministro delle finanze europeo ha dato parere negativo.

I ministri delle finanze dell’area euro si sono riuniti oggi a Bruxelles con la speranza, soprattutto i greci, di tornare a casa con un accordo firmato. Non si è però rotta l’impasse sulla riduzione del debito ellenico, si è solo rinviata la discussione a luglio.

“L’Eurogruppo ha tenuto una discussione approfondita sulla sostenibilità del debito pubblico greco, ma non ha raggiunto un accordo”, ha dichiarato Jeroen Dijsselbloem, ministro delle finanze olandese, che presiede le riunioni con i suoi pari europei e che ancora non  ha raggiunto una soluzionee, dato che il suo collega tedesco Schauble ha negato ogni possibile concessione.

…Ma questi tedeschi quanto sono carogne? Per capirlo basta leggere questo:

Quando la Grecia cancellò i Debiti della Germania

Sembra che in Europa stia avvenendo un braccio di ferro. O, per meglio dire, uno scontro alla Davide contro Golia. E’ lo scontro tra Grecia e Germania. I fatti sono sotti gli occhi di tutti. Un nuovo governo è stato eletto nel paese ellenico, e questo governo vuole darci un taglio con l’austerity e, insieme a questa, anche ai debiti contratti negli ultimi anni.

Che il pagamento del debito, nei modi e nei tempi prospettati dai falchi del rigore, possa causare l’ennesima catastrofe economica e sociale in Grecia è ormai palese a tutti. Anche con tutto lo spirito di sacrificio e il masochismo possibile, il debito non potrà mai essere saldato, questa un’idea che si sta affacciando.

E quindi, tanto vale procedere con una ristrutturazione, che vuol dire cancellare parte degli oneri.

La Germania sta gridando allo scandalo, richiamando la Grecia ai patti, inchiodandola alle sue responsabilità. Nella sua concezione dei rapporti tra paesi dell’Unione Europea è impossibile concedere una tale grazia.

Eppure, non dovrebbe sembrarle così strano. La Germania infatti fa finta di non sapere, o di non ricordare, che è stata essa stessa ad usufruire di un taglio del debito, per giunta non una ma due volte. E in un contesto molto meno favorevole. Non si può dire che la Germania di allora meritasse tali agevolazioni più di quanto lo meriti oggi la Grecia.

Le date da tenere a mente sono il 1953 e il 1990.

Nel 1953, con gli accordi di Londra, alla Germania fu condonato buona parte del debito contratto dal 1919 al 1945. Nel 1990, gli furono condonate le riparazioni di guerra che il Paese tedesco doveva versare per le tragedie causate durante il secondo conflitto mondiale.

Lunga la lista dei paesi che, con queste importanti concessioni, aiutarono Berlino. La Grecia, innanzitutto, ma anche: Belgio, Canada, Ceylon, Danimarca, Iran, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Pakistan, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica francese, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Svizzera, Unione Sudafricana e Jugoslavia.

Il motivo per cui la ristrutturazione fu concessa è, alla fine, la stessa che giustifica la richiesta ellenica oggi: la crisi economica. La Germania nel 1953 era in ginocchio, la Grecia lo è ora. Anzi, addirittura nel 1990 il taglio fu giustificato da uno scopo politico: che la riunificazione della Repubblica Federale Tedesca e della Repubblica Democratica avvenisse senza intoppi.

La Germania doveva restituire una montagna di denaro: circa 60 miliardi di marchi. Una metà consisteva nei debiti del primo dopoguerra, l’altra metà nelle riparazioni di guerra. La prima tranche fu ridotta del 50% nel 1953, mentre il restante 50% venne restituito in trent’anni, pesando veramente poco sull’economia tedesca che, dopo solo qualche anno, era già ripartita. La seconda tranche doveva essere restituita a riunificazione avvenuta, ma per i motivi descritti poco sopra fu oggetto di rinuncia da parte dei creditori.

La Grecia sta soffocando in mezzo ai debiti, ma a differenza della Germania miracolata non ha causato nessuna guerra che giustificasse un tale accanimento “esattoriale”. Dunque, perché non scendere a un compromesso?

 

By Eles

Incredibile ma vero – Piano Juncker: 280 milioni per gli aeroporti di Atene …che la Grecia è stata costretta a privatizzare perché l’Unione Europea non aveva soldi per aiutarli…!

 

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Incredibile ma vero – Piano Juncker: 280 milioni per gli aeroporti di Atene …che la Grecia è stata costretta a privatizzare perché l’Unione Europea non aveva soldi per aiutarli…!

 

280 milioni dal Piano Juncker per gli aeroporti che Atene è stata costretta a privatizzare

 

La Grecia ha ceduto la gestione delle strutture all’impresa tedesca Fraport nell’agosto del 2015 come richiesto dal Terzo Memorandum

Bruxelles – La Commissione europea ha destinato 280 milioni a 14 aeroporti greci, gli stessi che Atene era stata costretta a privatizzare nell’estate del 2015 in seguito al Terzo Memorandum stipulato con i creditori. La Commissione europea ha spiegato che il Piano Juncker, il programma di investimenti europei che porta il nome dell’attuale presidente della Commissione, supporterà un prestito da parte della Banca europea per gli investimenti (Bei) per finanziare la modernizzazione degli aeroporti regionali in questione.

La Grecia potrà beneficiare di un investimento di quasi 300 milioni di euro per mettere a nuovo i suoi principali aeroporti. Peccato che tali impianti non siano più suoi da diverso tempo. Nell’agosto del 2015 il governo guidato da Alexis Tsipras privatizzò i 14 aeroporti regionali che ora beneficeranno dell’aiuto del Piano Juncker, dandoli in concessione per 40 anni ad una joint venture formata da una compagnia tedesca la Fraport e dai greci del gruppo Copelouzos. La nuova società, denominata Fraport Greece aveva acquistato gli aeroporti versando ad Atene la somma di 1,23 miliardi di euro, la più grande concessione mai registrata nella storia del Paese ellenico.

“Le infrastrutture moderne giocheranno un ruolo cruciale nel supportare il recupero economico della Grecia. Questo richiede che l’investimento sostenuto realizzi il suo pieno potenziale nel creare impieghi e crescita”, ha commentato Pierre Moscovici, commissario europei per gli affari economici. La Commissione però è accorsa in sostegno degli aeroporti greci soltanto dopo che questi erano stati privatizzati – peraltro a beneficio di una compagnia di un altro Stato Ue come la Germania. Il portavoce della Commissione Margaritis Schinas ha confermato che gli investimenti riguarderanno i famosi 14 aeroporti ceduti alla Fraport, aggiungendo che “si tratta di un atto particolarmente importante per la Grecia, un Paese che ospita più di un milione di turisti ogni anno”.

Il prestito della Bei verrà usato per finanziare gli immediati lavori di sviluppo dei 14 aeroporti, tra cui la ristrutturazione e l’ammodernamento dei terminal, il miglioramento della sicurezza e delle piste di atterraggio. Gli aeroporti in questione sono localizzati ad Aktion, Creta, Kavala, Kefalonia, Corfù, Kos, Mitilini, Mykonos, Rodi, Samos, Santorini, Skiathos, Thessaloniki e Zacinto. In totale queste strutture hanno servito circa 25,2 milioni di passeggeri nel 2016.

fonte: http://www.eunews.it/2017/03/28/grecia-280-milioni-piano-juncker-aeroporti-privatizzati/81585

L’Europa espropria un altro pezzo di Grecia. Questa volta la Germania, in cambio degli aiuti, si prende il porto di Salonicco!

 

Grecia

 

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L’Europa espropria un altro pezzo di Grecia. Questa volta la Germania, in cambio degli aiuti, si prende il porto di Salonicco!

 

L’accusa dei Cinquestelle:

Addio ad un altro pezzo di Grecia. Il porto di Salonicco cade in mani tedesche

Domani arriverà Jeroen Dijsselbloem al Parlamento europeo, mentre la Grecia sta vendendo i suoi asset un pezzo alla volta. Il presidente dell’Eurogruppo, dopo aver insultato i Paesi del Sud Europa definendoli ubriaconi e donnaioli (e quindi non meritevoli di aiuto), prende coraggio e si presenta dinanzi alla plenaria di Bruxelles. Il caso, però, ha voluto che proprio in questi giorni si sia svelato lentamente quanto contenuto nel famoso terzo memorandum d’intesa con cui l’Eurogruppo ha ricattato la Grecia qualche mese fa. In cambio degli “aiuti” per rinnovare le solite insostenibili scadenze sui debiti contratti per i salvataggi precedenti, il Governo di Tsipras ha accettato di svendere anche il porto di Tessalonica, seguendo la logica delle privatizzazioni selvagge chieste dalla Troika.

La gara se l’è casualmente aggiudicata un consorzio a controllo tedesco che incamererà il 67% in cambio di circa un miliardo di Euro, come previsto dagli accordi fra il “paese sovraindebitato” e i suoi creditori. Ad annunciarlo è stata l’Agenzia delle privatizzazioni “Taiped”. Per la precisione, il consorzio raggruppa i fondi tedeschi “Deutsche Invest Equity Partners” – in maggioranza -, il gruppo greco Belterra Investments e l’alleanza Terminal Link Sas con la francese Cma Cgm e il gruppo pubblico cinese China Merchants Holdings International. Ricordiamo che la Grecia aveva già concluso nel 2016 la privatizzazione del 67% del porto del Pireo, svenduto al colosso cinese del trasporto marittimo Cosco per un ammontare di 368,5 milioni di Euro. Oltre che l’acquisto da parte, sempre dei tedeschi, di 14 aeroporti.

Per chi non lo avesse ancora capito, la strategia è chiara e ben delineata. I greci e in generale gli Stati membri dell’Eurozona, specialmente del Sud Europa, essendo brutti e cattivi (o per usare le parole di Djisselbloem, puttanieri e ubriaconi), non devono ricevere veri aiuti. Ma svendere tutto il possibile. A chi? Ovvio, ai soliti noti, a chi rappresenta l’azionista di maggioranza di questa folle Unione Europea. Germania in primis. Il necessario taglio del debito greco, a cui falchi tedeschi e olandesi ostinatamente si oppongono, nonostante il buon senso, è riflesso nei celebri memorandum della Troika: la pistola fumante con cui all’aiuto e alla solidarietà si preferisce la svendita e l’umiliazione dei popoli. Benvenuti nell’Unione Europea fondata nel conflitto d’interessi tra politica e mercato, che attraverso l’Euro, il vincolo economico più grande sancito nei trattati, crea il contesto d’austerità e ricatto, utilizzato per condizionare le scelte economiche degli Stati. In un progetto molto lontano da quello auspicato dal buon senso comune. Un’Europa molto lontana da quella che vorrebbero i popoli europei.
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Nel merito, vi proponiamo anche una traduzione dal Financial Times:

Un consorzio tedesco ha presentato l’offerta più alta per l’acquisto della quota di due terzi della OLTH che è l’operatore portuale di Salonicco, porto situato nella parte nord-est della Grecia. Secondo l’agenzia delle privatizzazioni Greche HRADF, l’accordo porterà nelle casse greche 1.1 miliardi di euro.

La vendita del secondo porto più grande della Grecia, che è strategicamente posizionato per servire i Balcani e la regione del Mar Nero, fa parte degli attuali accordi presi nel piano di salvataggio del paese ellenico concordato fra la Grecia stessa, l’Unione europea ed il Fondo monetario internazionale. Le vendite delle infrastrutture greche sono una parte fondamentale di un ambizioso programma di privatizzazione che è stato ritardato a causa della forte opposizione da parte dei membri più inflessibili del governo di Syriza.

Le società di private-equity Deutsche Invest Equity Partners, la francese Terminal e la greca Belterra Investments che è controllata dall’imprenditore russo-greco Ivan Savvides, hanno offerto 231,9 milioni di euro per il 67% delle azioni OLTH. Il prezzo pagato rappresenta un premio, dato che il pagamento risulta essere il 70% più alto rispetto al reale valore di mercato delle azioni.

Il consorzio inoltre, grazie alla firma di un contrato di concessione, prenderà il controllo delle operazioni del porto di Salonicco per 34 anni. Il contratto di concessione prevede un aumento di oltre 170 milioni di euro di entrate aggiuntive inoltre ad investimenti futuri per 180 milioni di euro in sette anni per aggiornare il terminal dei container ed altri servizi. Infine si aspettano che il periodo di concessione generi altri 500 milioni di euro di investimenti e pagamenti di dividendi, ha detto HRADF.

La vendita, che deve essere ancora approvata dai revisori statali, arriva dopo pochi mesi dall’acquisto del 51% di OLP da parte della società cinese di spedizione COSCO. Per un cifra pari a 280,5 milioni di euro, COSCO si è aggiudicata l’acquisizione di OLP, operatore portuale che gestisce il porto del Pireo, ed ora i cinesi controllano il più grande porto del paese. I due altri offerenti selezionati erano l’ICTS (International Container Terminal Services) delle Filippine e DP World, la Peninsular and Oriental Steam Navigation Company con base a Dubai.

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/04/djisselbloem-al-parl.html

 

Ma la volete sapere la verità? I governi tedeschi, quelli che si ergono a giudici implacabili contro la Grecia, NON HANNO MAI PAGATO I LORO DEBITI !!

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Ma la volete sapere la verità? I governi tedeschi, quelli che si ergono a giudici implacabili contro la Grecia, NON HANNO MAI PAGATO I LORO DEBITI !!

 

I governi tedeschi, quelli che si ergono a giudici implacabili contro la Grecia e che cercano di destabilizzarla per impedire il referendum popolare, sono specialisti nel non pagare i loro debiti. Lo hanno già fatto tre volte nel corso dell’ultimo secolo. La prima volta dopo la Prima guerra mondiale, la seconda nel 1953 e la terza nel 1990 dopo la riunificazione. Vediamo brevemente.

Nel 1923 l’iperinflazione portò alla totale perdita di valore della moneta tedesca, al default e all’interruzione del pagamento del Debito che il governo tedesco stava pagando per le riparazioni di guerra. Il piano statunitense (Daves), che impose nel 1924 una nuova moneta, previde che i tedeschi avrebbero potuto onorare i loro debiti emettendo un prestito obbligazionario da collocare sul mercato della finanza mondiale per una somma totale di 800 milioni di marchi oro. Si trattò a tutti gli effetti di un enorme prestito internazionale dato ai tedeschi per permettergli di pagare il debito.

Nel 1928 avvenne però anche una ricontrattazione del debito, con la riduzione delle quote da pagare e un enorme allungamento dei tempi di restituzione a 60 anni! (Piano Young).

Nel 1933. Dopo aver vinto le elezioni, i nazisti smisero di pagare i debiti e le riparazioni dovute. Negli anni successivi cominciarono ad invadere i loro vicini, non dimenticando mai, appena arrivati, di svuotare le casseforti degli altri.

Nel 1953, dopo la Seconda guerra mondiale, la Germania ha nuovamente battuto cassa per non pagare il suo debito. Il 27 febbraio 1953, la conferenza di Londra, ha infatti deciso l’annullamento di circa i due terzi del debito tedesco (62,6%). Il debito di prima della guerra è stato ridotto da 22,6 a 7,5 miliardidi marchi e il debito del dopoguerra è stato ridotto da 16,2 a 7 miliardi di marchi. Oltre al taglio del debito la Germania ottenne anche un forte dilazionamento: oltre 30 anni di tempo per pagare la quota di debito rimanente. L’accordo è stato firmato dalla repubblica federale tedesca con 22 Paesi, tra cui la Grecia.

La conferenza di Londra aveva però messo una clausola: la parte di debito relativo ai danni provocati dalla guerra veniva posticipato ad un ipotetico periodo futuro nel caso in cui si fosse verificata la riunificazione della Germania.

Nel 1990, quando vi è stata la riunificazione, la Germania non tenuto in alcun conto i suoi impegni presi nella conferenza di Londra del 1953 riguardo alle riparazioni di guerra. Il Cancelliere di allora, Helmut Kohl, si è rifiutato di applicare l’accordo di Londra del 1953 sui debiti esterni della Germania là dove veniva previsto che le le riparazioni destinate a rimborsare i disastri causati durante la seconda guerra mondiale dovevano essere versati alla riunificazione. Qualche acconto è stato versato ma si tratta disomme minime. La Germania non ha regolato i suoi conti dopo il 1990, ad eccezione delle indennità versate ai lavoratori forzati. I soldi prelevati con la forza nei paesi occupati durante la seconda guerra mondiale e i danni legati all’occupazione non sono stati rimborsati a nessuno. Tantomeno alla Grecia.

Da notare che i nazisti, al tempo dell’occupazione militare, hanno imposto alla Grecia il pagamento dei costi della loro occupazione. Insomma non solo hanno distrutto e ucciso, ma hanno letteralmente saccheggiato il Paese… Tenuto conto dell’inflazione dopo il 1945, la Germania ha un enorme debito con la Grecia che è stato calcolato in 162 miliardi di euro. Non proprio noccioline….

Questi sono i governanti tedeschi, che si ergono ad autorità morale contro il popolo greco e il suo governo. Governano una nazione che è stata rimessa in piedi dal Piano Marshall dopo che aveva scatenato una guerra, distrutto il continente e fatto decine di milioni di morti. Una nazione, un governo e un popolo che non hanno mai pagato i propri debiti e che proprio grazie a questo e agli aiuti sono potuti ridiventare una potenza mondiale. E’ bene ricordarglielo mentre stanno cercando di assassinare il popolo greco per la seconda volta.

 

 

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/29/grexit-i-governi-tedeschi-non-hanno-mai-pagato-i-loro-debiti/1824300/

Prodi confessa: “Sul debito della Grecia, Francia e Germania mi obbligarono a tacere” !!

 

 

 

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zzz

 

 

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Prodi, ex premier nel 2003, durante un’ intervista fatta dal quotidiano tedesco “Tagesspiegel” risponde ad una serie di domande confessando anche qualche retroscena…

L’intervista ha spaziato su una serie di argomenti vasti ma il fulcro principale, ovviamente è stato l’euro, le sue conseguenze e i suoi benefici (sempre ce si sono).
Tra le tante domande, il quotidiano Tedesco chiede a Prodi se l’ingresso della Grecia nell’euro è stato un errore clamoroso.
La sua risposta è stata a dir poco sconvolgente…

 

“Non parlerei di un errore: solamente e’ stato fatale non avere alcun controllo sul budget a disposizione. Questo controllo era presente prima dell’euro ma poi? Italia, Germania e Francia hanno voluto cosi’ quella volta. Io provai in tutti i modi a chiedere controlli intensificati sui bilanci ma Schroeder e Chirac mi hanno severamente detto che dovevo tacere”, conclude l’ex premier.

Perchè Prodi doveva tacere?
Per quale motivo questi controlli di bilancio sono stati rifiutati?
Se non fossero stati eliminati, a quest’ ora probabilmente non stavano in questa situazione penosa, dove la Grecia si ritrova ad avere un debito pubblico sproporzionato tanto quanto quello dell’Italia che, parliamoci chiaramente, nessuno riuscirà mai a risanare!

L’ ex Premier Prodi ha poi aggiunto: “E’ piu’ sensato concordare un obiettivo raggiungibile da poter controllare passo dopo passo. Questo infatti,  e’ stato il caso della Germania nel secondo dopoguerra. A quei tempi infatti e’ stato saggio esentare la Germania dalla gran parte dei suoi debiti alla Conferenza di Londra del 1953: in questo modo la Germania e’ potuta tornare a crescere, e non poco”.

Perchè non si può fare la stessa cosa anche con altri Stati? Non ci sono Nazioni di serie A e Nazioni di serie B.
Tutti facciamo parte dell’Europa e non ci devono essere trattamenti speciali per nessuno in particolare!
E’ facile risollevarsi in questo modo come ha fatto la Germania, per poi puntare il dito e fare il muso duro nei confronti di chi, attualmente si trova in difficoltà….

Comunque, al di là di tutto ciò ci resta una sola osservazione da fare… TROPPE PERSONE E TROPPE NAZIONE SE NE SONO LAVATE LE MANI…
E AD OGGI, CONTINUANO ANCORA A FARLO!!!

 

Fonte: http://jedasupport.altervista.org/blog/politica/prodi-debito-grecia-obbligarono-a-tacere/?doing_wp_cron=1424460130.0540959835052490234375