EMBÈ ? NESSUNO È PERFETTO! …Ma Voi continuate a votarli…!

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EMBÈ ? NESSUNO È PERFETTO! …Ma Voi continuate a votarli…!

EMBÈ ? NESSUNO È PERFETTO!

Il Ministro degli Esteri Alfano non conosce l’inglese , che sarebbe utile per un ministro degli esteri.

Il Ministro delle Finanze Padoan sbaglia i conti di 10 miliardi di euro e, senza vergogna, chiede conseguente sconto alla UE.

Il Ministro del Lavoro Poletti dichiara che per trovar lavoro, i giovani non devono mandare curriculum, ma giocare a calcetto.

Nel curriculum del Ministro dell’Istruzione Fedeli  c’è scritto che è laureata. Falso perché la verità è  che ha poco più della terza media.

Il Ministro della Pubblica Amministrazione Anna Maria Madia ha copiato la tesi e ha prodotto leggi incostituzionali in seguito bocciate.

Il Ministro dell’Ambiente Galletti ha ridotto le rinnovabili e approvato  trivelle, inceneritori, gas e carbone.

Il Ministro dei Beni Culturali Franceschini ha accusato il Tar di oscurantismo per aver bocciato le sue nomine di direttori di 5 musei, peccato che la bocciatura del Tar era dovuta in base ad una legge approvata da Franceschini stesso.

Il Ministro dello Sviluppo Economico Calenda assiste impotente al drammatico evolversi del rapporto PIL/debito pubblico in Italia, sempre molto più basso di quello della Grecia, nazione in default.

Il Ministro dell’Interno Minniti, con l’illuminata collaborazione di Renzi, del Presidente della Repubblica Mattarella e del  PdC Gentiloni, non ha lasciato soli i terremotati dell’Abruzzo. Infatti dopo un anno, sono  ancora privi delle 527 casette promesse, sono ancora privi dei milioni di euro donati pro terremoto ma bloccati in qualche banca delle solite, ma alla fine non li hanno lasciati soli nella disgrazia e nella beffa, perché i terremotati sono tanti e possono farsi pure compagnia tra di loro.

Il Ministro della Salute Lorenzin vuole rendere obbligatori 12 vaccini quando in tutta europa il massimo è 4 e tante nazioni ne hanno 0 obbligatori e stanno benissimo.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Del Rio ammira con curiosità la frequenza incredibile di crolli improvvisi di vecchi ponti in Italia.

Il Ministro dello Sport, con delega ai Servizi Segreti, Luca Lotti, ha sabotato un indagine dei Servizi Segreti spifferando l’esistenza di cimici negli uffici del Direttore del Consip Marroni, che le ha subito fatte togliere. L’indagine riguarda un appalto Consip di 2.700 milioni di euro, l’appalto più grande d’Europa.

Il Ministro della Giustizia Orlando vuole che venga approvata la sua legge anti abusi per limitare la fuga di notizie sui contenuti delle intercettazioni. Nessuna legge e nessun commento però da parte sua  sul comportamento del suo collega Lotti, si vede che ritiene un peccato veniale un Ministro che sabota le indagini dei Servizi Segreti mentre considera molto grave l’invasione della privacy di Renzi.
Renzi in 3 anni ha inanellato una serie di disastri economici tanto da accumulare 180 miliardi di euro di debito pubblico. 
Ora ditemi, il MoVimento 5 Stelle umanamente non può fare peggio di così. 
Ditemi allora, di grazia, per quale motivo li votate ancora ?

Di Marco Zullo

fonte: http://marcozullo.it/embe-nessuno-e-perfetto/

Assiste la figlia terminale, il datore la licenzia! Un altro grande successo del Jobs Act di Matteo Renzi!

Jobs Act

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Assiste la figlia terminale, il datore la licenzia! Un altro grande successo del Jobs Act di Matteo Renzi!

 

Assiste la figlia terminale, il datore la licenzia

Limite di assenze dal lavoro superato, scatta il licenziamento immediato.

E’ accaduto a Fossò, provincia di Padova, dove una madre ha rinunciato a tutto pur di donare un ultimo sorriso alla piccola Aurora di 8 anni, malata terminale. La famiglia, che sta passando un momento davvero difficile, cerca di affrontare come può i giorni a venire. Però quando la madre di Aurora pensava di tornare a lavoro, ha fatto una scoperta incredibile: alla pasticceria dove lavorava da ben 7 anni, per lei non c’era più posto. Il limite di assenza dal lavoro previsto per legge è stato superato, la donna era stata licenziata. Lei racconta ai microfoni di diversi quotidiani, quello che ha passato negli ultimi tempi della malattia della piccola Aurora, spiegando come la bambina abbia sempre affrontato tutto con grande coraggio e con il sorriso sulle labbra, Loro hanno fatto davvero tutto il possibile per farla sempre stare bene, per farla sorridere ogni giorno, tanto che hanno avverato uno dei suoi più grandi sogni, quello di vedere i propri genitori sposarsi.

‘Era molto felice’ spiega la madre ‘Siamo davvero contenti di aver fatto questa scelta, era il suo sogno, e noi abbiamo voluto fare in modo che fosse esaudito.’

‘Un esempio per tutti noi’

La madre di Aurora parla di come la bambina ha affrontato la malattia: ‘Aurora era una bambina molto coraggiosa non si è mai lamentata. Diceva di stare bene in qualunque situazione: è stata un esempio per tutti noi.’ Poi la doccia fredda del lavoro, Una storia che ha sconvolto tutto il paese in cui vive la famiglia della piccola Aurora. E’ vero che la legge prevede questo, ma in determinate situazioni dovrebbe scattare la comprensione per gli eventi, e cercare di glissare e smussare determinati cavilli. Non è stato il caso della madre di Aurora, che adesso dovrà affrontare il futuro come disoccupata, alla ricerca di un nuovo impiego in un momento difficile per i contratti di lavoro.

Il licenziamento

A far discutere è la storia dell’inaspettato licenziamento [VIDEO]. ‘Dovendo assistere da vicino Aurora, e in maniera decisamente costante, mi sono dovuta assentare dal lavoro per un periodo di tempo molto lungo, superando i limiti di assenza che sono previsti dalla legge vigente’. ‘Nei giorni scorsi mi è arrivata una comunicazione da parte della pasticceria dove lavoravo, nella quale mi veniva comunicato il licenziamento. Non è certo niente in confronto alla morte di Aurora, ma non posso nascondere che non mi sarei mai aspettata una cosa del genere, considerando anche quello che abbiamo passato e quello che anche adesso stiamo affrontando’. #Cronaca Padova #lavoro 2017

 

fonte: http://it.blastingnews.com/cronaca/2017/08/assiste-la-figlia-terminale-il-datore-la-licenzia-001924963.html?sbdht=_rk5QfBPYUPyTyE12xxM6GZzwKDnqotNDBBtW1Kc7l8sZOLwxmPnMOc-s9j5xb3Uv0_

I Grandi successi del Governo Renzi – Apple evade tasse per 880 milioni, ma si accorda con Renzi e ne paga solo 318. …Aiutatemi a capire, se io non pago il canone Rai, poi mi posso accordare per 36 Euro? …O forse prima mi mandano a cagare e poi in galera?

Governo Renzi

 

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I Grandi successi del Governo Renzi – Apple evade tasse per 880 milioni, ma si accorda con Renzi e ne paga solo 318. …Aiutatemi a capire, se io non pago il canone Rai, poi mi posso accordare per 36 Euro? …O forse prima mi mandano a cagare e poi in galera?

Accordo tra Apple Italia e Fisco: la Mela ha pagato 318 milioni di euro all’Erario. Il mega pagamento conclude l’inchiesta per omessa dichiarazione dei redditi dal 2008 al 2013 su un fatturato di 880 milioni di euro generati in Italia ma contabilizzati in Irlanda.

Apple Italia ha pagato 318 milioni di euro al Fisco Italiano: si conclude così l’inchiesta per evasione fiscale avviata lo scorso anno per omessa dichiarazione dei redditi per un fatturato complessivo di 880 milioni di euro tra il 2008 e il 2013.

Ricordiamo che nel corso dell’indagine, avviata fin dal 2013, erano stati perquisiti gli uffici Apple Italia di Milano ed emessi tre avvisi di garanzia indirizzati a Enzo Biagini amministratore delegato di Apple Italia, Mauro Cardaio direttore finanziario e anche a Michael O’Sullivan di Apple Sales International. Il meccanismo studiato e colpito dal Fisco italiano è quello ormai noto: vendite e fatturato generati in Italia vengono quasi totalmente attribuiti al bilancio di Apple Sales International in Irlanda dove le multinazionali possono contare su una imposizione prossima allo zero. Una procedura di elusione fiscale attuata da numerose multinazionali tra cui anche quelle hi-tech.

Secondo quanto riporta Repubblica.it nonostante Apple fosse difesa da un pool di fiscalisti e avvocati di primissimo piano, tra cui Paola Severino, ex ministro della Giustizia, l’accordo tra Apple Italia e Fisco è stato raggiunto con il pagamento integrale dell’intera somma richiesta, una trattativa che il quotidiano definisce “estenuante”. In pratica Apple Italia ha accettato tutte le richieste esposte, una formalizzazione che crea un precedente importante in vista di altri procedimenti simili in corso in altri paesi dell’Unione Europea, oltre che di una indagine diretta da parte della Commissione EU.

È certo che Apple non sarà l’unica big colpita da sanzioni di questo tipo da parte del Fisco: da tempo sono in corso trattative con Google per una evasione di circa 1 miliardo di euro di fatturato nel nostro Paese che potrebbe arrivare a un accordo stimato di 150 milioni di euro.

tratto da: http://www.macitynet.it/apple-italia-paga-318-milioni-euro-allerario-evasione-fiscale/

Consip, Marroni accerchiato e annientato. Si dimettono Ferrara e Ferrigno, decade il cda. Invece l’indagato Lotti resta al suo posto… Ora però non cominciate a pensare a male. Che ci azzecca se è del Pd ed amico di Renzi…?!?

Consip

 

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Consip, Marroni accerchiato e annientato. Si dimettono Ferrara e Ferrigno, decade il cda. Invece l’indagato Lotti resta al suo posto… Ora però non cominciate a pensare a male. Che ci azzecca se è del Pd ed amico di Renzi…?!?

 

Consip, Marroni accerchiato e annientato. Si dimettono Ferrara e Ferrigno, decade il cda. L’indagato Lotti resta al suo posto

Prima del dibattito in aula (imbarazzante per Pd e governo) della mozione per chiedere l’azzeramento dei vertici, il presidente e una consigliera lasciano. Così l’accusatore non indagato salta e il ministro resta

“Hanno deciso di farmi fuori. Io che in questa vicenda sono l’unico non indagato”. Luigi Marroni l’aveva capito venerdì, alla presentazione della mozione Pd che chiedeva l’azzeramento dei vertici Consip, ma forse non pensava che la questione si sarebbe risolta automaticamente nel giro di 24 ore. Si sono dimessi i consiglieri del Tesoro nel consiglio di amministrazione: il presidente Luigi Ferrara e la consigliera Marialaura Ferrigno. Di conseguenza, essendo formato da tre componenti (l’altro è appunto l’ad) decade l’intero board della società controllata dal Mef al centro dello scandalo che vede indagato, tra gli altri, il ministro dello Sport Luca Lotti. Marroni, accerchiato dai partiti e annientato dai colleghi, resta in carica con il solo compito di convocare, entro otto giorni, l’assemblea dei soci che dovrà nominare il nuovo cda. E’ dunque questa la “soluzione” al caso Consip, al centro di un fitto lavorio nelle ultime ore mentre per martedì era stata messa in calendario al Senato la discussione sulle mozioni, compresa quella del Pd che avrebbe chiesto l’azzeramento dei vertici.

La decisione dei due consiglieri, di fatto, si rivela un provvidenziale favore al Pd che si è trovato a rincorrere l’opposizione nella richiesta di rimuovere i vertici “in tempi celeri” e che a questo punto potrà evitare l’imbarazzante prova dell’aula. Il gruppo dem a Palazzo Madama ha firmato venerdì una mozione-fotocopia di quella presentata a marzo dai senatori di Idea Augello e Quagliariello cui sono arrivate ben 73 sottoscrizioni provenienti praticamente da tutti i gruppi parlamentari: Forza Italia, Lega, M5s, Gal, Ala, Alternativa Popolare, gruppo per le Autonomie, gruppo Misto. Mancava giusto il Partito Democratico che, per evitare la trappola della mozione, aveva depositato la propria al fine di neutralizzare quelle altrui. Ma la maggioranza risicata al Senato non escludeva affato il rischio di andare allo scontro parlamentare e di finire sotto, con conseguenti, prevedibili, polemiche.

Così a togliere le castagne dal fuoco al segretario del Pd Matteo Renzi– il cui padre Tiziano è indagato dallo scorso febbraio – ci hanno pensato gli altri due consiglieri chiamandosi fuori: con l’addio di due membri su tre decade l’intero consiglio di amministrazione e l’oggetto del contendere. Le dimissioni non cancellano ovviamente lo scontro politico cresciuto intorno alla società dopo l’emergere dell’inchiesta sulle pressioni intorno al maxi-appalto da 2,7 miliardi per il Facility management, vale a dire la gestione e la manutenzione, degli immobili pubblici.

In questa inchiesta Marroni è stato sentito più volte come testimone, diventando il “grande accusatore” del ministro dello Sport Luca Lotti sulla rivelazione del segreto d’ufficio. Lotti, indagato insieme al generale dei Carabinieri Emanuele Saltalamacchia, ha sempre respinto ogni addebito. Ad aggravare l’intreccio è intervenuto poi il caso-Scafarto, il vicecomandante del Noe che ha seguito l’inchiesta della Procura di Napoli ed è ora indagato per depistaggio con l’accusa di falsi nell’informativa sui presunti incontri tra l’imprenditore napoletano Alfredo Romeo e Tiziano Renzi.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/17/consip-marroni-accerchiato-e-annientato-si-dimettono-ferrara-e-ferrigno-decade-il-cda-lindagato-lotti-resta-al-suo-posto/3666837/

Lavoro, UN ALTRO GRANDE SUCCESSO DEL GOVERNO RENZI, nel primo trimestre -92% di nuovi contratti stabili rispetto allo stesso periodo del 2015!

 

Lavoro

 

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Lavoro, UN ALTRO GRANDE SUCCESSO DEL GOVERNO RENZI, nel primo trimestre -92% di nuovi contratti stabili rispetto allo stesso periodo del 2015!

 

Da Il Fatto Quotidiano:

Lavoro, nel primo trimestre -92% di nuovi contratti stabili rispetto allo stesso periodo del 2015 (con gli sgravi)

Attivazioni e trasformazioni sono state 398.866, ma sottraendo le cessazioni restano 17.500 rapporti di lavoro aggiuntivi. Contro i 214.765 nuovi contratti “netti” attivati nel primo anno di decontribuzione totale voluta dal governo Renzi. Salgono poi del 14,4%, a oltre 18mila, i licenziamenti per giusta causa. A marzo +12% le domande di disoccupazione

Finiti gli sgravi contributivi, crollano i nuovi contratti a tempo indeterminato. La tendenza, emersa già lo scorso anno, è conclamata nei dati dell’Osservatorio Inps sul precariato relativi ai primi tre mesi del 2017, anno in cui gli incentivi alle assunzioni voluti da Matteo Renzi si sono azzerati. Nel primo trimestre i nuovi contratti stabili, incluse le trasformazioni da apprendistato o da contratti a termine, sono stati 398.866, ma il saldo tra i nuovi posti e le cessazioni di contratti stabili è stato di 17.537 contro i 41.731 dello stesso periodo dello scorso anno, quando gli sgravi c’erano ancora pur se in forma ridotta, e i 214.765 nuovi contratti “netti” (612.158 attivazioni meno 397.393 cessazioni) attivati nel primo trimestre 2015. Un crollo del 91,8 per cento. Finiti gli incentivi, insomma, le imprese hanno invertito la rotta tornando ad orientarsi sui contratti a termine, esattamente come prima del Jobs Act e della legge di Stabilità per il 2016.

Nel periodo preso in esame le assunzioni fatte dai datori di lavoro privati sono risultate 1.439.000, in aumento del 9,6% rispetto a gennaio-marzo 2016. Ma il maggior contributo è dovuto alle assunzioni di apprendisti (+29,5%) e a quelle a tempo determinato (+16,5%), mentre sono diminuite quelle a tempo indeterminato (-7,6%). Significativa anche la crescita dei contratti di somministrazione (+14,4%). Le cessazioni nel complesso sono state 1.117.000, in aumento rispetto all’anno precedente (+6,6%). A crescere sono le cessazioni di rapporti a termine (+12,5%), mentre quelle di rapporti a tempo indeterminato sono leggermente in diminuzione (-2,1%).

L’osservatorio rileva anche che nei primi tre mesi dell’anno le aziende italiane hanno intimato 143.225 licenziamenti, con un aumento del 2,8% sullo stesso periodo del 2016. Ma se si guarda ai licenziamenti per giusta causa, quelli sui quali è intervenuto il Jobs Act di fatto cancellando il reintegro in azienda in caso di allontanamento illegittimo nelle aziende oltre i 15 dipendenti, l’aumento è stato del 14,4%, da 16.004 a 18.349. Rispetto al 2015, quando i licenziamenti disciplinari furono 12.705, l’aumento è stato del 44,39%. Nelle aziende con oltre 15 dipendenti i licenziamenti per motivi disciplinari (giusta causa o giustificato motivo soggettivo) tra gennaio e marzo 2017 sono stati 8.758 a fronte dei 6.545 dello stesso periodo 2016 (+29,3%) e dei 5.027 dei primi tre mesi 2015 (+68,45%).

Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, a marzo sono state presentate 111.334 domande di disoccupazione, in crescita del 12% rispetto alle 99.435 domande dello stesso mese dello scorso anno. Sono state presentate 15 domande di Aspi, 4 di mini Aspi e 109.823 domande di Naspi. Nello stesso mese sono state inoltrate 353 domande di disoccupazione e 1.139 domande di mobilità.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/18/lavoro-nel-primo-trimestre-92-di-nuovi-contratti-stabili-rispetto-allo-stesso-periodo-del-2015-quando-cerano-gli-sgravi/3594713/

 

Tutti i regali del Pd alle Banche. Fanno 57 miliardi di Euro, circa 2.370 Euro a famiglia …per il momento!

 

Banche

 

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Tutti i regali del Pd alle Banche. Fanno 57 miliardi di Euro, circa 2.370 Euro a famiglia …per il momento!

 

I 16 regali dei governi PD alle banche

I governi non eletti (Gentiloni, Renzi, Letta), facendo felici gli istituti di credito, alla ricerca di nuove terre vergini da esplorare- come profetizzava Zigmunt Bauman- hanno offerto numerosi regali ai banchieri, i cui interessi non coincidono mai con quelli di famiglie e Pmi, con l’evidente finalità di consegnare il destino degli italiani, già ipotecati da vite a rate per la perdita del potere di acquisto, dalla culla alla tomba e chiavi in mano nelle grinfie di banche e compagnie di assicurazioni.
Adusbef, che celebra a Roma (Hotel Forum) 30 anni dalla sua fondazione (13 maggio 1987), non ricorda a memoria una spudorata decretazione (spesso d’urgenza), come nell’attuale legislatura iniziata nel febbraio 2013 (ben 16 provvedimenti), ad esclusivo vantaggio di banche ed assicurazioni, con conseguenti oneri e stangate sui cittadini, costretti ad allungare l’esercito di debitori cronici, se non a fare la fila alle mense della Caritas, solo per sfamarsi.
I 16 provvedimenti a favore delle banche, i primi 4 di Letta; ben 9 del Governo Renzi, gli ultimi 3 di Gentiloni, gravano sulle spalle dei cittadini, famiglie, PMI e della fiscalità, generale, anche con l’aumento del debito pubblico, arrivato a 2.240,1 mld di euro, sono stimati da Adusbef in 56,88 mld di euro, con un costo di 2.370 euro per ogni famiglia (24 milioni). Dalla fiscalità di vantaggio sulle perdite, 23,5 mld di euro (19,8 + 3,7); alla rivalutazione delle quote di Bankitalia (7,5 mld + 1,060 mld di cedole pagate alle banche socie); all’anatocismo resuscitato (3,4 mld); al salvataggio delle banche (20 mld di aumento del debito pubblico); agli ulteriori sconti fiscali per le banche decotte, camuffati nei parametri di Aiuto alla crescita economica Ace, (1,3 mld di euro), alla Gacs (120 milioni). Poi ci sono quelli difficilmente quantificabili, come l’Ape, che costringe chi vuole anticipare la pensione a contrarre un oneroso mutuo ventennale con annessa polizza assicurativa; il mercato dei lavori appaltati alla banche, con la possibilità di aprirsi le loro società di ingegneria e monopolizzare l’intero mercato delle abitazioni private in unico pacchetto, mutuo, assicurazione, agenzia immobiliare e ristrutturazione della casa. Ecco in dettaglio i 16 provvedimenti di favore:

1) Nel 2013 il primo provvedimento a favore delle banche dal Governo di Enrico Letta, la fiscalità di vantaggio sulla deducibilità delle perdite, passate da 18 anni a 5 anni, valutato da Mediobanca 19,8 miliardi di euro; (portato da Renzi ad 1 anno, con ulteriori 3,7 mld di euro);
2) Le garanzie sulle obbligazioni tossiche appioppate dalle banche allo Stato per un valore di 161 miliardi di euro, che hanno generato esborsi alle banche di affari (Fonte Eurostat) di 24 miliardi di euro dal 2013 al 2016;
3) La pubblica malleva sulla Cassa Depositi e Prestiti per consentire alle banche di pagare i dividendi alle Fondazioni bancarie;
4) La rivalutazione delle quote di Banca d’Italia, da 156.000 euro a 7,5 miliardi di euro per offrire dividendi pari a 1,060 mld di euro alle banche socie, con la durissima battaglia in Parlamento dei portavoce del M5S, espulsi dall’aula perché gridavano ‘onestà’;
5) Il recepimento della direttiva BRRD (bail-in) per l’esproprio criminale del risparmio approvato in Europa all’insaputa del Governatore di Bankitalia Ignazio Visco, del Ministro Pier Carlo Padoan, infine di Vegas (Consob), che ne hanno chiesto la successiva revisione;
6) Il decreto salva-banche del 22 novembre 2015, che ha azzerato i risparmi di una vita a 130.000 famiglie, truffate e prese in giro da Governo e ministri ostili, che provano odio feroce verso le vittime che reclamano i propri diritti, con manifestazioni, presidi e sit-in;
7) L’esproprio delle case in assenza di 7 rate (portate a 18 dopo le proteste) di mutuo non pagate direttamente dalla banca, senza passare per la legittimità di un giudice terzo;
8) Lo sconto per i trasferimenti immobiliari nell’ambito di vendite giudiziarie con l’imposta di registro, ipotecaria e catastale, non più assoggettata da un’aliquota del 9%, ma nella misura fissa di 200 euro;
9) La riforma delle banche popolari (bocciata dal Consiglio di Stato), varata dal governo Renzi nel 2015, in ossequio ai desideri di banche di affari, grandi fondi e finanza internazionale, per mettere le mani sul risparmio degli italiani, rimuovendo gli ostacoli rappresentati dal voto capitario, che intralciava il far west dei mercati senza regole, che si nutrono di denaro dal nulla, di swap e derivati tossici, per alimentare l’avidità della finanza speculativa;
10) Il prestito vitalizio ipotecario a tassi esagerati e ricapitalizzati per sottrarre agli eredi i risparmi immobiliari, costati sacrifici, sudori ad intere generazioni e dure vite di lavoro;
11) La Bad Bank con la garanzia statale sulle cartolarizzazioni dei crediti morosi (la Gacs), concessa alle banche ed altri intermediari, con dotazione iniziale del Tesoro di 120 milioni;
12) La ricapitalizzazione degli interessi, che genera 3,4 miliardi di euro l’anno a favore delle banche, disposto dal nuovo art.120 del Tub (Testo Unico Bancario) entrato con legge dello Stato nella prassi bancaria, trionfalmente figurata dalla stampa di regime, come norma che ha determinato “la fine dell’anatocismo”, prima vietato nel 2014 e poi resuscitato a cadenza annuale, in pieno spregio della Giurisprudenza unanime;
13) L’anticipo pensionistico (Ape), la cui concessione di forme creditizie per 43 mesi di anticipo, nasconde l’ennesimo regalo a banche ed assicurazioni, con onerosi costi assicurativi per i richiedenti e ricchi introiti per le banche che non rischiano alcunché. Ipotizzando un tasso del 3%, per una pensione da 1.000 euro al mese (con 3 anni e 7 mesi di anticipo), si paga una rata di circa 200 euro al mese per 20 anni; per una pensione di 2.500 euro al mese, l’utilizzo dell’APE porta la decurtazione del 20% della pensione, con rata di 500 al mese;
14) Il Governo Gentiloni, arrivato a Palazzo Chigi il 12 dicembre 2016 col governo ‘fotocopia’ dopo le dimissioni di Renzi per la dura batosta al referendum JPMorgan del 4 dicembre, non poteva sfatare la tradizione di fedele maggiordomo dei banchieri, infilando ulteriori regali, il primo da 20 miliardi nel Cdm de 19 dicembre 2016, spacciato per decreto “salvarisparmio” per salvare le banche e l’omessa vigilanza di Bankitalia e Consob;
15) Nella ‘manovrina’, per completare l’opera, il secondo ulteriore regalo di sconti fiscali per gli istituti di credito che navigano in cattive acque, camuffate nei parametri di Aiuto alla crescita economica (Ace), meccanismo fiscale nato nel 2012 per premiare gli imprenditori che fanno investimenti attraverso sgravi sugli apporti di capitale effettuati. Ulteriori soldi pubblici (stimati in circa 1,3 mld di euro), per favorire banche decotte, che per evitare la bancarotta hanno bisogno di soldi pubblici, come MPS che ha già appostato 891 milioni di euro di minori tasse nel prossimo trimestre. Con le Banche Venete che potrebbero usufruire di oltre 400 milioni di euro di sconti fiscali, come premialità di vantaggio per i crac addossati a 210 mila famiglie truffate da una gestione criminale del credito e del risparmio.
16) Ultimo regalo, il DDL Concorrenza (oltre al Telemarketing selvaggio ed alla fine del mercato tutelato, per offrire sotto le mentite spoglie della competizione ai predoni elettrici e del gas la minore concorrenza ed un aumento delle bollette sulla luce, circa 42 euro l’anno, ben 68 euro per il gas, con l’intento di aggiustare i conti delle aziende energetiche a spese dei consumatori domestici e delle piccolissime imprese), apre il mercato dei lavori privati alle società di ingegneria, costituite in forma di società di capitali o cooperative (finora potevano lavorare solo nel pubblico), offrendo alle banche la possibilità di aprirsi le loro società di ingegneria e monopolizzare l’intero mercato delle abitazioni private, in un unico pacchetto (mutuo, assicurazione, agenzia immobiliare, ristrutturazione della casa).

Questi 16 bei ‘regali’, concessi dal 2013 e nell’attuale legislatura alle banche da governi e maggioranza, per premiare i banchieri e distratti vigilanti come Bankitalia e Consob, che non pagano mai il conto per i disastri provocati, mentre vittime ed espropriati del ‘salva banche’ attendono gli arbitrati, rappresentano generosi cadeaux che devono essere divulgati e resi pubblici, rompendo la cappa di omertà e la censura dei mass media di regime, per offrire ai cittadini vessati, strangolati, usurati e saccheggiati dal sistema bancario, materia di conoscenza e attenta riflessione sul ruolo svolto da governi ‘prediletti camerieri dei banchieri’.

 

di Elio Lannutti (presidente Adusbef)

 

fonte: http://www.beppegrillo.it/m/2017/05/i_16_regali_dei_governi_pd_alle_banche.html

Etruria, altra bomba. “La Boschi non fu l’unico ministro che si mosse…”

Etruria

 

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Etruria, altra bomba. “La Boschi non fu l’unico ministro che si mosse…”

 

Il caso-Boschi divampa, sui giornali e nelle aule parlamentari, ma intanto viene fuori che l’allora ministro delle Riforme non fu l’unica che probabilmente si mise in azione per provare a salvare quella banca a cui vertici sedeva il papà. Dopo le rivelazioni di Ferruccio De Bortoli, nel suo libro “I poteri forti (o quasi”, nel quale dà conto di richieste della Boschi all’allora amministratore di Unicredit, Ghizzoni, affinché acquisisse Etruria, oggi La Stampa racconta che nelle settimane che precedettero il commissariamento dell’istituto di credito toscano, un altro influente membro del governo chiese alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper) di valutare un intervento in favore della banca aretina.

Lo scoop della “Stampa”: “Un ministro chiese di salvare Etruria”

Secondo il quotidiano torinese, agli inizi del 2015 un alto esponente del governo guidato allora da Matteo Renzi contattò i vertici di Bper e chiese la disponibilità della popolare modenese a intervenire in favore di Banca Etruria. “Quello stesso giorno e il successivo l’episodio viene riportato ad alcuni ex esponenti aziendali di Etruria, ai quali i vertici di Bper erano legati da una lunga consuetudine in virtù anche della comune appartenenza alla galassia delle banche popolari. D’altra parte, proprio Bper era stata una delle candidate a prendersi Etruria, della quale conosceva benissimo sia le potenzialità che i problemi, spiega una delle fonti interpellate. L’ultimo tentativo risaliva a qualche mese prima, quando la pressione di Bankitalia per aggregare Etruria si era fatta più forte ma Bper aveva dovuto lasciare il passo alle insistenze della Popolare di Vicenza di Gianni Zonin, preferita da via Nazionale, che tra maggio e giugno sembrava pronta a lanciare un’opa poi mai concretizzata”, scrive La Stampa.

«Nessuna pressione per Etruria, ma solo l’esame del dossier»

Niente pressioni, ma guardammo il dossier Etruria, commentano oggi vertici della Popolare. Ma il caso Boschi-Bortoli si inserisce perfettamente in questa ricostruzione, su cui il quotidiano di Torino fornisce anche altri dettagli: “Lorenzo Rosi, presidente di Etruria dal 2014 fino al commissariamento, avrebbe incontrato Ghizzoni per sottoporre una possibile acquisizione da parte di Unicredit. Rosi, tramite il suo legale, conferma l’incontro ma lo retrodata di qualche settimana – a novembre e non a gennaio – e lo colloca presso la sede di Unicredit in piazza Gae Aulenti. Qualche giorno prima, il 5 novembre, la Boschi aveva partecipato alle celebrazioni dei 15 anni di Unicredit. A combinare l’appuntamento tra Rosi e Ghizzoni, si spiega, sarebbe stata Mediobanca, allora consulente di Etruria (da agosto 2014) per la trasformazione in spa e per la ricerca di un partner”. Mediobanca, però, fa sapere di «non aver avuto nessun ruolo nell’incontro e di non esserne stata a conoscenza».

Il 20 gennaio del 2015 poi il governo Renzi annuncia la riforma delle banche popolari con l’obbligo di trasformazione in spa. Etruria, già da tempo, aveva deciso di anticiparla trasformandosi in società per azioni.

 

fonte: http://www.secoloditalia.it/2017/05/etruria-altra-bomba-la-boschi-non-fu-lunico-ministro-che-si-mosse/

 

GOVERNO RENZI – Sanità, aspettativa di vita ridotta per gli Italiani. A Napoli si vive 3 anni in meno di Trento. Un grazie di cuore per tutti i tagli che hanno fatto alla sanità, mentre regalavano 20 miliardi alle banche!

GOVERNO RENZI

 

 

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SANITA’, RAPPORTO OSSERVASALUTE: A NAPOLI SI VIVE 3 ANNI IN MENO DI TRENTO

CODACONS: DATI VERGOGNOSI, NEL MEZZOGIORNO SANITA’ IN COSTANTE PEGGIORAMENTO E ASPETTATIVE DI VITA RIDOTTE. COLPA DEI CONTINUI TAGLI ALLA SANITA’

I dati contenuti nel rapporto pubblicato oggi da Osservasalute sono per il Codacons “vergognosi” e dimostrano come il servizio sanitario sia peggiorato in Italia negli ultimi anni, specie nelle regioni del Sud.
“L’aspettativa di vita degli italiani si è ridotta e addirittura ai cittadini campani vengono rubati 3 anni di vita rispetto a chi risiede a Trento, e questo è inaccettabile in un paese civile – spiega il presidente Carlo Rienzi – La sanità nel nostro paese è sempre più allo sbando nonostante agli utenti vengano chiesti sempre maggiori sforzi per finanziare il SSN. La colpa di tale situazione è da ricercarsi nei continui tagli alla sanità pubblica, che hanno ridotto i servizi resi all’utenza senza tuttavia colpire il vero cancro del settore: gli sprechi”.
“Auspichiamo ora che le Corti dei Conti regionali destinatarie di un esposto sui fondi per la sanità presentato pochi giorni fa dal Codacons, facciano luce su come vengono utilizzate le risorse destinate al comparto sanitario, perché è vergognoso e inaccettabile che le regioni del sud versino in condizioni così disastrose sul fronte della salute” – conclude Rienzi.

Cagliari, mamma ruba le uova di Pasqua per i figli: sarebbe andata in galera, ma gli Agenti le pagano il conto. Tutto questo mentre alla feccia che ci governa non bastano i privilegi che si gode, ma intrallazza e ruba sulla nostra pelle, prendendoci anche per i fondelli!

Pasqua

 

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Cagliari, mamma ruba le uova di Pasqua per i figli: sarebbe andata in galera, ma gli Agenti le pagano il conto. Tutto questo mentre alla feccia che ci governa non bastano i privilegi che si gode, ma intrallazza e ruba sulla nostra pelle, prendendoci anche per i fondelli!

 

 

Cagliari, mamma ruba le uova di Pasqua per i figli: gli agenti pagano e la liberano

La donna, colta in flagrante, era stata bloccata nel supermercato ma i poliziotti hanno fatto una colletta lʼhanno lasciata andare.

Sono centinaia le condivisioni, migliaia i “like” e i commenti di approvazione riscossi da una storia di generosità che arriva da Cagliari e che in queste ore sta conquistando i social network. Una mamma non aveva i soldi necessari per poter comprare ai suoi figli le uova di Pasqua e così è arrivata a spingersi fino al furto ma è stata scoperta e segnalata alla polizia. Gli agenti accorsi sul posto, però, hanno capito la situazione e non solo non hanno arrestato la donna ma hanno anche avviato un colletta tra di loro per pagare le uova ed evitarle così un denuncia da parte del negoziante.

I fatti risalgono allo scorso giovedì: i vigilanti di un supermercato cittadino hanno chiamato il 113 per segnalare il furto di sei uova di cioccolato da parte di una mamma, 37enne, che le aveva nascoste nel passeggino per i suoi sei figli. “Voleva regalare un sorriso a quei bambini – spiega uno degli agenti che era in turno –  Più che di un atto di polizia giudiziaria, in quel momento c’era bisogno di un atto di generosità. E i nostri ragazzi non ci hanno messo neanche un attimo a compierlo. La legge lo consente”.  “Quando siamo arrivati – prosegue il poliziotto che aveva ricevuto la segnalazione –  la donna non ha negato. Ci ha raccontato una storia che non poteva lasciarci indifferenti. I compagnetti dei suoi figli avevano già ricevuto le uova di Pasqua e loro no. Quando sono tornati da scuola, proprio giovedì, hanno iniziato a piangere e lei ha deciso di trovare un modo di consolarli. L’unico modo a sua disposizione era quello di prenderli senza pagare. Conosciamo quella giovane da tempo, sappiamo che porta avanti la famiglia con enormi difficoltà e nessuna istituzione”.

……

E i nostri Politici? Loro non hanno di questi problemi. Loro hanno stipendi d’oro. E non gli basta rubano e intrallazzano con i loro amici per arricchirsi ancora di più. E manco gli basta, ci prendono anche per il culo.

Nell’immagine: la Morani in una delle sue epiche cazzate.

by Eles

 

“Appartengo a una generazione senza futuro… Complimenti a Poletti. Lui sì che valorizza noi stronzi”… L’ultima tragica lettera del precario trentenne suicida: Quante altre dobbiamo leggerne prima di capire quello che ci hanno combinato Renzi & C….???

precario

 

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 “Appartengo a una generazione senza futuro… Complimenti a Poletti. Lui sì che valorizza noi stronzi”… L’ultima tragica lettera del precario trentenne suicida: Quante altre dobbiamo leggerne prima di capire quello che ci hanno combinato Renzi & C….???

 

“Il precariato mi ha ucciso”. Ecco la lettera di Michele, 30 enne di Udine che si è suicidato stanco di non trovare lavoro

 

L’ultima lettera di un trentenne, Michele, pubblicata per volontà dei genitori sul quotidiano sulle pagine del Messaggero Veneto , il quotidiano regionale del Friuli.

Si è ucciso stanco del precariato professionale e accusa chi ha tradito la sua generazione, lasciandola senza prospettive.

 

Un j’accuse agghiacciante.

E Michele potrebbe essere Vostro figlio, Vostro fratello, Vostro cugino, Vostro nipote, Vostro amico, Vostro vicino…

Michele è uno di noi. Uno di noi che non ha resistito.

E i mandanti chi sono?

Uno di questi Michele ci ha tenuto proprio tanto a ringraziarlo con il suo agghiacciante PS:

“Complimenti al ministro Poletti. Lui sì che ci valorizza a noi stronzi.”

Quanti Michele ci vorranno per capire finalmente chi sono le canaglie che ci governano?

E non sono solo Renzi, Boschi, Poletti & C. ad avere sulla coscienza Michele. Sono anche, con grossa responsabilità, i media che continuano a prendere per il culo i tanti Michele Italiani quando sbandierano risultati trionfalistici del governo con “inizi della ripresa” imminenti, alla faccia della vera, verissima verità che purtroppo Michele ci ha raccontato.

Non fatemi andare oltre altrimenti…

By Eles

 

di MICHELE

Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco. Quel qualcuno non è in grado di stabilire quali sono i limiti di sopportazione, perché sono soggettivi, non oggettivi.

Ho cercato di essere una brava persona, ho commessi molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.

Ma le domande non finiscono mai, e io di sentirne sono stufo. E sono stufo anche di pormene. Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l’altro genere (che evidentemente non ha bisogno di me), stufo di invidiare, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi, di essere preso in giro, di essere messo da parte e di sentirmi dire che la sensibilità è una grande qualità.

Tutte balle. Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca. Non lo è mai stata e mai lo sarà, perché questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni e qualunque cosa non si possa inquadrare nella cosiddetta normalità. Non la posso riconoscere come mia.

Da questa realtà non si può pretendere niente. Non si può pretendere un lavoro, non si può pretendere di essere amati, non si possono pretendere riconoscimenti, non si può pretendere di pretendere la sicurezza, non si può pretendere un ambiente stabile.

A quest’ultimo proposito, le cose per voi si metteranno talmente male che tra un po’ non potrete pretendere nemmeno cibo, elettricità o acqua corrente, ma ovviamente non è più un mio problema. Il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare. Buona fortuna a chi se la sente di affrontarlo.

Non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato, e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte. È un incubo di problemi, privo di identità, privo di garanzie, privo di punti di riferimento, e privo ormai anche di prospettive.

Non ci sono le condizioni per impormi, e io non ho i poteri o i mezzi per crearle. Non sono rappresentato da niente di ciò che vedo e non gli attribuisco nessun senso: io non c’entro nulla con tutto questo. Non posso passare la vita a combattere solo per sopravvivere, per avere lo spazio che sarebbe dovuto, o quello che spetta di diritto, cercando di cavare il meglio dal peggio che si sia mai visto per avere il minimo possibile. Io non me ne faccio niente del minimo, volevo il massimo, ma il massimo non è a mia disposizione.

Di no come risposta non si vive, di no si muore, e non c’è mai stato posto qui per ciò che volevo, quindi in realtà, non sono mai esistito. Io non ho tradito, io mi sento tradito, da un’epoca che si permette di accantonarmi, invece di accogliermi come sarebbe suo dovere fare.

Lo stato generale delle cose per me è inaccettabile, non intendo più farmene carico e penso che sia giusto che ogni tanto qualcuno ricordi a tutti che siamo liberi, che esiste l’alternativa al soffrire: smettere. Se vivere non può essere un piacere, allora non può nemmeno diventare un obbligo, e io l’ho dimostrato. Mi rendo conto di fare del male e di darvi un enorme dolore, ma la mia rabbia ormai è tale che se non faccio questo, finirà ancora peggio, e di altro odio non c’è davvero bisogno.

Sono entrato in questo mondo da persona libera, e da persona libera ne sono uscito, perché non mi piaceva nemmeno un po’. Basta con le ipocrisie.

Non mi faccio ricattare dal fatto che è l’unico possibile, io modello unico non funziona. Siete voi che fate i conti con me, non io con voi. Io sono un anticonformista, da sempre, e ho il diritto di dire ciò che penso, di fare la mia scelta, a qualsiasi costo. Non esiste niente che non si possa separare, la morte è solo lo strumento. Il libero arbitrio obbedisce all’individuo, non ai comodi degli altri.

Io lo so che questa cosa vi sembra una follia, ma non lo è. È solo delusione. Mi è passata la voglia: non qui e non ora. Non posso imporre la mia essenza, ma la mia assenza si, e il nulla assoluto è sempre meglio di un tutto dove non puoi essere felice facendo il tuo destino.

Perdonatemi, mamma e papà, se potete, ma ora sono di nuovo a casa. Sto bene.

Dentro di me non c’era caos. Dentro di me c’era ordine. Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità. Chiedo scusa a tutti i miei amici. Non odiatemi. Grazie per i bei momenti insieme, siete tutti migliori di me. Questo non è un insulto alle mie origini, ma un’accusa di alto tradimento.

P.S. Complimenti al ministro Poletti. Lui sì che ci valorizza a noi stronzi.

Ho resistito finché ho potuto.