Ecco il fantastico reddito di inclusione REI di Renzi: 1,7 miliardi per i poveri! Ma quello che i Tg non dicono è che il REI assorbe il sostegno SIA e l’assegno di disoccupazione ASDI, il cui costo era di 1,7 miliardi! Insomma solo un altro “cambio di nome” per prenderci per il culo!

 

reddito di Inclusione

 

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Ecco il fantastico reddito di inclusione REI di Renzi: 1,7 miliardi per i poveri! Ma quello che i Tg non dicono è che il REI assorbe il sostegno SIA e l’assegno di disoccupazione ASDI, il cui costo era di 1,7 miliardi! Insomma solo un altro “cambio di nome” per prenderci per il culo!

Da gennaio 2018 il via al fantastico reddito di Inclusione REI.

Tutti i media (leccaculo) osannano lo straordinario sforzo del governo Gentiloni-Renzi.

Grandi! hanno trovato i soldi per aiutare i poveri!

NO, imbecilli! Hanno trovato un altro modo per prenderVi per il culo con la complicità dei media!

Com’è che nessuno Vi ha detto che contemporaneamente spariscono il sostegno all’inclusione attiva (SIA) e l’assegno di disoccupazione (ASDI) per i disoccupati?

Come non lo sapevate?

Sono assorbiti dal REI…!

…E quindi non sapete neanche che il costo di SIA e ASDI era di 1,7 miliardi di Euro, mentre il REI costerà 1,7 miliardi di Euro! …Come? Forse ci state arrivando?

Hanno fatto un altro repentino cambio di nome e ancora una volta ci prendono per il culo!

Votate Renzi, che i soldi ve li dà!

By Eles

 

Sempre più vergognosi – Ryder Cup, Lotti & C. ce l’hanno fatta! 3 volte hanno provato a far passare la norma ben nascosta in altre leggi e 3 volte scoperti, non si sono arresi. Ed al quarto tentativo, con la manovrina, sono riusciti a far pagare a NOI la gara di golf sul campo della famiglia Biagiotti!!

 

Ryder Cup

 

 

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Sempre più vergognosi – Ryder Cup, Lotti & C. ce l’hanno fatta! 3 volte hanno provato a far passare la norma ben nascosta in altre leggi e 3 volte scoperti, non si sono arresi. Ed al quarto tentativo, con la manovrina, sono riusciti a far pagare a NOI la gara di golf sul campo della famiglia Biagiotti!!

 

Ryder Cup di golf, Lotti ha mantenuto la promessa: garanzia statale inserita nella manovrina (ma senza la cifra)

Doveva arrivare entro Pasqua e così è stato: la fidejussione, già tre volte proposta e altrettante respinta, è stata inserita nel provvedimento approvato dal consiglio dei ministri. Ancora una volta in una legge di natura generale e non dedicato allo sport. Mistero sulle cifre: probabile che alla fine la garanzia sia di poco più di 50 milioni e non più 97, visto che nel frattempo la FederGolf ha chiuso l’accordo da 40 milioni con Infront per la copertura mediatica dell’evento che si terrà (ormai è quasi sicuro) a Roma nel 2022

 

Alla fine Luca Lotti ha mantenuto la promessa: la Ryder Cup 2022 ha avuto la sua garanzia. Doveva arrivare entro Pasqua e così è stato: la fidejussione, già tre volte proposta e respinta dal governo, è stata inserita nella cosiddetta “manovrina” approvata dal consiglio dei ministri. Ancora una volta un provvedimento di natura generale e non dedicato allo sport, come alcuni avevano auspicato: le coperture economiche per la FederGolf trovano posto accanto ai fondi per i terremotati e alle misure per gli enti locali. Ma anche di recente il ministro dello Sport aveva lasciato intendere ai suoi confidenti di ritenere che questa fosse la strada migliore. Forse per non mettere la firma su un provvedimento non troppo ben visto dall’opinione pubblica, o per evitare una discussione parlamentare pericolosa di questi tempi agitati per il Pd. E anche se a Palazzo Chigi non c’è più Matteo Renzi (che per primo aveva sposato la causa della manifestazione), al governo si augurano che questa sia davvero “la volta buona” per la Ryder.

Le voci si erano rincorse già negli ultimi giorni, rinvigorite anche dall’improvvida intervista della sottosegretaria ai Beni Culturali, Dorina Bianchi: l’affare della garanzia stava per andare in porto. La conferma è arrivata dal comunicato stampa del Consiglio dei ministri, che ha approvato il Def 2017 (Documento di economia e finanza) e la manovra correttiva imposta dall’Europa. Il decreto, ufficialmente “misure in favore degli enti locali e dei territori colpiti dal sisma”, è in realtà una vera e propria “finanziaria bis” da circa 3,4 miliardi di euro, con provvedimenti di ogni tipo. E nel capitolo delle “misure per lo sviluppo” ricompare la garanzia: si parla in generale di “disposizioni per la realizzazione del progetto sportivo Ryder Cup 2022”, ma si tratta chiaramente della fidejussione statale mancante alla Federazione del presidente Franco Chimenti e pretesa dalla società organizzatrice inglese. Proprio il rischio di perdere la manifestazione riconoscerebbe al provvedimento il carattere di “urgenza” necessario a rientrare in un decreto legge.

Per i dettagli bisogna aspettare il testo, dove potrebbe esserci un’altra sorpresa: la garanzia potrebbe anche ridursi, passando dai famosi 97 milioni di euro a circa 56 milioni. Intanto, infatti, il direttore generale del Comitato organizzatore, Gian Paolo Montali, ha firmato un accordo con l’advisor Infront per la cessione di tutti i diritti marketing, commerciali e televisivi della manifestazione, dal valore complessivo di 41 milioni di euro. Una cifra che va scalata dalla fidejussione, non si sa ancora se solo virtualmente o proprio nero su bianco, così da diminuire l’esposizione dello Stato, che comunque ha già stanziato 60 milioni (di soldi cash, però, non solo virtuali) per l’organizzazione del torneo fino al 2027. Il documento precisa anche che “l’escussione deve ritenersi a basso rischio” e che la garanzia “non potrà in ogni caso coprire i costi relativi agli interventi su infrastrutture private, né alcun altro costo sostenuto da soggetti diversi dalla Federazione Golf”; una clausola che nelle intenzioni dell’esecutivo dovrebbe servire ad attutire le polemiche.

In tutti questi mesi la Ryder è sempre rimasta in cima alle priorità del governo, Renzi o Gentiloni che fosse. A Palazzo Chigi c’era l’ex premier oggi candidato alla segreteria del Partito Democratico, quando nell’ultima legge di bilancio furono approvati (di nascosto) i finanziamenti alla FederGolf. E fu lui a tentare per due volte di far passare anche la garanzia, l’ultimo tassello necessario per il progetto, salvo rimbalzare contro l’opposizione del presidente della Commissione Bilancio alla Camera, Francesco Boccia. Così la patata bollente era passata al governo Gentiloni, affidata alle mani del ministro Lotti, uomo di raccordo fra i due esecutivi, che si era impegnato personalmente sulla vicenda. A lui si può imputare lo scivolone di febbraio, quando il governo aveva provato ad infilare la garanzia nel Decreto Salva-Banche con un improbabile emendamento firmato da un senatore italo-americano, anche questo respinto per inammissibilità dal presidente del Senato, Pietro Grasso.

Adesso siamo al quarto tentativo, quasi un record per una semplice fidejussione che il ministro giura essere “a basso rischio”: certo, nonostante Infront in ballo restano comunque una trentina di milioni, che il Comitato organizzatore conta di ricavare dall’incremento dei tesserati e che sono tutt’altro che scontati. Ma a questo si penserà in futuro. Il governo ci riprova con un provvedimento diverso ma molto simile al primo con cui già aveva fatto flop: la “manovrina” di aprile, dopo la manovra di novembre. Allora era saltato per questioni tecniche, ora evidentemente al Ministero sono convinti che questa sia la strada normativamente giusta da seguire. O almeno così hanno garantito alla Federazione, che aspetta con ansia la copertura che avrebbe dovuto arrivare molti mesi fa e che per poco non costava la revoca dell’assegnazione. Il decreto ha ricevuto il via libera del Consiglio dei Ministri, ma dovrà comunque approdare in Aula dopo Pasqua ed essere votata. Dopo mesi di polemiche e figuracce, però, in FederGolf e al Ministero dello Sport hanno tirato un sospiro di sollievo: la Ryder Cup è (quasi) salva.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/12/ryder-cup-di-golf-lotti-ha-mantenuto-la-promessa-garanzia-statale-inserita-nella-manovrina-ma-senza-la-cifra/3517405/

 

Facciamo due conti: 20 miliardi per le banche, 1 miliardo per i poveri… Ecco a Voi il Governo Renzi-Gentiloni…!

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banche

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Facciamo due conti: 20 miliardi per le banche, 1 miliardo per i poveri… Ecco a Voi il Governo Renzi-Gentiloni…!

Il ddl povertà approvato in Senato dalla maggioranza è una presa in giro colossale, che non a caso arriva alla fine della legislatura. Il Governo Gentiloni tenta di salvare la faccia con un bluff, inseguendo il reddito di cittadinanza del M5S.
Il risultato è un obbrobrio: una rivisitazione della social card di Berlusconi e niente più!

Gentiloni copia la Social Card di Berlusconi

Il ddl povertà approvato ieri in Senato dalla maggioranza è una presa in giro colossale, che non a caso arriva alla fine della legislatura. Il Governo Gentiloni tenta di salvare la faccia con un bluff, inseguendo il reddito di cittadinanza del M5S. Il risultato è un obbrobrio: una rivisitazione della social card di Berlusconi e niente più.

Vengono stanziate risorse insufficienti fregandosene di milioni di italiani in difficoltà. La povertà non si combatte con l’elemosina, ma con un piano che al sostegno al reddito affianchi il reinserimento lavorativo. Il nostro reddito di cittadinanza prevede 15 miliardi di euro per aiutare i nuclei famigliari in difficoltà e 2 miliardi per rilanciare i centri per l’impiego. Reddito e lavoro.

C’è anche la truffa. Il ddl povertà è una legge delega: quindi in realtà nonostante i titoli dei giornali nulla è stato fatto! Ci saranno effetti reali solo con i successivi decreti legislativi se ci saranno. Ad oggi è un annuncio, un provvedimento in bianco che non dice nulla. Sappiamo solo una cosa: le risorse stanziate non bastano. Eppure i soldi ci sono. Gentiloni come primo atto ha creato 20 miliardi di nuovo debito a favore delle banche (compresa quella del Pd). E ora ne mette uno per i poveri perchè non ci sono i soldi? A chi vuol darla a bere?

Secondo le prime indiscrezioni, a beneficiare del miliardo stanziato dal Governo sarebbero soltanto alcune famiglie con figli minori o quelle con un membro under 55, escludendo così i pensionati e i giovani. Eppure più di 1 milione e mezzo di pensionati percepiscono una pensione inferiore a 500 euro al mese, negli ultimi anni 400 mila pensionati hanno abbandonano il nostro Paese per andare all’estero a cercare una vita dignitosa, la disoccupazione giovanile è intorno al 40% (in alcune regioni del Sud addirittura si avvicina al 60%), oltre 100 mila persone, soprattutto giovani, abbandonano ogni anno il nostro Paese.

Se oggi si parla di contrasto alla povertà è solo grazie alla battaglia portata avanti dal MoVimento 5 Stelle che ha sempre detto che NESSUNO DEVE RIMANERE INDIETRO. La soluzione però non è quella dell’elemosina a fini elettorali e propagandistici. La soluzione è il reddito di cittadinanza, primo e principale pilastro del nostro programma di governo. Un reddito che al sostegno affiancherà risorse per riavviare al lavoro i disoccupati, nell’ottica di un grande piano di rilancio economico e industriale. Tutto il resto sono elemosine elettorali.

20 miliardi per le banche, 1 per i poveri #GentiloniNonMiFreghi

di MoVimento 5 Stelle

Il ddl povertà approvato ieri in Senato dalla maggioranza è una presa in giro colossale, che non a caso arriva alla fine della legislatura. Il Governo Gentiloni tenta di salvare la faccia con un bluff, inseguendo il reddito di cittadinanza del M5S. Il risultato è un obbrobrio: una rivisitazione della social card di Berlusconi e niente più. Vengono stanziate risorse insufficienti fregandosene di milioni di italiani in difficoltà. La povertà non si combatte con l’elemosina, ma con un piano che al sostegno al reddito affianchi il reinserimento lavorativo. Il nostro reddito di cittadinanza prevede 15 miliardi di euro per aiutare i nuclei famigliari in difficoltà e 2 miliardi per rilanciare i centri per l’impiego. Reddito e lavoro.

C’è anche la truffa. Il ddl povertà è una legge delega: quindi in realtà nonostante i titoli dei giornali nulla è stato fatto! Ci saranno effetti reali solo con i successivi decreti legislativi se ci saranno. Ad oggi è un annuncio, un provvedimento in bianco che non dice nulla. Sappiamo solo una cosa: le risorse stanziate non bastano. Eppure i soldi ci sono. Gentiloni come primo atto ha creato 20 miliardi di nuovo debito a favore delle banche (compresa quella del Pd). E ora ne mette uno per i poveri perchè non ci sono i soldi? A chi vuol darla a bere?

Secondo le prime indiscrezioni, a beneficiare del miliardo stanziato dal Governo sarebbero soltanto alcune famiglie con figli minori o quelle con un membro under 55, escludendo così i pensionati e i giovani. Eppure più di 1 milione e mezzo di pensionati percepiscono una pensione inferiore a 500 euro al mese, negli ultimi anni 400 mila pensionati hanno abbandonano il nostro Paese per andare all’estero a cercare una vita dignitosa, la disoccupazione giovanile è intorno al 40% (in alcune regioni del Sud addirittura si avvicina al 60%), oltre 100 mila persone, soprattutto giovani, abbandonano ogni anno il nostro Paese.

Se oggi si parla di contrasto alla povertà è solo grazie alla battaglia portata avanti dal MoVimento 5 Stelle che ha sempre detto che NESSUNO DEVE RIMANERE INDIETRO. La soluzione però non è quella dell’elemosina a fini elettorali e propagandistici. La soluzione è il reddito di cittadinanza, primo e principale pilastro del nostro programma di governo. Un reddito che al sostegno affiancherà risorse per riavviare al lavoro i disoccupati, nell’ottica di un grande piano di rilancio economico e industriale. Tutto il resto sono elemosine elettorali. #GentiloniNonMiFreghi

 

 

fonti:

htps://giornalecchismo.com/2017/03/10/gentiloni-copia-la-social-card-di-berlusconi/

https://www.facebook.com/INDIGNADOS-ITALIA-150928878308556/

http://www.beppegrillo.it/2017/03/20_miliardi_per_le_banche_1_per_i_poveri_gentiloninonmifreghi.html