Aprite gli occhi sulle fake news! Sono solo un pretesto per imporre la censura.

 

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Aprite gli occhi sulle fake news! Sono solo un pretesto per imporre la censura.

Non è un caso. E’ un metodo. Con un pretesto, le fake news, e uno scopo finale: mettere a tacere le voci davvero libere. Attenzione, non si tratta di una questione meramente italiana bensì di quella che definirei una “corale internazionale”. Il là lo hanno dato gli Stati Uniti, dove, dopo la vittoria di Trump, è partita una massiccia campagna ispirata dagli ambienti legati al partito democratico con l’entusiastico consenso di quello repubblicano, nella consapevolezza che la prima grande e inaspettata sconfitta dell’establishment che governa gli Usa da decenni non sarebbe avvenuta senza la spinta decisiva dell’informazione non mainstream. A seguire si sono mobilitati diversi Paesi europei, la Germania in primis, ma anche la Gran Bretagna del post Brexit e, ovviamente, l’Italia, del post referendum.

Sia chiaro: il problema delle fake news esiste; soprattutto quando a diffonderle sono società o singoli a fini di lucro. Gli esempi, anche recenti, abbondano. O quando vengono usate dagli haters, gli odiatori, ovviamente senza mai esporsi in prima persona. Ma le soluzioni vanno trovate nel rispetto della libertà d’opinione e nell’ambito del sistema giudiziario del singolo Paese. La diffusione sistematica di notizie false al solo fine di generare visualizzazioni è semplicemente una truffa e in quanto tale va trattata. Il problema degli haters è più complesso. Io da sempre sostengo che bisogna avere il coraggio di mettere la faccia e che l’anonimato assoluto per chi si esprime pubblicamente non sia salutare in una vera democrazia. Anche in questo ambito si possono trovare soluzioni intelligenti ad hoc.

Le proposte che sono state formulate negli ultimi tempi – e guarda caso tutte su iniziativa del Pd – si caratterizzano, invece, per la tendenza da un lato a delegare il giudizio a organismi extragiudiziali – talvolta anche extraterritoriali – dall’altro per l’intenzione di colpire arbitrariamente le parole e dunque, facilmente, anche le idee.

Non mi credete? Eppure è così. Ricordate il decreto Gentiloni sulla schedatura di massa degli utenti web e telefonici e la misura che autorizzava una censura di fatto e contro cui ho condotto una battaglia furibonda su questo blog? La prima misura è da regime autoritario, senza precedenti in democrazia; la seconda delega all’Agcom la facoltà di valutare se un sito viola il diritto di autore e, un caso affermativo, di oscurarlo. Ovvero appropriandosi di funzioni che spettano normalmente alla magistratura.

E leggete la proposta di legge contro le Fake News annunciata da Renzi. Cito una fonte insospettabile, la Repubblica, che la definisce una legge sulle fake news che non parla di fake news. Scrive Andrea Iannuzzi:

Nel ddl elaborato dai senatori Zanda e Filippin si impone ai social network con oltre un milione di utenti la rimozione di contenuti che configurano reati che vanno dalla diffamazione alla pedopornografia, dallo stalking al terrorismo. La valutazione dei reati viene demandata ai gestori delle piattaforme, che di fatto sostituiscono il giudice: la libertà di espressione potrebbe essere a rischio. Previste sanzioni pesanti per chi non rispetta una serie di adempimenti burocratici

Persino la Repubblica – sì proprio il giornale che ha amplificato le denunce di Renzi contro le Fake News – non ha potuto esimersi dall’ammettere che così i giudici non servirebbero più, violando uno dei principi fondanti della nostra civiltà, e dal riconoscere che la libertà di opinione è in pericolo.

E non finisce qui. Sentite cosa dice Marco Carrai, amico e consigliere di Renzi, che in un’intervista al Corriere della Sera rivela:

Stiamo lavorando con uno scienziato di fama internazionale alla creazione di un “algoritmo verità”, che tramite artificial intelligence riesca a capire se una notizia è falsa. L’altra idea è creare una piattaforma di natural language processing che analizzi le fonti giornalistiche e gli articoli correlandoli e, attraverso un grafico, segnali le anomalie. A mio avviso ciò dovrebbe essere fatto anche a livello istituzionale.

Traduco: significa che un algoritmo e meccanismi di analisi semantica stabiliranno se un singolo articolo è vero o è una fake news. Scusate, ma io rabbrividisco. Queste sono tecniche da Grande Fratello, e non solo perché i criteri rimarranno inevitabilmente segreti (per impedire che vengano aggirati), ma soprattutto perché così si potranno discriminare le idee, i concetti, bannando quelli che un’autorità esterna (il gestore dei social!) riterrà inappropriati. D’altronde sta già avvenendo su Facebook e su Twitter, dove opinionisti anche conosciuti si sono visti cancellare gli account da un amministratore che, nel migliore dei casi, si presenta con un nome di battesimo (Marco, Jeff o Bill) e che decide che si sono “violate le regole della comunità”. Oggi sono ancora incidenti episodici, ma domani – sotto la minaccia di sanzioni milionarie già ventilate da Renzi – i gestori sboscheranno con l’accetta. E basterà un’”esuberanza semantica”, ad esempio scrivere zingari anziché rom, o accusare un’istituzione di diffondere dati falsi o incompleti per sparire dalla faccia del web.

Perché per gente come Renzi e Carrai e Gentiloni, tutti veri splendidi progressisti, evidentemente non può che esistere una sola Verità. Quella Ufficiale, quella certificata da loro e difesa dagli implacabili gestori dei social media, novelli guardiani dell’ordine costituito.

Cose che possono esistere solo in una “Fake Democracy”. Quella a cui ci vogliono portare.

 

fonte: http://blog.ilgiornale.it/foa/2017/11/28/aprite-gli-occhi-sulle-fake-news-sono-solo-un-pretesto-per-imporre-la-censura-ve-lo-dimostro-qui/

Emergenza Democratica – Le porcherie che fanno i nostri politici ce le devono spiegare i media stranieri… perchè se aspettiamo i nostri, siamo freschi!

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Emergenza Democratica – Le porcherie che fanno i nostri politici ce le devono spiegare i media stranieri… perchè se aspettiamo i nostri, siamo freschi!

La riforma della legge elettorale italiana fa il giro del mondo. Per il governo è una figura di … internazionale. Ecco le traduzioni degli articoli di alcuni giornali e agenzie. C’è da ridere…se non ci fosse di mezzo la democrazia in Italia.

Reuters

“Questa settimana i partiti storici italiani si sono uniti per sostenere una nuova legge elettorale che penalizzerebbe il MoVimento 5 stelle in vista delle elezioni nazionali del prossimo anno. Martedì, la Camera dei Deputati inizierà a votare la legge elettorale sostenuta dai principali partiti di destra e di sinistra del Paese. A differenza dell’attuale sistema, permetterebbe la formazione di ampie coalizioni prima del voto, un fattore estremamente dannoso per il MoVimento a 5 stelle che rifiuta a priori l’idea delle coalizioni. “L’unico obiettivo (di questa legge) è quello di spingere gli altri partiti a unirsi contro di noi”, ha dichiarato il parlamentare stellato Danilo Toninelli, il giorno dopo che il comitato parlamentare ha firmato la nuova proposta. Per i partiti tradizionali, continua Toninelli “la cosa importante è fermare i 5 stelle”.

Politico

“Il governo italiano ha emesso un ultimatum per quanto riguarda uno dei problemi politici storici del paese, ovvero la legge elettorale con la quale, l’anno prossimo, gli elettori sceglieranno il nuovo governo. Il governo di coalizione del primo ministro Paolo Gentiloni ha fissato per martedì un voto di fiducia sulla legge – una tattica spesso utilizzata per spingere le leggi attraverso l’intricato sistema del parlamento italiano. I legislatori voteranno mercoledì e giovedì, così ci dicono i media italiani. Questa mossa sostituisce un processo, che avrebbe visto una serie di voti segreti, con un singolo voto da cui dipenderà la sopravvivenza del governo. Se il voto passa, il governo e la legge sopravvivono: se no, entrambi falliscono. I parlamentari del movimento anti-establishment 5 stelle – che ha già criticato il sistema elettorale proposto definendolo come un complotto portato avanti per diminuire drasticamente il loro numero in parlamento – ha reagito con furia, dichiarando che il voto di fiducia è “un attacco alla democrazia e un’emergenza democratica” e promettendo di protestare contro questa legge scendendo in piazza”.

Voice of America

“Il governo italiano ha posto il voto di fiducia nella camera bassa del Parlamento per cercare di forzare fino alla fine una legge elettorale che andrà probabilmente a penalizzare il movimento anti establishment M5S. La nuova legge elettorale, che verrebbe utilizzata nelle prossime elezioni che si terranno entro maggio, è sostenuta dal partito al governo Pd, quello dell’ex premier Silvio Berlusconi e dal partito anti-migranti Lega Nord. Diversamente dalle regole attuali, il nuovo sistema, conosciuto come Rosatellum, permetterebbe la formazione di ampie coalizione prima del voto, un fattore che danneggia il dissidente M5S, che rifiuta di unirsi in alleanze. Il partito, in testa in molti sondaggi, dice che il Rosatellum potrebbe costare più di 50 seggi in Pafrlamento. Il M5S ha chiamato a protestare i cittadini, quando alla Camera si terranno due voti di fiducia. Un terzo voto è previsto per giovedì”.

 

 

tratto da: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/10/lemergenza-democrati.html

Fake news: l’Europa vuole mettere il bavaglio alla Rete …e questa volta non si scherza, sarà un bavaglio definitivo!

 

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Fake news: l’Europa vuole mettere il bavaglio alla Rete …e questa volta non si scherza, sarà un bavaglio definitivo!

 

Vi espongo subito un mio caso personale: l’altro giorno ho quasi litigato con un conoscente, persona di altissima cultura e che occupa un posto importante nella società, perchè io sostenevo che Renzi aveva più volte dichiarato che in caso di sconfitta al referendum avrebbe lasciato la politica. Questo amico invece sosteneva il messaggio che di recente stampa e Tv ci ha lasciato e  che cioè Renzi è stato così “coerente” che subito dopo la sconfitta si è dimesso da Premier…

Questo amico legge giornali, segue Tg ed approfondimenti, ma non sa manco cosa sia la “Rete”…

Bene, io ho scaricato una delle tante “Fake news” che circolano in rete, un video in cui sono raggruppate tutte le vote che Renzi ha pubblicamente dichiarato che avrebbe lasciato la politica, l’ho messo su una chiavetta che, dopo aver fatto vedere il video all’amico, gli farò mangiare…

Forse potrebbe essere l’ultima soddisfazione che mi viene dall’informazione vera, quella che vogliono censurare.

Da domani, dopo che avranno messo il bavaglio alla rete, Renzi avrà sempre dichiarato che in caso di sconfitta si sarebbe dimesso, che Berlusconi è un santo perseguitato dalla Magistratura, che la Lega è il partito degli onesti (alla faccia dei Bossi, Belsito e compagnia cantante), che gli Ogm ci faranno crescere sani e belli, che Big Pharma è un’organizzazione umanitaria e che la Gabanelli e Gino Strada sono solo dei poveri sovversivi rincoglioniti…

By Eles

 

Fake news: l’Europa vuole mettere il bavaglio alla Rete

Il Parlamento europeo ha discusso di “populismo e fake news nei social media”. Molti hanno invocato la nascita di una Autorità di controllo del web, una follia! La verità è che vogliono censurare la Rete per nascondere gli errori che hanno commesso dopo aver svenduto l’Europa a banche e finanza. Noi vogliamo cittadini consapevoli e informati, loro media che scodinzolano!

Questa è la notizia della fiala di antrace mostrata da Colin Powell all’Onu: era stato il pretesto, poi rivelatosi falso, per giustificare la guerra in Iraq: 1 milione 200 mila morti in 4 anni. Una fake news ripresa dai giornali e dalle televisioni di tutto il mondo senza verificare le fonti.

Vediamoci i casi recenti: gli ultimi due referendum che ci sono stati in Gran Bretagna e Italia. In entrambi i casi si prospettavano catastrofi economiche e code davanti alle banche per ritirare i risparmi. Non è successo nulla di tutto questo, anzi hanno vinto solo i cittadini.

Questi esempi dimostrano che le fake news sono quelle dei media tradizionali. C’erano già prima dell’avvento di Internet. Le fake news sono quelle che costruite a tavolino dall’establishment che finanzia la propaganda europea: in un rapporto approvato al Parlamento europeo si definisce “sostegno alla stampa indipendente” quello che è in realtà una ingerenza per censurare le notizie scomode. Chi ha l’autorità per stabilire che cos’è vero e cos’è falso?

La verità è che siete il potere che si autoassolve per tutti gli errori commessi. Vivete in una torre d’avorio e non ve ne rendete conto. Utilizzate vuote etichette per delegittimare l’avversario: gli urlate addosso l’insulto “populista”, dimenticando che avete svenduto i cittadini alle banche e alla finanza. Avete paura del web perché avete paura del confronto con i cittadini che non vi sostengono più. E c’è chi vuole istituire Autorità indipendenti preposte al controllo della verità sul web. Attenti! Non mettete a repentaglio la libertà della Rete o rischiamo una deriva autoritaria che negherebbe la democrazia stessa! Noi vogliamo cittadini consapevoli e informati, voi media che scodinzolano!

Il fenomeno delle fake news si può sconfiggersi solo con il senso civico e l’educazione di chi naviga sul web. Investiamo nelle politiche educative: educazione civica, educazione ai diversi tipi di media ed al loro utilizzo, educazione all’esercizio dello spirito critico. A livello europeo si è iniziato a fare qualcosa con il lancio di un progetto pilota chiamato “Alfabetizzazione mediatica per tutti”. Si tratta di un primo passo al quale devono seguirne altri in Europa ed in Italia.

Chiudo con una citazione del fondatore del MoVimento 5 Stelle Gianroberto Casaleggio: “l’informazione in Rete può essere vera o falsa, o entrambe le cose, ma in Rete è impossibile sostenere una menzogna per lungo tempo”.