Tanto per non farvelo dimenticare – Ecco il Geom. Andrea Reccia (Forza Italia): arrestato con 2 tonnellate di droga e dopo 2 settimane Consigliere Comunale con voto unanime di maggioranza ed opposizione. Ci vuole altro per spiegarvi perchè stiamo nella m..da?

Forza Italia

 

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Vi presentiamo il Geom. Andrea Reccia (Forza Italia): 2 settimane fa arrestato con 2 tonnellate di droga ed oggi Consigliere Comunale con voto unanime di maggioranza ed opposizione. Ci vuole altro per spiegarvi perchè stiamo nella merda?

RECANATI – Da ieri sera il geometra Andrea Reccia, arrestato qualche settimana fa nell’ambito dell’operazione della Finanza che ha portato al sequestro di 2.3 tonnellate di droga, è un consigliere comunale di Recanati in rappresentanza di Forza Italia che lo aveva avuto come capolista. Occorre dire che il voto del Consiglio è stato unanime: maggioranza ed opposizione concordi nel votare la surroga ed aprire le porte del consiglio al geometra Andrea Reccia. Una pagina inedita nella secolare vita amministrativa di Recanati che pure ha conosciuto pagine di ben altro spessore. Il Consiglio ieri sera era convocato per le 21.30 e non si è sgarrato di un minuto: tutti presenti e immediata trattazione del primo punto all’ordine del giorno.

La nomina del consigliere comunale di Forza Italia per effetto delle dimissioni di Galgano e della non accettazione della nomina da parte del primo dei non eletti Paciotti. Un atto dovuto quello del Consiglio: la procedura non prevede nessun’altra possibilità se non quella del voto dopo l’accertamento dei requisiti di eleggibilità che Reccia ha non avendo avuto sentenze irrevocabili di condanna. Ora dovranno andare a chiedere ad Andrea Reccia se vuole o meno entrare in Consiglio comunale.

Operazione non semplicissima visto che l’ex capolista di Forza Italia si trova in carcere da qualche tempo appunto per effetto del blitz della Finanza che ha portato al sequestro di due tonnellate di droga. Scenario imbarazzante. Difficile che Reccia rifiuti l’ingresso in Consiglio e dunque il Comune (e Forza Italia) si troverebbe ad essere rappresentato da una persona per così dire ingombrante. Quello che invece è possibile accada è che la Prefettura disponga la sospensione dalla carica per 18 mesi in presenza di gravi indizi, cosa contemplata dalla legge Severino.

 

fonte: http://www.corriereadriatico.it/macerata/recanati_andrea_reccia_arrestato_tonnellate_droga_consigliere_comunale-3270336.html

Edoardo Mazza (Forza Italia) – sindaco di Seregno famoso per le sue battaglie “per la sicurezza” contro Rom e migranti: “Vengono qui a delinquere” – Peccato che è stato arrestato per corruzione e per aver favorito un imprenditore ritenuto legato alla mafia!!!

Edoardo Mazza

 

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Edoardo Mazza (Forza Italia) – sindaco di Seregno famoso per le sue battaglie “per la sicurezza” contro Rom e migranti: “Vengono qui a delinquere” – Peccato che è stato arrestato per corruzione e per aver favorito un imprenditore ritenuto legato alla mafia!!!

Edoardo Mazza – sindaco di Seregno di Forza Italia – è famoso per le sue battaglie “per la sicurezza” contro Rom e migranti.

“Vengono qui a delinquere!
Dobbiamo proteggere i nostri cittadini!”

Bene.

Edoardo Mazza – sindaco di Seregno di Forza Italia – questa mattina è stato arrestato con l’accusa di corruzione, per aver favorito gli affari di un noto costruttore ritenuto legato alle cosche.

Com’era quella cosa?

Ah, si.

Prima gli italiani.
Gli italiani mafiosi.

Ps: fate un colpo di telefono a Salvini, che era beatamente con lui in foto.

Forza Italia riabilita i suoi condannati per Mafia Capitale e vuole denunciare il Giudice per “danni d’immagine”. Berlusconi in campo per Dell’Utri: “Un italiano modello in carcere”… È ufficiale: nasce il PARTITO DEI DELINQUENTI…

 

Forza Italia

 

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Forza Italia riabilita i suoi condannati per Mafia Capitale e vuole denunciare il Giudice per “danni d’immagine”. Berlusconi in campo per Dell’Utri: “Un italiano modello in carcere”… È ufficiale: nasce il PARTITO DEI DELINQUENTI…

Vi abbiamo già parlato della puttanata partorita da Berlusconi:

Berlusconi in campo per Dell’Utri: “Un italiano modello in carcere” – Perchè un vero Italiano, un Italiano modello deve essere mafioso e delinquente!

Ma lo schifo non finisce mica qui.

Ecco che Forza Italia partorisce un’altra geniale trovata:

Mondo di mezzo, Forza Italia vuole riabilitare i suoi condannati e denunciare Pignatone per “danni d’immagine”

Il senatore Francesco Giro ha chiesto di ritirare ufficialmente la sospensione dal partito per Luca Gramazio e Giordano Tredicine, per cui i giudici di primo grado hanno comminato una pena di 11 e 3 anni di reclusione. Francesco Aracri, sempre del gruppo berlusconiano a Palazzo Madama: “Class action contro il procuratore di Roma. Deve pagare, ci ha fatto dipingere come una merda (testuale, ndr) sui giornali di tutto il mondo”. Imbarazzo da parte degli alleati.

QUI potete leggere l’articolo completo de Il Fatto Quotidiano

QUINDI È UFFICIALE:

È NATO IL PARTITO DEI DELINQUENTI…

Forse è un colpo di Genio del nostro buon Silvio: perchè non sfruttare la sua innata qualità? Quella di attrarre a se la peggio feccia di questa nostra società?

In bocca al lupo, Silvio.

by Eles

Dell’Utri dal carcere: “Io sono un prigioniero politico”…Ma era più credibile quell’altro “mafioso” che chiedeva una morte dignitosa

Dell’Utri

 

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Dell’Utri dal carcere: “Io sono un prigioniero politico”…Ma era più credibile quell’altro “mafioso” che chiedeva una morte dignitosa

Dell’Utri dal carcere tifa larghe intese: “Sarebbe auspicabile un patto nazionale Pd-Fi. Io sono un prigioniero politico”

L’ex senatore di Forza Italia, condannato in via definitiva a sette anni per concorso esterno a Cosa nostra, torna a parlare direttamente da Rebibbia. “Se non ci fosse Berlusconi? L’unica via è Renzi. Sarebbe auspicabile un patto intelligente ma non è possibile: il Paese non lo capisce. I 5 Stelle? Per me sono un mistero”, ha detto l’ex parlamentare intervistato da In Onda

Un governo a larghe intese, nato da un “patto intelligente” tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi? “Sarebbe auspicabile, solo che il Paese non lo capirebbe”. Parola di Marcello Dell’Utri, l’ex senatore e fondatore di Forza Italia, condannato in via definitiva a sette anni di carcere per concorso esterno a Cosa nostra, che è tornato a parlare direttamente dal carcere di Rebibbia. “Io non sono un detenuto come gli altri, ma un detenuto politico, anzi un prigioniero politico: è la parola che più mi si addice”, dice l’ex senatore intervistato da David Parenzo di In Onda su La7.

Il fondatore di Forza Italia ha incontrato il giornalista con due bende ben in vista sulle braccia, frutto di una recente operazione chirurgica. “La mia cardiopatia è incompatibile con la detenzione”, sentenzia Dell’Utri che –  come anticipato dal ilfattoquotidiano.it nel settembre scorso – punta ad ottenere gli arresti domiciliari per motivi di salute: sul suo caso il tribunale del riesame si esprimerà il prossimo 13 luglio.

Intervistato da Parenzo (con il direttore del fattoquotidiano.itPeter Gomez, collegato con lo studio dalla redazione di Milano) Dell’Utri ha parlato di un po’ di tutto, anche del nostro giornale. “Sul Fatto Quotidiano ho fatto una battaglia: non lo vendevano qui in carcere. Ho fatto una domanda alla direzione: non mi hanno risposto. L’ho fatta un’altra volta: anche qui niente.  Non avendo ricevuto risposta ho scritto al direttore del giornale chiedendo d’intervenire. Io non sono un estimatore del Fatto ma un lettore sì“, ha raccontato l’ex senatore spiegando di vedere anche la televisione in cella. “Ho la tv con tutti i canali importanti ma non mi diverte guardarla. Mi piace guardare la pubblicità, che è lo specchio dei tempi”, dice Dell’Utri fondatore ed ex presidente diPublitalia ’80.

Ovviamente l’uomo che fondò Forza Italia nel lontano 1993 continua a seguire la politica anche da detenuto. “Il dibattito politico mi diverte. I 5 Stelle? Non rispondo, per me sono un mistero. Ci sono due partiti: chi non vota e chi vota i 5 Stelle. Come governano? Diciamo che governano è termine generico per loro. Berlusconi è incredibile: non si spezza mai. Se non ci fosse Berlusconi? L’unica via è Renzi. All’inizio l’ho visto bene ma poi ha deluso”, sono alcuni dei concetti espressi da Dell’Utri, che poi ha auspicato un governo a larghe intese.  “Sarebbe auspicabile un patto nazionale intelligente ma non è possibile: il Paese non lo capisce”.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/05/dellutri-dal-carcere-tifa-larghe-intese-sarebbe-auspicabile-un-patto-nazionale-pd-fi-io-sono-un-prigioniero-politico/3710358/

ANGELUCCI, UN EROE ITALIANO: accusato di truffa allo Stato per 163 milioni. Nel 2009 il parlamento respinge la richiesta di arresto. Il processo è misteriosamente fermo e si avvia alla prescrizione. Ha il 99 % di assenze in Parlamento. Nessuno lo caccia a calci in culo.

 

Angelucci

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ANGELUCCI, UN EROE ITALIANO: accusato di truffa allo Stato per 163 milioni. Nel 2009 il parlamento respinge la richiesta di arresto. Il processo è misteriosamente fermo e si avvia alla prescrizione. Ha il 99 % di assenze in Parlamento. Nessuno lo caccia a calci in culo.

ANGELUCCI ANTONIO (Forza Italia – eletto col PDL)

Un fuoriclasse.

Proprietario (insieme al figlio) dei giornali Libero e Il Tempo, e potente imprenditore della sanità privata convenzionata (gruppo Tosinvest, ora San Raffaele SpA) oltre che recordman di assenze in Parlamento.

La famiglia Angelucci, ha  percepito illegittimamente 34 milioni di euro dallo Stato (dal 2006 al 2010), violando la legge sui contributi pubblici all’editoria (come scoperto dall’AGCOM)

– A processo per truffa aggravata nella Sanità ai danni della Regione Lazio per un giro di degenze e presunte prestazioni gonfiate (false diagnosi d’ingresso e certificazioni di prestazioni sanitarie non autorizzate). La sua società è convolta anche in altri processi sempre con accuse simili nel settore della Sanità ma che finisocno regolarmente in prescrizione
Il processo rimane misteriosamente fermo per anni al solito Tribunale di Roma, e si avvia alla prescrizione, .

Nel 2009 la Procura ne chiese gli arresti domiciliari, (che scattarono invece per il figlio Giampaolo e gli altri protagonisti di quella vicenda,funzionari ASL e dirigenti della Regione), ma il parlamento respinse la richiesta

La truffa ammonterebbe, secondo l’accusa, a 163 milioni di euro. Gli Angelucci e gli altri imputati avrebbero, in concorso tra loro, fatto risultare prestazioni sanitarie mai effettuate o incassato rimborsi di analisi in assenza delle necessarie autorizzazioni.
Per ottenere questo risultato Angelucci avrebbe impiegato anche i mezzi d’informazione di sua proprietà «quale forma indebita diretta o potenziale di pressione“. Il gruppo avrebbe agito anche per evitare controlli di Nas e Asl e acquisire notizie riservate sulle indagini

Nella relazione degli investigatori, sarebbe descritto un intreccio complesso di favori, vantaggi e regalie a politici, dirigenti ministeriali e regionali (in particolare della regione Lazio), registrato dalle intercettazioni di telefonate e sms.

Lo scopo sarebbe stato quello di “assicurare al sodalizio una rete di copertura in grado di garantire profitti illeciti“. Come? «Evitando ed attenuando le conseguenze pregiudizievoli di attività di contenimento della spesa sanitaria, ovvero di controlli operati da soggetti istituzionali (Nas e Asl Roma-H), acquisendo notizie riservate in ordine a ispezioni, controlli, indagini giudiziarie, attuando all’occorrenza iniziative finalizzate ad esercitare indebite pressioni sulle indagini di polizia giudiziaria in corso».


– Nel febbraio 2015 i vertici della sua società vengono rinviati a giudizio per un’altra truffa milionaria nella sanità ai danni della Regione Lazio (rimborsi non dovuti per prestazioni sanitarie). . Questa l’accusa a carico dell’amministratore delegato e del legale rappresentante della società Tosinvest sanità spa, rispettivamente Antonio Vallone e Carlo Trivelli  insieme ad altri manager del gruppo San Raffaele spa, dirigenti della casa di cura San Raffaele Pisana, del poliambulatorio San Raffaele Termini e del laboratorio di analisi in via dei Bonaccorsi.  I dirigenti della società di Angelucci avrebbero commesso una serie di truffe a danno del sistema sanitario facendosi liquidare dalla Regione somme totali per circa 22 milioni di euro. I manager, accusati a vario titolo di truffa aggravata, avrebbero presentato fatture a nome Tosinvest, dapprima all’azienda San Giovanni Addolorata e poi alla Asl Roma D, inserendo un codice relativo alle prestazioni svolte in regime di accreditamento anche per quelle prive di tale requisito. In questo modo avrebbero indotto in errore i funzionari della Regione Lazio deputati all’erogazione dei fondi, procurandosi un ingiusto profitto ai danni dell’ente pubblico.
 Il Tribunale di Roma anche stavolta se la prende comoda e fissa la prima udienza del processo il 19 luglio 2016.

Come proprietario di Libero e del Riformista è a processo per truffa aggravata. Soldi pubblici (contributi per l’editoria) percepiti illecitamente per i suoi giornali
Anche questo processo (anni per arrivare al rinvio a giudizio solo nel 2014, e ancora non si è arrivati a una sentenza di 1 grado) è finito misteriosamente su un binario morto al Tribunale di Roma, e si avvia verso la prescrizione.

L’AGCOM ha anche già sanzionato la famiglia Angelucci, per avere percepito illegittimamente 34 milioni di euro dallo Stato (dal 2006 al 2010), violando la legge sui contributi pubblici all’editoria.

– La Tosinvest/San Raffaele, che fà capo alla sua famiglia,  è stata condannata dalla Corte dei Conti per danno erariale (41 milioni di euro)  nello scandalo dei rimborsi gonfiati a favore del San Raffaele di Cassino. Scrivono i giudici contabili: «è assente la documentazione riguardante l’effettuazione delle tre ore di riabilitazione», richieste per legge. Il numero di dipendenti della clinica, osservano i magistrati, assicurava in realtà prestazioni della durata massima di un’ora e, quindi, un rimborso di gran lunga inferiore per le visite. Ancora, i semplici mal di testa trasformati in “disturbi del sistema nervoso periferico” per avere diritto a una maggiore remunerazione da parte del sistema sanitario e il caso delle firme apposte sui referti di pazienti già deceduti: una scoperta che «assume profili inquietanti». E che, insieme alle altre irregolarità, è costata la condanna al San Raffaele e, in via sussidiaria, a nove tra manager pubblici e camici bianchi.

– Da marzo 2017 è indagato con l’accusa di traffico di influenze per aver tentato di aggiustare due processi in Cassazione. Un procedimento riguardava una misura cautelare reale riferita a un sequestro disposto dalla procura di Bari nei confronti del consorzio San Raffaele e della Finanziaria Tosinvest per 7milioni di euro. Il secondo processo era inerente a una causa di lavoro con un medico, in precedenza assunto presso il San Raffaele, il cui ricorso era pendente in Cassazione dopo la decisione del tribunale civile. La prima è fallita perché il presidente della VI sezione della suprema corte respinse l’offerta, mentre nel secondo caso il piano rimase solo sulla carta. Nella vicenda sono indagati per corruzione Maurizio Ferraresi, dirigente dell’Asl Roma1 e l’ex giudice Franco Amedeo.

– Ha il 99 % di assenze in Parlamento

– Su uno dei suoi giornali (Libero) compaiono ancora oggi gli editoriali di Renato Farina, nonostante sia stato radiato dall’Ordine dei Giornalisti perchè pubblicava su Libero falsi dossier e notizie false in cambio di denaro per conto dei Servizi deviati. Pluricondannato per favoreggiamento e falso in atto pubblico

– Nell’inchiesta Consip entra in ballo (tanto per cambiare) anche ANGELUCCI.

Ecco le INTERCETTAZIONI :
(Russo): “Bhè in due si so’ presi tre lotti! La cooperative“, in particolare c’ è: “questo consorzio energia locali” che, stando al Russo Carlo, sono quelli che fanno riferimento a Denis Verdini: “mhhhh… quelli sono.. stanno con Verdini“, ed a un avvocato parlamentare che, si vedrà in seguito essere il deputato di Ala Ignazio Abrignani, braccio destro di Verdini “ co.. un avvocato parlamentare“».
«Anche Romeo», annotano gli investigatori, «sembra persuaso dalla bontà della notizia: “eh! chill… chill a fatt u l’ operazione! (dialetto campano, ndr)” a cui fa eco il Russo: “si inc. (bisbiglia, ndr) non fa.. non fa niente, l’ ha fatta Verdini“, per poi concludere Romeo: “eh! i soldi li ha portati a casa Verdini (tono di voce bassissimo, ndr)».

Entra in ballo Angelucci: «Russo», si legge nell’ informativa, «racconta a Romeo un episodio della vita di Verdini che può spiegare i motivi per cui quest’ ultimo possa aver fatto aggiudicare al Consorzio energia locali: “eh! io penso proprio di sì. anche perché, c’ è un altro parlamentare forzista che ha delle cliniche molto ricco” “Angelucci! Pensi che.. e.. Verdini aveva delle difficoltà e Angelucci s’ è comprato la casa di Verdini inc. (farfuglia, ndr) sti soldi insomma.. e perché doveva in qualche modo rientrare perché… e quindi può darsi che siccome la cosa è piuttosto fresca risale a un anno e mezzo fa, può darsi che… si sia chiusa così l’ operazione».

fonte: http://www.lincredibileparlamentoitaliano.yolasite.com/

Dedicato a tutti gli ottusi che credono ancora alle cazzate di Renzi e Berlusconi – Comunicato congiunto Pd-Fi: l’impianto dell’accordo è oggi più solido che mai…!

Renzi e Berlusconi

 

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Dedicato a tutti gli ottusi che credono ancora alle cazzate di Renzi e Berlusconi – Comunicato congiunto Pd-Fi: l’impianto dell’accordo è oggi più solido che mai…!

 

Comunicato congiunto Pd-Fi: L’impianto dell’accordo è oggi più solido che mai

Testo integrale della nota

L’Italia ha bisogno di un sistema istituzionale che garantisca governabilità, un vincitore certo la sera delle elezioni, il superamento del bicameralismo perfetto, e il rispetto tra forze politiche che si confrontino in modo civile, senza odio di parte.

Queste sono le ragioni per cui Partito Democratico e Forza Italia hanno condiviso un percorso difficile, ma significativo, a partire dal 18 gennaio scorso con l’incontro del Nazareno. L’impianto di questo accordo é oggi più solido che mai, rafforzato dalla comune volontà’ di alzare al 40% la soglia dell’Italicum, e dall’introduzione delle preferenze dopo il capolista bloccato nei 100 collegi. Le differenze registrate sulla soglia minima di ingresso e sulla attribuzione del premio di maggioranza alla lista, anziché alla coalizione, non impediscono di considerare positivo il lavoro fin qui svolto. Questa legislatura che dovrà proseguire fino alla scadenza naturale del 2018 costituisce una grande opportunità per modernizzare l’Italia. Anche su fronti opposti, maggioranza e opposizioni potranno lavorare insieme nell’interesse del Paese e nel rispetto condiviso di tutte le Istituzioni.

fonte: http://www.forzaitalia.it/notizie/11648/comunicato-congiunto-pd-fi-l-impianto-dell-accordo-e-oggi-piu-solido-che-mai

 

Com’era la storia delle firme false del M5S? E che Raggi si doveva dimettere? Giusto per rinfrescarVi la memoria: Firme false, a Verona 71 condannati Pd, Fi, Lega a Ncd. Ma NESSUNO si è dimesso!!

 

firme false

 

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Com’era la storia delle firme false del M5S? E che Raggi si doveva dimettere? Giusto per rinfrescarVi la memoria: Firme false, a Verona 71 condannati Pd, Fi, Lega a Ncd. Ma NESSUNO si è dimesso!!

 

Da Il Fatto Quotidiano:

Firme false, a Verona 71 condannati Pd, Fi, Lega a Ncd. Ma nessuno si dimette

Mentre la polemica politica si infiamma sul caso Palermo, nel silenzio generale decine di amministratori da destra a sinistra patteggiano per lo stesso reato, in relazione alle elezioni del 2014. Fra questi, tre sindaci e decine di consiglieri comunali. Nessuno, però, ne chiede la testa e le pene sono inferiori ai limiti della Severino. L’indagine nata d un esposto M5s

Migliaia di firme sospette o falsificate a sostegno delle liste elettorali raccolte senza la ratifica di un pubblico ufficiale. C’è un altro caso firme in Veneto, passato sotto silenzio mentre imperversa lo scandalo delle firme false del M5s a Palermo, che ha coinvolto in modo trasversale più partiti, dal Pd alla Lega, da Ncd a Forza Italia alle liste civiche. La vicenda riguarda le amministrative del 2014 nel veronese e un’inchiesta della Procura di Verona, nata in seguito a un esposto del M5s, ha portato 71 imputati a patteggiare pene fino a 5 mesi per aver raccolto firme in modo irregolare e, in alcuni casi, per aver falsificato gli elenchi dei sottoscrittori. Tra gli imputati che il 15 novembre scorso hanno chiesto l’applicazione della pena figurano decine di consiglieri comunali, ex assessori provinciali, i sindaci del Pd di Pescantina e San Bonifacio, in provincia di Verona, e il sindaco Ncd di Pressana. E sono rimasti tutti al loro posto.

Nel caso di San Bonifacio, il sindaco dem Giampaolo Provoli ha patteggiato una pena di 5 mesi e 19 giorni insieme – tra gli altri – ad Alberto Bozza, ex assessore provinciale di Forza Italia e ora assessore allo Sport del Comune di Verona (5 mesi e 29 giorni), Luigi Frigotto, ex assessore provinciale all’Agricoltura in quota Lega (6 mesi), Alice Leso, ex consigliere provinciale del Pd, e il sindaco di Pressana, ex segretario provinciale dell’Udc, Stefano Marzotto (5 mesi e 20 giorni). Stessa situazione anche a Pescantina, in Valpolicella, dove il primo cittadino del Pd, Luigi Cadura, ha patteggiato 5 mesi e 12 giorni insieme – tra gli altri – al membro del Cda di Autobrennero, ex sindaco leghista di Affi ed ex assessore provinciale alla Viabilità, Carla De Beni (5 mesi e 20 giorni), oltre agli ex consiglieri provinciali Franca Maria Rizzi del Pd e Francesca Zivelonghi di Forza Italia. La vicenda riguarda anche i comuni di Legnago, Affi e Bussolengo, sempre in provincia di Verona, e coinvolge sia i pubblici ufficiali incaricati di verificare e garantire la regolarità delle sottoscrizioni, sia coloro che hanno materialmente raccolto le firme a sostegno delle liste.

Nel caso di San Bonifacio e Pescantina tra l’altro risultano imputati anche i candidati sindaci usciti sconfitti, tanto che lo scorso 18 novembre i deputati del M5s Francesca Businarolo e Mattia Fantinati hanno scritto al prefetto di Verona, Salvatore Mulas, chiedendo che venissero invalidate le elezioni amministrative nei due comuni in quanto “non tutte le liste avevano le firme sufficienti per essere presentate”. Ma la legge Severino prevede l’ipotesi decadenza solo in caso di condanna superiore a sei mesi. In questo caso, le pene applicate sono tutte inferiori. E gli amministratori restano tutti tranquillamente in carica.

Anche oggi una valanga di arrestati e indagati… Ma leggendo i giornali una domanda mi sovviene: com’è che non c’è manco un grillino tra questi delinquenti?

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arrestati

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Anche oggi una valanga di arrestati e indagati… Ma leggendo i giornali una domanda mi sovviene: com’è che non c’è manco un grillino tra questi delinquenti?

Non Vi tedieremo con una valanga di parole…

Vogliamo solo sottoporVi tre articoli presi dalla stampa di oggi:

– Camorra e appalti truccati in Campania, 69 arresti tra cui diversi politici e imprenditori.

– Regione Lombardia, indagato il dg Maiocchi Truffa per ottenere fondi pubblici

– Roma, appalti truccati nella sanità: 9 arresti. Angelucci, deputato e “re delle cliniche”, indagato per traffico d’influenze

Solo tre articoli, ma ce ne erano anche altri…

Leggendo questi titoli una domanda ci è sorta spontanea:

com’è che non c’è manco un grillino tra questi delinquenti?

Diffondete questo articolo… Chissà, qualche elettore di Renzi o di Forza Italia forse riuscirà a darci una risposta…

 

By Eles

 

Pd e Forza Italia insieme alle elezioni? In Lomellina e Oltrepò Pavese prove di alleanza. Dicono: “per il bene del territorio”. Si Legge: “tutto perché non vada al governo gente onesta”…!

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Pd

 

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Pd e Forza Italia insieme alle elezioni? In Lomellina e Oltrepò Pavese prove di alleanza. Dicono: “per il bene del territorio”. Si Legge: “tutto perché non vada al governo gente onesta”…!

 

Leggiamo da Il Fatto Quotidiano: a Mortara e Gambolò, dem e forzisti verso la presentazione di una lista e un candidato sindaco unico; stesso discorso a Rivanazzano Terme. Alberto Lasagna, segretario provinciale democratico: “Sono ‘costituenti territoriali’ che nulla hanno a che vedere col nazionale, ma solo con problematiche locali che meritano soluzioni efficaci che possono arrivare solo da coalizioni ampie e condivise”

Insomma sta cominciando il grande inciucio. Sono pronti a tutto, proprio a tutto affinchè gente onesta non vada al governo…Sarebbe la loro fine!

By Eles