Il fascio-leghista Luca Traini con il suo odio è riuscito a fare quello che neanche l’Isis aveva tentato: portare il terrorismo nelle nostre strade.

 

Luca Traini

 

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Il fascio-leghista Luca Traini con il suo odio è riuscito a fare quello che neanche l’Isis aveva tentato: portare il terrorismo nelle nostre strade.

Neanche l’Isis aveva portato il terrorismo nelle nostre strade. C’è riuscito questo fascio-leghista. Luca Traini, un omuncolo che sarebbe anche ridicolo, un personaggetto da satira, se non avesse commesso uno dei crimini più gravi della nostra storia.

Non per il fatto in sè, fortunatamente il bilancio delle vittime non è grave, ma per il fatto, appunto, di aver portato a casa nostra il terrorismo dell’odio.

Aver emulato i cazzoni dell’Isis.

Loro, quelli dell’Isis, con il loro “Allah Akbar” che distorcono il valore ed il significato del sacro Coramo. Questo omuncolo con il suo “saluto romano” che si maschera dietro un tricolore, distorcendone il significato…

Perchè vorrei ricordare a questo idiota che il Tricolore è il simbolo della Repubblca Italiana che, con la sua Costituzione, ripudia ogni forma di fascismo…

E permettetemi un’ultima considerazione. Chi semina odio raccoglie tempesta. La penso come Saviano. “È Salvini il mandante morale dei fatti di Macerata”. Salvini ed i fascisti come lui…

Spero (ma dubito) che anche gli organi di informazione definiscano i fatti di Macerata per quello che sono: un atto terroristico di matrice fascista.

Ogni tentativo di edulcorare o rendere neutra la notizia è connivenza.

By Eles

Roberto Saviano: “Il mandante morale dei fatti di Macerata è Matteo Salvini”

 

Roberto Saviano

 

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Roberto Saviano: “Il mandante morale dei fatti di Macerata è Matteo Salvini”

Lo scrittore: “Un pericolo mortale per la tenuta democratica”. Grasso: “Il segretario Lega causa della spirale d’odio”

“Il mandante morale dei fatti di Macerata è Matteo Salvini. Lui e le sue parole sconsiderate sono oramai un pericolo mortale per la tenuta democratica. Chi oggi, soprattutto ai massimi livelli istituzionali, non se ne rende conto, sta ipotecando il nostro futuro”. Lo scrive su Twitter Roberto Saviano commentando la sparatoria di Macerata, dove un uomo di 28 anni, legato all’estrema destra, ha ferito 6 persone di origini straniere a colpi di pistola.

“Invito gli organi di informazione a definire i fatti di Macerata per quello che sono – continua – un atto terroristico di matrice fascista. Ogni tentativo di edulcorare o rendere neutra la notizia è connivenza”.

Una linea condivisa da Pietro Grasso: “Le notizie che arrivano da Macerata mi lasciano attonito e inorridito – scrive il leader di Liberi e Uguali – Chi, come Salvini, strumentalizza fatti di cronaca e tragedie per scopi elettorali è tra i responsabili di questa spirale di odio e di violenza che dobbiamo fermare al più presto. Odio e violenza che oggi hanno rischiato di trasformarsi in una strage razziale. Il nostro paese ha già conosciuto il fascismo e le sue leggi razziali. Non possiamo più voltarci dall’altra parte, non possiamo più minimizzare”.

Luca Traini il fascio-leghista che ha sparato a sette persone perché erano nere. Ma forse domani Salvini ci dirà che ha fatto anche cose buone.

 

Luca Traini

 

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Luca Traini il fascio-leghista che ha sparato a sette persone perché erano nere. Ma forse domani Salvini ci dirà che ha fatto anche cose buone.

 

Luca Traini, l’uomo bloccato per la sparatoria a Macerata candidato della Lega Nord a Corridonia nel 2017

Nato nel 1989, incensurato, è stato trovato con una pistola: al momento del fermo, avvolto in una bandiera tricolore, ha fatto il saluto fascista. Il titolare della palestra dove si recava: «È razzista ed estremista, lo avevamo cacciato»

Classe 1989, fisico atletico, calvo. E un tatuaggio con la forma stilizzata di una svastica sulla fronte. Si chiama Luca Traini, ha 28 anni ed è incensurato e originario di Tolentino, nelle Marche, l’uomo che a Macerata ha aperto il fuoco contro alcuni stranieri, prima di essere fermato dai carabinieri. Era stato candidato alle elezioni amministrative del 2017 per il consiglio comunale di Corridonia con la Lega Nord. Nel programma, anche il «controllo degli extracomunitari».

La bandiera tricolore e il saluto fascista

Sentendosi braccato, dopo la sparatoria, Traini ha fermato l’auto davanti al Monumento ai Caduti di Macerata, è sceso dall’auto, ha indossato la bandiera italiana, ha fatto il saluto fascista e gridato «Viva l’Italia». A bordo della vettura una pistola, la tuta mimetica, sul cruscotto appunti a penna e bottiglie d’acqua.

«Cacciato dalla palestra»

Francesco Clerico, il titolare della palestra in cui Traini andava ad allenarsi, ha dichiarato di averlo «cacciato a ottobre». I due si conoscevano da «almeno 10 anni», ma recentemente, secondo Clerico, Traini «aveva atteggiamenti sempre più estremisti, faceva il saluto romano e battute razziste. E da tempo so che aveva una pistola. Lo hanno rovinato le amicizie sbagliate, questi ambienti estremisti, ha situazione familiare disastrosa». Prima di candidarsi con la Lega Nord era stato vicino a Forza Nuova e a CasaPound, secondo Clerico: «Direi che da una decina d’anni era diventato così, prima aiutava il prossimo, era un buono – aggiunge -, gli hanno inculcato idee sbagliate, è cambiato. Non ci aveva mai dato problemi in palestra. Aveva anche amici di colore. Ho provato tante volte a farlo ragionare. Chi si aspettava questo?».

«Era andato dalla psichiatra»

Traini «era andato in cura da uno psichiatra, che a quanto diceva lo aveva giudicato “border line”», ha detto ancora Clerico, titolare della palestra Robbys in cui il giovane arrestato si allenava. «Lui quasi era orgoglioso di questa definizione, a dimostrazione di quanto fosse ignorante e scemo. Aveva una situazione familiare disastrosa: il padre se n’era andato quando era piccolo e la madre, anche lei con grossi problemi, lo aveva cacciato più di recente. Luca viveva con la nonna. Ho provato tante volte ad aiutarlo, a riportarlo sulla retta via. Ha fatto dei lavoretti, ma duravano sempre poco — dice Clerico — . Di solito come manovale, ma anche come buttafuori. Ultimamente aveva perso un altro lavoro». Clerico non sa dire se quanto fatto da Traini oggi sia legato alla vicenda di Pamela Mastropietro, la 18enne romana trovata a pezzi nel Maceratese. «L’avevamo cacciato dalla palestra a ottobre, non l’ho più rivisto», spiega.

tratto da Il Corriere della sera

Queste sono le carogne che ci governano: per le vittime del terrorismo non ci sono fondi, Pd e FI negano 5 milioni di euro. Ma 8 milioni per il teatro di Barbareschi li hanno trovati subito. D’altra parte Barbareschi è uno di loro, uno della Casta…

vittime del terrorismo

 

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Queste sono le carogne che ci governano: per le vittime del terrorismo non ci sono fondi, Pd e FI negano 5 milioni di euro. Ma 8 milioni per il teatro di Barbareschi li hanno trovati subito. D’altra parte Barbareschi è uno di loro, uno della Casta…

8 milioni a Barbareschi, 0 alle vittime del terrorismo #vergognaPd

Pd e Fi hanno dato otto milioni di euro al teatro di Barbareschi e li hanno negati alle vittime del terrorismo. Infatti, quest’ennesimo ‘capolavoro’ della Casta, è stato architettato dall’esponente di Forza Italia, Giorgetti, insieme al piddino Boccadutri, sì lo stesso che porta il nome della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, approvata in due settimane. Questi due deputati hanno presentato un emendamento alla manovrina, che portava i fondi previsti per salvare il teatro da 2 ad 8 milioni di euro, per il biennio 2017-2018.

La vergona di questo schiaffo alle famiglie che hanno perso i loro congiunti a causa del terrorismo, e che si sono visti negare 5 milioni di euro, perché non ci sarebbe stata la necessaria copertura economica, è ancora più grande, se si pensa che il teatro Eliseo, gestito dal direttore artistico, Luca Barbareschi, è un ente privato. E allora, perché questi soldi sono stati stanziati per Barbareschi, e non per gli altri teatri? Perché il criterio del merito e di equità si è andato a farsi benedire?

Forse perché Barbareschi è il genero di Andrea Monorchio, ex ragioniere dello Stato? L’attore nega di aver avuto una corsia preferenziale, ma non si capisce come mai Fi e Pd abbiano approvato fondi per otto milioni di euro, per salvare questo teatro privato, negandoli a chi ne avrebbe avuto maggiore bisogno, e cioè alle associazioni dei parenti delle vittime di strage e terrorismo. E’ ignobile, inoltre, anche il silenzio del ministro Franceschini che, se avesse veramente avuto a cuore l’incremento della cultura e della produzione artistica teatrale, avrebbe dovuto pretendere fondi non solo per gli amici degli amici, ma per tutti coloro che producono cultura a certi livelli. Il silenzio di tutto il Governo è complice e l’indegna pantomima del viceministro Morando che, in commissione Bilancio, ha fatto finta di essere contro l’emendamento vergogna, completa il quadro e ci fa comprendere che i soldi vanno sempre e solo in una certa direzione, e mai a chi ne ha veramente bisogno. Naturalmente, noi del MoVimento 5 Stelle in commissione Bilancio alla Camera, abbiamo votato contro questa schifezza.

 

fonte: http://www.beppegrillo.it/2017/05/8_milioni_a_barbareschi_0_alle_vittime_del_terrorismo_vergognapd.html