Ricordiamo l’antropologa Amalia Signorelli e le parole di profonda stima che ebbe nei confronti di Renzi: “con la sua famiglia, è socio-antropologicamente un caso emblematico della peggiore piccola borghesia clientelare e scalatrice Italiana, assatanata per il potere”

 

Amalia Signorelli

 

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Ricordiamo l’antropologa Amalia Signorelli e le parole di profonda stima che ebbe nei confronti di Renzi: “con la sua famiglia, è socio-antropologicamente un caso emblematico della peggiore piccola borghesia clientelare e scalatrice Italiana, assatanata per il potere”
La professoressa Amalia Signorelli commenta la nomina del padre di Renzi a Rignano: “Renzi dimostra una brama di potere priva di buongusto, occupa ogni poltroncina”
“La sua famiglia emblema della peggiore piccola borghesia assatanata per il potere”
“La famiglia Renzi socio-antropologicamente è un caso abbastanza rappresentativo ed emblematico della piccola borghesia clientelare e scalatrice italiana. O meglio: è rappresentativa della parte peggiore di quella piccola borghesia“. Sono le caustiche parole dell’antropologa Amalia Signorelli, ospite de L’aria D’Estate (La7), a proposito della famiglia di Matteo Renzi.
“Ci hanno fatto assistere a una scena grottesca” – continua – “Prima esistevano delle piccole virtù chiamate ‘discrezione’, ‘pudore’, ‘saper farsi da parte quando arriva il momento’. Non mi piace questo assatanamento per il potere. Ma io dico a Renzi: Vergognati. C’hai potere in tutta Italia. Se tuo padre non sa che fare e si vuole divertire in qualche modo, compragli un cane“.
E chiosa: “Da queste persone ai quali si danno stipendi di stralusso, aerei personali per fare lo show a Rio De Janeiro, vantaggi di ogni genere, bisognerebbe avere almeno un po’ di discrezione e di buon gusto, se non di onestà. Qui chiedere l’onestà è effettivamente una esagerazione”
fonte QUI
Nota:

Amalia Signorelli (Roma, 6 agosto 1934 – Roma, 25 ottobre 2017) è stata un’antropologa italiana.

Si è occupata dei processi di modernizzazione e del cambiamento culturale nell’Italia meridionale, di migrazioni, di clientelismo, della condizione femminile, delle trasformazioni delle culture urbane.

È stata opinionista nei programmi televisivi BallaròDimartedìFuori ondaTagadàL’aria che tiraOtto e mezzo e Servizio pubblico.

(da Wikipedia)

Una notizia che Tg e Stampa si sono “dimenticati” di dare: i soldi del Pd Toscana alla “Eventi 6”, società di comunicazione della famiglia Renzi…!

Renzi

 

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Una notizia che Tg e Stampa si sono “dimenticati” di dare: i soldi del Pd Toscana alla “Eventi 6”, società di comunicazione della famiglia Renzi…!

 

I soldi del Pd Toscana alla Eventi 6, società di comunicazione della famiglia Renzi

Finanziamento di diecimilia euro “propiziato” dal faccendiere Russo. M5S denuncia: “Gravissimo”

Diecimila euro da un imprenditore romano al Pd nazionale prima e a quello toscano poi, per finanziare la campagna elettorale alle Regionali del 2015 del sindaco di Rignano Daniele Lorenzini. Soldi che poi vengono girati alla Eventi 6, società di comunicazione della famiglia Renzi, per spese elettorali. Diecimila euro, i due terzi circa di tutte le spese affrontate in campagna elettorale da Lorenzini, poi risultato primo tra i non eletti in Consiglio regionale. E oggi, ormai in rotta con il Pd nella roccaforte renziana, candidato alle comunali di giugno con una lista civica. È lo stesso Lorenzini a mostrare in conferenza stampa la fattura di pagamento, “in regola”, del finanziamento che sarebbe stato “propiziato” da Carlo Russo, il faccendiere di Scandicci e uomo-chiave dell’inchiesta Consip, indagato insieme a Tiziano Renzi, padre dell’ex premier, per traffico di influenze illecite.

Con ordine. I diecimila euro, secondo quanto ricostruito da La Verità il 21 maggio e scritto nel libro di Marco Lillo ‘Di padre in figlio’, arrivano al Pd da una società di servizi di sicurezza, la Securtrak, che fa capo alla Security Service, di proprietà della famiglia Mongillo, come finanziamento in vista delle elezioni regionali del 2015. L’imprenditore romano Renato Mongillo non è nome nuovo alle cronache. Già arrestato nel 2007 perché accusato di aver versato una tangente all’ex assessore alla Sanità della Regione Lazio Marco Verzaschi, è rispuntato nelle carte dell’inchiesta Consip e fotografato dai carabinieri del Noe con Carlo Russo. I carabinieri annotano che il 21 settembre 2016 Russo, dopo aver incontrato l’amministratore delegato di Grandi Stazioni spa, si vede con Mongillo in un bar di Via Veneto a Roma.

Il finanziamento della Securtrak finisce quindi al Pd Regionale che lo dirotta su Lorenzini, grazie anche all’intervento di Russo, per finanziare le sue spese elettorali. Diecimila euro che poi, dichiara Lorenzini, sono finiti alla Eventi 6 per la campagna di comunicazione, e in particolare stampa e distribuzione di materiale elettorale. “Tutto è regolarmente depositato in Corte d’Appello”, ha detto Lorenzini.

Il sindaco uscente di Rignano però precisa di non aver mai incontrato Carlo Russo, replicando così alle accuse, avanzate dall’assessore renziano e amico di Tiziano Renzi Roberto Bargilli in un’intervista al Corriere della Sera, di aver preso soldi dal misterioso faccendiere del caso Consip.

La partita di giro dei soldi che partono da Roma per finanziare la campagna elettorale di un candidato alle regionali in Toscana e che a sua volta li fattura alla società della famiglia Renzi ha sollevato le polemiche delle opposizioni. Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione: “Abbiamo depositato in Consiglio regionale un’interrogazione sul passaggio di denaro fra il Partito democratico e la Eventi 6, legata alla famiglia Renzi. Chiediamo che venga fatta al più presto chiarezza su una vicenda sulla quale, dopo la pubblicazione dei documenti ufficiali, sembrano esserci davvero pochi dubbi”, ha detto Giovanni Donzelli. L’Eventi 6 ha dato mandato ai suoi legali di intentare una causa di risarcimento danni al consigliere Donzelli. “Spiace dover leggere dichiarazioni così tanto fuorvianti la verità da parte di chi sa bene che può permettersi il lusso – a pochi riservato – di non assumersi alcuna responsabilità di quello che afferma”, si legge in una nota della società dei Renzi.

Anche il Movimento 5 Stelle attacca l’ex premier: “In sostanza, quindi, il Pd di Matteo Renzi avrebbe finanziato, tramite Carlo Russo, la campagna elettorale del candidato del Pd a Rignano, e poi questi soldi sarebbero finiti nelle casse della società della famiglia Renzi. Un giro d’affari e d’interessi a dir poco opaco, con dei meccanismi poco chiari e trasparenti. I vertici del Pd, Matteo Renzi in particolare, e Tiziano Renzi, non hanno nulla da dire?”, chiedono ancora i 5 Stelle.

fonte: http://www.huffingtonpost.it/2017/05/22/i-soldi-del-pd-toscana-alla-eventi-6-societa-di-comunicazione-d_a_22103957/