F-35 al posto di scuola e sanità: così hanno deciso Giorgio Napolitano e il PD…!

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F-35 al posto di scuola e sanità: così hanno deciso Giorgio Napolitano e il PD…!

L’Italia – e soprattutto Napolitano e il PD – dovrebbero prendere lezioni dal Costarica, che ha deciso di mandare al diavolo le armi e di pensare ai propri cittadini investendo nella scuola e nella sanità. L’esatto contrario del Governo Gentiloni che sta buttando 11 miliardi di euro per l’acquisto degli F-35, continua a smantellare la sanità è ha eliminato un anno di liceo per ‘risparmiare’ un miliardo e 300 milioni di euro! 

In questi ultimi giorni, secondo un’analisi dei giudici della Corte dei Conti, il programma dei caccia F-35 “è oggi in ritardo di almeno 5 anni” per le “molteplici problematiche tecniche” che hanno fatto, anche sì che i costi del super-caccia siano “praticamente raddoppiati“. Ed anche le prospettive occupazionali per l’Italia “non si sono ancora concretizzate nella misura sperata”. Tuttavia, l’esposizione fin qui realizzata in termini di risorse finanziarie, strumentali ed umane è fondamentalmente legata alla continuazione del progetto” ed uscirne ora produrrebbe importanti perdite economiche.

E’ quanto si legge in un’analisi della Corte dei Conti. I giudici contabili, parlando del rendiconto dello Stato, sottolineano che “la stima dei ritorni occupazionali generati da parte dell’Industria, inizialmente pari a 6.400 posti di lavoro, è ritenuta realisticamente realizzabile in 3.586 unità, anche sulla base dell’aggiornamento di Leonardo–DV di febbraio 2017”.

A più riprese il progetto F-35 era stato messo “in discussione”, soprattutto in Parlamento. Ma in tutte le occasioni era stato l’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a ribadire che non si tornava indietro. Nel 2013, per esempio, riunì il Consiglio supremo di difesa al Quirinale che così si pronunzio:

”Il Parlamento non può porre veti al governo in tema di ammodernamento dell’apparato militare”.

Un anno dopo, non soddisfatto, il capo dello Stato replicò poiché ricorrevano voci sul possibile taglio all’acquisto. Giorgio Napolitano riconvocò il Consiglio di difesa per mettere all’ordine del giorno le “criticità“ della Legge 244 , che prevedeva che il Parlamento avesse potere di controllo sulle spese della difesa.

E proprio per questo, un capitolo a parte, in tema di commercio delle armi, in cui la “pacifica” Italia è stata sempre in prima linea, merita la controversa questione dei caccia F-35 alla luce del ruolo che viene assegnato all’aereonautica nella nuova visione della strategia militare internazionale. Il costo complessivo è stato stimato, a metà degli anni 2000, in circa 276 miliardi di dollari. Dovrebbe sostituire, nelle sue varie versioni, centinaia di vecchi veicoli tattici sia in funzione di combattimento aereo che di supporto alle forze di terra e di bombardamento.

Si prevede che il prototipo F-35, dietro cui c’è una precisa strategia industriale americana per il dominio mondiale nel settore dell’aereonautica, dovrebbe stare sulla scena per buona parte del secolo e che entro il 2030 l’85% dei caccia nel mondo saranno gli F-35.

Alla realizzazione del costosissimo progetto hanno collaborato, con la capofila americana Lockheed, altre numerose aziende americane e straniere. Un progetto di collaborazione e cooperazione industriale tecnologica e militare a vari livelli e tra cui in prima fila troviamo la Gran Bretagna con la Bae Systemche ha investito 2,5 miliardi di dollari seguita dall’Italia con la Alenia con 1,3 miliardi di investimenti e l’Olanda con 800 milioni. Seguono poi, con un ruolo marginale di coinvolgimento nel progetto, altri Paesi come la Turchia, l’Australia,la Danimarca, il Canada e la Norvegia.

L’Italia, dal canto suo, dovrebbe poi ospitare un impianto di assemblaggio per l’Europa. Ma quel che più fa riflettere ed induce ad un’amara riflessione è che il nostro Paese, nel contesto di una crisi irreversibile con perdite continue di posti di lavoro e di chiusure senza soluzione di continuità, ai vari livelli, di migliaia e migliaia di aziende, si è impegnato ad acquistare 131 F-35 per un costo complessivo di 11 miliardi di dollari.

A questa spesa faraonica di 11 miliardi per gli F-35 vanno poi aggiunti poi altri 7 miliardi di euro per l’acquisto di 121 caccia Typhoon del consorzio Eurofightera cui l’Italia partecipa con Gran Bretagna, Germania e Spagna. Questo dell’opportunità dell’acquisto degli F-35, da parte dell’Italia, in un momento tanto delicato per la nostra economia, è stato oggetto di un serrato dibattito nel Paese e in Parlamento, con proposte di rinvio e/o di riduzione drastica del numero di velivoli da acquistare. Dibattito nel quale come detto prima è entrato a gamba tesa l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Ciò ci induce a pensare che gli interessi in campo per l’acquisto di questi costosissimi aerei sono tanti e talvolta non troppo spesso chiari e trasparenti. Basti pensare che l’azienda americana Lockheed – l’attuale capofila del progetto per la costruzione degli F-35 – è quella stessa Lockheed dello scandalo (chi è di buona memoria dovrebbe ricordarlo ) passato alla storia del nostro Paese come appunto lo “scandalo Locheed”. Scandalo divenuto tristemente famoso nel lontano 1976 per le bustarelle pagate per svariati miliardi di lire ad Antilope Koppler (nome in codice di un politico di primissimo piano) per favorire l’acquisto degli aerei Hercules C-130 (gli antesignani degli attuali F-35).

E con tale “dejà-vu” e con siffatti precedenti sorge il ragionevole dubbio ( “a pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca”, diceva Giulio Andreotti) che la storia tra corsi e ricorsi, oggi come allora, potrebbe ripetersi alla luce della ostinazione sospetta da parte di molti interessati a volere acquistare a tutti i costi o, peggio ancora, a costi spropositati  decine e decine di F-35 che studi recenti, e per ammissione dello stesso Pentagono, che questi sofisticatissimi caccia potrebbero risultare pure difettosi.

Per tutte, la relazione tecnica di Michael Gilmore, direttore del dipartimento Difesa americano. Che, inviata di recente al Congresso degli Stati Uniti, ha rivelato che i caccia F.35 in fin dei conti si sono rivelati meno affidabili di quanto ci si potesse aspettare. Meno affidabili, più vulnerabili e più difficili da mantenere nonostante le spese considerevoli che hanno richiesto, con riferimento ai 288 miliardi di euro che sinora sono stati spesi.

Davanti a tutto questo non ci si fa scrupolo di insistere nell’acquisto di questi costosissimi caccia-bombardieri privilegiando in assoluto le spese militari a discapito delle spese sociali come, ad esempio, nel caso della prevista riduzione dei servizi sanitari e scolastici per le persone disabili: per l’acquisto di tali servizi è prevista, da parte del governo, una spesa complessiva pari all’acquisto di un caccia-bombardiere e mezzo!

Sarebbe più opportuno, e forse più sensato, che in un Paese civile che abbia a cuore gli interessi e la salute dei propri cittadini e, in particolare, come in questo caso, delle persone svantaggiate, i propri governanti pensassero ad acquistare dei cacciabombardieri in meno riducendo le spese militari e investendo le risorse risparmiate nel sociale e, precisamente, nel settore della sanità e dell’istruzione.

La riduzione di sprechi e delle spese militari, che molti Paesi, a differenza dell’Italia, hanno scelto di praticare, ha consentito ai loro cittadini di raggiungere elevati livelli di vita. Uno esempio per tutti: il piccolo Costarica che, da anni, ha scelto di non investire in armamenti, bensì in scuola e sanità. Oggi grazie a queste scelte il Costarica è uno dei Paesi al mondo con il più alto tasso di alfabetismo ( 94%) e con una durata media della vita tra i 76 e 78 anni ed è tra i Paesi più progrediti ed industrializzati.

Il Costarica, come del resto tanti altri Paesi che hanno ridotto le loro spese militari, spendendo ed investendo le loro risorse in attività sociali e di sviluppo, hanno dimostrato in tal modo, a differenza di quei Paesi vocati – quale è appunto l’Italia – a sprechi e ad eccessive spese militari, come si possono affrontare e risolvere i più elementari e fondamentali problemi dei propri cittadini.

fonte: http://www.inuovivespri.it/2017/08/11/gli-f-35-al-posto-di-scuola-e-sanita-cosi-hanno-deciso-giorgio-napolitano-e-il-pd/

F-35, La Corte dei conti stronca l’ultima balla di Renzi & C.: non è vero che porteranno 10mila “posti di lavoro”! …Insomma, è ufficiale: non servono ad un cazzo, ci costano quanto una finanziaria e “servono” solo per far arricchire gli amici di Renzi!

 

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F-35, La Corte dei conti stronca l’ultima balla di Renzi & C.: non è vero che porteranno 10mila “posti di lavoro”! …Insomma, è ufficiale: non servono ad un cazzo, ci costano quanto una finanziaria e “servono” solo per far arricchire gli amici di Renzi!

 

F-35, cade pure la balla dei “posti di lavoro”
L’ultimo colpo – La Corte dei conti certifica: non porteranno 10mila addetti, saranno al massimo 3586
La Corte dei conti certifica gli F-35 non porteranno 10mila addetti. Al massimo saranno 3586. Cade così l’ultima balla con cui i così tanto volenterosi amici di Renzi difendevano quest’assurdo acquisto.
E allora?
E allora, è ufficiale: non servono ad un cazzo, ci costano quanto una finanziaria e “servono” solo per far arricchire gli amici di Renzi!
Quando sarà il momento, non dimenticate di dare loro il vostro voto. Loro sì che sanno come amministrare un Paese.
By Eles

L’alternativa agli F-35? C’è, ma è tabù: l’Italianissima Alenia produce caccia leggeri molto più utili ed economici. Ma i nostri politici imbarazzati, inetti, servili e lecchini non darebbero mai un dispiacere ai padroni Americani!

 

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L’alternativa agli F-35? C’è, ma è tabù: l’Italianissima Alenia produce caccia leggeri molto più utili ed economici. Ma i nostri politici imbarazzati, inetti, servili e lecchini non darebbero mai un dispiacere ai padroni Americani!

 

Premesso che spendere (o meglio buttare) soldi in armi dopo che hanno tagliato scuola, sanità e sociale non è solo superfluo, ma da idioti, incoscienti e incapaci (ma i nostri politici sono questo e altro). Ciò premesso, se proprio dobbiamo spenderli (o meglio buttarli) ‘sti benedetti soldi, perchè non destinarli ad un prodotto ITALIANO (aiutando così la nostra economia) che peraltro è più utile di questi F35 che si sono dimostrati un vero e proprio bidone?

No, eh. Il padrone Americano non ce lo consente!

L’alternativa agli F-35 ci sarebbe, ma è tabù: Alenia produce un caccia leggero più utile ed economico, ma non si può dire

La scorsa settimana a Torino-Caselle, in occasione della consegna all’Aeronautica Militare del 500° Eurofighter Typhoon prodotto, Leonardo ha presentato senza clamore la sua ultima creatura, l’M-346 FA (Fighter Aircraft): un cacciabombardiere leggero dotato di armamento completo e sistemi avionici avanzatissimi.

Fonti interne di Alenia (oggi Leonardo Divisione Velivoli) spiegano al Fatto Quotidiano che quest’ultima evoluzione dell’M-346 frutto delle richieste del mercato internazionale, avrebbe ottime opportunità anche sul mercato italiano come successore ideale dell’Amx Ghibli. Un ipotesi del tutto teorica, spiegano, vista la scelta di sostituire gli Amx con gli F-35. Scelta opinabile non solo dal punto di vista economico (l’F-35 costa almeno quattro volte tanto l’M-346) ma soprattutto tecnico, poichè l’aereo americano è una macchina di tipo completamente diverso all’Amx.

L’F-35 è infatti un bombardiere pesante strategico pensato 20 anni faper guerre con potenze come Russia o Cina (che oggi tra l’altro, sarebbero perfettamente in grado di intercettarlo e abbatterlo) mentre Amx e M-346 sono aerei da attacco leggero ideali in conflitti asimmettrici come Libia e Afghanistan e per operazioni Coin e Cas, ovvero di anti guerriglia e supporto aereo alle truppe, cioè quelle solitamente condotte dalla nostra Aeronautica Militare.
La fonte di Leonardo spiega che l’ipotesi di sostituire gli Amx con gli M-346 in versione di attacco, invece che con gli F-35, è talmente fuori discussione a livello politico da non essere mai stata oggetto di studi, documenti e discussioni ufficiali, un vero e proprio tabù di cui non si può parlare pubblicamente: chi lo ha infranto ne ha pagato le conseguenze.
Il RIFERIMENTO è all’ex Direttore delle operazioni di volo Alenia, Marco Venanzetti che nel 2015 fece un accenno a proposito, in un intervista britannica di settore. Niente e nessuno deve interferire con la suprema decisione di spendere 14 miliardi per 90 F-35: non l’esistenza di alternative più sensate ed economiche, non gli svantaggi per l’industria aeronautica nazionale (denunciati nel 2013 dall’e AD Finmeccanica Alessandro Pansa), non le dure critiche di ex generali dell’Aeronautica (che in un documento riservato del 2014 giudicavano il programma F-35 SPROPORZIONATO per l’Italia), non i report ufficiali che continuano a denunciare i difetti strutturali del velivolo (clamoroso l’ultimo del Pentagono, riportato sul sito dell’Osservatorio MILEX sulle spese militari italiane), non il Parlamento che nel 2014 votò il dimezzamento di questa spesa.

Per non gettare al vento questa spesa di 3,6 miliardi che l’Italia ha già investito nel programma F-35, CON RICADUTE ECONOMICHE E OCCUPAZIONI decisamente inferiori alle aspettative, avrebbe senso completare l’acquisizione già avviata di 15 aerei (8 già comprati e 7 opzionati con versamenti in acconto), buoni per comporre un gruppodi volo dell’aeronautica, e comprare più avanti (a prezzi migliori) i 15 F-35B necessari a sostituire gli Harrier della Marina.
Per rimpiazzare i 68 tornado oggi in servizio, si potrà contare su altrettanti Typhoon T2 e T3 “swuing role”, ancora in consegna, oltre che sui suddetti 15 F-35A; mentre per sostituire i 42 Amx oggi in linea (più 10 di addestramento) sarebbe logico e conveniente puntare sugli M-346 FA invece di spendere altri 6,5 miliardi per altri 60 F-35.

tratto da: http://www.lonesto.it/?p=27263