Shhh…, non lo dite in giro… Chiesti 5 anni di carcere per l’ex capogruppo Pd in Emilia Romagna, ma i Media hanno deciso che è meglio che non lo sapete…

capogruppo Pd

 

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Shhh…, non lo dite in giro… Chiesti 5 anni di carcere per l’ex capogruppo Pd in Emilia Romagna, ma i Media hanno deciso che è meglio che non lo sapete…

Chiesti 5 anni di carcere per l’ex capogruppo Pd in Emilia Romagna, nel Silenzio dei Media

Il pm di Bologna Morena Plazzi chiede 5 ANNI DI CARCERE per l’ex capogruppo del PD in Regione Emilia-Romagna, Marco Monari, per il reato di Peculato. Ma non finisce qui per i cari PIDDINI dell’Emilia-Romagna, perché vengono richieste condanne anche per altri consiglieri regionali della terra rossa: due anni e sei mesi per Luciano Vecchi, due anni e tre mesi per Rita Moriconi, un anno e sei mesi per Thomas Casadei, Valdimiro Fiammenghi e Roberto Piva. Tombola!!!!

Vi ricordo che fra le spese folli fatte da questi signori con i soldi dei cittadini emiliano-romagnoli c’era pure un VIBRATORE e la PIPÌ di un consigliere del PD.

La notizia ovviamente è una bomba e meriterebbe le prime pagine dei giornali nazionali e le aperture dei tg, ma invece…NIENTE!

A livello nazionale è evidentemente molto più interessante sapere le altre cazzatine per far scagliare il popolo contro un falso nemico. A livello locale invece la notizia viene data, ma ovviamente in modo che non si disturbi il manovratore e che si faccia il minimo danno al partito di famiglia.

La notizia su Repubblica Bologna infatti merita solo il sesto titolo online. Buttata laggiù con un titolino innocuo e quasi invisibile. Ricordatevi invece il trattamento riservato da questo quotidiano a Marco Piazza per un’indagine su 4 firme VERE forse prese erroneamente a Roma (su 1431 firme prese in perfetta regola.)
Benvenuti a Bologna. Benvenuti in Emilia-Romagna.

tratto da: http://www.stopeuro.org/chiesti-5-anni-di-carcere-per-lex-capogruppo-pd-in-emilia-romagna-nel-silenzio-dei-media/

Chiesti 4 anni e 9 mesi per Emilio Fede. Ricattò Mediaset con falsi fotomontaggi – Ma che Vi aspettavate da uno che sulla sua pensione da 8200 euro al mese andava dicendo “trovo che sia UNA MISERIA” !!

Emilio Fede

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Chiesti 4 anni e 9 mesi per Emilio Fede. Ricattò Mediaset con falsi fotomontaggi – Ma che Vi aspettavate da uno che sulla sua pensione da 8200 euro al mese andava dicendo “trovo che sia UNA MISERIA” !!

 

Chiesti 4 anni e 9 mesi per Fede. Ricattò Mediaset con falsi fotomontaggi “hot”

La richiesta arriva nell’ambito del processo sui falsi fotomontaggi “hot” per ricattare i vertici di Mediaset e Silvio Berlusconi

Sono 4 anni e 9 mesi di carcere quelli richiesti dal pm Silvia Perucci per Emilio Fede, l’ex direttore del Tg4 sotto processo con l’accusa di estorsione e tentata estorsione. Secondo il pubblico ministero, infatti, l’ex giornalista Mediaset avrebbe fabbricato nel marzo del 2012 dei falsi fotomontaggi a luci rosse per ricattare i vertici di Mediaset che lo stavano licenziando.

In particolare, Fede avrebbe dato mandato a Gaetano Ferri (suo ex personal trainer) e ad altre due persone di assemblare i fotomontaggi che ritraevano il direttore dell’informazione di Mediaset, Mauro Crippa, così come il presidente dell’azienda, Fedele Confalonieri, in atteggiamenti equivoci.

Attraverso una serie di “pressioni e minacce”, il giornalista avrebbe indotto “Crippa, Confalonieri ma anche lo stesso Silvio Berlusconi” a fargli avere “un accordo più vantaggioso con una buonuscita di 820mila euro e un contratto di collaborazione di 3 anni” con l’azienda: queste, infatti, le accuse del pm durante la requisitoria davanti al giudice della sesta sezione penale Alberto Carboni.

A Crippa, nel dettaglio, Fede avrebbe inviato “messaggi intimidatori” che facevano riferimento a quei fotomontaggi. Uno degli sms, come ha spiegato il pm, recitava così: “Quella foto era pronta per essere consegnata e quindi ricattarti”. Il pm ha anche ricordato come Ferri, che ha scelto il rito abbreviato, sia stato già condannato anche in appello per il concorso nel ricatto portato avanti dal giornalista con una motivazione da parte della Corte che ha evidenziato il “perdurare di minacce e illecite pressioni sui vertici di Mediaset” per ottenere “l’accordo transattivo” più favorevole, poi firmato nel luglio del 2012.

Fede, oltre a “millantare di avere del materiale anche su Confalonieri”, avrebbe consegnato a Berlusconi una delle false foto che ritraevano Crippa. In quei mesi, tra il marzo e il luglio del 2012, l’ex Tg4 sarebbe riuscito a “inquinare le trattative” con “pressioni anche su Berlusconi”, testimoniate da alcune telefonate di Ferri al legale del cavaliere Niccolò Ghedini.

Lo stesso Fede, tra l’altro, ha spiegato il pm, “ci ha detto di aver portato quelle foto a Berlusconi e poi ha collegato il contratto di consulenza ottenuto con l’intervento diretto” dell’ex premier.

Non si tratta dell’unico procedimento giudiziario nel quale è imputato Fede, che infatti è a processo anche per concorso in bancarotta per un prestito ricevuto da Lele Mora e per il caso “Ruby bis”. Nell’ambito del medesimo processo collegato ai vertici Mediaset, invece, l’ex direttore è accusato pure di violenza privata, a causa di alcuni presunti sms minatori nei confronti di Ferri, il quale si sarebbe dissociato dal progetto di “estorcere a Berlusconi due milioni di euro per evitare la diffusione di foto compromettenti di Crippa”.

Oggi parlerà anche la difesa di Fede e potrebbe arrivare la sentenza.

tratto da: http://www.huffingtonpost.it/2017/05/09/chiesti-4-anni-e-9-mesi-per-fede-ricatto-mediaset-con-falsi-fo_a_22077240/

 

Ma che Vi aspettavate da uno che sulla sua pensione da 8200 euro al mese andava dicendo “trovo che sia UNA MISERIA” !!

Vi riproponiamo questo nostro articolo di due anni fa:

Vi avanza un Vaffanculo? Emilio Fede si lamenta della sua pensione da 8200 euro al mese “UNA MISERIA” !!

Nell’intervista rilasciata a  Radio Club 91, oltre a sbavare d’invidia per il successo dell’altro leccaculo, Bruno Vespa, Emilio Fede si lamenta per la sua pensione da 8200 euro al mese “UNA MISERIA”

Ma grandissimo idiota, la miseria è della gente che non arriva a fine mese, dei padri di famiglia che hanno perso il lavoro, dei pensionati che devono sopravvivere con 800 Euro al mese, non la tua !!

E allora ecco il nostro più sentito VAFFANCULO !!

 

Da “Radio Club 91”

 Emilio Fede attacca Vespa: “può fare solo il conduttore ma come giornalista non mi porta neppure le scarpe. Io sono stato il suo direttore. Oggi Vespa fa tutto: balla, suona, canta, cucina ma chi troppo in alto sale, cade sovente precipitevolissimevolmente. E’ il padrone della televisione e ambisce ad essere direttore generale o presidente della Rai e glielo daranno, ha tutto il mondo politico in mano. Pensate che a volte ci scambiavano ma Vespa ha trovato il modo, in tutti questi anni, di non invitarmi mai”.

Così Emilio Fede ai microfoni di Ettore Petraroli e Rosario Verde su Radio Club 91 nel programma “I Radioattivi”. Rivela inoltre che ha una pensione di 8200 euro al mese dopo 60 anni di attività e “trovo che sia una miseria. Sono giornalista professionista dal 1 gennaio 1955, sfido chiunque ad aver percorso una storia come la mia che va De Gasperi a Berlusconi e dopo aver scalato i monti africani“.

Su Napoli: “Mai ho amato una città più di Napoli e sono ricambiato. Se penso a Napoli, anche quando sono nella residenza storica di mia moglie dove vissero i De Deo, Croce e Togliatti (ma – precisa – non ci sono fantasmi), penso: “avvoltoio vola via che questa è la terra mia” come scrisse anche Calvino in un Canta Cronache con cui, tra l’altro chiudo il mio libro. Vado nei quartieri che mi ricordano la dignità”. E su De Luca? L’ho incrociato, mi ha guardato con sufficienza e in tutta onestà mai sono detto: chi se ne frega?”.

 Emilio Fede è in uscita con “L’Emilio” in libreria in contemporanea (ma “solo per caso” dice) ad ottobre con il racconto autobiografico di Silvio Berlusconi. Inoltre anticipa che in autunno torna con un programma ma non sa ancora su quale rete, “Ho avuto delle offerte ma c’è molta invidia”. Niente più Tg, quindi, per Fede che anzi dice: “arriva anche il momento in cui, come mi ha insegnato Baggio, occorre appendere le scarpe al chiodo. Potrei fare un buon settimanale”.

E parla anche di Berlusconi che “si è fidato troppo e qualcuno lo ha tradito come spesso succede”. Renzi invece: “ha qualcosa di Vespa, i nei, e dovrebbe darsi una regolata quando promette le cose”. mentre secondo il giornalista “Il problema eterno, il dramma vero è chi dopo Berlusconi? Perché nessuno può essere un quasi Berlusconi. Brosio?  “E’ cresciuto con me, l’ho inventato io”

Per non dimenticare – Lucia Aleotti, pupilla di Renzi, condannata a 10 anni e mezzo per frode fiscale. Ma i Tg hanno un ordine perentorio: parlare della Raggi, solo della Raggi, nient’altro che della Raggi !!

Lucia Aleotti

 

 

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Per non dimenticare – Lucia Aleotti, pupilla di Renzi, condannata a 10 anni e mezzo per frode fiscale. Ma i Tg hanno un ordine perentorio: parlare della Raggi, solo della Raggi, nient’altro che della Raggi !!

 

LUCIA ALEOTTI, CONDANNATA A 10 ANNI E MEZZO PER FRODE FISCALE

Godeva di tale e tanta considerazione da parte di Renzi, Lucia Aleotti, presidente della Menarini, da essere portata al capezzale della Merkel come esempio della migliore imprenditoria italiana!

Tra i prescelti della Leopolda, la Aleotti, oltre che della farmaceutica Menarini è titolare dell’1% del Monte dei Paschi.

Dieci anni e sei mesi per Lucia Aleotti per corruzione e riciclaggio, sette anni e sei mesi per il fratello Giovanni per riciclaggio, assolti gli altri imputati. Confiscati beni per un miliardo e 200 milioni.

FIRENZE – Condanne pesanti per i vertici della casa farmaceutica Menarini, guidata dai fratelli Aleotti. Dieci anni e sei mesi per la presidente Lucia Aleotti per i reati di riciclaggio e corruzione, sette anni e sei mesi per il fratello Giovanni, vicepresidente, accusato di riciclaggio. Cade invece l’accusa di evasione fiscale, tutti gli altri imputati assolti. Confiscati beni per un miliardo e 200 milioni. Si conclude così, con una pena più alta di quella richiesta dai pm Luca Turco ed Ettore Squillace Greco , il processo ai vertici della casa farmaceutica Menarini, dopo oltre due anni. Lucia e Alberto Giovanni sono i figli di Alberto Aleotti, patron della azienda farmaceutica, morto nel 2014. I fratelli Aleotti sono stati interdetti per sempre dai pubblici uffici e la sola Lucia Aleotti dall’intrattenere rapporti con la pubblica amministrazione per tre anni. Lucia Aleotti dovrà risarcire la presidenza del Consiglio dei ministri che si era costituita parte civile nei suoi confronti con 100.000 euro. Lo ha stabilito il tribunale di Firenze. Nessun risarcimento, invece, per tutte le altre parti civili tra cui varie Asl italiane e la Regione Toscana.

«Faremo ricorso»

«C’erano elementi seri per ritenere che i reati contestati non fossero sostenibili». Lo ha detto Sandro Traversi, difensore di Lucia e Giovanni Aleotti che ha annunciato ricorso in appello dopo la sentenza di condanna pronunciata dal tribunale di Firenze nei confronti dei vertici della Menarini.

Le accuse

Secondo gli inquirenti dal 1984 al 2010 Alberto Aleotti avrebbe usato società estere fittizie per l’acquisto dei principi attivi, con lo scopo di far aumentare il prezzo finale dei farmaci, grazie ad una serie di false fatturazioni truffando così il Sistema sanitario nazionale, che ha rimborsato medicinali con prezzi gonfiati. Il danno per lo Stato sarebbe stato di 860 milioni di euro.

Matteo Renzi ha visitato ieri la sede della Berlin Chemie, controllata del gruppo italiano Menarini, subito prima del bilaterale con la cancelliera tedesca Angela Merkel.

“Il presidente Renzi è venuto a trovarci in una giornata tra l’altro molto densa di impegni, e questo ci onora doppiamente. Ci è piaciuto soprattutto il messaggio lanciato, e cioè che l’industria italiana può essere un’industria di successo anche all’estero, nonostante il male che noi italiani tendiamo a volerci, denigrando le nostre capacità”, commenta all’Adnkronos Salute Lucia Aleotti, presidente del gruppo farmaceutico italiano Menarini, oggi a Roma a margine dell’assemblea Farmindustria 2015.

“Al di là della singola azienda – ha aggiunto Aleotti – è il settore farmaceutico che è trainante per l’economia italiana. La nostra industria sta facendo uscire l’Italia dalla crisi, è un’industria dall’alto valore aggiunto, che sta investendo moltissimo e che sta tornando ad assumere. E’ importante che questa spinta non sia modificata e il Governo ha capito questo valore. E’ importante che si remi in una direzione comune”. A Berlino, ha concluso, “produciamo soprattutto compresse, con 5 miliardi di pezzi usciti solo l’anno scorso dallo stabilimento verso tutto il mondo”.
fonte: http://www.adnkronos.com/salute/farmaceutica/2015/07/02/aleotti-renzi-visita-menarini-berlino-industria-italiana-successo-all-estero_SJFksmEJmsZwELVhIbyQgI.html?refresh_ce
TRATTO DA: INDIGNADOS ITALIA
https://www.facebook.com/150928878308556/photos/a.150930168308427.36539.150928878308556/1108621265872641/?type=3&theater