Ricapitoliamo, povertà in Italia: oltre due milioni senza il cibo in tavola, ma per questa idiota la priorità è “Parificare gli stipendi tra calciatori e calciatrici” – E perchè non parificare gli stipendi della Casta a quelli della gente?

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Ricapitoliamo, povertà in Italia: oltre due milioni senza il cibo in tavola, ma per questa idiota la priorità è “Parificare gli stipendi tra calciatori e calciatrici” – E perchè non parificare gli stipendi della Casta a quelli della gente?

In un Paese dove 2 milioni di persone non possono mettere il piatto a tavola, chi ci governa ha la priorità è “Parificare gli stipendi tra calciatori e calciatrici” …e Voi ancora Vi chiedete perchè stiamo nella merda?

La sottosegretaria alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Maria Elena Boschi, ha proposto sui suoi profili social di seguire l’esempio della Norvegia e parificare lo stipendio dei giocatori di calcio, siano essi donne o uomini. L’idea però non è piaciuta a gran parte degli utenti, che ne hanno sottolineato l’inutilità rispetto a ploblemi più urgenti.

La nostra cara “sottosegretaria alla presidenza del Consiglio dei Ministri”, prima di sparare puttanate, dovrebbe leggere questo:

Povertà in Italia: oltre due milioni senza il cibo in tavola

Dall’ultimo rapporto Gli italiani e il cibo. Un’eccellenza da condividere” del Censis, osservatorio indipendente sulle condizioni sociali in Italia, è emerso che sono oltre due milioni le persone nel nostro Paese che non hanno avuto soldi sufficienti per comprare il cibo necessario. Negli ultimi sette anni i numeri sono più che raddoppiati: nel 2007 erano un milione e ciò vuol dire che l’incremento da quando è iniziata la crisi è dell’84, 8%.

Il Rapporto ha evidenziato che Puglia (16,1%) Campania (14, 2%) e Sicilia (13,3 %) sono le prime tre regioni con la quota più alta di persone che vivono in condizioni di disagioalimentare. Il 9,2% delle famiglie italiane, di cui 830 mila con figli minori, non ha accesso al cibo in tavola.  Le spese alimentari sono calate in media del 12,9 % dal 2007 (17,3 % per le famiglie a carico di un operaio e 9,7% per quelle con capofamiglia dirigente o impiegato). Le famiglie con più figli sono quelle in maggiore difficoltà: – 15,6% le coppie con due figli, – 18,2% le coppie con tre o più bambini.

Dalla ricerca del Censis è emerso che gli italiani restano comunque grandi amanti del cibo: 29,4 milioni si definiscono appassionati, 12,6 milioni intenditori e 4,1 milione veri esperti. Per il 17, 9% la cucina made in Italy è motivo d’orgoglio nazionale. La crisi si fa sentire sono in famiglia: nel 2014 le esportazioni sono state di 28,4 miliardi con un 30,1% in più rispetto a cinque anni prima.

Per il presidente del Censis, Giuseppe De Rita “È  fondamentale esportare il modello italiano delle tipicità, non solo i prodotti. Solo così anche le esportazioni delle nostre nicchie saranno più facili. Nella battaglia fra biodiversità e industrializzazione di massa, bisogna puntare sulle scelte individuali: la voglia di diversità è una voglia di democrazia”.

Una situazione a doppia faccia: dal punto di vista culturale ed economico buona, ma scarsa da quello sociale. C’è da dire, inoltre, che i dati forniti sono da prendere con le pinze: qualcuno potrebbe vivere il dramma di non riuscire a sfamarsi, ma non averlo reso pubblico. Visti i dati altalenanti di disoccupazione, che non sembra fornire dinamiche positive, l’ipotesi è più che plausibile. Dal Rapporto del Censis emerge, quindi, che dal punto di vista sociale la strada è ancora tortuosa e che c’è ancora molto da lavorare in Parlamento.

Vincenzo Nicoletti

fonte: http://www.liberopensiero.eu/2017/10/14/poverta-in-italia-oltre-due-milioni-senza-il-cibo-in-tavola/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

Il sottosegretario Boschi, una figura di merda vivente! Su evasione fiscale dichiara “Recuperati 23 miliardi nel 2017”. L’Agenzia delle Entrate la sbugiarda “Il dato non esiste”. Lei cambia versione: “20 miliardi stimati” …E questi sono al Governo!

 

Boschi

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Il sottosegretario Boschi, una figura di merda vivente! Su evasione fiscale dichiara “Recuperati 23 miliardi nel 2017”. L’Agenzia delle Entrate la sbugiarda “Il dato non esiste”. Lei cambia versione: “20 miliardi stimati” …E questi sono al Governo!

Da Il Fatto Quotidiano:

Evasione fiscale, Boschi: “Recuperati 23 miliardi nel 2017”. Le Entrate: “Dato non c’è”. Lei ritratta: “20 miliardi stimati”

Lunedì mattina la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio aveva rivendicato i “passi importanti” fatti nel ridurre le somme sottratte all’Erario, confrontando gli 11 miliardi rientrati nel 2011 con una cifra non ancora disponibile. Quella ufficiale uscirà a marzo 2018. Nel pomeriggio, in un post su facebook, i miliardi scendono a 20. E da consuntivo diventano previsione

Ventitré miliardi di euro recuperati nel 2017 grazie alla lotta all’evasione fiscale. Anzi no: “superati i 20“, ma “come stima“. Lunedì mattina la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, durante un convegno a Milano sull’evasione e i mezzi per contrastarla, ha sostenuto che “grazie a un lavoro di squadra con la guardia di finanza e le procure si sono fatti passi importanti” nel ridurre le somme sottratte all’Erario visto che “dagli 11 miliardi del 2014 siamo passati ai 23 miliardi di quest’anno”. Agenzia delle Entrate e ministero dell’Economia, contattati da ilfattoquotidiano.it, hanno però smentito che esistano dati ufficiali sull’anno in corso. e nel pomeriggio l’ex ministra delle Riforme, in un post su facebook, ha cambiato versione scrivendo che il recupero è aumentato “fino a superare i 20 miliardi, come stima, nel 2017”. Senza fare cenno al numero citato poche ore prima.

“Evidentemente le attività sono ancora in corso, siamo a settembre…i dati ufficiali sull’anno precedente escono a marzo, quando vengono consolidati i versamenti”, fanno del resto notare dalle Entrate. L’ultimo numero ufficiale, dunque, è quello relativo al 2016, annunciato lo scorso 9 febbraio dall’allora direttore dell’Agenzia Rossella Orlandi e dal titolare del Tesoro Pier Carlo Padoan: 19 miliardi. In aumento rispetto ai 14,9 del 2015 grazie ai 4,1 miliardi arrivati dalla voluntary disclosure, la procedura di “autodenuncia” dei capitali nascosti al fisco. Da via XX Settembre ipotizzano che la sottosegretaria abbia fatto “una stima”. Lei ha confermato. Resta da vedere se la previsione di metà settembre sarà confermata nel marzo 2018.

Consob: 120 mila euro di multa per Boschi. Ma lui, (la persona perbene, che faceva 5 km a piedi tutti i giorni), poverino, si dichiara nullatenente. NON PAGHERÀ… Ma mica è una medaccia come Voi che se non pagate una multa per divieto di sosta Equitalia vi porta via pure le mutande!

Boschi

 

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Consob: 120 mila euro di multa per Boschi. Ma lui, (la persona perbene, che faceva 5 km a piedi tutti i giorni), poverino, si dichiara nullatenente. NON PAGHERÀ… Ma mica è una medaccia come Voi che se non pagate una multa per divieto di sosta Equitalia vi porta via pure le mutande!

Consob: 120 mila euro di multa per Boschi, ma lui si dichiara nullatenente.

Il padre del ministro Boschi non pagherà la multa.

Consob inflitto ha multato 33 ex consiglieri, sindaci e dirigenti della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, oltre a sanzionare la stessa banca in liquidazione, per violazioni commesse tra il 2012 e il 2014 e relative alla mancata comunicazione tempestiva di informazioni privilegiate, nonché all’insufficienza delle informazioni fornite in vari prospetti, incluso quello sull’aumento di capitale del 2013.

La parte più cospicua della multa riguarda le violazioni di ex consiglieri e sindaci sulla “valutazione di adeguatezza degli investimenti”.

Tra i multati, oltre all’ex presidente Giuseppe Fornasari, figura anche Pier Luigi Boschi, ex consigliere e vice presidente della Popolare e padre del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Maria Elena, che ha ricevuto nel complesso sanzioni per 120 mila euro. Ma difficilmente Pier Luigi Boschi pagherà il dovuto.

L’associazione Vittime del salva Banche aveva già sconsigliato di costituirsi Parte civile, e infatti gli interessati alle sanzioni si sono praticamente dichirati nullatenenti. “Come farà il libero signor Boschi a pagare 120 mila euro se risulterebbe possedere solo un orto?”, si domanda retoricamente Paolo Grimoldi,deputato della Lega Nord, sulle pagine di Libero Quotidiano.

Le Visure camerali e catastali degli interessati, tra cui anche il padre di Maria Elena, avevano certificato che gli ex vertici della banca “sono dei nullatenenti. Non hanno niente”.

fonte: http://www.lavocedeltrentino.it/2017/09/06/consob-120-mila-euro-multa-boschi-si-dichiara-nullatenente/

MISTERI DELLA POLITICA: il Cnel, l’ente che non doveva esistere più, è vivo e vegeto e nomina 48 nuovi consiglieri. Il provvedimento firmato dalla Boschi, quella che si sarebbe dovuta ritirare dalla politica perchè non è riuscita ad abolire il Cnel…!!

Cnel

 

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MISTERI DELLA POLITICA: il Cnel, l’ente che non doveva esistere più, è vivo e vegeto e nomina 48 nuovi consiglieri. Il provvedimento firmato dalla Boschi, quella che si sarebbe dovuta ritirare dalla politica perchè non è riuscita ad abolire il Cnel…!!

Era il simbolo secondo i rottamatori degli enti inutili, la cui abolizione veniva sbandierata dai renziani come un vessillo nella campagna del Sì al Referendum costituzionale del 2016. Poi alle urne è andata come è andata e il Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, è rimasto al suo posto.

Oggi, meno di un anno dopo lo scampato pericolo, l’organo costituzionale si rinnova con nuove nomine.

La comunicazione ufficiale è arrivata dalla Presidenza del consiglio tramite la sottosegretaria Maria Elena Boschi, ex ministro delle riforme, principale promotrice della campagna per Sì e, di conseguenza, prima sconfitta della débacle referendaria.

Insomma:

il Cnel, l’ente che non doveva esistere più, è vivo e vegeto e nomina 48 nuovi consiglieri…

il provvedimento di nomina è firmato dalla Boschi, quella che si sarebbe dovuta ritirare dalla politica proprio perchè non è riuscita ad abolire il Cnel…

e poi, Presidente del Cnel è stato nominato Tiziano Treu. Un altro “riciclato” che peraltro nella campagna referendaria aveva combattuto a spada tratta per l’abolizione dell’ente…

ed infine i consiglieri dello Cnel, che nel 2015, prima del referendum, si erano tagliati le indennità. Ricordate? Ad aprile 2017, passata la paura, hanno deciso di ripristinarle. Chiedendo anche gli arretrati per circa 4 milioni…

MISTERI DELLA POLITICA ITALIANA

By Eles

E tre! Il Babbo dell’ex Ministro si becca la terza multa dalla Consob. Il conto finale per Pier Luigi Boschi sarà di 390mila Euro. Alla faccia della persona perbene!

 

Pier Luigi Boschi

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E tre! Il Babbo dell’ex Ministro si becca la terza multa dalla Consob. Il conto finale per Pier Luigi Boschi sarà di 390mila Euro. Alla faccia della persona perbene!

È arrivata la conferma del Triplete realizzato da Pier Luigi Boschi, il babbo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena.

Nei mesi scorsi aveva ricevuto due multe dalla Banca d’ Italia per le decisioni prese dalla Popolare dell’ Etruria quando era nel cda della stessa, prima come consigliere (agosto 2012- maggio 2014) e poi, tra il 4 maggio 2014 e il 31 dicembre 2014, in veste di vicepresidente. Ora gli sono state notificate le sanzioni, già ampiamente annunciate, della Consob in tre diversi procedimenti, per un totale di 120.000 euro.

La Commissione per la Borsa guidata da Giuseppe Vegas ha comminato a 33 ex dirigenti multe per 2,66 milioni di euro, confermando quasi alla virgola le richieste dell’ ufficio sanzioni amministrative. I multati hanno fatto le loro controdeduzioni, ma queste non hanno sortito effetto.

Ieri, dopo la prima pagina del quotidiano La Repubblica che annunciava sanzioni molto più ridotte (per fare un esempio a Boschi attribuiva una multa da 40.000 euro), qualcuno degli ex massimi dirigenti aveva tirato un sospiro di sollievo.

La realtà è che il quotidiano romano ha fatto riferimento solo a uno dei tre filoni avviati da Consob, quello riguardante le carenze informative sulla reale situazione della Banca nella documentazione d’ offerta delle emissioni obbligazionarie, pubblicata nel periodo 2012-2014.

Per la vendita al buio delle famigerate subordinate sono stati puniti 23 ex dirigenti: i più penalizzati sono stati l’ ex presidente Giuseppe Fornasari e l’ ex direttore generale Luca Bronchi (70.000 euro per entrambi), poi 15 multe da 40.000 euro, compresa quella a Boschi senior e altre sei sanzioni tra i 35.000 euro e i 20.000. In tutto un conto da 910.000 euro. Che ieri aveva fatto titolare a Repubblica: «Ammende ridotte». Purtroppo per i diretti interessati, nonostante la magnanimità dei giornalisti del quotidiano romano, le riduzioni non sono arrivate.

Le multe più pesanti sono state assegnate per il mancato aggiornamento del profilo di rischio dei prodotti emessi dalla Banca (le obbligazioni) nonostante il progressivo peggioramento dei conti di Bpel, un’ accusa che ha coinvolto 33 dirigenti e che ha portato a sanzioni per 1.120.000 euro. In questo caso Boschi ha preso la sberla più pesante (50.000 euro) tra i tre schiaffoni che gli sono toccati.

Per le omissioni nel prospetto di offerta di azioni collegata all’ aumento di capitale effettuato tra giugno e luglio 2013 sono stati puniti in 17, per un conto complessivo di 630.000 euro: Boschi dovrà versarne 30.000, contro, per esempio, gli 80.000 dei soliti Fornasari e Bronchi.

Boschi, insieme con altri 3 colleghi, compreso l’ ex presidente Lorenzo Rosi, ha provato a contenere l’ esborso: essendo coinvolti, a loro dire, in tre diversi procedimenti sanzionatori relativi alla «medesima condotta attiva o omissiva» hanno chiesto l’ applicazione del cosiddetto «cumulo giuridico» e quindi di essere puniti una volta anziché tre. La Consob ha risposto picche, ravvisando «distinte condotte materiali accertate, peraltro, a seguito di istruttorie anch’ esse distinte».

Nel procedimento per la mancata riprofilazione del rischio, la Consob ha scritto che Boschi e gli altri dirigenti sono stati puniti per «la gravità obiettiva della violazione accertata, in relazione () alla diffusione delle conseguenze dannose, anche potenziali»; per «la gravità soggettiva delle condotte poste in essere» e per «la dimensione e perduranza nel tempo delle condotte scorrette poste in essere».

Tra i 33 amministratori puniti (tra cui gli ultimi due presidenti, gli ultimi due direttori generali e i consiglieri degli ultimi due cda), il più colpito è stato Bronchi (200.000 euro), secondo Fornasari (195.000), terzo l’ ex vicepresidente Giovanni Inghirami (135.000), quindi Boschi, l’ ex presidente Rosi e un altro vice, Alfredo Berni, con 120.000.

Boschi e altri due colleghi hanno denunciato di non aver «avuto accesso a tutti gli atti confluiti nel fascicolo del procedimento» e che per questo sarebbe stato «gravemente pregiudicato il diritto di difesa e costitui[rebbe] una palese violazione del dovere di trattare paritariamente tutti i soggetti incolpati, alcuni dei quali hanno in effetti ricevuto […

] tutti gli atti del procedimento nessuno escluso». La Consob anche in questo caso non ha accolto le doglianze.

Va detto che le sanzioni arrivano con enorme ritardo e colpiscono gli ex dirigenti di una banca che non esiste più. Lo stesso vertice era stato punito dalla Banca d’ Italia a ottobre 2015 (2,54 milioni; 144.000 a babbo Boschi) e a marzo 2016 (2,2 milioni; 130.000 per Pierluigi, la multa più alta di quella tornata) per un totale di 4,74 milioni. Che sommati alle sanzioni di Consob portano il conto a 7,4 milioni di euro. Alla fine Boschi senior dovrà pagare 390.000 euro.

Ieri, a parziale consolazione per l’ onusto (di sanzioni) genitore, l’ Ansa ha diffuso un’ agenzia con una notizia già nota e diffusa da tempo: la possibile prossima archiviazione del babbo di Maria Elena nell’ inchiesta penale su Banca Etruria. Uno zuccherino che forse non basterà ad addolcire la pillola per papà Boschi.

fonte: http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/tripletta-babbo-boschi-padre-dell-rsquo-ex-ministro-becca-153935.htm

La Boschi: I fallimenti di Renzi? Non esistono! Sono quei coglioni degli Italiani che non hanno capito! …Sì, ce l’ha con Te, disoccupato. E con Te che non arrivi a fine mese. E con Te che andrai in pensione a 70 anni. E con i familiari di quell’imprenditore che si è suicidato: TUTTI COGLIONI…!

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La Boschi: I fallimenti di Renzi? Non esistono! Sono quei coglioni degli Italiani che non hanno capito! …Sì, ce l’ha con Te, disoccupato. E con Te che non arrivi a fine mese. E con Te che andrai in pensione a 70 anni. E con i familiari di quell’imprenditore che si è suicidato: TUTTI COGLIONI…!

 

Per la Boschi il Jobs Act e la riforma costituzionale sono meravigliosi: “Gli italiani non ci hanno capito”

Il sottosegretario parlando alla festa del PD a Milano minimizza i disastri del suo governo e riduce tutto a un problema di comunicazione, nonostante dalla sua abbia avuto Tv e giornaloni

Fonte: Il Populista

Politica e Misteri – Come ti fanno magicamente sparire l’emendamento che stangava i responsabili del disastro di Banca Etruria (papà Boschi compreso)…!!

 

Banca Etruria

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Politica e Misteri – Come ti fanno magicamente sparire l’emendamento che stangava i responsabili del disastro di Banca Etruria (papà Boschi compreso)…!!

L’esecutivo “risparmia” papà Boschi

Via l’emendamento contro gli ex amministratori

Roma – Manina delicata o manona ruvida che fosse, impugnava una falce. Quella che ha tagliato dal decreto legge sulle banche un emendamento-bomba.

Un codicillo avanzato dall’ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e i compagni Davide Zoggia e Michele Ragosta in commissione Finanze e, alla fine, fatto proprio dal relatore piddino Giovanni Sanga. Ma non sopravvissuto nel passaggio tra commissione e aula.

L’emendamento avrebbe potuto far pagare caro agli ex amministratori di banche in liquidazione la mancata azione risarcitoria nei confronti dei clienti. Guarda caso, quel che è avvenuto alla Popolare dell’Etruria, finita in liquidazione coatta amministrativa nel novembre 2015, dopo che Bankitalia era intervenuta una prima volta multando i vertici. Il 17 marzo 2016 è stato invece il commissario liquidatore di Etruria a intimare ai 37 ex amministratori – tra i quali naturalmente Pier Luigi Boschi, papà della sottosegretaria alla Presidenza – di risarcire entro un mese i danni per un ammontare di 300 milioni, pena l’avvio di un’azione di responsabilità ai sensi dell’articolo 2394-bis del codice civile. Cosa poi accaduta, con la regolare richiesta presentata a Bankitalia. Ma quel che è successo invece a Montecitorio ha più a che fare con la tenuta del governo e le pressioni che sono state esercitate per impedire che il testo rivisto in commissione Finanze, con molte delle proposte accolte dal relatore in un articolo unico, potessero essere alla fine approvate. Come alcune norme a favore degli ex azionisti e l’ampliamento dei criteri per il rimborso agli obbligazionisti subordinati delle banche venete (invece «azzerati» dal decreto di salvataggio del governo).

Tra le modifiche accolte da Sanga, anche l’emendamento presentato il 4 luglio scorso dall’ex leader Bersani all’articolo 6, secondo comma. Il quale recitava, come si legge negli atti depositati alla Camera: «Ove i commissari liquidatori esercitino l’azione di responsabilità ai sensi dell’articolo 2394-bis del codice civile, il giudice, se accoglie la domanda nei confronti degli amministratori delle Banche, condanna sempre questi ultimi all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione perpetua dall’esercizio delle professioni, dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione». In pratica, guai grossi che si sarebbero addensati sulla testa di papà Boschi, fino all’interdizione perpetua. Fortuna ha voluto che la preziosa figliola sia sempre vigile, e capace di far valere il suo punto di vista in ogni occasione che conta.

fonte: http://www.ilgiornale.it/news/politica/lesecutivo-risparmia-pap-boschi-1419522.html

Mentre, in questo momento non facile, vedi i 5stelle tagliarsi lo stipendio e rinunciare al Vitalizio, vedi anche la signora di Palazzo Chigi che fa i capricci perchè non gli piace l’arredo del suo ufficio. Una lacrimuccia ed ecco pronti di 304MILA EURO DI SOLDI NOSTRI per i nuovi mobili!

 

zzz

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Mentre, in questo momento non facile, vedi i 5stelle tagliarsi lo stipendio e rinunciare al Vitalizio, vedi anche la signora di Palazzo Chigi che fa i capricci perchè non gli piace l’arredo del suo ufficio. Una lacrimuccia ed ecco pronti di 304MILA EURO DI SOLDI NOSTRI per i nuovi mobili!

 

La signora di Palazzo Chigi ha deciso, e quando ci sono soldi da spendere nei palazzi romani non si protesta quasi mai. Maria Elena Boschi ha dato mandato al segretario generale della Presidenza del Consiglio Paolo Aquilanti, suo fedelissimo dai tempi del Ministero delle Riforme, di stanziare 304mila euro (degli italiani) per rifare il look ali uffici di rappresentanza della Presidenza. Come spiega il Giornale, l’intervento è destinato al recupero e all’acquisto di immobili d’epoca ma anche ad ammodernare le postazioni informatiche utilizzate dai dipendenti di Palazzo Chigi. I fondi, sottolinea il quotidiano di via Negri, sono stati prelevati dall’avanzo di amministrazione del bilancio di previsione del 2016 tramite anticipazione di cassa. Piccolo particolare: la nomina di Aquilanti a segretario generale è stata bocciata dal Consiglio di Stato, di cui è tutt’ora membro. Dovrà scegliere: o l’una o l’altra poltrona, ma nell’attesa il suo portafogli è attivissimo.

Banche, l’inchiesta Parlamentare? Ma tu guarda un po’, per “loro” non è una priorità! Il Pd boccia la proposta di discuterne subito alla Camera…!

Banche

 

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Banche, l’inchiesta Parlamentare? Ma tu guarda un po’, per “loro” non è una priorità! Il Pd boccia la proposta di discuterne subito alla Camera…!

Come al solito Renzi spara la sua menzogna “Non vediamo l’ora che parta” amplificata dai media di regime. Poi a telecamere spente ecco che che fa il contrario. Alla Camera la maggioranza boccia la proposta di discuterne subito…!!

E mi fanno morire quelli del Pd che sul caso De Bortoli dicono tronfi “Ma la Boschi ha dato la sua parola che non è vero”…

La parola della Boschi? Quella di Renzi? Ma se da quando sono in politica non hanno mai detto la verità?

La prova? Siamo qui a parlare di due che la politica, secondo quanto hanno giurato agli Italiani, dovrebbero vederla solo in Tv…!

Ci raccontano quei disgraziati de Il Fatto Quotidiano:

Banche, l’inchiesta parlamentare? Non è una priorità

Renzi: “Non vediamo l’ora che parta”. Poi la maggioranza boccia la proposta di discuterne subito alla Camera: di questo passo partirà solo dopo le ferie e non farà nulla

C’è Renzi 1, l’annunciatore. Quello che ieri pomeriggio ha inviato la consueta enews ai suoi lettori, regalando parole definitive riguardo la Commissione d’inchiesta sulle banche: “Non vediamo l’ora di iniziare per fare chiarezza fino in fondo. Il capogruppo del Pd sarà Matteo Orfini”. Poi c’è Renzi 2, il segretario del Pd. Il partito che alla Camera – a un paio d’ore dall’annuncio di Renzi 1 – ha votato per ritardare l’avvio della stessa commissione parlamentare che il leader non vede l’ora di iniziare.

È successo ieri a Montecitorio: a inizio seduta il Movimento 5 Stelle ha chiesto di invertire l’ordine del giorno per iniziare subito l’esame della legge che istituisce la bicamerale. Una proposta appoggiata anche da Forza Italia. Il Pd però ha votato contro: resta tutto com’è. Si parte dalla riforma dei parchi e delle aree verdi, peraltro osteggiata dalle associazioni ambientaliste. L’approvazione della commissione sulle banche rimane al sesto posto in calendario. Di questo passo, con la pausa estiva dietro l’angolo e la minaccia di elezioni tra fine settembre e inizio ottobre, sarebbe già tanto riuscire ad approvarla, figurarsi a sceglierne i componenti e iniziarne i lavori.

Per capire di cosa parliamo serve un passo indietro. La commissione bicamerale d’inchiesta, scomparsa a lungo dai radar parlamentari, è tornata d’attualità grazie alle rivelazioni del libro di Ferruccio de Bortoli, Poteri forti (o quasi): Maria Elena Boschi, allora ministra, avrebbe chiesto all’ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni di valutare l’acquisto dell’ormai decotta Banca Etruria, di cui il papà Pier Luigi Boschi era vicepresidente.

Com’è noto, Maria Elena ha smentito e promesso di portare in tribunale l’ex direttore del Corriere della Sera. Come svelato ieri dal Fatto, invece, della querela dell’ex ministra non c’è ancora traccia.

La commissione potrebbe fugare ogni dubbio: basterebbe convocare Ghizzoni, che peraltro ha già dato la sua disponibilità (“se mi convocheranno parlerò in Parlamento, non sui giornali, risponderò ovviamente a tutte le domande che mi faranno”). A parole, poi, tutti si dicono ansiosi di ascoltare questa benedetta commissione parlamentare. Compreso Renzi, l’unico che ha davvero qualcosa da perdere – oltre alla sottosegretario Boschi – visto l’imbarazzante conflitto d’interessi che potrebbe riguardare la ministra più importante del suo governo.

Il Senato ha approvato la legge che istituisce la bicamerale solo il 4 aprile(dopo anni di melina), ora toccherebbe alla Camera dire sì alla legge istitutiva senza modifiche. Bisognerà però aspettare ancora un po’, visto il voto di ieri pomeriggio. Chissà cosa ne pensa Renzi 1.

I Cinque Stelle intanto hanno gioco facile: “Sarebbero bastati 15 minuti per chiudere l’iter della legge e far partire la Commissione – si legge in una nota dei deputati grillini – ma è evidente il doppio binario: si parla bene e si razzola male. Le chiacchiere stanno a zero e quelle dell’ex premier, in particolare, valgono meno di niente”.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/banche-linchiesta-parlamentare-non-e-una-priorita/

Maria Elena Boschi: “Sulla salute dei bambini non si scherza” …Si lucra! – 12 vaccini obbligatori? Non esiste in nessuna parte del mondo. I più severi sono i Francesi, con 4 vaccini obbligatori. Allora, fatemi capire, a chi conviene? Ricordate, è business da 32 miliardi!

 

salute dei bambini

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Maria Elena Boschi: “Sulla salute dei bambini non si scherza” …Si lucra! – 12 vaccini obbligatori? Non esiste in nessuna parte del mondo. I più severi sono i Francesi, con 4 vaccini obbligatori. Allora, fatemi capire, a chi conviene? Ricordate, è business da 32 miliardi!

 

Maria Elena Boschi: “Sulla salute dei bambini non si scherza”

…Si, infatti, tuttalpiù si lucra!

Perchè, pensateci, per questa gente che se infischia del cittadino, che gli taglia lavoro, pensioni, sanità e istruzione, che lo vessa fino a portarlo al suicidio, cos’è questa improvvisa premura per la sua salute?

Ma non vi passa per la testa che i vaccini sono un business per loro e per le loro lobby?

Ne rendono obbligatori 12!

In Europa i più severi sono i Francesi con 4 vaccini obbligatori! 3 in Grecia e Portogallo, 1 in Belgio e in tutti gli altri Paesi ZERO…!!!

E poi tutta la misteriosa omertà sugli effetti collaterali dei vaccini? Silenzio assoluto e censura. Eppure ci sono. Non è che se ti vaccini ti becchi automaticamente l’autismo, ma il rischio, un remotissimo rischio c’è. Perchè non parlarne? Perchè non informare la gente? Perchè non forzare le case farmaceutiche a migliorare il prodotto?

Ma forse questo è il punto:

12 vaccini OBBLIGATORI è un regalo immane alle lobby. E senza neanche dargli il fastidio di dover rivedere le composizioni dei prodotti.

Il cittadino deve vaccinarsi senza se e senza ma. lo vogliono “loro”.

by Eles

Un ultima considerazione: i vaccini sono un business da 32 miliardi!!!!

Da Il Messaggero

Un business da 32 miliardi e ora Big Pharma teme i cinesi

Vaccini, un affare mondiale. Bastano pochi numeri per disegnare il ritratto del mercato: solo il fatturato supera di poco i 40 miliardi di dollari, circa 32 miliardi di euro.
A fare da traino proprio quello del vaccino stagionale contro l’influenza, con un gruppo di aziende che si spartiscono poco più di 10 miliardi di dollari, 8 miliardi di euro. Nella partita, in tempi recenti, sono entrate anche le concorrenti cinesi che offrono un prodotto con il 30% medio di sconto. Oltre che di un affare, per i vaccini, ora si parla anche di una “cupola”.

LO SCANDALO
L’ultimo scandalo made in Italy è arrivato nel tribunale di Roma a luglio scorso. Irregolarità nella somministrazione delle profilassi impiegate per due malattie veterinarie la lingua blu e l’aviaria. Un’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo: 41 gli imputati. Le accuse spaziano dalla ricettazione alla corruzione, dalla somministrazione di medicinali in modo pericoloso per l’igiene pubblica alla tentata epidemia, dalla concussione all’abuso di ufficio. Il segretario generale del ministero della Salute, Romano Marabelli, a seguito dell’inchiesta che ha coinvolto anche Vincenzo Caporale all’epoca dei fatti direttore dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise e la virologa Ilaria Capua deputata di Scelta Civica, si è autosospeso dalle funzioni e dallo stipendio.

I fatti risalgono agli anni 2003-2004. Viene contestato l’impiego di un vaccino prodotto nella Repubblica del Sud Africa senza una sperimentazione che ne valutasse gli effetti indesiderati sugli animali e, di conseguenza, sugli umani. L’attività illegale avrebbe causato la strage di pecore e capre con importanti danni all’erario.

Da qui le ipotesi di un business segreto, della vendita di virus che coinvolgerebbe aziende e trafficanti. A svelare parte di questo business un manager di un’azienda che ha patteggiato l’immunità in cambio delle rivelazioni sul contrabbando batteriologico. Nell’aprile del ’99 si fece spedire in Italia un ceppo dell’aviaria con un corriere. L’acquisto ha coinciso, nel 1999, con un’epidemia di aviaria, negli allevamenti, al Nord Italia e il altri paesi europei.
E’ sempre dell’estate passata un’inchiesta della procura di Siena nella quale si ipotizza un danno all’erario di 2,7 milioni di euro: le sedi della Novartis a Siena e ad Origgio (Varese) sono state perquisite nell’ambito di un’inchiesta del Nas che riguardava la fornitura al ministero della Salute del vaccino contro l’influenza nel 2009, ministro era Ferruccio Fazio. Su impulso dell’Oms lo Stato italiano stipulò un contratto con la multinazionale per la fornitura di 24 milioni di dosi di vaccino, per un costo di oltre 184 milioni di euro. Nel 2010, dopo il cessato allarme, il ministero chiese di interrompere la fornitura: per le dosi acquistate, più di 12 milioni, erano stati spesi 97,6 milioni. Per il risarcimento legato allo stop della produzione, l’azienda ha ricevuto 19,8 milioni di euro.

LE PROVE
Il vaccino influenzale, rispetto agli altri, ha una peculiarità: ogni anno è diverso perché ogni anno è diverso il virus o i virus che portano l’epidemia. Una volta individuato l’agente infettivo nei laboratori di tutto il mondo si mette a punto l’arma per combatterlo: viene testato su un campione e, secondo i risultati, viene modificato o messo in commercio. Gli effetti collaterali come le controindicazioni sono, più o meno sempre gli stessi. Al servizio di farmacosorveglianza dell’Aifa, l’Agenzia del farmaco, vengono segnalati gli eventi sospetti e, come in questo caso, si interviene.

fonte: http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/SANITA/business_32_miliardi_big_pharma_cinesi/notizie/1036695.shtml