È ufficiale: il ministro delle riforme sbagliate Boschi, che aveva dichiarato di lasciare la politica, ha mentito spudoratamente sul suo conflitto di interessi. Si è occupata attivamente di Banca Etruria del Padre, che ha truffato e rovinato la vita a migliaia di risparmiatori. Ma basta cazzeggiare. Avete visto che avevano ragione? Spelacchio è morto, mica vorrete affidare il Paese ai Grillini?

 

Boschi

 

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È ufficiale: il ministro delle riforme sbagliate Boschi, che aveva dichiarato di lasciare la politica, ha mentito spudoratamente sul suo conflitto di interessi. Si è occupata attivamente di Banca Etruria del Padre, che ha truffato e rovinato la vita a migliaia di risparmiatori. Ma basta cazzeggiare. Avete visto che avevano ragione? Spelacchio è morto, mica vorrete affidare il Paese ai Grillini?

 

Ghizzoni conferma che Boschi gli chiese di acquistare Etruria. E dice che ricevette una mail da Carrai (a che titolo?) sulla questione.

La Boschi ha mentito. Ha mentito spudoratamente, prendendo per i fondelli milioni di Italiani, tra cui tutti i truffati e ridotti in miseria da Banca Etruria della “persona perbene” alias Pier Luigi Boschi.

E parliamo di un ministro delle riforme che ogni volta che ha tentato di fare una riforma ha fatto una puttanata.

E parliamo del ministro che dichiarò pubblicamente cge se si perdeva il famoso referendum del 4 dicembre avrebbe abbandonato la politica… per poi attaccarsi con i denti alla poltrona.

Ma il problema è un altro.

Il problema è che “spelacchio” (l’albero di Natale di Roma della Raggi) è morto.

Come cazzo potete pensare di votare i grillini se non sono capèaci di fare un albero di Natale?

Ai posteri l’ardua sentenza, sperando che siano meno coglioni di noi!

 

By Eles

 

Travaglio vs Boschi: “Ha mentito – in un Paese serio la sua carriera politica finirebbe oggi!” …Ma a Travaglio sfugge un piccolo dettaglio: NON SIAMO IN UN PAESE SERIO…!

 

Travaglio

 

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Travaglio vs Boschi: “Ha mentito – in un Paese serio la sua carriera politica finirebbe oggi!” …Ma a Travaglio sfugge un piccolo dettaglio: NON SIAMO IN UN PAESE SERIO…!

Boschi vs Travaglio: “Lei mi odia”. “Ha mentito e in un Paese serio la sua carriera politica finirebbe oggi”

Polemica rovente a Otto e Mezzo (La7) tra la sottosegretaria Maria Elena Boschi e il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, in merito alla vicenda della Banca Etruria. Boschi accusa: “Il dottor Travaglio non contesta nel merito quello che faccio e non faccio per la mia attività politica, che a lui non piace. E’ noto, lo scrive sul suo giornale ogni due giorni e lo ha detto anche qui, dove spesso è ospite. Non può trasformare l’odio verso di me in una battaglia politica. Lui mi odia? Va bene, ma cerchi almeno di rispettare la verità dei fatti”. Gruber chiede a Travaglio se vuole chiarire i suoi “sentimenti” di antipatia, come ha denunciato Boschi. Travaglio ride e puntualizza: “Dei miei sentimenti non frega nulla a nessuno. Io faccio il giornalista, critico i politici quando penso che facciano male, li elogio quando penso che facciano bene. Era Berlusconi ad aver introdotto le categorie dell’amore e dell’odio in politica. A me dei politici non importa niente né in un senso, né nell’altro. Li giudico per quello che fanno”. Travaglio poi elenca i motivi per cui l’ex ministro Boschi ha mentito. E chiosa: “La Boschi sulla vicenda Etruria non avrebbe dovuto mettere becco. In un Paese serio la sua carriera politica finirebbe oggi

 

fonte: Il Fatto Quotidiano

La Boschi minaccia: “Vicenda usata contro il Pd. Porterò in tribunale De Bortoli e altri giornalisti” – Qualcuno le ricordi che già 7 mesi fa De Bortoli l’aveva sfidata: “Mi quereli. Ho più di 160 processi, sono abituato a difendere quello che scrivo”…!

Boschi

 

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La Boschi minaccia: “Vicenda usata contro il Pd. Porterò in tribunale De Bortoli e altri giornalisti” – Qualcuno le ricordi che già 7 mesi fa De Bortoli l’aveva sfidata: “Mi quereli. Ho più di 160 processi, sono abituato a difendere quello che scrivo”…!

 

In questi giorni leggiamo su tutti i giornali:

Banca Etruria, Boschi: “Vicenda usata contro il Pd. Porterò in tribunale De Bortoli e altri giornalisti”

Il sottosegretario Maria Elena Boschi interviene sulla polemica relativa a Banca Etruria: “Il fatto che mio padre sia stato per qualche mese vicepresidente della Banca non ha impedito al nostro governo di commissariarlo, altro che conflitto di interessi. Ho firmato oggi il mandato per l’azione civile di risarcimento danni nei confronti del dottor Ferruccio de Bortoli. A breve procederò anche nei confronti di altri giornalisti”.

Ora giusto per farmi capire di che pasta è fatta questa gente, Vi invitiamo a rileggere qualche nostro vecchio articolo di 7 mesi fa:

 

Banca Etruria, De Bortoli sfida la Boschi: “Mi quereli. Ho più di 160 processi, sono abituato a difendere quello che scrivo”

…Ehm, sig.ra Sottosegretaria, scusi il disturbo, volevamo solo rammentarle una cosa: SI È DIMENTICATA CHE DOVEVA QUERELARE DE BORTOLI? …Sa, sono cose che possono sfuggire, tipo abbandonare la politica in caso di sconfitta al Referendum.

Scandalo Unicredit – Scusate, ma la Boschi non doveva querelare De Bortoli? Perchè non l’ha fatto ancora? Un’altra bugia? …Semplice, non può farlo. Ghizzoni sarebbe convocato come testimone, e se parla…

By Eles

 

Consob: 120 mila euro di multa per Pier Luigi Boschi. Ma lui, poverino, RISULTA NULLATENENTE. Non può pagare! ….IDEA, sig.ra Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, perchè non glie li presta lei al suo amato papino?

Pier Luigi Boschi

 

 

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Consob: 120 mila euro di multa per Pier Luigi Boschi. Ma lui, poverino, RISULTA NULLATENENTE. Non può pagare! ….IDEA, sig.ra Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, perchè non glie li presta lei al suo amato papino?

 

Consob infligge 120 mila euro di multa a Pier Luigi Boschi. Ma lui, la persona perbene, quello che faceva 5 km a piedi tutti i giorni, poverino, si dichiara nullatenente. NON PAGHERÀ…

Ma mica è una medaccia come Voi che se non pagate una multa per divieto di sosta Equitalia vi porta via pure le mutande!

Ma noi un’idea ce l’abbiamo:

Perché la sig.ra Maria Elena Boschi, illustrissima Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, non glie li presta lei al suo amato papino?

Eviterebbe al caro papino un’altra umiliante figuraccia. Poverino, già nullatenente, ora pure indebitato…

Che dice, illustrissima Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, glie li presta lei o dobbiamo organizzare noi una colletta?

Il vaffanculo non è obbligatorio, ma è gradito.

 

Consob: 120 mila euro di multa per Boschi. Ma lui, (la persona perbene, che faceva 5 km a piedi tutti i giorni), poverino, si dichiara nullatenente. NON PAGHERÀ… Ma mica è una medaccia come Voi che se non pagate una multa per divieto di sosta Equitalia vi porta via pure le mutande!

Boschi

 

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Consob: 120 mila euro di multa per Boschi. Ma lui, (la persona perbene, che faceva 5 km a piedi tutti i giorni), poverino, si dichiara nullatenente. NON PAGHERÀ… Ma mica è una medaccia come Voi che se non pagate una multa per divieto di sosta Equitalia vi porta via pure le mutande!

Consob: 120 mila euro di multa per Boschi, ma lui si dichiara nullatenente.

Il padre del ministro Boschi non pagherà la multa.

Consob inflitto ha multato 33 ex consiglieri, sindaci e dirigenti della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, oltre a sanzionare la stessa banca in liquidazione, per violazioni commesse tra il 2012 e il 2014 e relative alla mancata comunicazione tempestiva di informazioni privilegiate, nonché all’insufficienza delle informazioni fornite in vari prospetti, incluso quello sull’aumento di capitale del 2013.

La parte più cospicua della multa riguarda le violazioni di ex consiglieri e sindaci sulla “valutazione di adeguatezza degli investimenti”.

Tra i multati, oltre all’ex presidente Giuseppe Fornasari, figura anche Pier Luigi Boschi, ex consigliere e vice presidente della Popolare e padre del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Maria Elena, che ha ricevuto nel complesso sanzioni per 120 mila euro. Ma difficilmente Pier Luigi Boschi pagherà il dovuto.

L’associazione Vittime del salva Banche aveva già sconsigliato di costituirsi Parte civile, e infatti gli interessati alle sanzioni si sono praticamente dichirati nullatenenti. “Come farà il libero signor Boschi a pagare 120 mila euro se risulterebbe possedere solo un orto?”, si domanda retoricamente Paolo Grimoldi,deputato della Lega Nord, sulle pagine di Libero Quotidiano.

Le Visure camerali e catastali degli interessati, tra cui anche il padre di Maria Elena, avevano certificato che gli ex vertici della banca “sono dei nullatenenti. Non hanno niente”.

fonte: http://www.lavocedeltrentino.it/2017/09/06/consob-120-mila-euro-multa-boschi-si-dichiara-nullatenente/

Politica e Misteri – Come ti fanno magicamente sparire l’emendamento che stangava i responsabili del disastro di Banca Etruria (papà Boschi compreso)…!!

 

Banca Etruria

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Politica e Misteri – Come ti fanno magicamente sparire l’emendamento che stangava i responsabili del disastro di Banca Etruria (papà Boschi compreso)…!!

L’esecutivo “risparmia” papà Boschi

Via l’emendamento contro gli ex amministratori

Roma – Manina delicata o manona ruvida che fosse, impugnava una falce. Quella che ha tagliato dal decreto legge sulle banche un emendamento-bomba.

Un codicillo avanzato dall’ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e i compagni Davide Zoggia e Michele Ragosta in commissione Finanze e, alla fine, fatto proprio dal relatore piddino Giovanni Sanga. Ma non sopravvissuto nel passaggio tra commissione e aula.

L’emendamento avrebbe potuto far pagare caro agli ex amministratori di banche in liquidazione la mancata azione risarcitoria nei confronti dei clienti. Guarda caso, quel che è avvenuto alla Popolare dell’Etruria, finita in liquidazione coatta amministrativa nel novembre 2015, dopo che Bankitalia era intervenuta una prima volta multando i vertici. Il 17 marzo 2016 è stato invece il commissario liquidatore di Etruria a intimare ai 37 ex amministratori – tra i quali naturalmente Pier Luigi Boschi, papà della sottosegretaria alla Presidenza – di risarcire entro un mese i danni per un ammontare di 300 milioni, pena l’avvio di un’azione di responsabilità ai sensi dell’articolo 2394-bis del codice civile. Cosa poi accaduta, con la regolare richiesta presentata a Bankitalia. Ma quel che è successo invece a Montecitorio ha più a che fare con la tenuta del governo e le pressioni che sono state esercitate per impedire che il testo rivisto in commissione Finanze, con molte delle proposte accolte dal relatore in un articolo unico, potessero essere alla fine approvate. Come alcune norme a favore degli ex azionisti e l’ampliamento dei criteri per il rimborso agli obbligazionisti subordinati delle banche venete (invece «azzerati» dal decreto di salvataggio del governo).

Tra le modifiche accolte da Sanga, anche l’emendamento presentato il 4 luglio scorso dall’ex leader Bersani all’articolo 6, secondo comma. Il quale recitava, come si legge negli atti depositati alla Camera: «Ove i commissari liquidatori esercitino l’azione di responsabilità ai sensi dell’articolo 2394-bis del codice civile, il giudice, se accoglie la domanda nei confronti degli amministratori delle Banche, condanna sempre questi ultimi all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione perpetua dall’esercizio delle professioni, dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione». In pratica, guai grossi che si sarebbero addensati sulla testa di papà Boschi, fino all’interdizione perpetua. Fortuna ha voluto che la preziosa figliola sia sempre vigile, e capace di far valere il suo punto di vista in ogni occasione che conta.

fonte: http://www.ilgiornale.it/news/politica/lesecutivo-risparmia-pap-boschi-1419522.html

Scandalo Unicredit – Scusate, ma la Boschi non doveva querelare De Bortoli? Perchè non l’ha fatto ancora? Un’altra bugia? …Semplice, non può farlo. Ghizzoni sarebbe convocato come testimone, e se parla…

 

Unicredit

 

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Scandalo Unicredit – Scusate, ma la Boschi non doveva querelare De Bortoli? Perchè non l’ha fatto ancora? Un’altra bugia? …Semplice, non può farlo. Ghizzoni sarebbe convocato come testimone, e se parla…

 

Maria Elena Boschi non querela Ferruccio de Bortoli per far tacere Federico Ghizzoni, l’ex ad Unicredit

 

È stato l’avvocato Paola Severino, suo legale, a consigliare a Maria Elena Boschi di non querelare Ferruccio de Bortoli per le rilevazioni contenute nel libro Poteri forti. Per una ragione molto semplice: se lo avesse fatto, Federico Ghizzoni sarebbe stato convocato dal giudice come testimone. E non avrebbe potuto sottrarsi. A quel punto si sarebbe arrivati per forza al chiarimento che per ora non c’è: Ghizzoni conferma quanto ha detto a de Bortoli (smentendo Boschi), cioè che l’ex ministro gli avrebbe chiesto di interessarsi di Banca Etruria per una possibile acquisizione, oppure no? Senza contare che quanto scritto dall’ex direttore del Corriere della Sera, per quanto politicamente pesante, è dubbio che possa essere considerato diffamatorio. Quindi, rischierebbe di perdere l’eventuale processo.

Il caso, però, continua a tener banco. Ieri Ghizzoni ha rotto il silenzio in un colloquio con Repubblica, dicendo di essere disposto a parlare, ma solo davanti alla commissione di inchiesta sulle banche (che peraltro ha poteri equiparati a quelli della magistratura). «Se mi convocheranno», ha detto a Repubblica, «parlerò alla commissione d’inchiesta: in Parlamento, non sui giornali, risponderò ovviamente a tutte le domande che mi faranno», spiegando che «adesso non parlo, perché non si può mettere in mano a un privato cittadino la responsabilità della tenuta di un governo». E poi, ha aggiunto, «è un caso della politica, sarebbe dovere e responsabilità della politica risolverlo». Parole che suonano quasi come un invito a essere ascoltato.

Solo che la commissione d’inchiesta sulle banche non esiste ancora. Ma dovrebbe vedere la luce a breve. Il 24 maggio è previsto che l’Aula della Camera dei deputati la istituisca. Dopo di che i gruppi dovranno indicare i componenti, dovrà essere eletto un presidente. Solo allora verrà formato un calendario dei lavori, con l’elenco delle audizioni. A quel punto, se l’opposizione lo chiede, Ghizzoni verrà sentito? Non è detto, perché ogni richiesta va votata. Se la maggioranza volesse, potrebbe bocciare la proposta. Per quanto, si dice tra i dem, sarebbe politicamente complicato rifiutarsi di sentire l’ad di Unicredit. Ci sarebbe un’altra via, più veloce, indicata ieri dalla senatrice Cinzia Bonfrisco: che Ghizzoni venga ascoltato dalla Commissione Finanze del Senato. La senatrice, che fa parte della commissione, ha detto che lo chiederà formalmente. Anche se la commissione Finanze non ha gli stessi poteri di quella d’inchiesta.

Paolo Gentiloni, che si trova a Pechino, non ha voluto commentare. Interpellato dai cronisti, ha risposto che «qui la politica si è occupata di One Belt One Road, cioè la Via della Seta». A Roma, però, la bufera infuria. «Siamo sicuri», accusa Paolo Grimoldi della Lega Nord, «che l’audizione di Ghizzoni, con le solite mille scuse, verrà rimandata a tardo autunno, quando sarà già stata varata la legge di stabilità lacrime e sangue e non sarà più possibile cambiare la rotta attraverso il voto anticipato». Va all’attacco Mdp, con Roberto Speranza: «La posizione di Boschi è indifendibile. Se ha mentito al Parlamento deve dimettersi». E a Otto e Mezzo Miguel Gotor fa sapere che chiederanno «chiarimenti a Gentiloni»: «Come nel caso Consip, dove tra Lotti e Marroni uno dei due mente e tuttavia sono rimasti entrambi al proprio posto», anche in questo caso «qualcuno non ha detto la verità». Intanto de Bortoli dice di «non aver ricevuto finora alcuna querela» da parte della sottosegretaria alla presidenza del Consiglio. Beppe Grillo, sul blog, accusa: «Senza querela è evidente che la magistratura non potrà indagare e l’eventuale verità giudiziaria non verrà a galla: no querela, no party!».

Matteo Renzi, però, difende Boschi, sfidando il M5S e invitando a fare presto la commissione d’inchiesta sulle banche: «Boschi», ha scritto ieri nella e-news, «ha risposto con un post e ha confermato “dalla a alla zeta” ciò che ha già detto in Parlamento, affidando la pratica agli avvocati». Dopodiché, aggiunge, quando si comporrà la commissione d’inchiesta, per la quale il Pd «ha votato a favore e M5S contro», allora «si capirà finalmente di cosa parliamo, quando si tratta di banche e delle responsabilità della classe dirigente». Il M5S replica: «Renzi bluffa, prima ha perso oltre un anno di tempo al Senato e poi ha fatto in modo di spuntare le unghie all’organismo su capitoli chiave». In realtà, dietro alla linea di far quadrato attorno Boschi, al Nazareno sono preoccupati dalla piega che può prendere la vicenda. Il timore non è tanto che possa emergere qualcosa di penalmente rilevante, quanto che, se i grillini tengono alta la polemica e Ghizzoni parla, si ponga prima o poi un problema di opportunità politica. Categoria che lo stesso Renzi, in passato, ha più volte usato sia con esponenti di altri partiti, vedi il ministro Cancellieri, sia con quelli del Pd.

di Elisa Calessi

 

fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12386143/maria-elena-boschi-non-querela-ferruccio-de-bortoli-per-far-tacere-federico-ghizzoni.html

Come Padoan e le Banche speculano schifosamente anche sui morti: Ti rimborsano una parte di quello che Ti hanno truffato col salva-banche, ma se crepi gli eredi se la prendono a quel posto!!

 

Padoan

Padoan

 

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Come Padoan e le Banche speculano schifosamente anche sui morti: Ti rimborsano una parte di quello che Ti hanno truffato col salva-banche, ma se crepi gli eredi se la prendono a quel posto!!

 

La legge di Padoan svelata da Bechis: così le banche ci derubano anche da morti

 

Finora le vittime del salva-banche che azzerò nel 2015 420 milioni di euro di risparmi in obbligazioni Banca Etruria, Carife, Carichieti e Banca delle Marche, avevano provato davvero di tutto. Non ancora però il furto dell’ eredità. Eppure è quel che è avvenuto a una famiglia emiliana, vecchia correntista di Carife. La nonna della famiglia – Lucia – aveva investito 15 mila euro in obbligazioni subordinate che sono diventate carta straccia nel novembre 2015 grazie al decreto del governo di Matteo Renzi (quello sulla famosa Banca Etruria).
Dopo lunghe contestazioni e polemiche politiche, si è deciso con un decreto mesi dopo di rimborsare quei titoli azzerati all’ 80% del loro valore. La nonna fiduciosa ha fatto la prova: una mattina ha preso una obbligazione ogni 4 che aveva e ha provato a farsela rimborsare (3.750 euro). Le hanno detto sì, che poteva avere i soldi, e lei è tornata felicissima a casa.
La buona novella era così clamorosa che la poveretta non ha retto all’ emozione: è morta il mattino successivo. Lasciando in eredità a due figli (Massimo e Raffaele) e una nipotina (Valentina, restata orfana di papà Giancarlo) tutto quel che aveva, e lì dentro anche il 75% di quelle obbligazioni Carife che le erano restate a casa. Gli eredi allora hanno fatto come la nonna: prese le obbligazioni, sono andati da chi le doveva loro rimborsare. E con gran sorpresa si sono sentiti rispondere: «No, mi spiace, ora che le avete voi il rimborso non si può più fare». Perché? Perché quel gran furbacchione del ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan, cercando di risparmiare qualcosina anche in mezzo a questa brutta e tragica vicenda dei risparmiatori truffati, ha scritto tutta una serie di norme e cavilli dove i poveretti potessero restare impigliati perdendo ogni speranza di essere rimborsati. Fra questi cavilli c’ era scritto che ai risparmiatori sarebbero stati rimborsati anche titoli comprati da uno ma poi trasferiti a un familiare stretto, al coniuge e perfino al «convivente more uxorio», sia che fossero stati regalati o venduti a titolo oneroso negli anni. Ma a una condizione: che quei passaggi fossero avvenuti fra vivi «inter vivos».
Non c’ è dubbio che nonna Lucia quei titoli li avesse lasciati a figli e nipotina perché era morta. Così quando Massimo, Raffaele e Valentina fidandosi di promesse e annunci del governo, vanno a chiedere il rimborso sia pure parziale all’ 80% di quei titoli lasciati si sentono rispondere dal funzionario del fondo interbancario di garanzia che dovrebbe pagare il dovuto: «Nel caso rappresentato, gli eredi della Sig.ra Lucia Brancaleoni non possono accedere alla procedura di indennizzo forfettario per le quote trasferite per atto tra vivi a quest’ ultima, in quanto gli stessi sono successori mortis causa di un nuovo soggetto legittimato e, quindi, non rientrano tra le categorie di soggetti legittimati dalla legge 15/2017 alla presentazione dell’ istanza di indennizzo».
Capito? Quelle obbligazioni dovrebbero valere ancora 336 milioni di euro, avendo deciso di rimborsarle all’ 80%. Ma guai a riceverle in eredità, perché diventano subito carta straccia: non valgono più nulla, e di fatto quella eredità se la porta via il governo.
La famiglia di nonna Lucia può ancora consolarsi con il più classico dei «mal comune mezzo gaudio», perché se in caso di morte del titolare gli eredi restano senza nulla in mano, non è che per chi ha la fortuna di avere tutti in salute e vivi il risultato sia poi tanto diverso.
In 18 mesi di grandi promesse, proclami, speranze e delusioni ricevute dai risparmiatori truffati di Banca Etruria & C non è che sia accaduto un granché.
Ha riavuto in mano l’ 80% di quello che gli aveva portato via maldestramente il governo in quello sciagurato novembre 2015 solo un risparmiatore su 4. All’ 8 maggio scorso sono state rimborsati 99,6 milioni di euro sui 336 milioni che teoricamente dovranno essere restituiti (l’ 80% di 420 milioni realmente investiti dai poveretti). Ma secondo le scelte fatte sul rimborso forfettario diretto fin qui dal Fondo interbancario al massimo in questa fase si arriverà alla fine a 185 milioni di euro circa. Gli altri 153 milioni di euro secondo le norme del governo non saranno né perduti né riconquistati: devono essere vagliati dai collegi arbitrali previsti dalla legge di bilancio.
Due mesi fa abbiamo raccontato il testo dei decreti di regolamento che secondo Renzi sarebbero arrivati massimo a marzo 2016. Sono stati approvati in via definitiva del Parlamento, ma il governo si è dimenticato poi di fare pubblicare tutto in Gazzetta ufficiale. Così gli arbitrati non possono partire. E il calvario dei risparmiatori truffati continua.

di Franco Bechis

 

Ghizzoni rifiutò di salvare Etruria per Boschi e il governo bloccò le detrazioni che servivano a Unicredit. Arrivarono solo quando cambiò l’Ad. Coincidenze?

 

Ghizzoni

 

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Ghizzoni rifiutò di salvare Etruria per Boschi e il governo bloccò le detrazioni che servivano a Unicredit. Arrivarono solo quando cambiò l’Ad. Coincidenze?

 

E’ una storia vecchiotta, ma Il Fatto Quotidiano ha notato subito la strana coincidenza.

All’indomani del “fatal rifiuto” da parte di Ghizzoni, il Governo di Renzi e della Boschi bloccò le detrazioni che così tanto servivano a Unicredit…

Furono sbloccate solo quando cambiò Amministratore Delegato…

Coincidenze? Io non credo, direbbe un noto personaggio della Tv…

Caso Boschi, Ghizzoni fa tremare il Governo: “se convocato in parlamento risponderò a tutte le domande” …e sembra proprio una minaccia!

Ghizzoni

 

 

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Caso Boschi, Ghizzoni fa tremare il Governo: “se convocato in parlamento risponderò a tutte le domande” …e sembra proprio una minaccia!

 

 

Unicredit-Etruria, Federico Ghizzoni: “Non potete affidarmi la tenuta del governo, parlerò in Parlamento”. Una conferma: la Boschi è ko

“Se mi convocheranno parlerò alla commissione d’inchiesta. In Parlamento, non sui giornali. Risponderò ovviamente a tutte le domande che mi fanno”.

Così Federico Ghizzoni, l’ex ad Unicredit tirato in ballo da Ferruccio de Bortoli nel suo libro come l’uomo a cui Maria Elena Boschi chiese di valutare l’acquisto di Banca Etruria.

L’uomo che con una sua parola può distruggere il futuro politico della sottosegretaria. L’uomo che – ora lo ha detto chiaramente – parlerà se convocato dalla commissione d’inchiesta.

E ancora, ha aggiunto: “Adesso non parlo, perché non si può mettere in mano a un privato cittadino la responsabilità della tenuta di un governo – si è sfogato con Repubblica -. È un caso della politica, sarebbe dovere e responsabilità della politica risolverlo”, ha aggiunto.

Parole che, proprio come quelle consegnate alla vigilia al Corriere della Sera, sembrano soltanto confermare quanto scritto da De Bortoli (e, a tal proposito, paiono decisive le parole sulla “tenuta del governo”).

Ghizzoni, insomma, sembra confermarlo: se parlo crolla il governo.

Ma tant’è. L’ex ad Unicredit continua a volare basso.

A tenersi lontano dalle polemiche: “Qualsiasi cosa dicessi ora, sarebbe strumentalizzata da una parte politica contro l’altra, e contro di me. Oltre poi al fatto che quando studiavo da banchiere mi hanno insegnato che la reservatezza è una virtù”.

Ma quella riservatezza potrebbe essere rotta in Parlamento, con conseguenze, ad oggi, imprevedibili.

Fonte: Qui