…E Travaglio zittisce tutti: “Il punto di forza del M5S, che nessuno è riuscito ancora a scalfire, è che NON RUBANO”

 

Travaglio

 

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…E Travaglio zittisce tutti: “Il punto di forza del M5S, che nessuno è riuscito ancora a scalfire, è che NON RUBANO”

Di Martedì il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti ha detto che in effetti il M5S al governo lo abbiamo già visto a Roma, Livorno, Torino, i cui sindaci sono tutti indagati.

Il giornalista ha menzionato il caso di Nogarin, il sindaco di Livorno indagato per omicidio colposo per l’alluvione del settembre scorso.

Sallusti, però, deve aver dimenticato che i 5 Stelle, nelle città da loro amministrate hanno ereditato situazioni disastrose e buchi milionari.

Ma non solo. A ricordare la differenza tra le indagini sui 5 Stelle e quelle sui tanti esponenti degli altri partiti ci ha pensato Marco Travaglio, il quale, collegato con lo studio di Floris, ha detto:

“M5S? Ha fatto molti errori e ha incontrato tante difficoltà nel governo delle città. Ma il loro punto di forza, che nessuno è riuscito ancora a scalfire, è che non rubano. E penso che la gente sappia distinguere tra un avviso di garanzia per una disgrazia e un avviso di garanzia per una ruberia”.

E ancora:

“Quando il M5S si comporterà come gli altri, anche dal punto di vista del rubare e del mettersi in tasca i soldi dei cittadini o del favorire gli amici degli amici, allora si potrà dire che i

5 Stelle sono come gli altri. E perderanno quel consenso che oggi hanno. A oggi ce l’hanno proprio perché almeno sul punto della questione morale si sono dimostrati diversi dagli altri. Poi un conto è governare in una città indebitata, un conto è governare il Paese”

Il direttore del Fatto Quotidiano ha anche parlato del fatto che sia Berlusconi che Renzi hanno dichiarato che il loro avverso è il M5S:

“Ha detto che i suoi avversari sono i 5 Stelle, esattamente come Renzi. Evidentemente c’è qualcosa che non ci dicono, se il polo di centrodestra e il polo di centrosinistra individuano come avversario il M5S e non rispettivamente il centrosinistra e il centrodestra. Forse Renzi e Berlusconi pensano di essere molto simili, se non già alleati in pectore in vista del dopo-elezioni”.

tratto da: https://www.silenziefalsita.it/2018/01/17/travaglio-a-di-martedi-il-punto-di-forza-del-m5s-che-nessuno-e-riuscito-ancora-a-scalfire-e-che-non-rubano/

Tutti i regalini che il governo Renzi-Gentiloni ci ha lasciato in eredità per questo 2018 e su cui in Tv è stato ordinato il silenzio assoluto!

 

governo

 

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Tutti i regalini che il governo Renzi-Gentiloni ci ha lasciato in eredità per questo 2018 e su cui in Tv è stato ordinato il silenzio assoluto!

M5S: ‘Ecco la stangata del governo Gentiloni sulle famiglie’

Riportiamo di seguito il post pubblicato sul Blog Delle Stelle:

“Il 2018 ha debuttato nel segno dell’educatissimo e moderatissimo Gentiloni al governo del Pd. Ma mentre la grande stampa strombazza i dati di una crescita che nessuno ha percepito, ecco che invece qualcuno si preoccupa di ricordare agli italiani quale mazzata, tutt’altro che moderata, arriverà sui bilanci delle famiglie.

L’Adusbef, un’affidabile associazione dei consumatori, ha stimato una stangata da 952 euro a nucleo. Ecco, poi, perché avanzano povertà ed esclusione sociale.

Saliranno Rc Auto, tanto per cambiare, e spese per trasporti. Ma anche Tari ed esborsi per la scuola o i servizi professionali e bancari. Nel dettaglio, si parla, in media, di +40 euro sui pedaggi autostradali, +97 per il trasporto, +49 per la Tari, +45 per l’acqua, +55 per i ticket sanitari, +25 per le assicurazioni auto, +18 per le tariffe postali, +156 per la tariffe professionali e più 38 euro per i costi dei conti correnti bancari.

Questi dati ci spiegano bene perché poi 18 milioni di italiani siano a rischio povertà. Con una percentuale, secondo Istat, passata dal 28,7 al 30% solo dal 2015 al 2017, negli anni dei governi di Renzi e del moderato Gentiloni.

Loro sono quelli bravi e capaci? Sì, bravissimi a farsi i fatti loro a scapito degli italiani.”

Nella giornata di ieri il candidato premier dei 5 Stelle Luigi Di Maio ha proposto di dare una “pensione di cittadinanza” a chi vive sotto la soglia minima di povertà. Una proposta che però non è piaciuta ai parlamentari del Pd, i quali l’hanno derisa,

adinanza_mai_piu_sotto_la_soglia_di_poverta.html” rel=”noopener” target=”_blank”>ha commentato Di Maio,

nonostante siano “rappresentanti di quel partito che in teoria dovrebbe dimostrare una certa sensibilità verso temi come la povertà e l’emarginazione sociale”. Evidentemente, ha aggiunto l’esponente pentastellato, “l’unico tema a cui sono rimasti sensibili sono i loro privilegi”.

Di Maio ha anche spiegato che “se queste persone si tagliassero lo stipendio o rinunciassero al vitalizio, come abbiamo fatto noi del MoVimento 5 Stelle, trovare le coperture per dare una pensione decente ai tanti anziani che non arrivano a fine mese non sarebbe un problema”.

 

tratto da: https://www.silenziefalsita.it/2018/01/21/m5s-la-stangata-del-governo-gentiloni-sulle-famiglie/

Miracolo a Roma – La Capitale ha quasi 3 milioni di abitanti, ma casualmente, in 2 servizi della trasmissione di Santoro, viene mostrato lo stesso “contestatore” della Raggi, che appare in 2 luoghi e in 2 momenti diversi!

Santoro

 

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Miracolo a Roma – La Capitale ha quasi 3 milioni di abitanti, ma casualmente, in 2 servizi della trasmissione  di Santoro, viene mostrato lo stesso “contestatore” della Raggi, che appare in 2 luoghi e in 2 momenti diversi!

Roma ha quasi 3 milioni di abitanti, ma casualmente, in 2 servizi andati in onda nella trasmissione M di Santoro, viene mostrato lo stesso “contestatore” del M5s e della Raggi, che appare in 2 luoghi e in 2 momenti diversi: è una coincidenza…?

E non è il primo caso di bufale (o fake news come ora amano chiamarle) del suddito del regime Santoro…

Ricordate?

L’ospite del pubblico che da Santoro gettava fango sulla Raggi? Sgamato dalla rete! Fake News e figura di merda madornale

 

A VOLTE RITORNANO: eccolo Raffaele Bonanni quello che, dopo aver preso per i fondelli i lavoratori intascando stipendi da far impallidire Obama ed aver messo al sicuro una favolosa pensionato d’oro, ora bussa alla porta del “nemico” Berlusconi per un posto in Parlamento!

 

Bonanni

 

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A VOLTE RITORNANO: eccolo Raffaele Bonanni quello che, dopo aver preso per i fondelli i lavoratori intascando stipendi da far impallidire Obama ed aver messo al sicuro una favolosa pensionato d’oro, ora bussa alla porta del “nemico” Berlusconi per un posto in Parlamento!

Lo abbiamo lasciato così nel 2014, dopo essere riuscito a non fare un cazzo per i lavoratori (compreso il suo vergognoso girarsi dall’altra parte mentre Monti e Fornero ci massacravano)…

Stipendi d’oro: Bonanni da segretario Cisl guadagnava fino a 336 mila euro

Una pensione d’oro e uno stipendio altrettanto lussuoso per l’ex segretario della Cisl Raffaele Bonanni, protagonista di un’escalation salariale da fare invidia al presidente americano Barack Obama. I numeri sono stati diffusi dal Fatto Quotidiano. Sono stati tutti questi aumenti a consentire all’ex segretario di ritirarsi da pensionato d’oro.

Ma a volte ritornano…

così leggiamo da Il Giornale:

Berlusconi candida Bonanni: la nuova vita dell’ex leader Cisl

Un altro colpo del Cav, che “mette le mani” su un candidato di prestigio in vista delle prossime elezioni politiche del 4 marzo. Si tratta dell’ex segretario della Cisl e oggi affermato broker assicurativo, Raffaele Bonanni torna in politica. Con Forza Italia. Nel suo Abruzzo. “La foto dell’investitura lo immortala, il 20 dicembre scorso” racconta il Fatto Quotidiano, “al tavolo della presidenza della cena di gala di Forza Italia, accanto al coordinatore regionale del partito.

Il timbro finale lo metterà il Cavaliere di Arcore. “La voglia è tanta, la riconoscenza pure”. Bonanni “è stato il baffo d’oro Cisl, il sindacalista manager, l’amministratore delegato delle trattative e del negoziato” prosegue Il Fatto, “e infatti nel 2014 aveva salutato l’alto impiego, ricoperto tra un agio retributivo all’altezza del compito, con la più strabiliante delle buste paga: 336mila euro l’anno”. Di fatto, un caso tra i pochi che si contano e quindi da registrare, l’ex leader della Cisl – grazie all’anagrafe e anche a un po’ al suo ottimo fiuto – è riuscito a dribblare quasi del tutto la riforma Dini che instaurava il regime contributivo che la legge Fornero.

La notizia è il possibile ritorno di Bonanni in Parlamento. “Se accadrà” prosegue l’articolo del Fatto, “vestirà i panni di Forza Italia, e pure questa è una novità. Resterà come sempre al centro del centro della politica, come ci ha abituato negli anni e se potrà, Berlusconi permettendo, porterà al centrodestra quel refolo di aria nuova, quel pizzico di sapienza in più e anche di competenza che non guasta”. Infatti Bonanni è anche docente di Diritto del lavoro all’Università Mercatorum.

 

Quindi… A VOLTE RITORNANO…

By Eles

L’ospite del pubblico che da Santoro gettava fango sulla Raggi? Sgamato dalla rete! Fake News e figura di merda madornale

Santoro

 

 

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L’ospite del pubblico che da Santoro gettava fango sulla Raggi? Sgamato dalla rete! Fake News e figura di merda madornale

Sonny Sampson Olumati, era tra il pubblico di Santoro, si lamentava della Raggi, e del M5S.

Poi si scopre che lavora per Rai e Mediaset e che ha l’abitudine di fare selfie con quelli del Pd…

Che figura di merda…

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Il triste suicidio di una grande nazione

 

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Il triste suicidio di una grande nazione

Un sistema economico in cui prevale l’offerta di impieghi sulla domanda di lavoratori va immediatamente corretto, incoraggiando la nascita di nuove imprese che possano soddisfare l’offerta.

Più imprese nascono, più i lavoratori hanno forza contrattuale individuale perché possono proporre i loro talenti al migliore offerente. I lavoratori che non hanno talenti di alto valore sono costretti a studiare e specializzarsi per migliorare le personali capacità professionali e renderle più pregiate, incremento di valore che si traduce in paghe più elevate perché la professionalità più è alta, più è ambita dalle imprese. Ecco cosa rende una nazione più ricca e più giusta. Ora facciamo mente locale sulla cultura che ha ingessato questo paese da metà anni ‘70 in avanti. Abbiamo creato un clima favorevole alla nascita di nuove aziende? Abbiamo stimolato la competizione economica e individuale incoraggiando l’ambizione al miglioramento e all’arricchimento, frutto dell’eccellenza e non della furberia? Abbiamo responsabilizzato le generazioni di giovani che si sono succedute, garantendogli l’accesso all’istruzione ma costringendole a sudarsi il pezzo di carta?

Abbiamo fatto l’esatto contrario, e nel giro di trenta/quarant’anni l’Italia si è spenta da tutti i punti di vista, morale, economico, imprenditoriale e umano. Abbiamo dato la caccia al titolare della “fabbrichetta” accusato di essere evasore fiscale e sfruttatore degli operai e le fabbrichette hanno chiuso. Abbiamo trasformato scuole e università in diplomifici perché si è stabilito che concludere il ciclo di studi è un “diritto civile”.

Abbiamo tacciato di spietato darwinismo sociale concetti come ambizione e desiderio di emergere, e ci ritroviamo a discutere leggi e provvedimenti che ristabiliscano la meritocrazia a norma di legge. Un professionista che guadagna molti soldi perché i suoi clienti gli pagano i suoi servizi non deve dare troppo nell’occhio, mentre un burocrate di stato che guadagna più di Obama è intoccabile.

Un sindacalista che ha lavorato in azienda metà di un lavoratore comune, grazie ai “distacchi sindacali” pagati fior di quattrini, può andare in pensione prima e con una rendita mensile incomparabilmente più alta. E nessuno protesta. Ma questa deriva, non ce l’hanno imposta con le truppe di occupazione, l’abbiamo assorbita, ci abbiamo sguazzato e ora che il fiume è quasi in secca e i pesci boccheggiano, invochiamo ancora più Stato che ci garantisca ossigeno per vivere.

(Mauro Gargaglione)

fonte: http://zapping2017.myblog.it/2018/01/20/incubo-peste-suina-cresce-lallarme-in-europa/

Berlusconi: “La nostra sarà una vera rivoluzione liberale: Flat Tax per tutti al 23%”! Bello vero? Dico a te, coglione, che guadagni meno di € 15.000. Tu paghi già il 23%…! Chi guadagna € 200.000 paga il 43%! Hai capito, coglione, le tasse non le toglie a te, ma ai ricchi!

Flat Tax

 

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Berlusconi: “La nostra sarà una vera rivoluzione liberale: Flat Tax per tutti al 23%”! Bello vero? Dico a te, coglione, che guadagni meno di € 15.000. Tu paghi già il 23%…! Chi guadagna € 200.000 paga il 43%! Hai capito, coglione, le tasse non le toglie a te, ma ai ricchi!

 

Ci scusiamo per epiteto coglioni che ovviamente è rivolto (a giusta ragione) per chi crede e intende votare Berlusconi. Con questi ultimi ci dovremmo scusare anche per il termine “epiteto”, ma non abbiamo intenzione di farlo…

Sulla Flat Tax del Berlusca ci sarebbe tanto da dire… Ma vogliamo essere sintetici. Un unico semplice esempio per capire quanto ti stanno prendendo per i fondelli…

Reddito 1.000.000 di € anno.

Oggi con l’aliquota al 43% pago 430.000 € (grossomodo, qualcosa in meno per gli scaglioni)

Domani – con flat tax di Berlusconi al 23% – pagherò 230.000 € di tasse.

Reddito di 15.000 € anno.

Oggi con l’aliquota al 23% pago 3.450 €

Domani – con flat tax di Berlusconi al 23% – pagherò 3.450 € di tasse

Chi è che ci guadagna? Direi che l’ha studiata molto bene…

By Eles

Berlusconi: “Con l’ok da Strasburgo, pronto a fare il premier” …Ma attenzione: il problema non è LEGALE, ma MORALE: a Voi sembra normale avere un pregiudicato a palazzo Chigi?

Berlusconi

 

 

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Berlusconi: “Con l’ok da Strasburgo, pronto a fare il premier” …Ma attenzione: il problema non è LEGALE, ma MORALE: a Voi sembra normale avere un pregiudicato a palazzo Chigi?

Berlusconi ha candidamente dichiarato che se Strasburgo lo giudicasse candidabile ed eleggibile prima del voto e il centrodestra vincesse andrebbe a palazzo Chigi a fare il premier.

Nulla di strano da uno che se ne strafotte di legalità e moralità (parliamo di uno che faceva accordi con la mafia e da Presidente del Consiglio ci ha sputtanati in tutto il mondo con le sue cene eleganti)…

Ma attenzione, una sentenza di Strasburgo sarebbe solo relativa agli effetti della legge Severino. Berlusconi resterebbe un pregiudicato!

Insomma un DELINQUENTE…!

A Voi sembra normale che il Premier di un paese civile sia un pregiudicato?

Fate voi…

By Eles

Milena Gabanelli: Fake news? “Altro che bufale, sono più pericolose le scelte dei politici”

 

Milena Gabanelli

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Milena Gabanelli: Fake news? “Altro che bufale, sono più pericolose le scelte dei politici”

Milena Gabanelli, il Viminale e la Polizia hanno presentato un progetto per contrastare la diffusione delle fake news in campagna elettorale: non si sta esagerando?

Se la polizia postale risponde velocemente ad un cittadino che chiede se è vero o no che c’è stato un attentato a Canicattì, benissimo. È un po’ esagerato metterla giù così pomposa, quando la polizia postale fa già questo di professione. C’è un aspetto deterrente: magari qualcuno si spaventa a raccontare palle e ne racconta meno. Terza ipotesi: il Viminale sa che c’è in corso una campagna sotterranea e mirata di disinformazione, e si sta attrezzando. Ma questo si può fare senza grandi annunci, credo.

Dagli Stati Uniti importiamo moniti sul rischio dell’inquinamento del voto per colpa di fake news confezionate dai russi: possono davvero influenzare le scelte degli italiani?

Mi preoccupano di più le scelte dei politici.

Lei ha studiato profondamente il fenomeno delle fake news e ha scritto che è “difficile e pericoloso decidere chi debba diventare arbitro della verità”, anche perché su Internet distinguere fra satira, teoremi sulle notizie o anche solo una lettura diversa degli avvenimenti è complesso. A chi spetta, però, vigilare sulla corretta informazione e con quali strumenti?

Ci sono strumenti elementari, come quello di controllare se chi pubblica la notizia ha un nome e cognome reale, se la notizia è riportata da qualche altro sito, se le date corrispondono. Tutto questo è possibile attraverso i motori di ricerca. Internet è un mondo bellissimo, ma insidioso. Le scuole dovrebbero insegnare ai ragazzi, che sono i maggiori fruitori, come ci si orienta, ma ci arriveremo come al solito in ritardo.

Perché si crede che le fake news siano un’esclusiva della Rete?

Perché sul web è più facile e virale: chiunque può raccontare quello che vuole in forma anonima. Il web ha solo fatto esplodere le debolezze di un sistema con poca reputazione, e che quindi non può nemmeno alzare tanto la voce. Le testate e le firme autorevoli, infatti, ne hanno risentito meno e sono diventate anche più ricercate.

Non pensa che i giornali italiani siano impegnati più nella polemica politica a contrastare presunte fake news che a produrre le news?

È un esercizio facile, molto di moda, non richiede impegno e fa comodo a tutti, tranne ai lettori, o telespettatori, o utenti, che alla fine ingoiano spesso aria fritta

In questi giorni si celebrano il film The Post e gli scoop degli anni 70 delNew York Times e del Washington Post, simboli del giornalismo più puro: quello che scrivono è vero. Per i giornali italiani, invece, la percezione è opposta. Di chi è la colpa? E quando i lettori hanno smesso di confidare – nel senso di avere piena fiducia – nei giornali italiani?

Non è una percezione solo italiana. Però non sarei così drastica. I lettori italiani, come quelli di tutto il mondo, hanno le loro abitudini, e credono ai giornali che gli raccontano il mondo come lo vedono loro. Quante volte sentiamo dire “i nostri lettori si attendono che gli diciamo questo o quest’altro?”. La distorsione sta proprio qui. E poi c’è un calo generale del senso della reputazione, che di solito dovrebbe fare la differenza.

Una domanda sulla Rai, sul dibattito fra artisti e giornalisti nel servizio pubblico. Uno come Vespa – che col contratto di artista è riuscito a ottenere un compenso oltre il tetto di 240.000 euro – può raccontare la campagna elettorale?

È un’anomalia tutta Rai: se non sei inquadrato in una testata giornalistica (Tg1, Tg2, Tg3, Rainews, e relative rubriche), ma negli spazi delle reti, sei contrattualizzato come autore o conduttore (a meno che tu non sia un giornalista dipendente). In questo modo l’azienda non deve versare i contributi Inpgi, ma all’Enpals (oggi Inps), che sono più bassi. Ho condotto per vent’anni Report e non sono mai stata contrattualizzata come giornalista, pur essendo iscritta all’Ordine, che a sua volta non ha mai fatto nulla per modificare questa anomalia. Ciò detto, tutto il mondo sa che Vespa è un giornalista, quindi il tema è il compenso o l’argomento di cui si occupa?

 

 

fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/altro-che-bufale-sono-piu-pericolose-le-scelte-dei-politici/

Sempre fantastica Fiorella Mannoia: “Aiutiamoli a casa loro”. Però anche noi (multinazionali di petrolio, armi, cibo e trafficanti di diamanti, organi, coltan, oro, rifiuti tossici) ce ne dobbiamo andare dall’Africa… Che fine fanno le nostre economie? Con le pezze al culo”…!

 

Fiorella Mannoia

 

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Sempre fantastica Fiorella Mannoia: “Aiutiamoli a casa loro”. Però anche noi (multinazionali di petrolio, armi, cibo e trafficanti di diamanti, organi, coltan, oro, rifiuti tossici) ce ne dobbiamo andare dall’Africa… Che fine fanno le nostre economie? Con le pezze al culo”…!

Tutto è iniziato con un articolo di stampa condiviso sulla propria pagina Facebook. L’ultimo di una lunga serie di drammatici resoconti, legati a fatti d’attualità o a vicende avvenute in zone di guerra, pubblicato sulla propria bacheca social. Ma questa volta Fiorella Mannoia non ha potuto trattenere la rabbia per quanto accaduto lasciandosi andare ad un lungo sfogo amaro e sofferto. “Aiutiamoli a casa loro”, scrive la cantante, ironizzando sullo slogan usato dai critici delle politiche sull’accoglienza dei migranti, “Dite che sono troppi e non possiamo accoglierli tutti. E’ vero! Facciamo una cosa. Riportiamo tutti gli africani in Africa”.

A suscitare la sua indignazione la notizia dell’assoluzione di tredici soldati francesi, in missione di pace nella Repubblica Centrafricana, accusati di abusi sessuali commessi nei confronti di minori africani, ‘contraccambiati’ con razioni di cibo. Da qui il lancio di una ‘proposta’ provocatoria, quella di abbandonare l’Africa al suo destino. “Però andiamocene tutti – scrive Mannoia – multinazionali del petrolio, delle armi, del cibo, trafficanti di diamanti, di organi, di coltan, di oro, di rifiuti tossici…Andiamocene via dall’Africa: francesi, inglesi, olandesi, americani, cinesi, tedeschi, italiani, banche mondiali, fondo monetario, tutti fuori dalle palle!!”

“Lasciamo l’Africa agli africani – ripete – e che se la sbrighino da soli, volete che lottino per la propria terra, diamogli la possibilità di farlo, che risolvano i loro problemi tra di loro!!” Fino al cambio di rotta. “Lo sai le nostre economie che fine fanno? – chiede polemica – Con le pezze al culo!! Io sarei d’accordo. Ognuno a casa sua, ma deve valere anche per noi!! Anche basta!”, conclude. E a chi, tra i commenti, le esprime il proprio sostegno e le manifesta le proprie perplessità, ricorda: “Ecco il nodo: Bisogna abolire le guerre e chi le fomenta”.