Battiato: “Dissi ‘troie in Parlamento’ e mi cacciarono, ma il tempo è galantuomo” – grande intervista a FRANCO BATTIATO

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Battiato: “Dissi ‘troie in Parlamento’ e mi cacciarono, ma il tempo è galantuomo” – grande intervista a FRANCO BATTIATO

Franco Battiato torna a farsi sentire, e lo fa a suo modo. Gli scandali che in questi giorni stanno scoppiando in Sicilia, sembrano confermare le sue parole. A proposito dell’inchiesta su viaggi ed escort pagati con fondi Ue destinati ai disoccupati siciliani, ecco il pensiero di Battiato intervistato dal Fatto:

Mi hanno accusato di misoginìa, ma l’hanno fatto in evidente malafede. Io non ce l’ho con le prostitute. Non riconosco proprio il genere come categoria. Per me maschile, femminile e animale nuotano nello stesso insieme. Qui il fatto grave e inaccettabile è che la escort vanno in Parlamento, diventano politici e usano i soldi con cui paghiamo le tasse. Ma ripeto, le ragazze non hanno colpe.

I frustrati che le vendono al mercato, invece sì. Sono dappertutto, è incredibile, come il cacio sui maccheroni. A Bruxelles parlai anche di Lusi. Non c’è uno che l’abbia scritto. Tutti a sparare sul dito, mentre indicavo la luna. Domina l’ipocrisia. Non sarebbe più facile dichiarare che la tassa occulta per le escort è una specie di Imu aggiuntiva? In fondo nell’interpretazione di questi signori, la donna è solo una merce di scambio.

Il 26 marzo scorso durante un’audizione al Parlamento europeo l’allora assessore al Turismo della Regione Sicilia parlò di “prostitute disposte a tutto nella politica italiana”. Il governatore Crocetta chiese e ottenne le dimissioni sostituendolo con la sua segretaria particolare. Ora, dopo lo scandalo a base di escort e regalie – il cosiddetto “sistema Giacchetto – il cantautore si prende una rivincita: “Bastava saper aspettare”

Arresti, furti di denaro pubblico e donne barattate, sostiene Battiato: “Come cammelli in un suk”. Dalla stretta grondaia dell’“illustre e onorata società”, l’ex assessore al Turismo della giunta Crocetta in Sicilia è evaso con un paio d’ali. Il foglio di via, una frase pronunciata a Bruxelles a marzo e ritagliata a margine di un lungo ragionamento sui percorsi culturali: “Queste troie che si trovano in Parlamento farebbero qualsiasi cosa, dovrebbero aprire un casino”. La puntuale riprovazione ipocrita dell’intero arco costituzionale, governatore in testa, la controfirma all’espulsione. Ora che in meno di 90 giorni il decreto Battiato è diventato legge e nell’isola i finanzieri scardinano la trasversale impalcatura di escort e regalìe, l’asceta di Milo non si aspetta scuse terrene: “Questo Paese è una barzelletta, Il tempo è stato galantuomo, ma sei onesto e dici la verità non c’è smentita possibile. A poco a poco cadono le maschere. Dopo i 30 anni ognuno ha la faccia che si merita e la farina, come si dice, va in crusca”.

È andata in crusca, in effetti.
Avevano deciso di farmi fuori ben prima di Bruxelles. Ma non importa. È una storia chiusa. Come dicono i francesi: “Je m’en fous, ça ne me dérange pas”. Al potere piace travestire i sudditi da idioti, ma gli italiani non sono scemi. Hanno già visto tutto, compreso ogni cosa. Non le nascondo che da allora non posso più andare in giro. Il musicista Battiato è passato in terz’ordine, mi fanno dei complimenti che non ho mai avuto in vita mia.

Nel cacciarla dalla Regione, destra, sinistra e centro dissero che ce l’aveva con le donne. Boldrini, Grasso, Fornero, mezzo parlamentino siciliano. Santanchè, anche: “Ignoranza becera senza confini”.
L’elegantissima cantrice del “lui ci vuole tutte in orizzontale, ma io non gliela do”? Donna di rara finezza, sì. Mi hanno accusato di misogìnia, ma l’hanno fatto in evidente malafede. Io non ce l’ho con le prostitute. Non riconosco proprio il genere come categoria. Per me maschile, femminile e animale nuotano nello stesso insieme. Qui il fatto grave e inaccettabile è che le escort vanno in Parlamento, diventano politici e usano i soldi con cui paghiamo le tasse. Ma ripeto, le ragazze non hanno colpe. I frustrati che le vendono al mercato, invece sì. Sono dappertutto, è incredibile, come il cacio sui maccheroni. A Bruxelles parlai anche di Lusi. Non c’è uno che l’abbia scritto. Tutti a sparare sul dito, mentre indicavo la luna. Domina l’ipocrisia. Non sarebbe più facile dichiarare che la tassa occulta per le escort è una specie di Imu aggiuntiva? In fondo, nell’interpretazione di questi signori, la donna è solo una merce di scambio.

L’idea del mercimonio è antichissima.
Ricorda Bandiera bianca? “Siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro”. Finché in Parlamento rimarranno 100 deputati funzionali al mantenimento dello status quo, non gireremo pagina. Prenda il governo Letta. Fa venire il dubbio che gli ultimi 20 anni di barricate siano stati una finzione. Che se certi uccellini non avessero avvisato al momento giusto Berlusconi, anche gli Scilipoti e i Razzi non avrebbero avuto un loro ruolo.

Se Berlusconi viene interdetto, il Pdl lascerà il Parlamento.
Oggi ho sentito distrattamente uno scemo che lo sosteneva. Robe da matti. Farse terribili. Forza, andate via. Magari lo facessero davvero.

Lei rifarebbe l’assessore?
Non lo volevo fare neanche prima. Dissi “vengo a patto che non debba dialogare con i politici e possa confrontarmi con le intelligenze”. Crocetta insistette. È finita come è finita. Diciamo che lui non era il rivoluzionario che mi aspettavo e io ero quello che sono sempre stato.

Si dice si sia pentito e abbia provato a organizzare una carrambata pacificatoria a uso e consumo delle telecamere.
E questo come l’ha saputo? Lui continua a dire con un certo coraggio a chiunque, alle Iene l’ultima volta, 10 giorni fa, che i nostri rapporti sono splendidi e ci sentiamo spessissimo. Non ci parliamo da mesi.

Antidoti all’orrore?
Seguire la propria coscienza. Sono un fan di Jack Sarfatti, uno studioso che la mette al centro della sua ricerca. Che ce ne facciamo di una fisica quantistica che ignora l’amore e il cervello? Se non sei in grado di individuare i pensieri di un uomo, è meglio che tu faccia il geometra.

Dell’uomo nuovo del suo ultimo disco però non c’è ancora traccia.
Ma è pieno di gente in gamba, consapevole. Giorni fa ero a Roma, avrò preso il taxi 20 volte. Non c’è stato conducente che non mi abbia rivelato il desiderio di buttare Alemanno nel Tevere. Ovviamente è una metafora, non vorrei che l’ex sindaco si risentisse. (Sorride)

E il caos dei grillini?
Li ho incontrati. Entusiasti, volevano devolverci i loro stipendi, mi sono piaciuti. Ma, purtroppo, mi pare stia franando tutto perché i lupi romani, felici, approfittano dell’ingenuità naïf per sbranarne le ragioni.

fonte: http://siamolagente2016.blogspot.it/2017/03/battiato-dissi-troie-in-parlamento-e-mi.html

L’ultima del Ministro Poletti sulle pensioni: “Chi ha avuto ha avuto…”

 

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L’ultima del Ministro Poletti sulle pensioni: “Chi ha avuto ha avuto…”

 

Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto…

chi ha dato, ha dato, ha dato…

scurdámmoce ‘o ppassato,

siete Italiani e dovete morire, paisá!…

 

Così in mente sua canticchiava il nostro Esimio Ministro Poletti mentre dichiarava “Sulle pensioni quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto”.

Come riporta l’ANSA:

Il Governo non ha intenzione di modificare le misure contenute nell’emendamento presentato alla legge di Bilancio sulla previdenza.

E’ la posizione espressa dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. “Sulle pensioni quello che dovevamo fare – ha detto – lo abbiamo fatto”.

La Cgil ritiene invece che sia necessario cambiare il provvedimento nel corso dell’iter parlamentare. Oggi la segretaria generale, Susanna Camusso ha incontrato i presidenti del Gruppo Pd di Camera e Senato e ha ribadito la sua posizione sull’occasione “persa” dal Governo e sul fatto che per la Cgil “la vertenza è aperta”.

Il Pd ha detto alla Cgil che le cose fatte in questa legge di Bilancio sulla materia “sono sufficienti” ma che non sono conclusi gli interventi da fare in futuro.

Su questo la Cgil parla di “risposta interessante” mentre esprime il dissenso sulla posizione espressa dal partito su quanto è possibile fare sulla previdenza nella legge di Bilancio.

…insomma, Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto…

Il Ministro FEDELI (per intenderci, quella della laurea inventata, quella che dichiarò che in caso di sconfitta al Referendum si sarebbe ritirata dalla politica) si esprime sul tema delle fake news: “È SERIO”

FEDELI

 

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Il Ministro FEDELI (per intenderci, quella della laurea inventata, quella che dichiarò che in caso di sconfitta al Referendum si sarebbe ritirata dalla politica) si esprime sul tema delle fake news: “È SERIO”

Prima di proseguire con l’articolo Vi consigliamo di rileggere:

Una grande lezione di Serietà: Valeria Fedeli – 29/11/2016, “se perdiamo il Referendum vado a casa”. 04/12/2016, perde il Referendum. 12/12/2016, non solo non va a casa, ma si prende pure una bella poltrona da Ministro

IL MINISTRO FEDELI SI ESPRIME SUL TEMA DELLE FAKE NEWS: “È SERIO”

Di Alessio Marino

Il Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, nel corso di un evento tenuto a Trieste, ha affrontato nuovamente il tema delle fake news, che la Presidente della Camera Laura Boldrini aveva più volte discusso, soprattutto dopo l’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti.

Proprio l’elezione di Trump ha portato il tema sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo, in quanto secondo alcuni rapporti provenienti dagli USA proprio le fake news avrebbero avuto un ruolo centrale nello spostamento degli equilibri elettorali.

La Ministra ha definito il tema “molto serio. Dobbiamo insegnare alle ragazze e ai ragazzi cosa significa l’uso dei social, cosa significa l’uso di internet, come si sta e come si utilizza la rete. Secondo me anche agli adulti occorre dare gli strumenti per risalire alla fonte, alla certificazione e alla certezza dell’informazione. Diversamente noi rischiamo di avere non solo informazione, ma anche contenuti del sapere, anche del sapere scientifico, che non sono suffragate da studi scientifici. Giustamente ci deve essere l’accesso a internet, perché è un’innovazione straordinaria, collega il mondo, le persone, cambia tante cose, il modo di produrre, di consumare e anche il modo di informarsi e di apprendere” riporta la stampa.

I giganti del web negli ultimi tempi hanno affrontato la questione. Facebook, ad esempio ha scelto di penalizzare tutte quelle pagine che contribuiscono alla creazione e diffusione delle fake news, limitandone la visibilità, mentre Google punta su penalizzazioni a livello pubblicitario.

tratto da: https://tech.everyeye.it/notizie/il-ministro-fedeli-si-esprime-sul-tema-delle-fake-news-e-serio-303608.html

Ricapitoliamo: Renzi promette 80 Euro, Berlusconi rilancia con 1000 euro di pensione e aspettativa di vita a 125 anni, ma il populista è Di Maio…

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Ricapitoliamo: Renzi promette 80 Euro, Berlusconi rilancia con 1000 euro di pensione e aspettativa di vita a 125 anni, ma il populista è Di Maio…

 

Ma la campagna elettorale, quanto ci costa? O almeno quando ci dovrebbe costare secondo le “loro” promesse?

L’escalation di promesse nella preparazione del voto di primavera è davvero pirotecnico e fantasioso. Difficile persino fare il totale del costo delle varie proposte.

Renzi vuol dare 80 euro alle famiglie a basso reddito con figli, e il costo oscilla tra 5 e 10 miliardi raggiungendo una platea che può arrivare a 10 milioni di persone.

Ma ben più fantasioso è Berlusconi, che promette dentiere ma previdentemente anche cure dentistiche ai giovani, e soprattutto mette sul piatto la pensione minima a 1.000 euro. Riguardasse davvero tutti costerebbe anche 20 miliardi. Restringendo la platea a 800 mila dei 6 milioni di persone interessate, e cioè agli ultrasettantenni al minimo senza altri redditi, scenderebbe a 4 miliardi.

Resterebbe poi da spiegare a chi già percepisce 1.000 euro, avendo versato per una vita i relativi contributi, perché mai non bisognerebbe aumentare in proporzione anche quella pensione.

Viene poi il bollo da abolire per la prima auto, abbattendo della metà l’introito attuale di 6 miliardi, al netto della furbizia italiana di intestare a mogli e figli la seconda, azzerando del tutto la riscossione, che è indirizzata a strade e scuole provinciali, cioè alle buche da riempire e ai tetti da riparare.

E poi c’è l’aspettativa di vita a 125 anni. Ma qui crediamo i costi siano nulli o quasi, avendo il buon Silvio già fatto accordi con il Padreterno…

L’alleato Salvini vuole invece cancellare la legge Fornero, che nacque per creare un risparmio di 88 miliardi in dieci anni (11 se ne sono già andati per rimediare allo svarione degli esodati).

Quanto inciderebbe la legge numero 1 della nuova legislatura a guida centrodestra nessuno comunque lo spiega. Ci si ferma alla parola «abrogazione». Un totem. Un dogma della fede.

Come in tutti gli spettacoli pirotecnici che si rispettano, vengono infine i gran botti. Salvini parla di flat tax unica al 15%, ma previsioni più moderate, al 25%, già comporterebbero una caduta di gettito di circa 45 miliardi.

Se si aggiungesse per coerenza l’abolizione dell’Irap, sarebbero altri 22 miliardi.

Ah, dimenticavamo. Però il populista è Di Maio…

 

By Eles

 

Con la scusa della fake news tentano ancora di imbavagliare il Web. Ricordiamo la decisa reazione di Milena Gabanelli all’ultimo tentativo dei politici di zittire la Gente libera: “CIALTRONI e incompetenti” !!

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Con la scusa della fake news tentano ancora di imbavagliare il Web. Ricordiamo la decisa reazione di Milena Gabanelli all’ultimo tentativo dei politici di zittire la Gente libera: “CIALTRONI e incompetenti” !!

Milena Gabanelli al Fatto: “Le regole su privacy e diffamazione ci sono già, il problema è la cialtronaggine”

Su diffamazione e privacy “basterebbe applicare le regole, che esistono già. Il problema è che la ‘cialtronaggine’, infilata in tutti i mestieri, fa comodo a tutti”. Così Milena Gabanelli in un’intervista al Fatto Quotidiano. “Un giornalismo autorevole incide sull’opinione pubblica che ha poi il potere di orientare le scelte politiche ed espellere i delinquenti. Se quello italiano ha meno ‘peso’ rispetto a quello statunitense, inglese o nordeuropeo, è perché assomiglia alla sua classe dirigente, e alla fine l’opinione pubblica si fida poco […]. Più delle leggi, è la qualità delle persone a fare la differenza. Non mi pare però che la ‘qualità’ sia l’obbiettivo, in nessun campo”.
Gabanelli critica duramente l’emendamento di Ncd, poi corretto dal governo, che ha cercato di vietare le intercettazioni nascoste. “Come ci si comporta con il politico o l’imprenditore che in intervista ti dice una cosa, e quando pensa che la registrazione è terminata, aggiunge: ‘Adesso che ha spento le dico la verità’? Quella verità va in onda o me la tengo per me? Quell’emendamento – continua l’autrice di Report – avrebbe ‘blindato’ quelli che raccontano una cosa e poi ne fanno un’altra, e incentivato i giornalisti a lavorare per conto delle forze dell’ordine, che non è esattamente il nostro mestiere”.
Secondo Gabanelli, è comunque “inquietante la generale approssimazione con cui vengono scritti emendamenti, che appena diventano noti devono essere corretti”. “Pretenderei maggiore competenza”, aggiunte la giornalista.
fonte: http://siamolagente2016.blogspot.it/2017/03/la-casta-tenta-ancora-di-imbavagliare.html

Aprite gli occhi sulle fake news! Sono solo un pretesto per imporre la censura.

 

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Aprite gli occhi sulle fake news! Sono solo un pretesto per imporre la censura.

Non è un caso. E’ un metodo. Con un pretesto, le fake news, e uno scopo finale: mettere a tacere le voci davvero libere. Attenzione, non si tratta di una questione meramente italiana bensì di quella che definirei una “corale internazionale”. Il là lo hanno dato gli Stati Uniti, dove, dopo la vittoria di Trump, è partita una massiccia campagna ispirata dagli ambienti legati al partito democratico con l’entusiastico consenso di quello repubblicano, nella consapevolezza che la prima grande e inaspettata sconfitta dell’establishment che governa gli Usa da decenni non sarebbe avvenuta senza la spinta decisiva dell’informazione non mainstream. A seguire si sono mobilitati diversi Paesi europei, la Germania in primis, ma anche la Gran Bretagna del post Brexit e, ovviamente, l’Italia, del post referendum.

Sia chiaro: il problema delle fake news esiste; soprattutto quando a diffonderle sono società o singoli a fini di lucro. Gli esempi, anche recenti, abbondano. O quando vengono usate dagli haters, gli odiatori, ovviamente senza mai esporsi in prima persona. Ma le soluzioni vanno trovate nel rispetto della libertà d’opinione e nell’ambito del sistema giudiziario del singolo Paese. La diffusione sistematica di notizie false al solo fine di generare visualizzazioni è semplicemente una truffa e in quanto tale va trattata. Il problema degli haters è più complesso. Io da sempre sostengo che bisogna avere il coraggio di mettere la faccia e che l’anonimato assoluto per chi si esprime pubblicamente non sia salutare in una vera democrazia. Anche in questo ambito si possono trovare soluzioni intelligenti ad hoc.

Le proposte che sono state formulate negli ultimi tempi – e guarda caso tutte su iniziativa del Pd – si caratterizzano, invece, per la tendenza da un lato a delegare il giudizio a organismi extragiudiziali – talvolta anche extraterritoriali – dall’altro per l’intenzione di colpire arbitrariamente le parole e dunque, facilmente, anche le idee.

Non mi credete? Eppure è così. Ricordate il decreto Gentiloni sulla schedatura di massa degli utenti web e telefonici e la misura che autorizzava una censura di fatto e contro cui ho condotto una battaglia furibonda su questo blog? La prima misura è da regime autoritario, senza precedenti in democrazia; la seconda delega all’Agcom la facoltà di valutare se un sito viola il diritto di autore e, un caso affermativo, di oscurarlo. Ovvero appropriandosi di funzioni che spettano normalmente alla magistratura.

E leggete la proposta di legge contro le Fake News annunciata da Renzi. Cito una fonte insospettabile, la Repubblica, che la definisce una legge sulle fake news che non parla di fake news. Scrive Andrea Iannuzzi:

Nel ddl elaborato dai senatori Zanda e Filippin si impone ai social network con oltre un milione di utenti la rimozione di contenuti che configurano reati che vanno dalla diffamazione alla pedopornografia, dallo stalking al terrorismo. La valutazione dei reati viene demandata ai gestori delle piattaforme, che di fatto sostituiscono il giudice: la libertà di espressione potrebbe essere a rischio. Previste sanzioni pesanti per chi non rispetta una serie di adempimenti burocratici

Persino la Repubblica – sì proprio il giornale che ha amplificato le denunce di Renzi contro le Fake News – non ha potuto esimersi dall’ammettere che così i giudici non servirebbero più, violando uno dei principi fondanti della nostra civiltà, e dal riconoscere che la libertà di opinione è in pericolo.

E non finisce qui. Sentite cosa dice Marco Carrai, amico e consigliere di Renzi, che in un’intervista al Corriere della Sera rivela:

Stiamo lavorando con uno scienziato di fama internazionale alla creazione di un “algoritmo verità”, che tramite artificial intelligence riesca a capire se una notizia è falsa. L’altra idea è creare una piattaforma di natural language processing che analizzi le fonti giornalistiche e gli articoli correlandoli e, attraverso un grafico, segnali le anomalie. A mio avviso ciò dovrebbe essere fatto anche a livello istituzionale.

Traduco: significa che un algoritmo e meccanismi di analisi semantica stabiliranno se un singolo articolo è vero o è una fake news. Scusate, ma io rabbrividisco. Queste sono tecniche da Grande Fratello, e non solo perché i criteri rimarranno inevitabilmente segreti (per impedire che vengano aggirati), ma soprattutto perché così si potranno discriminare le idee, i concetti, bannando quelli che un’autorità esterna (il gestore dei social!) riterrà inappropriati. D’altronde sta già avvenendo su Facebook e su Twitter, dove opinionisti anche conosciuti si sono visti cancellare gli account da un amministratore che, nel migliore dei casi, si presenta con un nome di battesimo (Marco, Jeff o Bill) e che decide che si sono “violate le regole della comunità”. Oggi sono ancora incidenti episodici, ma domani – sotto la minaccia di sanzioni milionarie già ventilate da Renzi – i gestori sboscheranno con l’accetta. E basterà un’”esuberanza semantica”, ad esempio scrivere zingari anziché rom, o accusare un’istituzione di diffondere dati falsi o incompleti per sparire dalla faccia del web.

Perché per gente come Renzi e Carrai e Gentiloni, tutti veri splendidi progressisti, evidentemente non può che esistere una sola Verità. Quella Ufficiale, quella certificata da loro e difesa dagli implacabili gestori dei social media, novelli guardiani dell’ordine costituito.

Cose che possono esistere solo in una “Fake Democracy”. Quella a cui ci vogliono portare.

 

fonte: http://blog.ilgiornale.it/foa/2017/11/28/aprite-gli-occhi-sulle-fake-news-sono-solo-un-pretesto-per-imporre-la-censura-ve-lo-dimostro-qui/