Ricordate quando la Gabanelli si infuriò di brutto: “ma vi sembra normale che i politici abbiano leggi diverse rispetto ai cittadini comuni?” – Stipendi impignorabili, niente da fare, si tengono stretto l’antico privilegio di una legge del 1965 – respinta la proposta per abolirla!

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Ricordate quando la Gabanelli si infuriò di brutto: “ma vi sembra normale che i politici abbiano leggi diverse rispetto ai cittadini comuni?” – Stipendi impignorabili, niente da fare, si tengono stretto l’antico privilegio di una legge del 1965 – respinta la proposta per abolirla!

 

“Ma vi sembra normale che i politici abbiano leggi diverse rispetto ai cittadini comuni?” sbottava Milena Gabanelli alla fine di una delle sue fantastiche puntate di report

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Ma non è cambiato NIENTE. Senza pudore, senza vergogna. Si tengono iul privilegio.

Stipendi impignorabili, l’antico privilegio che la casta non molla. La tutela fu accordata nel 1965: respinta la proposta per abolirla

Avete un credito nei confronti di un parlamentare? Metteteci una croce sopra. Perché se il senatore o l’onorevole decide di non saldare il debito, avrà gioco facile ad opporsi al pagamento. La legge, del resto, è dalla sua parte. Grazie ad una norma del lontano 1965, in base alla quale tanto l’indennità mensile (oltre 10mila euro lordi) quanto la diaria spettanti agli eletti di Montecitorio e Palazzo Madama, non possono essere sequestrate o pignorate. Insomma, la busta paga del parlamentare è praticamente intoccabile. Un ulteriore privilegio, rispetto al trattamento riservato dalla legge ai comuni cittadini, che ha resistito, nel corso della legislatura, ad ogni tentativo di debellarlo una volta per tutte.

Difese a oltranza – Mentre infatti al Senato – numeri permettendo – qualcosa potrebbe muoversi nelle prossime settimane sul fronte dei vitalizi, non c’è stato niente da fare per la proposta di legge (pdl) presentata più di un anno fa alla Camera dal deputato di Mdp Gianni Melilla. “La mia pdl è stata unificata con quella presentata dal Movimento 5 Stelle per il taglio dell’indennità dei parlamentari, ma è finita in un nulla di fatto – spiega a La Notizia l’esponente di Articolo 1 –. Poi ho provato a riproporla, sotto forma di emendamento alla riforma dei vitalizi del dem Matteo Richetti”. Ma anche in questo caso il tentativo non ha avuto sorte migliore. “Bocciato ancora una volta – conferma Melilla –. Il motivo? Si è sostenuto che fosse materia riservata ai regolamenti e non alla legge e che quindi occorresse intervenire in sede di Ufficio di presidenza”. Insomma, il privilegio è rimasto. Il regime dell’impignorabilità degli onorevoli stipendi era sopravvissuto, per altro, anche al vaglio di legittimità della Consulta. Che lo ha ritenuto fondato per la necessità di assicurare la salvaguardia del mandato parlamentare nel rispetto dell’articolo 69 della Costituzione (“I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge”).

Niente da fare – “Ma giustificare ancora oggi questo trattamento di particolare privilegio rispetto a quello riservato ai comuni cittadini è francamente incomprensibile – taglia corto Melilla –. Perché se poteva al limite avere senso nel periodo in cui questa forma di tutela riservata ai parlamentari venne introdotta, per evitare che il pignoramento dei loro emolumenti li privasse dei mezzi di sussistenza pregiudicandone libertà e autonomia, la pesante crisi economica in cui versa il Paese lo rende ormai anacronistico e pesantemente discriminatorio nei confronti di tutti gli altri cittadini”. Contribuendo inoltre, aggiunge ancora il deputato di Mdp, ad alimentare nel Paese “un diffuso sentimento di sfiducia verso le istituzioni”. Senza contare che “in nessun’altra Nazione dell’Unione europea esiste un’analoga disposizione”, che Melilla bolla, senza mezzi termini, come “irragionevole” oltre che “incompatibile con il principio di uguaglianza fissato dalla Costituzione”. In altre parole, “un’anomalia tutta italiana” che la proposta di Melilla puntava ad eliminare. Ma senza successo. Almeno per questa legislatura. Ci si dovrà accontentare di sperare nella prossima.

fonte: http://www.lanotiziagiornale.it/stipendi-impignorabili-lantico-privilegio-che-la-casta-non-molla-la-tutela-fu-accordata-nel-1965-respinta-la-proposta-per-abolirla/

Ormai non c’è più niente da dire. Senza un briciolo di dignità!

by Eles

Ricordate quando la Gabanelli si infuriò di brutto: “ma vi sembra normale che i politici abbiano leggi diverse rispetto ai cittadini comuni?” – Stipendi impignorabili, niente da fare, si tengono stretto l’antico privilegio di una legge del 1965 – respinta la proposta per abolirla!ultima modifica: 2017-11-10T23:08:11+00:00da eles-1966
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