EMBÈ ? NESSUNO È PERFETTO! …Ma Voi continuate a votarli…!

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EMBÈ ? NESSUNO È PERFETTO! …Ma Voi continuate a votarli…!

EMBÈ ? NESSUNO È PERFETTO!

Il Ministro degli Esteri Alfano non conosce l’inglese , che sarebbe utile per un ministro degli esteri.

Il Ministro delle Finanze Padoan sbaglia i conti di 10 miliardi di euro e, senza vergogna, chiede conseguente sconto alla UE.

Il Ministro del Lavoro Poletti dichiara che per trovar lavoro, i giovani non devono mandare curriculum, ma giocare a calcetto.

Nel curriculum del Ministro dell’Istruzione Fedeli  c’è scritto che è laureata. Falso perché la verità è  che ha poco più della terza media.

Il Ministro della Pubblica Amministrazione Anna Maria Madia ha copiato la tesi e ha prodotto leggi incostituzionali in seguito bocciate.

Il Ministro dell’Ambiente Galletti ha ridotto le rinnovabili e approvato  trivelle, inceneritori, gas e carbone.

Il Ministro dei Beni Culturali Franceschini ha accusato il Tar di oscurantismo per aver bocciato le sue nomine di direttori di 5 musei, peccato che la bocciatura del Tar era dovuta in base ad una legge approvata da Franceschini stesso.

Il Ministro dello Sviluppo Economico Calenda assiste impotente al drammatico evolversi del rapporto PIL/debito pubblico in Italia, sempre molto più basso di quello della Grecia, nazione in default.

Il Ministro dell’Interno Minniti, con l’illuminata collaborazione di Renzi, del Presidente della Repubblica Mattarella e del  PdC Gentiloni, non ha lasciato soli i terremotati dell’Abruzzo. Infatti dopo un anno, sono  ancora privi delle 527 casette promesse, sono ancora privi dei milioni di euro donati pro terremoto ma bloccati in qualche banca delle solite, ma alla fine non li hanno lasciati soli nella disgrazia e nella beffa, perché i terremotati sono tanti e possono farsi pure compagnia tra di loro.

Il Ministro della Salute Lorenzin vuole rendere obbligatori 12 vaccini quando in tutta europa il massimo è 4 e tante nazioni ne hanno 0 obbligatori e stanno benissimo.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Del Rio ammira con curiosità la frequenza incredibile di crolli improvvisi di vecchi ponti in Italia.

Il Ministro dello Sport, con delega ai Servizi Segreti, Luca Lotti, ha sabotato un indagine dei Servizi Segreti spifferando l’esistenza di cimici negli uffici del Direttore del Consip Marroni, che le ha subito fatte togliere. L’indagine riguarda un appalto Consip di 2.700 milioni di euro, l’appalto più grande d’Europa.

Il Ministro della Giustizia Orlando vuole che venga approvata la sua legge anti abusi per limitare la fuga di notizie sui contenuti delle intercettazioni. Nessuna legge e nessun commento però da parte sua  sul comportamento del suo collega Lotti, si vede che ritiene un peccato veniale un Ministro che sabota le indagini dei Servizi Segreti mentre considera molto grave l’invasione della privacy di Renzi.
Renzi in 3 anni ha inanellato una serie di disastri economici tanto da accumulare 180 miliardi di euro di debito pubblico. 
Ora ditemi, il MoVimento 5 Stelle umanamente non può fare peggio di così. 
Ditemi allora, di grazia, per quale motivo li votate ancora ?

Di Marco Zullo

fonte: http://marcozullo.it/embe-nessuno-e-perfetto/

La farsa del Ministro della Sanità Lorenzin: “le uova italiane sono sicure” …Mi dicono che non è vero…!

Ministro della Sanità

 

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La farsa del Ministro della Sanità Lorenzin: “le uova italiane sono sicure” …Mi dicono che non è vero…!

Lorenzin: “le uova italiane sono sicure”. Mi dicono che non è vero

Beatrice Lorenzin mi ricorda Alighiero Noschese (per i più giovani, un imitatore degli anni ’70) in uno dei suoi famosi sketch in cui il comico imitava il giornalista Rai Mario Pastore. Leggeva una notizia, poi squillava il telefono, ascoltava le indicazioni dalla regia e poi diceva: “mi dicono che non è vero”. Ed è proprio così, la Ministra Lorenzin sul caso delle uova al Fipronil ha dato notizie false senza farsi grandi problemi nel momento in cui è stata smentita dai fatti (e dai Nas).

Che un Ministero ci racconti che va tutto bene e il giorno dopo venga smentito però è un bel po’ preoccupante. Sì perché il Ministero in questione è quello della Salute, la nostra.
La realtà è che il caso delle uova al Fipronil che sta travolgendo man mano tutta Europa non lascia immune l’Italia, checchè ne dica la Lorenzin.

Infatti mentre lei dichiarava che le uova prodotte in Italia (ed i loro derivati) sono perfettamente sane, che le uova contaminate “non ci sono”, “non ci sono casi in Italia, “abbiamo già fatto i controlli”, “le uova italiane sono sicure”, parallelamente succede che i controlli a tappeto sulle aziende produttrici italiane dicono esattamente il contrario.
Allora, davanti all’evidenza dei fatti il Ministero della nostra Salute comincia timidamente ad ammettere che alcune uova sono state trovate, ma provenienti dall’estero.
Quindi passiamo alla tesi numero due, ovvero che in effetti ce n’è qualcuno ma viene dall’estero. Nel frattempo però i Nas continuano il loro lavoro e si scopre che alcune aziende italiane hanno prodotto e distribuito uova al Fipronil.
I sequestri, ad oggi, cifre alla mano, sono pari a oltre 90 mila chili di uova, e siamo solo all’inizio.
Da notare che la cosa non riguarda una specifica regione ma si estende dall’Emilia Romagna alla Campania, passando per le Marche. Per ora.

Quindi la sostanza è che ci siamo dentro fino al collo come altri paesi europei.
La Lorenzin nei suoi proclami si dimentica che produrre alimenti attraverso l’utilizzo diretto o indiretto di sostanze tossiche per l’uomo è un reato. Si dimentica che qui siamo di fronte ad un’ipotesi di attività fraudolenta che si estende in lungo e in largo in Europa e che coinvolge anche il nostro Paese.
Il ruolo del suo Ministero, per l’appunto della salute, è in primis quello di tutelare i cittadini, di fare prevenzione, di dare indicazioni chiare, di essere prudente e non superficiale.

La Ministra deve ammettere la situazione per quella che è, deve richiedere con forza in Europa il rafforzamento delle attività antifrode e l’inasprimento delle pene per chi attenta alla nostra salute. Oppure cambi mestiere.

fonte: http://marcozullo.it/lorenzin-le-uova-italiane-sono-sicure-mi-dicono-che-non-e-vero/

Come funziona la Sanità – Correva l’anno 1979, il Ministro della Sanità Tina Anselmi decide il ritiro di migliaia di farmaci inutili o pericolosi. Le fu offerta una mazzetta da 35 miliardi (rifiutata), poi l’auto in cui doveva essere saltò in aria! …E poi venne Di Lorenzo…

Sanità

 

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Come funziona la Sanità – Correva l’anno 1979, il Ministro della Sanità Tina Anselmi decide il ritiro di migliaia di farmaci inutili o pericolosi. Le fu offerta una mazzetta da 35 miliardi (rifiutata), poi l’auto in cui doveva essere saltò in aria! …E poi venne Di Lorenzo…

RICORDANDO LA STORIA CHE INSEGNA

Nel 1979, quando Tina Anselmi è ministro della Sanità, decide il ritiro dal mercato di migliaia di farmaci che una commissione tecnica ha appena giudicato inutili o addirittura pericolosi.
Da lì a poco, viene avvicinata da un esponente delle industrie farmaceutiche che le offre 35 miliardi di lire in valuta straniera presso una banca svizzera di sua scelta, affinché ritiri quel provvedimento.
Il mattino dopo, la Anselmi rende pubblico questo tentativo di corruzione. Trascorsi pochi giorni, la sua auto salta in aria. Per pura coincidenza e per pochi attimi di ritardo, la senatrice democristiana si salva.
Comunque, dopo alcune settimane, viene rimossa dall’incarico.
Questo episodio è citato dal rimpianto Hans Ruesch nel suo Naked Emperess della Garzanti-Milano.

La clamorosa corruzione del ministro della sanità De Lorenzo da parte della Smith-Kline.

Passa una decina di anni e siamo nel 1990-91.
La Smith-Kline, del gruppo Beecham, unica produttrice mondiale del vaccino Energix B che pretende di prevenire l’epatite B, al fine di realizzare un piano di vaccinazioni garantito sulla pelle dei bambini italiani, versa in segreto, in banconote da 100 mila lire, la somma di 600 milioni di lire all’allora ministro della Sanità De Lorenzo.
Seicento milioni solo per apporre una firma di approvazione ministeriale per rendere non più facoltativa ma obbligatoria la vaccinazione antiepatite B. De Lorenzo viene preso con le mani nel sacco e finisce nelle carceri della Repubblica per diversi anni.

fonte: https://debernardi.wordpress.com/2017/07/01/mafia-sanitaria/

Assiste la figlia terminale, il datore la licenzia! Un altro grande successo del Jobs Act di Matteo Renzi!

Jobs Act

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Assiste la figlia terminale, il datore la licenzia! Un altro grande successo del Jobs Act di Matteo Renzi!

 

Assiste la figlia terminale, il datore la licenzia

Limite di assenze dal lavoro superato, scatta il licenziamento immediato.

E’ accaduto a Fossò, provincia di Padova, dove una madre ha rinunciato a tutto pur di donare un ultimo sorriso alla piccola Aurora di 8 anni, malata terminale. La famiglia, che sta passando un momento davvero difficile, cerca di affrontare come può i giorni a venire. Però quando la madre di Aurora pensava di tornare a lavoro, ha fatto una scoperta incredibile: alla pasticceria dove lavorava da ben 7 anni, per lei non c’era più posto. Il limite di assenza dal lavoro previsto per legge è stato superato, la donna era stata licenziata. Lei racconta ai microfoni di diversi quotidiani, quello che ha passato negli ultimi tempi della malattia della piccola Aurora, spiegando come la bambina abbia sempre affrontato tutto con grande coraggio e con il sorriso sulle labbra, Loro hanno fatto davvero tutto il possibile per farla sempre stare bene, per farla sorridere ogni giorno, tanto che hanno avverato uno dei suoi più grandi sogni, quello di vedere i propri genitori sposarsi.

‘Era molto felice’ spiega la madre ‘Siamo davvero contenti di aver fatto questa scelta, era il suo sogno, e noi abbiamo voluto fare in modo che fosse esaudito.’

‘Un esempio per tutti noi’

La madre di Aurora parla di come la bambina ha affrontato la malattia: ‘Aurora era una bambina molto coraggiosa non si è mai lamentata. Diceva di stare bene in qualunque situazione: è stata un esempio per tutti noi.’ Poi la doccia fredda del lavoro, Una storia che ha sconvolto tutto il paese in cui vive la famiglia della piccola Aurora. E’ vero che la legge prevede questo, ma in determinate situazioni dovrebbe scattare la comprensione per gli eventi, e cercare di glissare e smussare determinati cavilli. Non è stato il caso della madre di Aurora, che adesso dovrà affrontare il futuro come disoccupata, alla ricerca di un nuovo impiego in un momento difficile per i contratti di lavoro.

Il licenziamento

A far discutere è la storia dell’inaspettato licenziamento [VIDEO]. ‘Dovendo assistere da vicino Aurora, e in maniera decisamente costante, mi sono dovuta assentare dal lavoro per un periodo di tempo molto lungo, superando i limiti di assenza che sono previsti dalla legge vigente’. ‘Nei giorni scorsi mi è arrivata una comunicazione da parte della pasticceria dove lavoravo, nella quale mi veniva comunicato il licenziamento. Non è certo niente in confronto alla morte di Aurora, ma non posso nascondere che non mi sarei mai aspettata una cosa del genere, considerando anche quello che abbiamo passato e quello che anche adesso stiamo affrontando’. #Cronaca Padova #lavoro 2017

 

fonte: http://it.blastingnews.com/cronaca/2017/08/assiste-la-figlia-terminale-il-datore-la-licenzia-001924963.html?sbdht=_rk5QfBPYUPyTyE12xxM6GZzwKDnqotNDBBtW1Kc7l8sZOLwxmPnMOc-s9j5xb3Uv0_

“La dittatura perfetta avrà sembianza di Democrazia” – L’inquietante profezia dello scrittore Aldous Leonard Huxley

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“La dittatura perfetta avrà sembianza di Democrazia” – L’inquietante profezia dello scrittore Aldous Leonard Huxley

“La dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia. Una Prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno di fuggire. Un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo e al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù”.

Autore di questa breve ma significativa riflessione fu a suo tempo lo scrittore britannico Aldous Leonard Huxley (Godalming, 26 luglio 1894 – Los Angeles, 22 novembre 1963). In un discorso tenuto nel 1961alla California Medical School di San Francisco, Huxley disse che “ci sarà in una delle prossime generazioni un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto delle loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici”.

Tratto da GloboChannel

15enne esclusa da una gara canora perché nera. Missisipi, anni ’60? NO, Verona 2017! …Siamo o no un popolo di merda?

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15enne esclusa da una gara canora perché nera. Missisipi, anni ’60? NO, Verona 2017! …Siamo o no un popolo di merda?

 

Verona, 15enne esclusa da gara canora perché nera: “Non sei unʼitaliana vera”
La ragazza, nata e cresciuta nella città veneta ma con genitori africani, ha denunciato il comportamento dellʼorganizzatore. E gli utenti di Facebook si sono scatenati…

Una ragazza di 15 anni di Verona, Dora, ha denunciato con un post su Facebook di essere stata esclusa da un concorso canoro perché “non italiana vera“. La ragazza è di origine africana ma è nata in Italia e ha la cittadinanza italiana. Dopo che il caso è diventato di dominio pubblico l’organizzatore del concorso è stato preso di mira dagli utenti del social e ha chiesto scusa alla ragazza.

Tutto è avvenuto attraverso il social. La ragazza ha infatti contatto tramite la pagina Facebook del concorso, “Canta Verona Festival“, l’organizzatore, per chiedere informazioni su come iscriversi. Per tutta risposta, avendo visto la foto e il nome della ragazza, l’uomo le ha detto che il concorso non era per stranieri. E quando Dora gli ha fatto notare che lei era nata e cresciuta a Verona e aveva la cittadinanza italiana, lui si è inalberato, scrivendo a caratteri tutti maiuscoli “ITALIANI SI NASCE, NON SI DIVENTA. E SI NASCE DA GENITORI ITALIANI”.

La ragazza ha preso atto della risposta ma non ha lasciato cadere la cosa. Ha segnalato a una pagina che si occupa di casi di discriminazione, “Bigottophobia”, e da lì il post è diventato virale. Inutile dire che la reazione degli utenti Facebook nei confronti dell’organizzatore è stata veemente. Insulti, critiche e anche minacce. Fino a spingerlo a tornare sui suoi passi: scuse alla ragazza e anche l’offerta di farla partecipare al concorso, anche ricompensata. Offerta che Dora ha rifiutato.

tratto da:http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/veneto/verona-15enne-esclusa-da-gara-canora-perche-nera-non-sei-un-italiana-vera-_3089331-201702a.shtml

RICAPITOLIAMO: SIAMO O NON SIAMO UN POPOLO DI MERDA?

“Con 320 euro al mese si può vivere dignitosamente” – Lo ha detto il Ministro Poletti, quello che guadagna 10.000 Euro al mese per sparare cazzate come questa! (Nota NON è una bufala come qualcuno sostiene)

Poletti

 

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“Con 320 euro al mese si può vivere dignitosamente” – Lo ha detto il Ministro Poletti, quello che guadagna 10.000 Euro al mese per sparare cazzate come questa!
Nota: questo articolo NON è una bufala come qualcuno sostiene, vedi di seguito. 

 

Un sostegno al reddito pari a circa 320 euro al mese per un milione di poveri, accompagnato da un piano per la loro inclusione sociale. E’ la soluzione proposta dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, illustrata ieri in una intervista a Repubblica. La scorsa settimana, infatti, il governo ha approvato il disegno di legge delega ed entro sei mesi dal via libera del Parlamento arriveranno anche i decreti attuativi.

“E’ un cambiamento radicale – ha detto Poletti – perché nel nostro Paese non c’è mai stato un istituto unico nazionale a carattere universale per sostenere le persone in condizione di povertà. Vogliamo dare a tutti la possibilità di vivere dignitosamente. E’ una riforma che vale almeno quanto il Jobs act. Chi riceverà l’assegno avrà alcuni obblighi, come mandare i figli a scuola o accettare un’occupazione”.

La riforma dovrebbe partire dal 2017, ma già da quest’anno potranno essere utilizzati i 600 milioni stanziati nella legge di Stabilità. L’obiettivo del governo è di fare crescere nel tempo sia l’indennità sia la platea di beneficiari, fino a coinvolgere tutti i quattro milioni di italiani in condizioni di povertà assoluta. Insomma, per un problema sociale urgente si procede per step e non con misure straordinarie. Ma aldilà di questo, c’è una domanda che vorremmo porre al sig. Ministro Poletti: lei riuscirebbe a viverci con 320 euro al mese?

Insomma ci sta prendendo per il culo?

Questo è l’articolo pubblicato QUI un anno e mezzo fa. Siamo stati all’epoca attaccati da un noto sito sedicente “antibufale” che con varie argomentazioni lo tacciò di falso. Una Bufala. Ciò comportò anche la censura del sito.

Ve lo riproponiamo.

E Vi invitiamo a sentire QUI le parole di Poletti.

Forse noi non abbiamo capito bene. Vi invitiamo quindi a spiegarci cosa significa “Il nostro obiettivo è produrre le condizioni che ogni cittadino possa vivere dignitosamente nel nostro paese”…

Cioè, a noi sembra, oltre ai 320 Euro, Poletti non abbia dato altra ricetta per “produrre le condizioni che ogni cittadino possa vivere dignitosamente nel nostro paese”…

A noi sembra… Correggeteci se sbagliamo

By Eles

 

I derivati del tesoro. Vietato sapere come i nostri politici ci hanno fatto già perdere 32 miliardi e ce ne faranno perdere altri 15 da qui al 2020! Padoan impone il Segreto di Stato! Ce ne parla Milena Gabanelli, come al solito dalla parte della Gente.

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I derivati del tesoro. Vietato sapere come i nostri politici ci hanno fatto già perdere 32 miliardi e ce ne faranno perdere altri 15 da qui al 2020! Padoan impone il Segreto di Stato! Ce ne parla Milena Gabanelli, come al solito dalla parte della Gente.

 

Quanto pesano i derivati di Stato: ecco i conti sui cento contratti
Bocciata la mozione del M5S che chiedeva di vedere il contenuto degli impegni. Il ministero dell’Economia si è appellato al segreto di Stato

Di Milena Gabanelli

Notizia buona: qualche settimana fa la Camera ha approvato le mozioni della maggioranza per aumentare la trasparenza sui contratti derivati del Tesoro. D’ora in poi il ministero dell’Economia dovrà pubblicare sul sito del Dipartimento del Tesoro con maggiore frequenza, «preferibilmente trimestrale», i dati aggiornati sul valore di mercato dei contratti e sul valore su cui si calcolano i flussi finanziari (nozionale) . Notizia cattiva: bocciata la mozione del M5S che chiedeva di vedere cosa c’è scritto nei singoli contratti. Il ministero si è appellato al segreto di Stato.

La storia comincia a marzo 2012, quando Bloombergnews rende noto che il Tesoro Italiano, a fine 2011, ha chiuso in anticipo un contratto con Morgan Stanley liquidando senza batter ciglio 2,57 miliardi di euro. Si poteva negoziare e pagare meno, o abbiamo esaudito i desiderata della banca d’affari? Senza conoscere le clausole ti puoi solo fidare. Subito dopo però emergono indiscrezioni su altre operazioni in derivati con perdite miliardarie per il Tesoro, proprio mentre il ministro Fornero produceva «esodati» per mancanza di fondi. Parte una commissione di indagine parlamentare, una raffica di interrogazioni e question time. Le dichiarazioni dei ministri pro-tempore e del direttore del debito Maria Cannata sono sempre state rassicuranti qualificando il tema derivati di Stato come un problema estemporaneo e comunque sotto controllo.

Purtroppo i dati del Def ed Eurostat mostrano che il problema non è per niente sotto controllo e che le perdite effettive sono una costante nel bilancio dello Stato. In soldoni: 32 miliardi dal 2011 al 2016. Ma in essere ci sono ancora un centinaio di contratti per un controvalore di poco meno di 150 miliardi di euro e che possono produrre perdite negli anni a venire per 40 miliardi di euro. Lo stesso Tesoro le ha già stimate in 15 miliardi tra il 2017 e il 2020. Ma come fa il ministero a quantificare in modo così preciso le perdite, se ha sempre dichiarato di aver usato i derivati per proteggere il debito pubblico dal rischio di rialzo dei tassi di interesse? Che senso ha se la maggior parte del debito è già a tasso fisso? Chi ha analizzato le risposte fornite dal ministero di volta in volta, e sempre farcite di tecnicismi, non ha dubbi: si tratta di operazioni speculative che coprono in realtà i rischi delle banche dal calo dei tassi. Perché stipulare contratti che ti impegnano a pagare un tasso fisso prefissato per 30-40 anni, se non hai la sfera di cristallo? Inoltre molte di queste operazioni sono swaption, ovvero scommesse. Per semplificare si potrebbero paragonare alla vendita del diritto di prelazione su una casa, dopo 1 anno, alla metà del suo valore corrente. Queste «vendite» hanno consentito allo Stato di incassare subito e sistemare qualche bilancio difficile, ma lo hanno esposto al rischio di perdite ingenti negli anni a venire. Tre miliardi solo nel 2016, e almeno altrettanti sembra si spenderanno tra il 2017 e il 2018. Dove sta l’interesse dello Stato?

Intanto a luglio il procuratore della Corte dei Conti Massimiliano Minerva rinvia a giudizio per danno erariale per più di 4 miliardi di euro, Morgan Stanley, i ministri e direttori generali del Tesoro pro-tempore Domenico Siniscalco, Vittorio Grilli, Vincenzo La Via e l’inossidabile Maria Cannata, da più di 3 lustri direttore del debito pubblico. Per la Corte dei Conti il derivato con Morgan Stanley e ciò che ne è conseguito non sembrano riflettere l’interesse dei contribuenti. E tutti gli altri contratti contengono invece qualche vantaggio per noi? Bisognerebbe vederli, ma il ministro Padoan taglia la testa al toro: «Mettere in chiaro i contratti equivale a danneggiare il Paese, ad esporlo al rischio di speculazioni degli operatori di mercato».

Finora pare che siano state queste chiusure anticipate e le rinegoziazioni opache a rappresentare una speculazione ai danni del Paese. Conoscere i contratti, vedere le condizioni a cui sono stati stipulati, come sono stati gestiti nel tempo e analizzarli attraverso gli «scenari di probabilità» (cioè con gli stessi strumenti che usano le banche), ci farebbe capire se lo Stato ha fatto bene a farli, ha ricevuto i giusti compensi per i rischi che si è assunto, e magari anche a fare luce su come mai dirigenti del Mef, come Grilli e Siniscalco, sono finiti proprio a lavorare per quelle banche straniere che avevano stipulato questi contratti con lo Stato italiano. C’è da dire che quando Consob e Bankitalia proposero di utilizzare gli scenari di probabilità per i derivati degli enti locali, il Mef prima prese tempo, poi li fece rimuovere da qualsiasi ipotesi di lavoro con un provvedimento del governo Letta. E infatti sui derivati degli enti locali luce non verrà mai fatta, anzi non abbiamo neanche i dati aggregati che con tanta fatica sono stati ottenuti per quelli dello Stato italiano. In un Paese dove non si trova il denaro per mettere in sicurezza le scuole, mantenere efficiente la sanità pubblica e manutenere le infrastrutture per prevenire rischi sismici ed idrogeologici, è bello discutere dei vitalizi.

La casta Europea ancora più viscida e schifosa di quella Italiana: per i commissari 250mila euro al mese solo di viaggi. Un volo per Roma di Juncker ci costa 25mila Euro!

 

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La casta Europea ancora più viscida e schifosa di quella Italiana: per i commissari 250mila euro al mese solo di viaggi. Un volo per Roma di Juncker ci costa 25mila Euro!

25.000 Euro per un volo per Roma. Andate sul sito Alitalia: un comune mortale, senza approfittare di particolari offerte, spenderebbe dai 300 ai 350 Euro…!

 

Da Il Fatto Quotidiano:

Unione europea, 250mila euro di viaggi al mese per i commissari. Juncker: biglietto per Roma da 25mila

Niente aerei di linea per i commissari. E i costi lievitano. Gli uffici di Bruxelles li difendono. La portavoce di Mogherini: “Colpa degli aerotaxi”. E la Commissione promuove se stessa: “Siamo trasparenti e controllati”. Ma la ong che ha chiesto i dati ha litigato per tre anni per averli. Ottenendo giusto due mesi di rendicontazione. Ecco la carica degli spendaccioni.

Viste le cifre c’è da temere a ogni decollo. Dopo le polemiche sul burka indossato dalla Mogherini in Iran il ministro degli Esteri della Ue è finita nell’elenco dei politici spendaccioni per via dei viaggi istituzionali. Mica tutti, perché gli unici dati disponibili sono riferiti a gennaio e febbraio del 2016, nonostante la Commissione investita dalle polemiche faccia sfoggio di trasparenza. Un viaggio in particolare, di soli tre giorni, è costato la bellezza di 75mila euro. Era proprio la trasferta di Federica Mogherini a Baku e Yerevan dal 29 febbraio al 2 gennaio e ha stabilito il primato assoluto nelle spese dei Commissari europei contribuendo a far lievitare il conto totale: mezzo milione di euro in due mesi. Un altro aiuto lo ha dato lo stesso presidente Juncker che per una trasferta a Roma ha speso 27mila euro di aerotaxi perché – è la versione degli uffuci di Bruxelles – un volo di linea non si trovava e la riunione era urgente.

Tutte cose che si apprendono ora grazie al lungo lavoro svolto dall’Ong spagnola Access Info, che ha speso 3 anni discutendo con la Commissione Europea su quali e quanti documenti andassero pubblicati. Il risultato è stato la diffusione di una parte delle spese relative a due mesi del 2016. La Commissione si è difesa per la lunga trattativa con la motivazione che “la pubblicazione di questi documenti richiede un carico eccessivo di lavoro” aggiungendo che questa è “l’istituzione più controllata al mondo”, dovendo i Commissari inviare le proprie spese al Parlamento Europeo e alla Corte dei Conti Europea.

Access Info lamenta, invece, che dopo la richiesta di 120 cittadini europei di rendere pubbliche le spese dei viaggi dei Commissari, la Commissione ha preso unilateralmente la decisione di pubblicare, dopo sei mesi, solo il primo bimestre del 2016. Sempre in seguito alla richiesta della Ong spagnola di pubblicare i dati proattivamente, la Commissione ha risposto che non vede “nessun valore aggiunto” dalla diffusione di questi dati che il costo sarebbe “sproporzionato”.

Mogherini a Baku: 77mila euro in 3 giorni
In assoluto la missione più dispendiosa di tutta la Commissione è stata quella di Federica Mogherini tra il 29 febbraio e il 2 marzo 2016. Il costo totale è di 77.118€ per l’Alto commissario e per il suo entourage. Raggiunta dal IlFattoQuotidiano.it, la portavoce di Mogherini, Sabrina Bellosi, ha dichiarato che il costo “è dovuto al noleggio di un aerotaxi”, quindi un volo charter, per effettuare le tratte Bruxelles-Baku, Baku-Yerevan e ritorno a Bruxelles, nonostante sulla nota della Commissione non appaia nessuna dicitura “Air Taxi” vicino alla voce di spesa. “I voli a noleggio vengono utilizzati solo nel caso in cui non ci siano voli di linea o per questioni di sicurezza e risparmio di giorni. Diversamente [Mogherini e il suo staff] avrebbero dovuto allungare la visita” ha continuato la portavoce dell’Alto Commissario, “inoltre il costo comprende anche i costi di tutta la delegazione che si aggirava tra le 6 e le 8 persone, a seconda delle tratte”. Lo stesso aerotaxi non è stato utilizzato per la visita ufficiale in Mozambico e Sudafrica, costo totale 9.265 € di cui 8.863 € di agenzia di viaggio, che denoterebbero, quindi, l’utilizzo di un volo commerciale.

Juncker e quei 27mila euro per un soggiorno a Roma
Per il presidente della Commissione Europea, Jean Claude Juncker, invece, il viaggio a Roma è stato particolarmente salato: 26.958 euro per due giorni, dal 25 al 26 febbraio 2016, di cui oltre 25.000 euro per l’utilizzo di un aereo charter, denominato “Air Taxi” nella nota spese. Anche qui, la portavoce della Commissione, Mina Andreeva, ha dichiarato che l’uso degli aerei charter “è ammesso solo nel caso in cui i voli commerciali non siano disponibili o gli orari non siano adatti all’agenda dei Commissari”, ma è in ogni caso vero che i voli tra la capitale italiana e quella belga sono piuttosto frequenti in qualsiasi periodo dell’anno con più di 8 voli al giorno. Secondo la portavoce “non ci sarebbero stati voli commerciali disponibili per quei giorni” e “il Presidente ha incontrato il Primo Ministro italiano oltre ad altri personaggi di rilievo.”

Gli altri commissari
Secondo i documenti relativi ai due mesi del 2016, i costi totali di viaggio e di alloggio per le visite dei commissari alle sessioni del Parlamento europeo a Strasburgo, il Forum economico mondiale a Davos e le missioni ufficiali ammontano a 492.249 euro, in media 17.589€ per commissario, con un costo medio per missione di 1886 euro. Le spese per il pernottamento si aggirano regolarmente intorno ai 200 a notte tranne in un caso dove hanno raggiunto i 629.

I Commissari si sono recati in visita 467 volte nel periodo preso in considerazione, pari a otto notti a persona al mese. Günther Oettinger, Commissario per il bilancio e le risorse umane, si è aggiudicato il premio del più viaggiatore con 35 notti trascorse all’estero durante 13 missioni. Proprio Öttinger, per una missione di 11 giorni in Germania e in Svizzera, ha presentato una nota spese di 6984,7€. Un altro spendaccione, se così si può dire, è il Commissario agli aiuti umanitari, Christos Stylianides, che per una visita in Somalia, Turchia e Kenya ha speso 11.030 € per otto giorni, di cui 8.270 di agenzia di viaggio. Circa la metà (5.014 euro), è stata spesa da Margrethe Vestager, Commissario alla concorrenza, per una visita di due giorni a Dubai. Da notare, infine, che molte delle spese fanno riferimento alle sessioni del Parlamento di Strasburgo, rimborsi che spesso si aggirano intorno ai 1.000 euro a Commissario e che, forse, contribuiranno a riaprire il dibattito sulle varie sedi delle istituzioni europee in un’ottica di spending review.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/11/unione-europea-250mila-euro-di-viaggi-al-mese-per-i-commissari-juncker-biglietto-per-roma-da-25mila/3787756/

 

Gianluigi Paragone, l’accusa durissima a Mattarella: “Parla dei migranti, dimentica Marco e Gloria”

 

Paragone

 

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Gianluigi Paragone, l’accusa durissima a Mattarella: “Parla dei migranti, dimentica Marco e Gloria”

Purtroppo la retorica ha colpito ancora. L’ anniversario della tragedia di Marcinelle è stato il pretesto per reiterare la ormai consumata lezioncina morale sull’ immigrazione verso l’ Italia. Purtroppo ci sono cascati tutti. Compreso il capo dello Stato. Nessuno lo esclude, a Marcinelle gli immigrati eravamo noi, noi che speravamo di trovare un lavoro in un Paese diverso dove l’ economia reale era – con tutte le sue dinamiche, anche di sfruttamento – il pistone in progressivo movimento.

L’ immigrazione era la ricerca di un posto di lavoro non difficile da trovare, anche a costo di lavorare in miniera. (Faccio sommessamente notare che anche in Italia ci sono miniere e minatori che pur di tenersi quello schifoso lavoro hanno persino occupato il loro presidio: ne ho conosciuti nel Sulcis.

Alla faccia di chi continua a raccontare che gli italiani e specificamente i giovani non vogliono più fare certi lavori. Come in tutte le cose, ci sono giovani lavativi esattamente come ci sono imprenditori parassiti; e di contro ci sono giovani che accettano lunghe gavette perché vedono imprenditori maestri che spengono la luce per ultimi. Aggiungerei che se i giovani non vogliono più fare certi lavori è perché i loro genitori li hanno viziati scansandoli da fatiche e responsabilità).

Marcinelle era una dura terra di riscatto. Come tante città estere oggi, non meno dura alba del terzo millennio, sono un eldorado di speranza. Due giovani architetti di nome Gloria e Marco, lo scorso giugno, morivano intrappolati dentro una miniera sociale – perché all’ incirca così hanno definito il Grenfell Tower gli stessi inglesi – nella periferia di Londra, metropoli dove avevano trovato quella dignità professionale che l’ Italia non aveva saputo dare loro.

Nella memoria di Marcinelle, il Capo dello Stato avrebbe dovuto rimarcare il ricordo ormai spento di Gloria e di Marco: ha preferito invece la facile retorica sull’ immigrazione. Lo ha fatto per distrazione e per leggerezza, perché questa classe politica è la stessa che consente la permanenza al ministero del Lavoro il signor Giuliano Poletti che si permise di offendere una massa di giovani, per lo più con diplomi specializzati o lauree pesanti, costretta a lasciare l’ Italia perché i recenti governi (Poletti è ministro di Gentiloni tanto quanto lo è stato di Matteo Renzi) non sblocca il lavoro. La permanenza di Poletti al ministero offende la memoria di Gloria, di Marco e indirettamente dei minatori di Marcinelle.
Ecco perché è più facile far suonare nel jukebox i soliti dischi. Solo retorica, null’ altro. Una retorica finalizzata a sminuire le tesi politiche degli altri, tesi improntate sul rigore e sulla fermezza.

Una retorica incapace di produrre alcun risultato politico reale e il fallimento è sotto gli occhi di tutti. Una retorica che ha prodotto un saldo di scolarizzazione tutto a svantaggio dell’ Italia, visto che nell’ intero arco dell’ anno 2016 ben 285mila italiani, prevalentemente giovani, sono partiti per l’ estero in cerca di opportunità, e di contro – sempre dati ufficiali alla mano – migliaia di giovani immigrati sono arrivati sulle nostre coste, di cui la metà ha una scolarizzazione medio-bassa. Mi direte: anche sessant’ anni fa e passa emigravano italiani con bassa scolarizzazione, ma quell’ emigrazione si agganciava a una economia reale che girava. In Italia, l’ emigrazione dei nostri giovani (dati da immediato dopoguerra, quando erano circa 300mila l’ anno) dimostra che l’ economia reale non gira più, che il lavoro è bloccato.
Ed è per questo che prima salta il sistema sociale e poi alla gente comune… saltano i nervi. di Gianluigi Paragone

via L’Onesto