Eurostat, Italia peggiore d’Europa. 8,8 milioni di persone tanto disperate che non cercano più lavoro …E poi c’è pure chi ci prende per il culo!

 

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Eurostat, Italia peggiore d’Europa. 8,8 milioni di persone tanto disperate che non cercano più lavoro …E poi c’è pure chi ci prende per il culo!

Già non avere un lavoro è un dramma. Poi tocchi il fondo quando perdi anche le speranze

I dati Eurostat sanciscono il definitivo fallimento del Jobs Act e di qualsiasi altra manovra sociale sul lavoro adottata dal Governo italiano. Il Bel Paese è infatti la maglia nera dell’Europa per il numero di persone che si sono arrese, cittadini che non sperano nemmeno più di avere un lavoro e rinunciano a cercarlo. Sono 8,8 milioni di individui, pari al potenziale 13% della forza lavoro. È un dato sconcertante che fa venire i brividi, e che rende l’idea di quanto la misura sia ormai colma. Questi numeri vanno ad aggiungersi alle statistiche sulla disoccupazione che la BCE ha rivisto al rialzo, raddoppiandolo per l’Eurozona.

Parlando ancora del Jobs Act, è da ribadire il concetto secondo cui si tratta di un provvedimento che ha “drogato” i numeri. Si dimenticano anche tutte le persone che se ne vanno dall’Italia per cercare fortuna o semplicemente una vita dignitosa. Bisogna cambiare e dobbiamo farlo alla svelta prima che questa sofferenza di trasformi in qualcosa di ingestibile. Questi signori stanno rovinando il Paese e distruggendo le speranze di milioni di persone. Mandiamoli a casa.

tratto da: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/05/in-italia-88-milioni.html

In 18 Stati europei i politici non hanno vitalizi d’oro, ma una normale Pensione come tutti. Ce lo chiede l’Europa, solo quando conviene a loro!

 

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In 18 Stati europei i politici non hanno vitalizi d’oro, ma una normale Pensione come tutti. Ce lo chiede l’Europa, solo quando conviene a loro!

 

In 18 Stati europei i politici hanno #PensioneComeTutti

L’Europa dei cittadini non ha il privilegio. In 18 Paesi europei (Austria, Croazia, Danimarca, Estonia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria) i deputati dei Parlamenti nazionali versano i contributi come tutti gli altri cittadini e percepiscono una pensione in base ai contributi che hanno versato nella loro vita lavorativa. Questi Paesi sono un modello da seguire.

VIDEO. In Italia dopo 4 anni, sei mesi e un giorno i parlamentari hanno diritto a una pensione speciale. In 18 Stati europei i vitalizi non esistono! Questa è l’Europa che ci piace! Condividi questo video. Fai sapere a tutti come stanno le cose

il video QUI

PAESI SENZA PRIVILEGI
In Austria la pensione speciale per i parlamentari è stata abolita nel 1997, in Estonia nel 2003, in Portogallo nel 2005, in Grecia nel 2012 in piena crisi economica. È stato un segnale di rispetto verso chi subiva tagli a pensioni e salari. In Croazia la riforma è arrivata nel 2012 e oggi non esistono privilegi. In Repubblica ceca e in Ungheria i deputati sono liberi di versare una parte del loro salario in un fondo pensionistico privato e comunque vengono trattati come tutti gli altri dipendenti pubblici. Il sistema pensionistico danese è costruito in modo che si possa ottenere la pensione da diverse fonti perché in quel Paese c’è una alta mobilità professionale. In Lituania, Lettonia, Malta, Olanda, Slovacchia, Slovenia e Svezia non è previsto un sistema pensionistico separato per i deputati. In Polonia questo privilegio è riservato solo al Presidente della Repubblica, una volta raggiunta l’età pensionistica. In Spagna la riforma è stata fatta nel 2011 ma non tocca i privilegi già acquisiti dei vecchi parlamentari. In Irlanda i politici non hanno un assegno pensionistico più alto dei cittadini, ma raggiungono il massimo della pensione dopo 20 anni di mandato (tutti gli altri dipendenti statali devono aspettare invece 40 anni).

PAESI CON PRIVILEGI
In Italia i parlamentari dopo 4 anni, sei mesi e un giorno hanno diritto a una pensione speciale che viene erogata a prescindere da quanti contributi hanno versato nella loro vita lavorativa. Viene erogata a partire dai 65 anni e ammonta a 918,18 euro al mese. Uno scandalo che, tuttavia, esiste anche in altri Paesi europei: a Cipro dopo appena un mandato il deputato riceve 1.352 euro al mese, con due o più mandati l’assegno sale fino a 3.718 euro. L’età pensionabile scatta a 60 anni. In Finlandia il sistema è complesso: la pensione decresce se il deputato ha diritto a un altro pilastro pensionistico, per esempio per contributi versati durante un altro periodo professionale. L’assegno è calcolato sulla base della lunghezza della carriera politica e, in ogni caso, il tetto massimo è del 60% della media guadagnata negli ultimi 15 anni. Lo stipendio mensile di un deputato finlandese è di 6.407 euro. L’età pensionabile dei politici è la stessa di tutti gli altri cittadini, 65 anni. In Francia il vitalizio è di 2.700 euro netti al mese e scatta al 65 anni del parlamentare. È possibile accumulare vitalizio e pensione. In Germania il vitalizio scatta ai 67 anni di età, in Gran Bretagna a 55 anni. Politici e Ministri di Sua Maestà hanno un regime diverso rispetto a quello di tutti gli altri cittadini: versano i contributi in un fondo ma hanno rendimenti certi più favorevoli rispetto a quelli degli altri cittadini. In Lussemburgo il vitalizio è di 2.001,33 euro ma scatta solo dopo 15 anni di mandato. In Romania ammonta a 1.540 euro e viene erogato anche se la legislatura si interrompe prima. Non c’è differenza fra l’età pensionabile di politici e cittadini: 60 anni per le donne, 65 per gli uomini. In Belgio i parlamentari hanno diritto a una pensione sui generis che scatta a 62 anni di età e dipende dagli anni di mandato. Il calcolo è semplice: 1.114,81 euro l’anno moltiplicato per il numero di anni di legislatura completati. Un mandato di 5 anni, dunque, frutta 5.574 euro l’anno di vitalizio, 464,5 euro al mese.

Non è stato possibile analizzare il sistema della Bulgaria perché i dati relativi alle pensioni dei parlamentari bulgari non sono pubblici.

QUANDO SAREMO AL GOVERNO ELIMINEREMO I VITALIZI E TUTTI I PRIVILEGI. L’Italia farà parte di quell’Europa che non assegna privilegi ai politici e che mette i cittadini al primo posto. L’Europa è composta da tanti Stati diversi fra loro. Noi vogliamo portare i valori, le battaglie e il metodo 5 Stelle dentro le Istituzioni europee, denunciando le ingiustizie e imitando le buone pratiche. E’ una promessa!

fonte: tutti i dati presenti nel post sono stati raccolti con il supporto del servizio di ricerca del Parlamento europeo, in cooperazione con i Parlamenti nazionali dei 28 Stati membri. Dati aggiornati al 31 marzo 2017.

tratto da: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/06/in-18-stati-europei.html

Mujica: Bisogna eleggere chi difende le politiche sociali – “il desiderio di denaro deve stare lontano da chi aspira al potere”

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Mujica: Bisogna eleggere chi difende le politiche sociali – “il desiderio di denaro deve stare lontano da chi aspira al potere”

L’ex presidente uruguayano ha affermato che «il desiderio di denaro deve stare lontano da chi aspira al potere»

L’ex presidente dell’Uruguay, José “Pepe” Mujica, ha dichiarato che le persone devono votare «per coloro che ritengono come proprie le conquiste sociali».

«Non bisogna eleggere chi ama troppo il denaro, ma chi ritiene come propria le conquiste sociali, chi vede la politica come una funzione di carattere collettivo», queste le parole del senatore uruguayano rilasciate in occasione di un forum dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, in Cile.

Mujica ha poi aggiunto che «il desiderio di denaro deve stare lontano da chi aspira al potere».

Parole come sempre profonde e non banali quelle pronunciate dall’ex presidente dell’Uruguay che ha ribadito ancora una volta di sentirsi profondamente «latinoamericano». Una lezione che dovrebbe essere appresa da tanti dirigenti politici che sfruttano la propria posizione solo per accumulare ricchezze mentre i popoli languono nella fame più nera.

Fonte: teleSUR

Incredibile – l’Inps chiede indietro i soldi dell’Alluvione del ’94. Basterebbe un semplice emendamento per porre fine a questo scempio, ma “loro” gli emendamenti li fanno solo per i cazzi propri!

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Incredibile – l’Inps chiede indietro i soldi dell’Alluvione del ’94. Basterebbe un semplice emendamento per porre fine a questo scempio, ma “loro” gli emendamenti li fanno solo per i cazzi propri!

«Basterebbe un emendamento, qualche riga allegata alle legge finanziaria, per chiudere questa incredibile battaglia tra le imprese alluvionate nel ’94 e l’Inps»

…E allora eccoli gli ultimi emendamenti:

In Parlamento si discute sulla regolamentazione dei Vitalizi – Ed ecco l’emendamento (subito approvato) sulla reversibilità proposto da Gasparini (Pd, ovviamente): “Ingiusto che i congiunti dei parlamentari finiscano a fare la sguattera o il giardiniere”

Il Pd di Renzi, l’apoteosi della CASTA, cerca di arraffare quanto più possibile prima che i 5stelle vadano al Governo – Nella “Manovrina” ecco l’emendamento per ripristina doppi incarichi per 143mila politici locali, vietati dal 2012…!

È ufficiale – I grandi economisti del nostro Governo colpiscono ancora: manovra, autovelox come bancomat. Passa l’emendamento che massacrare la Gente di multe per coprire buchi di bilancio dei Comuni!

Basterebbe un emendamento?

Che ingenui, lo vedete che gli emendamenti li fanno solo quando sono cazzi loro!

Alluvione ’94: “E’ incredibile che l’Inps richieda indietro quei soldi”

«Basterebbe un emendamento, qualche riga allegata alle legge finanziaria, per chiudere questa incredibile battaglia tra le imprese alluvionate nel ’94 e l’Inps». Ne è certo Luca Matteja, il portavoce del «Comitato Imprese Alluvionate Piemonte 1994» che oggi lunedì 29 maggio dalle 17,30, si riunirà nella sala consiglio della Provincia di Asti. Matteja, al fianco di centinaia di imprenditori piemontesi, vorrebbe che «si riconoscesse un diritto già scritto nelle leggi dello Stato». Oggi ad Asti, ad ascoltare questa richiesta d’aiuto ci saranno anche gli onorevoli e senatori piemontesi, di tutto l’arco costituzionale, Mauro Marino, Cristina Bargero, Mariano Robino, Mino Taricco e Massimo Fiorio. «Chiederemo loro di fare pressione al governo per chiudere questa partita una volta per tutte».

Nel ’94 il Piemonte viene alluvionato e gli imprenditori, che non sanno della norma sgravio appena varata, pagano tutto il dovuto all’Istituto. «In realtà i piemontesi avrebbero dovuto pagare il 10% di quelle somme ed allora la legge stabilisce che va restituito loro il 90% di quanto pagato per il triennio che ’95/‘97» spiega Matteja.

La battaglia da politica diventa legale con L’Inps che porta gli imprenditori in tribunale chiedendo loro di restituire le somme ottenute. Mentre davanti alla magistratura piemontese si dibattono i singoli ricorsi lo Stato vara un’altra norma, siamo nel 2007, che fissa come termine ultimo per la formalizzazione della richiesta di sgravio il 31 luglio di quell’anno e non il 2013, 10 anni esatti dopo la norma che concede i rimborsi datata 2003. «L’Inps non vuole pagare – aggiunge Luca Matteja – allora cita tutti i richiedenti piemontesi in giudizio e qui inizia il cortocircuito». Si passa per i tre gradi di giudizio, sino a quando un giudice di Cuneo non chiede il parere dell’Ue. Questa spiega che sì, quegli sgravi sono aiuti di Stato, ma si riferiscono ad eventi così indietro nel tempo da non aver senso bloccare. La corte di Cassazione, però, decide di rimandare i vari processi in corte d’Appello a Torino chiedendo ai giudici di verificare se lo sgravio incassato non è superiore al danno.

Luigi Florio, avvocato astigiano che ha rappresentato alcune imprese in questa battaglia legale con l’Inps, ha deciso di scrivere una lettera al ministro della Affari Regionali Enrico Costa. Una missiva dai toni cordiali che fotografa la preoccupazione di più di un imprenditore piemontese che lunedì sarà in Provincia per testimoniare questo iter processuale iniziato 10 anni fa e che pare non avere ancora una possibile fine.

 

fonte: http://www.lastampa.it/2017/05/29/edizioni/asti/alluvione-e-incredibile-che-linps-richieda-indietro-quei-soldi-HS00VFojbdKFM1W5N3XQ1K/pagina.html

Giampaolo Pansa: Renzi? Non è né di destra né di sinistra, è una carogna!

 

Giampaolo Pansa

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Giampaolo Pansa: Renzi? Non è né di destra né di sinistra, è una carogna!

 

Giampalo Pansa: il partito renzista sarà unico e autoritario

di Giampaolo Pansa

È un ingenuo Gianni Cuperlo, uno dei big del Partito democratico. Anche se ha passato la cinquantina, conserva la faccia del ragazzo bello e bravo che farebbe la gioia di tante madri con figlie a carico. Cuperlo è stato una giovane promessa del Pci, poi del Pds, sino ad arrivare al Pd odierno. Nel caos dei democratici, resta una delle voci ascoltate. E nella direzione del 20 ottobre, si è domandato con allarme se Matteo Renzi, partendo dalla convention della Leopolda, non stia meditando di costituire un partito parallelo a quello che oggi guida come segretario e, al tempo stesso, come premier.*

Cuperlo si sbaglia. Renzi non intende affatto dar vita a un bis del Pd. Più semplicemente, e brutalmente, vuole a prendersi tutto il partito attuale. Per trasformarlo dapprima in un partito personale e poi in un partito unico e autoritario. Con un solo uomo al comando: se stesso. E senza veri concorrenti.

Come lo chiamerà non lo sappiamo. I media hanno parlato di Partito della Nazione. Ma l’unica certezza e che sarà una costruzione diversa da tutte le altre che conosciamo, senza opposizioni, in grado di inchiodare la politica italiana a un regime personale. Dove conterà soltanto il verbo del leader.
I politici come Cuperlo dovrebbero dedicare le proprie energie intellettuali a domandarsi se Renzi abbia il carattere adatto, la tenacia giusta e la forza sufficiente per realizzare questo progetto. II Bestiario teme di si. E adesso cercherà di aiutare i Cuperlo d’Italia a scrutarlo molto da vicino. Per capire quante probabilità abbia di diventare Leader Solitario del nostro sfortunato paese.

Prima di tutto, Matteo è un soggetto impossibile da classificare. E’ di sinistra, di destra, di centro? Domande inutili. Renzi è Renzi, un Fregoli della politica, capace di tutti i travestimenti e di qualsiasi parte in commedia. Sempre più spesso, ho il sospetto che, da cattolico, sia convinto di essere un unto del Signore, destinato dal Padreterno a essere il padrone dell’Italia e guidarla verso traguardi luminosi. Per limitarmi ad altre figure della storia europea, la stessa convinzione animava Benito Mussolini, Adolf Hitler e persino Giuseppe Stalin. Anche se quest’ultimo, un marxista integrate, non credeva in Domineddio.

E’ possibile che Renzi sia convinto di aver ricevuto mandato da un’entità superiore. Ed è proprio questo che lo spinge a essere super sicuro di se spesso. Protervo. Sfrontato. Ironico. Sfottente. Persino bullo. Osservatelo alla tivù quando sta in un consesso internazionale. In maniche di camicia e la faccia da ragazzo che la sa lunga, sembra il nipote degli altri leader europei. Persino la cancelliera Angela Merkel mette da parte la sua mutria da walkiria per diventare una zia cautelosa di questo enigmatico bamboccione italico.

Perché Renzi potrebbe riuscire nell’intento di diventare il solo dominus della politica italiana? Prima di tutto perché ha il carattere del leader di animo cattivo, per non dire da carogna. Chi è obbligato a trattare con lui racconta che è vendicativo al massimo, pronto a rappresaglie anche personali. Non ha pietà per nessuno. Pensate alla fine che ha fatto a Matteo Richetti, renzista della prima ora, liquidato in un amen come competitor alla carica di presidente dell’Emilia Romagna: «Vai a fare altro». O al licenziamento di Carlo Cottarelli, il tecnico incaricato da Enrico Letta di indicare i tagli della spesa pubblica.

Politico del Duemila, Renzi sa approfittare come pochi dell’unico media vincente in quest’epoca dove il fumo conta più dell’arrosto: la televisione. Secondo Il Fatto quotidiano, nel solo mese di ottobre è stato in tivù per ben 77 ore. Ha invaso anche i programmi del suo ex avversario naturale, lo spompato Silvio Berlusconi. II suo cicì e ciciò con Barbara D’Urso su Canale 5 resterà nella storia come il primo caso di un cuculo che s’insinua nel nido di un altro pennuto. E lo devasta, con l’aria di fargli un favore.

Renzi sta già nel pieno della propria guerra lampo, il Blitzkrieg di hitleriana memoria. La velocità nell’azione è l’arma decisiva per la conquista totalitaria del potere. Qualcuno deve avergli spiegato che Benito Mussolini sconfisse le sinistre e s’impadroni dell’Italia nel giro di soli due anni, il 1921 e il 1922. Dallo squadrismo al regime passarono appena ventiquattro mesi. Poi ebbe inizio una dittatura destinata a durare un ventennio.

Chi lo affianca in questa corsa non ha dubbi né sulla tattica né sulla strategia del premier. E lavora con entusiasmo alla costruzione di un sisterna a cerchi concentrici. II punto focale è Renzi. Poi viene il primo cerchio magico, tutto di fedelissimi arrivati da Firenze. Il secondo cerchio, più largo, messo insieme alla belle meglio, zeppo di mediocri, e altrettanto pronto a seguirlo. II terzo è ancora in costruzione e lo vedremo affollato da un battaglione di signori che hanno favori da chiedere al premier e sono disposte a dare qualsiasi cosa in cambio.

Il Blitzkrieg renziano, se mai vincerà, trasformerà in peggio il sistema istituzionale italiano. Tutte le democrazie si reggono su un sistema di pesi e contrappesi indispensabili, che trovano nel Parlamento il luogo delle decisioni. Winston Churchill era solito dire: «La democrazia è un pessimo sistema di governo, ma finora non è stato inventato niente di meglio». Renzi, ormai è chiaro, disprezza il Parlamento. Preferisce parlare alla gente, ossia al popolo. Senza distinzioni di ceto, fede politica, condizione sociale.

In realtà è il primo leader populista che appaia sulla scena italiana. Al confronto, Beppe Grillo è un mister nessuno. Per trovare qualcosa di simile al Matteo di oggi bisogna risalire al primissimo dopoguerra, al Guglielmo Giannini nel momento di massima espansione del suo Uomo Qualunque. Una fiammata che si spense molto presto.

Dal momento che Giannini non aveva nessun potere, mentre Renzi ne ha persino troppi. Non credo che Partito Renzista, unico e autoritario, tramonterà presto. Siamo appena alle primissime sequenze di un film che durerà a lungo. Matteo può essere mandato al tappeto soltanto da qualche incidente pesante in Parlamento o nelle piazze. O dall’improvviso aggravarsi di una crisi economica e sociale che nessuno sarebbe in grado di contenere.

Ma se l’Italia proseguirà ad affondare lentamente in un declino senza scosse, Renzi continuerà a vincere. Per l’assenza o l’estrema fragilità degli oppositori. Il centrodestra in coma e un patetico Berlusconi sogna rimonte impossibili. Beppe Grillo rischia il tramonto. II Pd ostile a Matteo verrà risucchiato dalla Cgil che ha un nuovo leader in agguato: Maurizio Landini.

Nel caso di elezioni anticipate, il renzismo autoritario prenderà gran parte dei voti di quel cinquanta per cento di italiani impauriti dalla crisi e ancora disposti ad andare ai seggi. Affidarsi a un uomo solo è una pessima abitudine italiana. Dunque la domanda è una sola: Renzi avrà un’opposizione degna di questo nome? Bisogna sperare di sì. Contrastare un sistema che rischia di diventare oppressivo è una necessità democratica.

Quanti se ne rendono conto nel ceto politico, imprenditoriale, burocratico e nei media? Non ho risposte. Se è vero che il futuro è solo I’inizio, come strilla lo slogan della Leopolda, dobbiamo toccare ferro. E sperare in un soprassalto di orgoglio in quel che resta dell’Italia repubblicana.

http://dai.ly

 

 

Fiorella Mannoia ancora contro i privilegi della Casta – Tanto vivete in un universo parallelo da non rendervi conto neanche di quello che dite, avete perso il contatto con la realtà.

Fiorella Mannoia

 

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Fiorella Mannoia ancora contro i privilegi della Casta – Tanto vivete in un universo parallelo da non rendervi conto neanche di quello che dite, avete perso il contatto con la realtà.

 

Fiorella Mannoia contro l’emendamento che aumenta la pensione di reversibilità per i congiunti dei parlamentari – Durissimo posto su Facebook: “Vivono con arroganza in un mondo parallelo in sprezzo ai bisognosi”

Fiorella Mannoia condivide sul suo profilo Facebook l’articolo del Il Fatto Quotidiano relativo all’ennesima porcata della Casta a suo favore e sulla pelle della gente.

Vedi: Vitalizi, dicono addio al privilegio ma si aumentano la reversibilità: “I congiunti di deputati non possono fare le sguattere”

Pronta la lapidaria risposta:

Tanto vivete in un universo parallelo da non rendervi conto neanche di quello che dite, avete perso il contatto con la realtà.
Signora lei è senza rispetto, in un Paese normale per queste parole chiederebbero le dimissioni, ma non si preoccupi, non accadrà.
Magari i congiunti dei comuni mortali potranno venire a fare le “sguattere” i “giardinieri”…. a casa sua.

“…l’autrice dell’emendamento, manco a dirlo, difende l’eccezione come una misura di “equità”. “Ho pensato che era sacrosanto – dice la Gasparini al fattoquotidiano.it – mettere fine a trattamenti insostenibili attraverso il ricalcolo contributivo dell’importo pensionistico ma anche che non fosse giusto che i congiunti di un parlamentare, che magari non hanno altro reddito, finissero a fare la sguattera o il giardiniere. Ecco perché ho pensato a un riconteggio aumentato del 20%.” .
P.S.
Per il parlamentari la reversibilità è estesa anche ai conviventi. Lo sapevate?

 

…c’è bisogno di dire altro?

Grande Fiorella, governo ladro!

by Eles

Olimpiadi Roma. Ricordate quelli che gettavano fango sulla Raggi perchè non le ha volute? Indagati dalla Corte dei Conti per danno erariale! Ora capite perchè per “loro” le Olimpiadi erano così importanti e perchè poi si sono tanto incazzati?

Olimpiadi Roma

 

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Olimpiadi Roma. Ricordate quelli che gettavano fango sulla Raggi perchè non le ha volute? Indagati dalla Corte dei Conti per danno erariale! Ora capite perchè per “loro” le Olimpiadi erano così importanti e perchè poi si sono tanto incazzati?

 

Olimpiadi Roma, dopo il No della giunta M5s la Corte dei conti indaga sulle spese del Coni: ipotesi danno erariale

L’indagine nasce da un esposto firmato dall’Adusbef di Elio Lannutti, in passato senatore dell’Italia dei Valori, oggi più volte consulente 5 stelle. Nel mirino proprio il Comitato olimpico e la coppia Malagò-Montezemolo

Giovanni Malagò lo spauracchio del danno erariale lo aveva agitato più volte: nei giorni convulsi di settembre in cui Virginia Raggi si preparava ad affossare definitivamente la candidatura di Roma 2024, era stata una delle ultime carte con cui il Coni aveva provato (invano) a far cambiare idea al Movimento 5 stelle, paventando la possibile responsabilità dei consiglieri che avessero votato per una mozione contraria. Ora, a distanza di nove mesi, l’indagine della Corte dei Conti è arrivata davvero. Ma a innescarla è stato un esposto firmato dall’Adusbef di Elio Lannutti, in passato senatore dell’Italia dei Valori, oggi amico e consulente di Beppe Grillo e i suoi. Che ovviamente non attacca l’amministrazione capitolina, ma mette nel mirino proprio il Comitato olimpico e la premiata coppia Malagò-Montezemolo.

A riportare la notizia sono l’edizione romana del quotidiano la Repubblica e il Tempo: la procura del Lazio della Corte dei Conti ha aperto un fascicolo sul bilancio del comitato promotore di Roma 2024, affidato al pm Bruno Tridico. L’organo di vigilanza indagherà per capire se effettivamente c’è stato danno erariale per i tanti milioni di euro di soldi pubblici spesi a sostegno del progetto olimpico. Quanti non è possibile dirlo con precisione: per lavorare in house a Coni Servizi spa (la vera cassa dello sport italiano), non è mai stato costituito un vero e proprio Comitato promotore autonomo, solo una “unità operativa” della società, senza un bilancio completo. Solo rovistando fra i conti del Coni, ilfattoquotidiano.it era stato in grado di ricostruire una parte delle spese sostenute in questi due anni di candidatura: viaggi e campagne promozionali, nuovi uffici e convegni, appalti, contratti e consulenze d’oro anche da 200mila e passa euro all’anno. Altre tracce sono contenute nell’ultima relazione della Corte dei Conti sulla Coni Servizi (relativa però ancora al 2015), che si conclude sottolineando che “ad oggi in relazione all’attività di chiusura del progetto di candidatura non si è verificato alcun tipo di contenzioso”. Il totale dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 milioni di euro.

Proprio gli articoli de ilfatto.it sono al centro dell’esposto dell’Adusbef da cui si origina l’inchiesta, datato al 27 settembre 2016. Sono i giorni della mozione del M5s contro il progetto olimpico, che avrebbe poi costretto il Coni a staccare la spina. Sancendo che tutti quei milioni sono stati sprecati per nulla. La tesi del Comitato è sempre stata che loro i soldi li avevano spesi sulla base di precisi atti amministrativi, e che di un eventuale danno erariale avrebbe dovuto rispondere chi ha cambiato le carte in tavola; ovvero la Raggi e la sua giunta, che hanno annullato la delibera di Ignazio Marino. Ora, però, l’Adusbef mette in discussione non tanto il perché, ma il come siano stati utilizzati quei fondi pubblici: l’associazione “chiede – si legge nel documento – di verificare se le condotte del Comitato Promotore di Roma 2024 nella scelta dei beneficati dei contratti di consulenza, spese per il personale, collaborazioni e prestazioni professionali, ecc., siano state effettuate secondo le vigenti normative volte alla trasparenza ed alla pubblica evidenza”. I ruoli di accusato e accusatore, insomma, sembrano ribaltati. E infatti Malagò ha commentato: “È una storia surreale, una cosa divertente e per certi versi curiosa”. Dalle parti del Foro Italico, comunque, la notizia del fascicolo (aperto per il momento come semplice atto dovuto), non è stata accolta del tutto negativamente: in fondo quello che il Coni minacciava qualche mese fa era proprio di portare le carte del Comitato alla Corte dei Conti. Ed è quello che succederà adesso, anche se la ragione forse non è proprio quella che si aspettavano.

Repubblica.it: “Arrestato per peculato il sindaco di Pescia” …Dai Repubblica, fallo un piccolo sforzo. Dillo che il sindaco di Pescia è del Pd…

Repubblica

 

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Repubblica.it: “Arrestato per peculato il sindaco di Pescia” …Dai Repubblica, fallo un piccolo sforzo. Dillo che il sindaco di Pescia è del Pd…

Riportiamo l’articolo di Repubblica.it sull’arresto del sindaco di Pescia. Per scoprire che il sindaco di Pescia è del Pd bisogna leggere con attenzione il testo, perchè è detto, una sola volta, in un inciso.

Sarebbe stato diverso se Pescia avesse avuto un sindaco cinquestelle?

………..

Arrestato per peculato il sindaco di Pescia

Con i soldi pubblici comprava iPad e cappotti da 800 euro: arrestato il sindaco di Pescia

Secondo le accuse della procura fiorentina Giurlani quando era presidente di Uncem Toscana si sarebbe “indebitamente appropriato di 570mila euro” dell’Uncem stessa. Tra i beni acquistati con quei soldi anche cappotti da 800 euro e iPad

di MASSIMO MUGNAINI

Cappotti da 800 euro l’uno, iPad di ultima generazione, una sfilza di cellulari e buoni carburante per oltre 500 chilometri al giorno, comprese domeniche e festivi. Non badava a spese Oreste Giurlani, sindaco Pd di Pescia (Pistoia), all’epoca in cui ricopriva la carica di presidente dell’Uncem Toscana. Coi soldi degli altri, però: perché quel denaro usciva tutto dalle casse della stessa Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (Uncem), sezione regionale, i cui fondi sono stanziati dalla Regione Toscana: casse già di per sé disastrate, visto che a bilancio, nel 2016, compaiono perdite per 2,4 milioni di euro. Almeno, queste sono le accuse per cui il pm fiorentino Tommaso Coletta ha chiesto e ottenuto dal gip Anna Liguori del tribunale di Firenze l’arresto ai domiciliari per Giurlani. Arresto eseguito stamani, giovedì 1 giugno, dai finanzieri del Comando provinciale di Firenze.
Il sindaco è indagato per peculato (cioè l’appropriazione indebita commessa da pubblici ufficiali) perché secondo le indagini dei finanzieri del gruppo tutela spesa pubblica del nucleo di polizia tributaria di Firenze, si sarebbe appunto indebitamente appropriato del denaro dell’Uncem, di cui è stato presidente dal 2005 al 2016, trasferendo dal conto corrente dell’associazione – di cui aveva disponibilità diretta anche tramite home banking – sul proprio conto personale, oltre 570.000 euro. In dettaglio, gli accertamenti di natura economico-finanziaria delle Fiamme Gialle avrebbero messo in luce come Giurlani si sarebbe ‘autoliquidato’ oltre 200.000 euro senza produrre alcun giustificativo di spesa, più altri 233.000 euro “creando ad arte giustificazioni fittizie contabili, ideologicamente false e soprattutto non pertinenti alla funzione pubblica svolta”, spiegano i militari. Il tutto in cinque anni, tra il 2012 e il 2016.

Inoltre, sempre secondo le accuse basate su indagini economiche ma anche su ‘classiche’ intercettazioni telefoniche, Giurlani avrebbe anche ricevuto, sempre nel periodo 2012-2016, compensi per consulenze private effettuate a favore dell’Uncem per oltre 140.000 euro su incarichi auto-conferiti, in relazione ai quali sono vi sono tutt’ora indagini in corso che stanno portando in queste ore a diverse perquisizioni in uffici pubblici e residenze private tra Firenze e Pistoia. Perquisizioni che a loro volta stanno portando al sequestro di numeroso materiale, cartaceo ed elettronico.

L’inchiesta della procura è nata da un esposto del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, che segnalava varie  irregolarità tra cui gli omessi versamenti di contributi previdenziali. Le indagini, peraltro, non sono affatto finite. Giurlani risulta infatti indagato a Firenze anche per corruzione, in merito a vicende ‘collaterali’ ma distinte, scoperte dagli inquirenti con la stessa inchiesta. Tra queste, una potrebbe riguardare il nuovo parco di Collodi, sul quale vi sono alcune intercettazioni che gli investigatori stanno approfondendo. Per questo filone sulla corruzione, Giurlani non è affatto l’unico indagato.

tratto da:

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/06/01/news/arrestato_per_peculato_il_sindaco_di_pescia-166953931/?ref=twhr&timestamp=1496306802000&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter