Alfano: i parenti non finiscono mai. Dopo il fratello, spuntano pure i cugini…

Alfano

.

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

Alfano: i parenti non finiscono mai. Dopo il fratello, spuntano pure i cugini…

da: sicilialivepalermo.it

 

I parenti di Angelino Alfano non finiscono mai, dopo il fratello alle Poste, i cugini alle Ferrovie. E davvero non c’è niente di male ad avere familiari sparsi un po’ ovunque, nei posti che contano e che danno diritto a sfolgoranti carriere con relativi stipendi. Si tratta, evidentemente, di fortunate coincidenze che nulla hanno a che vedere col ruolo pubblico del potente ministro. Non solo Alessandro, dunque, ecco gli altri.

Dopo il fratello, i cugini
Della famiglia di Alfano, torna oggi a occuparsi il ‘Fatto Quotidiano’ con una pagina di Daniele Martini. “E poi dicono che i partiti non contano più nulla – si legge -. Alle Fs quando c’è da mettere il turbo alla carriera di qualcuno fidato, i partiti contano eccome. Ecco due storie esemplari: la sagra siciliana dei fratelli Sciumè, cugini del ministro degli Esteri Angelino Alfano, e il volo del renziano Carmine Zappacosta”. Tralasciando per un attimo Zappacosta, chi sono gli ‘illustri’ cugini?

Una saga di famiglia
“Nelle Fs siciliane – scrive il ‘Fatto’ – la saga degli Sciumè è la dimostrazione che la famiglia Alfano le aziende di Stato le ha nel sangue. Non solo le Poste dove il fratello del ministro, Alessandro, fu assunto nel 2013 dopo un frettoloso esame del curriculum su Linkedin e dove ora riceve uno stipendio di duecentomila euro (…). Alle Fs l’influenza di Alfano si manifesta anche attraverso un signore legatissmo alla Cisl locale, Carmelo Rogolino, considerato da quelle parti più che fedele agli Alfano, quasi uno di famiglia. Rogolino affianca i due Sciumè. A Messina c’è Giuseppe Sciumè, ingegnere, che alle Fs era stato assunto come assistente di Dario Lo Bosco, presidente di Rfi-Rete ferroviaria italiana fino all’autunno del 2015, quando dovette dimettersi dopo che lo avevano arrestato per una storia di appalti ferroviari e corruzione. Sciumè ora è amministratore di Bluferries, la società navale delle Fs per i traghetti tra Reggio Calabria e Messina, mentre Rogolino dirige invece la navigazione targata Rfi: in pratica tutto il movimento di passeggeri auto e camion sullo Stretto, in concorrenza con i privati di Caronte & Tourist, è in mano alla famiglia Alfano”.

“A Palermo, Rogolino è direttore territoriale delle Fs, mentre Antonio Sciumè, dopo una raffica di promozioni, è diventato capo del settore armamento e quindi deve occuparsi della manutenzione e degli investimenti sui binari”, scrive ‘Il Fatto’.

Con Matteo nel cuore.
L’articolo descrive, dunque, anche “il volo del renziano Carmine Zappacosta, compiuto in scioltezza, con la bandiera del Pd in mano e Renzi nel cuore. La storia di quest’ultimo sembra una favola, quattro anni fa era un precario, ora è l’amministratore delegato di Italcertifer, azienda Fs di piccole dimensioni, ma di notevole importanza (…). Fino alla nomina, Zappacosta era anche un politico responsabile dei trasporti del Pd toscano in quota Renzi ed esponente della segreteria regionale (…). Parlando con Il Fatto, Zappacosta esclude tassativamente che tra la sua fulminante carriera e la politica possa esserci una qualche relazione, rimanda al suo curriculum di ingegnere e dice di essere stato scelto in una rosa di 72. Tutti sanno, però, che nelle nomine Fs i partiti di destra, sinistra e centro hanno sempre messo becco, sia quando amministratore era Mauro Moretti, sia ora che c’è un suo emulo, il renzianissimo Renato Mazzoncini”.

 

Matteo Renzi e la scandalosa lettera al Sole 24 Ore

Matteo Renzi

.

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

Matteo Renzi e la scandalosa lettera al Sole 24 Ore

 

Un grande articolo di Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro. Assolutamente da leggere tutto.

Matteo Renzi e la scandalosa lettera al Sole 24 Ore

Matteo Renzi sarà pure diventato ex di tutto, ex Presidente del Consiglio, ex Segretario del PD, ex sindaco di Firenze ecc. ecc., al momento,  tuttavia non ha ancora perso una sua personale peculiarità: l’insanabile esigenza di mistificare la realtà. In altri termini, di raccontare balle.

D’altronde non si spiegherebbe altrimenti il soprannome che gli avevano affibbiato i suoi compagni di scuola: il bomba.

Probabilmente la sua è una patologia cronica, potremmo dire che “è più forte di lui”, non riesce a descrivere la realtà per ciò che è, la deve manipolare (naturalmente sempre a suo vantaggio).

Da qualche giorno Renzi è tornato in campo, confermando così la sua patologia (non aveva detto che se avesse perso il referendum avrebbe lasciato la politica?), e dopo qualche comparsata televisiva ora si è anche messo a scrivere ai giornali, pretendendo naturalmente che le sue farneticazioni siano pubblicate.

Il Sole 24 Ore, quotidiano della Confindustria semi-fallito, ha obbedito immediatamente pubblicando la lettera di Renzi sotto il titolo “Banche, sì alla commissione d’inchiesta”.

Già dal titolo risulta lampante come si voglia per l’ennesima volta prendere per i fondelli i cittadini, gli italiani, infatti, sanno benissimo che quando la politica ha voluto coprire scandali ha sempre utilizzato questo strumento: la commissione d’inchiesta.

Dal dopoguerra ad oggi sono state istituite circa 90 (novanta) Commissioni d’inchiesta parlamentari, qualcuno di voi per caso se ne ricorda una sola che abbia fatto chiarezza sul tema del quale si è occupata giungendo a risultati apprezzabili?

Ed ora andiamo ad analizzare la lettera di Renzi, l’inizio è tutto un programma:

“La nostra sfida è il futuro. Immaginare una visione per l’Italia dei prossimi cinque anni, capace di competere in un mondo che corre sempre più forte. Ma oggi le chiedo ospitalità, caro Direttore, per chiarire un passaggio tra i più delicati dei mille giorni del mio Governo e per ricordare innanzitutto a me stesso i termini di una sfida che vedrà l’Italia impegnata a lungo: i problemi del credito e la riforma delle popolari. Per lungo tempo, già in piena crisi economico-finanziaria, nel nostro Paese non si è avuta da parte della maggioranza degli economisti, degli opinionisti e dei media la percezione dello stato di dissesto e/o della cattiva gestione di diversi istituti bancari italiani.”

Renzi quindi sottolinea che il dissesto e/o la cattiva gestione di diversi (attenzione!) istituti bancari italiani non sono state percepite dalla maggior parte degli economisti, degli opinionisti e dei media, quindi lui, ed il suo Governo, si tira fuori. Caro ex-Presidente Renzi, se c’era qualcuno che avrebbe dovuto “percepire”quello stato di dissesto, questo era proprio il tuo Governo. Ma attenzione a come prosegue:

“Se si eccettua la crisi conclamata del Monte dei Paschi di Siena, sulle cui responsabilità politiche chiedo invano da anni che si discuta in modo serio, la “questione banche” sembrava praticamente non esistere. Eppure, in base gli ultimi dati disponibili, le perdite aggregate lorde di esercizio delle sole prime dieci banche popolari italiane nel periodo 2011-2016 hanno quasi raggiunto cumulativamente i 20 miliardi di euro. Una cifra enorme. Senza considerare la altrettanto enorme perdita di valore sopportata contemporaneamente dagli azionisti di diversi istituti, in particolare le due Popolari venete non quotate.”

Ma come, caro Matteo, ma se sei stato proprio tu, nel gennaio dello scorso anno, a dire che Montepaschi era risanata! Queste le tue testuali parole pronunciate il 22 gennaio 2016 “Banca Monte dei Paschi di Siena è risanata. Ora investire è un affare!” Proprio un bell’affare!!! Ed ora parli di “crisi conclamata”?

Ma il bello viene adesso. Tu chiedi invano da anni di discutere in modo serio sulle responsabilità politiche del fallimento di MPS?!? Ma se quella Banca è sempre stata gestita dal tuo partito!!! E tu, Segretario del PD, di Montepaschi non ne sai niente???

Proseguiamo.

“Fortunatamente la crisi ha riguardato solo una porzione limitata di banche italiane. Il nostro sistema bancario nel suo complesso ha dimostrato durante la lunga recessione economica doti di resilienza non comuni nonostante la crescita delle sofferenze, una buona parte delle quali peraltro opportunamente coperte da rettifiche in bilancio e da garanzie reali adeguate. Abbiamo istituti solidi, che hanno inoltre quantitativi irrilevanti di titoli cosiddetti di livello 3 (derivati e simili) nei propri bilanci, a differenza di altri Paesi europei molto bravi a scrivere le regole comuni, meno bravi a rispettarle. E va altresì ricordato che l’Italia non ha – sino a tutto il 2016 – attivato aiuti pubblici di significativo rilievo per il salvataggio di banche, come invece è accaduto per somme di denaro enormi negli Stati Uniti e in molti Paesi europei, tra cui la Germania.”

Fortunatamente la crisi ha riguardato solo una porzione limitata di banche italiane??? Ma se hai appena sottolineato tu, poche righe sopra, che il dissesto e/o la cattiva gestione riguardava “diversi istituti bancari” adesso sono già diventate una “porzione limitata”??? Non chiedo tanto, ma un minimo di coerenza!

E’ vero poi che lo Stato, a differenza di quanto accaduto in altre parti del mondo, non ha attivato aiuti pubblici, ma semplicemente perché non glielo hanno permesso!!!  Solo recentemente, quando la situazione è praticamente esplosa hanno concesso l’aiuto pubblico di 20 miliardi per salvare (ma salvare cosa?) dal fallimento la terza più grande Banca del Paese.

Ed ancora

“Per quanto riguarda le Popolari, alcune banche più strutturate e meglio gestite sono riuscite a superare la crisi, altre invece hanno vissuto o stanno tuttora vivendo profondi dissesti. Ma una domanda di fondo gli esperti dovrebbero porsela. Che cosa sarebbe potuto accadere al sistema bancario italiano, anche in termini di rischi di contagio e di panico tra i risparmiatori, se il Governo non avesse prontamente realizzato la riforma delle Banche popolari?”

Matteo mi dici quali Popolari “più strutturate e meglio gestite sono riuscite a superare la crisi”??? Me ne dici una sola??? Fra quelle quotate non ce n’è una che abbia perso meno del 75% in Borsa, per non parlare di quelle non quotate!!!

Ed arriviamo al paradosso! Caro Matteo, è stata proprio la tua riforma delle Banche popolari (ovviamente dettata da Bruxelles e Francoforte) a creare il caos e far crollare il nostro sistema bancario, secondo te, invece, lo avrebbe addirittura salvato??? Per fortuna!!! Vai a raccontare questa storia a coloro che hanno perso tutti i loro risparmi, vedrai che ti dicono!!!

Ma andiamo avanti.

“Che cosa sarebbe potuto succedere se la “governance” delle Popolari non fosse stata finalmente modificata, ponendo così fine a quel modello di vertici auto-referenziali, superpagati e immodificabili nel tempo che ha favorito anche diversi casi conclamati di mala gestio? Va ricordato che da almeno due decenni veniva auspicata una riforma delle Banche popolari ma essa è sempre stata ostacolata, oltre che dalle resistenze opposte dalle Popolari stesse, anche da un ampio fronte di forze politiche e sindacali trasversali, locali e nazionali. L’aveva proposta il ministro Ciampi con il dg del Tesoro Draghi, personalità la cui autorevolezza non necessita commenti.”

Tutta colpa della “governance”? Non c’entra nulla una crisi che continua a protrarsi a causa di una moneta, per noi  ipervalutata, che ha distrutto il nostro sistema economico??? Ed ancora. Adesso, dopo la tua riforma, i megamanager si accontentano di stipendi da fame? Ti informo che alla Popolare di Vicenza, dopo la tua riforma, è arrivato un Amministratore delegato, tal Francesco Iorio, rimasto in carica per un anno e mezzo, che si è accontentato della modica cifra di 10.000 euro … AL GIORNO!!!  

E poi. Chi, da due decenni, “auspicava” una riforma delle Banche popolari? Ti informo che queste Banche avevano svolto un compito fondamentale per lo sviluppo dei territori DA 150 ANNI e lo avevano fatto nel migliore dei modi!!! Ed i nostri padri costituenti, proprio perché avevano a cuore lo sviluppo economico dell’Italia, avevano previsto un sistema bancario strutturato in un certo modo, e lo straordinario sviluppo  che ha avuto il nostro Paese, quando avevamo la nostra moneta, è stato dovuto in larga parte alla presenza capillare sul territorio di tutta la penisola proprio delle Banche popolari!!!

E la riforma  “L’aveva proposta il ministro Ciampi con il dg del Tesoro Draghi, personalità la cui autorevolezza non necessita commenti”??? Ma se sono state le due persone che hanno svenduto l’Italia!!! Se vuoi avere una opinione autorevole vai a rileggerti il giudizio che dava di Draghi il Presidente Cossiga!!!

“Ma nessuno era riuscito a vincere il muro di gomma finché non abbiamo realizzato un decreto legge e posto la questione di fiducia. Abbiamo operato tale cambiamento sia perché convinti che il modello delle Popolari, nel caso degli istituti di maggiori dimensioni, fosse ormai obsoleto da tempo, sia perché si riteneva che, in assenza di una urgente riforma, diverse banche visibilmente mal gestite avrebbero potuto completamente collassare in tempi brevi, penalizzando dunque non solo gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati ma anche un numero enorme di obbligazionisti ordinari e depositanti.”

Ma che dici Matteo?!? Quella disastrosa riforma ci è stata imposta dall’Europa, è una direttiva europea che noi, visto che abbiamo ceduto la nostra sovranità, abbiamo dovuto recepire!!!  La verità è l’esatto contrario, le Banche popolari sono collassate perché dall’Europa ci hanno legato le mani e stiamo tutt’ora sopportando una crisi economica che sta durando più di una guerra mondiale!!! Tu non hai salvato un bel nulla!!!

“La riforma delle Popolari, d’altro canto, avrebbe anche creato le premesse per favorire (come è già accaduto nel caso di Banco-Bpm) le aggregazioni tra le stesse banche, con l’obiettivo di un aumento della loro efficienza. Nei casi di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca è emerso a poco a poco un vero e proprio scandalo finanziario che è stato “scoperchiato” proprio grazie alla accelerazione impressa dalla riforma delle Popolari e alla contemporanea azione della vigilanza europea. Il dissesto delle due popolari venete, infatti, è originato principalmente da comportamenti scorretti dei vertici degli istituti per troppo tempo sottovalutati o, peggio, tollerati, anche a livello locale, mentre il regime del voto capitario e l’abuso delle deleghe contribuivano a mantenere lo status quo in un quadro di assoluta mancanza di trasparenza nei riguardi dei piccoli azionisti e dei risparmiatori.”

Fusione Banco-BpM un successo??? Ma caro Matteo, se è proprio di questi giorni la notizia che le azioni su cui gli azionisti hanno esercitato il diritto di recesso in relazione alla trasformazione in Spa ed alla fusione tra Banco Popolare e BpM … SONO RIMASTE INVENDUTE!!! E poi basta che tu vada a vedere cosa è accaduto in Borsa dopo l’annuncio della fusione fra i due Istituti!!!

Ed ancora, per quanto riguarda le Popolari venete, certamente i comportamenti della vecchia dirigenza sono stati scorretti, ma l’attuale situazione è senza dubbio derivata dallo sconquasso del nostro sistema economico. Vicenza era la capitale di due “distretti industriali” floridissimi, fino ad alcuni anni fa, quello orafo e quello conciario, ebbene, vai a vedere oggi come sono ridotti! Devastati dalla crisi.

Ed infine caro Matteo, il regime del voto capitario per decenni è stato una garanzia di “democrazia” e non una mancanza di trasparenza.

“Sollevato il velo che copriva i reali conti patrimoniali dei due istituti, i valori delle azioni di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, fissati dai vertici delle due banche senza alcun reale riferimento di mercato, si sono pressoché azzerati. E senza il deciso intervento del Governo e la riforma delle banche popolari da esso voluta è facile immaginare quali maggiori perdite si sarebbero potute produrre tra i risparmiatori se le due banche avessero continuato a operare con i vecchi vertici e con la vecchia strategia (magari anche con qualche nuovo disastroso aumento di capitale a prezzi fuori mercato) fino al definitivo e inesorabile fallimento, con il coinvolgimento anche dei depositi non garantiti.”

Che il valore delle azioni fissato dalla vecchia dirigenza dalle Banche venete, così come da tutte quelle non quotate in Borsa, fosse artificialmente gonfiato lo abbiamo detto prima noi! E da anni! Non è certo un merito tuo, anzi! Ma oggi se i vecchi soci accettano il ristoro proposto incasseranno il 15% del valore del loro investimento e purtroppo, caro Matteo, pur essendo una miseria ed un dramma per tanti risparmiatori, gli azionisti delle Banche venete non hanno perso di più della media degli azionisti di tutte le altre Banche italiane!!! Questa è la drammatica verità! Anzi, gli azionisti di BPVi e Veneto Banca, sempre se accetteranno la proposta loro fatta, quindi perdendo l’85% del loro investimento, dovranno paradossalmente sentirsi più fortunati degli azionisti di Unicredit che dal 2007 hanno perso oltre il 92%, di quelli di Banco Popolare che hanno perso il 97% del loro investimento, per non parlare degli azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena che, ben che andrà a finire, perderanno più del 99%!!!

E di tutta questa catastrofica distruzione di ricchezza il tuo Governo, durato tre anni, non ha colpe???

“A fine 2015, nell’imminenza dell’avvio del bail in, il caso della anticipata risoluzione delle quattro banche regionali minori (Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti) ha fatto perdere di vista la dimensione complessiva della crisi delle Popolari che il Governo si è trovato ad affrontare, forse anche per l’attenzione mediatica peculiare dedicata a Banca Etruria. La realtà è che il salvataggio delle 4 banche regionali minori ha messo al sicuro i risparmi di circa 1 milione di correntisti e obbligazionisti per un controvalore di circa 12 miliardi di euro (oltre ai depositi già garantiti). Inoltre il Governo ha anche predisposto, compatibilmente con le norme europee e dopo una impegnativa trattativa con Bruxelles, significative misure di rimborso per i piccoli obbligazionisti subordinati colpiti.”

Ma con che faccia!!! Perché non vai a dire queste cose davanti agli azionisti ed agli obbligazionisti di queste quattro Banche? Forse non ti basterebbe nemmeno un battaglione della Folgore per proteggerti.

“Una cosa è certa. La riforma delle Popolari scardina il potere di rendita dei potentati locali e tutela i risparmiatori garantendo i depositi, oltre che i posti di lavoro dei dipendenti delle banche stesse.”

Questa non la commento neppure!!!

E per concludere:

“Come nel caso della povertà o del JobsAct, anche nel caso della crisi delle banche è facile parlare al bar o movimentare i talk show. È più difficile invece affrontare seriamente i problemi, metterci la faccia e cercare delle soluzioni concrete. Il mondo del credito dovrà cambiare ancora e la rivoluzione digitale trasformerà il modello di business, lo sappiamo. Ma questa sfida va giocata a viso aperto. Noi lo possiamo fare perché non abbiamo scheletri nell’armadio, anzi: aspettiamo con curiosità che il Parlamento approvi finalmente la commissione di inchiesta sulle banche. Sarà interessante andare a capire in questi dodici mesi le vere responsabilità, a tutti i livelli istituzionali e politici: i dodici mesi che ci separano dalla fine della legislatura consentiranno un lavoro serio e sistematico, ne sono certo. Per me, per noi, la parola trasparenza è un concetto irrinunciabile. Spero lo sia anche per tutti gli altri partiti e soggetti coinvolti.”

E’ chiaro che affrontare i problemi e risolverli non è facile, ma il tuo Governo, soggiacendo ai diktat europei, li ha solo aggravati!!! Finché continueremo ad usare una moneta non nostra, che non controlliamo e soprattutto che è evidentemente sopravvalutata rispetto alla nostra economia, continueremo a distruggere il nostro apparato industriale e di conseguenza il nostro sistema bancario.

Insomma caro Matteo, la batosta che hai ricevuto al referendum, che non era un giudizio sulle riforme costituzionali, ma una bocciatura senza appello a te ed al Governo che hai diretto, non ti ha insegnato nulla, continui imperterrito con la tua mistificazione della verità!

E’ più forte di te, non riesci proprio a fare un minimo di autocritica. La colpa è tutta degli altri: economisti, opinionisti, media ecc. ecc. mentre il tuo Governo ha sempre agito per il bene del nostro Paese.

Poveri noi!

Il Capolavoro di De Benedetti: non solo ruba a Montepaschi, adesso si fa pagare dagli Italiani il buco delle aziende… un grazie di cuore agli amici in Parlamento…!

De Benedetti

 

 

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

 

Il Capolavoro di De Benedetti: non solo ruba a Montepaschi, adesso si fa pagare dagli Italiani il buco delle aziende… un grazie di cuore agli amici in Parlamento…!

Una legge favorirà Sorgenia a danno dei colossi dell’energia. Così l’ex società dell’Ingegnere salvata da Mps avrà più clienti

In gergo finanziario si dice: «Se il debitore deve alla banca 10mila euro, il problema è suo; se le deve 10 milioni di euro, il problema è della banca».
A questa massima si può aggiungere una postilla: «se la banca e il debitore sono amici dello Stato, a pagare è il cittadino». Ed è questo, in buona sostanza, il succo di una serie di emendamenti al ddl Concorrenza che potrebbero avvantaggiare la utility Sorgenia, un tempo del gruppo Cir della famiglia De Benedetti e da un paio d’anni proprietà delle banche creditrici tra le quali c’è Mps.
Il ddl Concorrenza 2015, che da agosto è in commissione Industria al Senato presieduta da Massimo Mucchetti (Pd), prevede la fine del mercato tutelato di elettricità e gas a partire dal primo luglio dell’anno prossimo. I clienti del servizio di maggior tutela entro quella data dovranno passare a una delle offerte di mercato libero dei vari operatori (le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra da tempo perché prevedono rincari). Ma che cosa succede a chi non eserciterà l’opzione per inesperienza o semplice dimenticanza? Lo spiegano due emendamenti all’articolo 27 approvati in commissione, uno di Francesco Scalia (Pd) e l’altro di Aldo Di Biagio (Ncd): sarà garantito un servizio di salvaguardia «attraverso procedure concorsuali per aree territoriali e a condizioni che incentivino il passaggio al mercato libero».
Il governo, secondo fonti bene informate, avrebbe già in preparazione un altro emendamento che disciplina nel dettaglio lo svolgimento delle aste precorrendo i tempi del decreto attuativo – d’uopo in simili occasioni – e stabilendo limiti rigidissimi di quote di mercato, che dovranno essere inferiori al 50%, per la partecipazione alle gare. Una sollecitudine un po’ sospetta per un ddl che da due anni vaga per il Parlamento. L’identikit dei potenziali partecipanti è presto svelato: a quelle gare non potrebbero partecipare Enel e le utility delle grandi città come Roma, Milano, Torino e Napoli. A tutto vantaggio di operatori su scala nazionale quale è appunto Sorgenia.
Se si considera che il volume d’affari ipotizzato per i servizi elettrici forniti a coloro che non eserciteranno l’opzione per il mercato libero è di almeno 500 milioni di euro, è legittimo dubitare della trasparenza delle procedure vista l’esclusione ex ante degli operatori incumbent che, tra l’altro, essendo a partecipazione pubblica, garantiscono dividendi al tesoro o ai Comuni azionisti. Ecco, è una questione di dirottamento di dividendi. Sorgenia, di proprietà delle banche dopo che Cir non era riuscita a far fronte a 1,8 miliardi di debiti (600 milioni in capo a Mps, oggetto di salvataggio pubblico da 6,7 miliardi), ha bisogno di un afflusso di risorse che le consentano di rimettersi in carreggiata facendo recuperare ai soci una piccola parte dei crediti trasformati in azioni e in nuovi finanziamenti. Il presidente dell’Authority Energia, Guido Bortoni (in scadenza nel 2018 e in cerca di ricollocazione), ha detto che «non saranno messi all’asta i clienti, ma il servizio». Le perplessità restano.
Tratto da: Il Giornale

GIULIANO AMATO ammette: “già si sapeva che con l’euro l’Italia poteva crollare economicamente” !! E lo dice come se niente fosse, incurante della gente ridotta alla fame, dei giovani senza futuro e di chi si è ammazzato. Perchè gente così non ha solo l’aspetto di un verme… Lo è nell’anima!

 GIULIANO AMATO

.

.

 

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

GIULIANO AMATO ammette: “già si sapeva che con l’euro l’Italia poteva crollare economicamente” !! E lo dice come se niente fosse, incurante della gente ridotta alla fame, dei giovani senza futuro e di chi si è ammazzato. Perchè gente così non ha solo l’aspetto di un verme… Lo è nell’anima!

 

”Per colpa dell’Euro, abbiamo perso un’intera generazione.” (Deutche Bank)
L’Eurozona ha sbagliato e ha provocato la crisi”

Giluliano Amato Confessa: Crollo economico in Italia premeditato …

Come se niente fosse successo, GIULIANO AMATO ammette che … Si sapeva gia’ che con l’introduzione dell’euro l’Italia potesse crollare economicamente.

GUARDA QUI IL VIDEO

 

 

GRANDE J-AX: Salvini dice che i Rom rubano? Ma quanti campi Rom ci vogliono per rubare 40 milioni di Euro come ha fatto la Lega di Belsito e Bossi?

.

.

Salvini

.

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti

.

.

 

GRANDE J-AX: Salvini dice che i Rom rubano? Ma quanti campi Rom ci vogliono per rubare 40 milioni di Euro come ha fatto la Lega di Belsito e Bossi?

 

GRANDE J-AX: Salvini dice che i Rom rubano? Ma quanti campi Rom ci vogliono per rubare 40 milioni di Euro come ha fatto la Lega di Belsito e Bossi?

 

SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti